Banali amnesìe di un'eco


Lorenzo Mattotti, peintre
Amore, amore,
amore,
prendimi le mani,
le mani
le mani
stringile
stringile
stringile
ecco, ti passo
il mondo
il mondo
il mondo…
Herbie Hancock, Gerwin's World, The Man I love
( mitico Herbie)
Stasera cucino io
( e facciamoci la croce )


Ricetta di:
Pasta alle verdure, ermeneutica, ontologica, politicamente scorretta.
Ingredienti per 4 persone ( mah facciamo 5, va…):
Ortaggi vari (zucchine, carote, peperoni, melanzane ecc. ecc.)
1 o 2 confezioni di stracchino.
Olio q. b.
Sale q. b.
( mi pare manchi qualcosa, ma vabbè )
Preparazione
Fase 1
Uscite, prendete il primo affamatissimo clochard
che trovate per strada e portatevelo a casa.
Fategli lavare accuratamente le mani, e mettetelo a tagliare
rigorosamente a julienne tutti gli ortaggi.
Intanto, voi rifornitelo di abbondante vino: un Corvo di Salaparuta potrebbe risultare, per l’occasione,
più che mediocre.
Fase 2
In una padella con abbondante olio, dopo aver messo a riposare il vostro amico clochard già mezzo 'mbriaco, buttateci dentro le verdure, facendole rinvenire e garantendo loro una cottura non eccessiva a fuoco basso.
Fase 3
Mettete il pentolone per la pasta; mentre aspettate la bollitura ascoltate il russare del vostro amico sul divano, come se fosse Stravinskij in persona a produrlo.
Scolate, mischiate pasta e ortaggi.
Alla fine, ma solo alla fine, buttateci dentro lo stracchino e mischiate mischiate mischiate,
per un minuto circa.
Spegnete, coprite con coperchio e fate riposare il tutto per 5 minuti.
Nel frattempo ( oh, nelle ricette nel frattempo c’è quasi sempre), andate nelle camere da letto e cercate di svegliare i vostri amici che dormono dormono dormono, per tentare di smaltire il vostro precedente pasto.
Apparecchiate con tovaglia a quadretti.
Ci siete tutti?
Ingozzatevi tranquillamente.
Tacete, se potete.
Alla fine stujative ‘u mussu ( trad. per i nordici : pulitevi la bocca)
e, prima di abbandonarvi in un angolo qualunque a scoppiare, andate in bagno e ripetetevi davanti allo specchio che fate veramente schifo.
Il clochard?
E mo, secondo voi, nelle condizioni in cui si trova, lo ributtate in mezzo alla strada?
No no.
Tenetevelo là finchè, sua sponte, disgustato dal vostro barbaro modo di cucinare, non sarà lui ad andarsene…
Finish.
Talking Heads, The book i read
"Le voci di dentro"

foto Zija
Essì, io vi avevo avvertito.
Sono anni che vi avverto. E non provateci nemmeno a negarlo,
che mi fate venire ancora di più il nerboso.
Mo basta.
Preparatevi, si sloggia.
E preparatevi pure un salvagente se non sapete nuotà.
Che ore so’ ?
Le tre di notte, mille nuvole e un cielo.
Dopo che ho finito con voi,
mi sdraio tranquillamente nella pioggia.
Senza più interferenze.
- Sei una chiavica-
- Ma dove vuoi andare tu-
- Ma guardati-
- Sei arrivata al capolinea-
- Scappa-
VOCI, ci siete tutte? Iamme, qui, nel sacchetto.
Senza troppo casino, o resistenze, e non contate sul fatto
che non sono un’assassina nata.
Ho deciso e questo, per voi, è peggio di un qualunque coltello.
Il viaggio è breve, le scale, poi il cesso.
Sì, sì, scalpitate pure, la tavoletta l’ho già sollevata.
Ora tiro lo sciacquone.
VOCI MIE DI MERDA, voci denigratorie,
bon voyage.
Adieu.
P.S. Visto che ci siete, aggiungeteci pure le vostre, va...
:)
Modena City Ramblers, In un giorno di pioggia
Categorie economiche emergenti

l'arrotino (è arrivato l'arrotino...)

la gattara

il raccoglitore di pomodori (San Marzano )

il venditore di palloncini

La badante

Il liutaio

Il Suonatore di Tamburi

Lo spazzacamino

L'acquaiolo

l'attraversatore di spiagge
ecc. ecc.
"Straniero, rabbia strozzata in fondo alla gola,
angelo nero che turba la trasparenza,
traccia opaca, insondabile..."
Julia Kristeva
Radiodervish, Amara terra mia
Le sballatissime ( e piccole ) teorie di Renée

foto V. Ivanovski
Io ho una teoria ( Una? ),
una teoria piccola piccola e sentimentale,
sull’alternanza tra il Dire e il Tacere
e sul Pudore finto che falsa molto spesso il loro
ciclo naturale.
Esempio di teoria applicata
all’attrazione passionale-erotica -mentale:
Due si conoscono, si piacciono, hanno vite incasinatissime,
insomma ‘sta cosa né può essere, né si può fa’…
(ogni teoria ha bisogno di semplificazioni).
Ipotesi A: ci si allontana, con struggimento, per evitare
di sbattere sempre il muso contro il reale.
Ipotesi B: si porta a compimento, fino in fondo,
la “conoscenza”, affrontando ( e, in genere, nessuno lo sa fare )
sensi di colpa, sudori notturni, casini vari con il proprio Ego
e con la propria Autostima.
Ipotesi C ( chiaro, quella che preferisco): ci si ricorda di essere
Umani parlanti, di possedere un Mondo immaginario che ci distingue
da un qualunque minerale, e si scandaglia fino in fondo la
propria “passione”, avendo cura di non omettere, né censurare
il magma interno che, altrimenti, circola circola alimentando
barriere di confine e frustrazioni varie
(insomma, il regno delle ombre).
Se si è proprio bravi, si riesce a contenere sotto il limite di guardia,
anche un fastidiosissimo tasso di Sublimazione ( in genere, scelta decisamente ipocrita).
Spero che, nel leggere ‘sta cosa, non vi siano venuti in mente personaggi
alquanto squallidi come il Dottor Francesco Alberoni e sua moglie Rosa.
Au revoir
J
Patti Smith, Everybody wants to rule the world
(Grazie Sebastiannnnn :* )
La mia Ventola a quadretti

1
- Re, puoi spegnere l’aspirapolvere?-
- Non è l’asp., è la Ventola del Pc-
- Talmente forte che si sente anche attraverso il telefono?-
- Sì -
- Re, ci deve essere qualche forte interferenza, sento un fastidiosissimo rumore di sottofondo,
ti richiamo.
- No, è la mia Ventola-
- Del Pc?-
- Sì-
- E fattela cambiare figlia mia, così rimbambisci…-
- Re, sento la Ventola, sei nella stanza del Pc?-
- Sì-
- Ti prego, vai nell’altra , oggi non ho voglia di torture cinesi…-
-Cacchio, sei davanti al Pc…-
- Ma no…-
- Come no, bugiarda, sento
mi avevi promesso che ci saresti stata poco,
inaffidabile sei…-
- Dai, non farla tanto lunga, ci sono solo da 5 minuti…-
5
- Re, ehi... -
- Dimmi... -
- Che bello sentire la Ventola...-
- Dici?-
- Sì, mi sembra di averti vicina vicina, qui, con me, tu e le tue cose...-
Ecc, ecc.
Appello: chiunque fosse in grado di cambiare una ventola
avrebbe la mia stima e la mia amicizia per sempre.
+ un pranzo completo di mia madre.
P.S. Questione di vita o di morte cerebrale.
:*
Metodi pedagogici alternativi.

foto Edith Tankus
III C, tutti uomini ( età media: 17 anni ).
“Esempio, ragazzi:
gnocchi, siamo in presenza di un gruppo consonantico iniziale,
quindi, “gli gnocchi”, o “i gnocchi”? ”
“Pressorè, le gnocche. E' molto meglio.”
Risate, battutine e strizzatine d’occhio.
“Bene, Matteo, cos’è una gnocca?”
“Pressorè, una bonazza di prima categoria.”
“Bene, e cos’è ancora?”
“La passeraaaaaaaaaaa.”
“Quindi, una parte per il tutto, dunque una Metonìmia, no?
O, forse, una metafora?”
“Pressorè, mo, o l’una cosa o l’altra, so solo che
quando mi ci trovo davanti, mi sale il sangue agli occhi…”
P.S. Non spargete la voce, vi prego,
altrimenti mi espellono da tutte le scuole d’Italia.

Ho fameeeeeeee



Disegni di federico fellini
Ho fame di alchimie,
di more,
di immagini angolari,
di turbamenti risolti,
ho fame di rinascita,
di pensieri che sconfiggano il banale,
di capovolgimenti repentini,
di mozzarella in carrozza,
ho fame di occhi che
incominciano a parlare,
di menti che non rifiutano i regali,
ho fame di mani che sanno
dove adagiare un sogno,
ho fame di ippogrifi,
di spazi leggeri tra parole,
di abissi colorati,
ho fame di ciliegie, rosse,
carnali, succose,
di collegamenti capricciosi,
ho fame di intese,
ho fame,
ho sempre fame, io…
P.S. Cacchio, ma perché tutti continuano
a dire
che devo
mettermi a dieta ?
J
Identificazioni


L'arte del Sogno, film di M. Gondry,
con C. Gainsbourg e Gael Garcìa Bernal.
Avevo promesso ad una persona cara
che questo film l’avrei visto tra un po’…
Ma era qua, ieri, bello scaricato e taroccato e mi ripeteva :
“ Guardami adesso, che ne hai bisogno. Anche tu sei una sognatrice
con problemi di distorsione della realtà.
Guardami, che stanotte ti sentirai un po’ meno sola…”
E così, io che cedo volentieri alle lusinghe,
me lo sono divorato.
La storia?
Un cammino perpetuo ed incerto
sul confine Sogno/Realtà.

Tom Waits, All the World is Green
(tra i suoi pezzi, uno di quelli che mi piace di più)
Sole




Sole rincorri, sole…
Sole, cattiva grazia
Sole, strada del tuo ritorno ,
sole, io sto tremando…
sole, nessun progetto, no…
sole, il corpo inquieto,
sole, era una bocca ed era un mondo,
sole, mi sento io,
sole, raccogli i fili
sole, bimba nel prato,
sole, ho 15 leggeri anni,
sole, libri nel campus,
sole, strade di vicoli sempre aperti,
sole, il suo corpo attende,
sole, fluttuo nell’aria,
sole, il senso non è più oltre,
sole, io sto tremando,
sole, che colore hanno gli occhi dei trent’anni,
sole, il suo corpo è leggero,
sole, il suo modo di sentire è così intenso e
quasi doloroso,
sole, io non mi chiedo,
sole, donna mutila donna viva nei tanti anni,
sole, lei non sa chiedere,
sole, lui non può dare…
sole vivo, sole amaro, sole del deserto,
sole, non possono allontanarti,
sole, nell’immaginarti,
loro “si incontrano”…
Foto: Gardabelle, Ribeiro, Hamilton

Assolo


foto Feldman
“Dov’è
La faglia”,
il passaggio sbagliato?
Perché,
Se la fragilità
Compare,
io vedo
ancora
due occhi enormi
e una bambina
diventare solo sguardo…
e richiamare a sé
una mano
troppo distante,
troppo stanca…
E c’è un coro di voci
Che cerca
sollievo
Alle proprie ombre
Parlando
D’altro…
E
c’è ancora
Il freddo
Di quel maledetto muro,
E l’aria arcigna
Di un distacco
Che si accontenta di se stesso.
Arido,
insonne,
definitivo…

Cassandra Wilson, Fragile
Siparietti - Harakiri

Quando,
come oggi,
correggo i compiti di italiano
dei miei alunni,
mi vorrei uccidere.
Cominciano quasi tutti con: “Da che mondo è mondo”
e finiscono con:
“…E speriamo che domani sia migliore”
O Dio, Dio, Dio.
P:S.: Accuse rivoltemi durante lo Svolgimento:
“Pressorè, tracce troppo fantasiose.
Meglio ‘na bella Fame nel mondo,
il Bullismo o la piaga della droga”.
Ecco qua, vai a fare l’alternativa del cavolo…
J
?Chi parla?

foto Bernard Faucon
In mezzo, tu lo sai, ci sono emozioni forti.
Non nego.
In mezzo, tu lo sai, ci sono abissi di realtà.
Lo ammetto.
Fragili specchi,
mongolfiere senza cielo,
macchine senza asfalto,
colori senza tela,
deviazioni senza normalità.
Me ne rimango da questa parte di mondo.
E se la vita urla,
le proporrò una tregua…

Edith Piaf, Sous le ciel de Paris
Il mio Sud, a volte così bello

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P.S. Ci so' morta a fare 'sto post :*