giovedì 31 maggio 2007

Banali amnesìe di un'eco





Lorenzo Mattotti, peintre


Amore, amore,


amore,


prendimi le mani,


le mani


le mani


stringile


stringile


stringile


ecco, ti passo


il mondo


il mondo


il mondo…


 


 








Herbie Hancock, Gerwin's World, The Man I love


( mitico Herbie)

mercoledì 30 maggio 2007

Stasera cucino io


( e facciamoci la croce )




Ricetta di:


Pasta alle verdure, ermeneutica, ontologica, politicamente scorretta.


 


Ingredienti per 4 persone ( mah facciamo 5, va…):


Ortaggi vari (zucchine, carote, peperoni, melanzane ecc. ecc.)


1 o 2 confezioni di stracchino.


1 kg di penne rigate ( le lisce fanno schifo )


Olio q. b.


Sale q. b.


( mi pare manchi qualcosa, ma vabbè )


Preparazione


Fase 1


Uscite, prendete il primo affamatissimo clochard


che trovate per strada e portatevelo a casa.


Fategli lavare accuratamente le mani, e mettetelo a tagliare


rigorosamente a julienne tutti gli ortaggi.


Intanto, voi rifornitelo di abbondante vino: un Corvo di Salaparuta potrebbe risultare, per l’occasione,


più che mediocre.


Fase 2


 In una padella con abbondante olio, dopo aver messo a riposare il vostro amico clochard già mezzo 'mbriaco, buttateci dentro le verdure, facendole  rinvenire e garantendo loro una cottura non eccessiva a fuoco basso.


Fase 3


Mettete il pentolone per la pasta; mentre aspettate la bollitura ascoltate il russare del vostro amico sul divano, come se fosse Stravinskij in persona a produrlo.


Scolate, mischiate pasta e ortaggi.


Alla fine, ma solo alla fine, buttateci dentro lo stracchino e mischiate mischiate mischiate,


per un minuto circa.


Spegnete, coprite con coperchio e fate riposare il tutto per 5 minuti.


Nel frattempo ( oh, nelle ricette nel frattempo c’è quasi sempre), andate nelle camere da letto e cercate di svegliare i vostri amici che dormono dormono dormono, per tentare di smaltire il vostro precedente pasto.


Apparecchiate con tovaglia a quadretti.


Ci siete tutti?


Ingozzatevi tranquillamente.


Tacete, se potete.


Alla fine stujative ‘u mussu ( trad. per i nordici : pulitevi la bocca)


e, prima di abbandonarvi in un angolo qualunque a scoppiare, andate in bagno e ripetetevi davanti allo specchio che fate veramente schifo.


Il clochard?


E mo, secondo voi, nelle condizioni in cui si trova, lo ributtate in mezzo alla strada?


No no.


Tenetevelo là finchè, sua sponte, disgustato dal vostro barbaro modo di cucinare, non sarà lui ad andarsene…


Finish.


 :)



 


 








Talking Heads, The book i read

martedì 29 maggio 2007

"Le voci di dentro"



foto Zija



Essì, io vi avevo avvertito.


Sono anni che vi avverto. E non provateci nemmeno a negarlo,


che mi fate venire ancora di più il nerboso.


Mo basta.


Preparatevi, si sloggia.


E preparatevi pure un salvagente se non sapete nuotà.


Che ore so’ ?


Le tre di notte, mille nuvole e un cielo.


Dopo che ho finito con voi,


mi sdraio tranquillamente nella pioggia.


Senza più interferenze.


-         Sei una chiavica-


-         Ma dove vuoi andare tu-


-         Ma guardati-


-         Sei arrivata al capolinea-


-         Scappa-


VOCI, ci siete tutte? Iamme, qui, nel sacchetto.


Senza troppo casino, o resistenze, e non contate sul fatto


che non sono un’assassina nata.


Ho deciso e questo, per voi, è  peggio di un qualunque coltello.


Il viaggio è breve, le scale, poi il cesso.


Sì, sì, scalpitate pure, la tavoletta l’ho già sollevata.


Ora tiro lo sciacquone.


VOCI MIE DI MERDA, voci denigratorie,


bon voyage.


Adieu.



P.S. Visto che ci siete, aggiungeteci pure le vostre, va...


:)


 


 








Modena City Ramblers, In un giorno di pioggia


lunedì 28 maggio 2007

Non sense



foto Michal Rovner



Quella


proposizione


non


 principale,


quella proposizione


nominale,


quella malinconia.


 


 








John Coltrane, Equinox


domenica 27 maggio 2007

Leggerezze


3-09


foto Cig Harvey


Basta.


Dammi il vestito nuovo.


Sì, quello scollatissimo.


Truccami.


La riga sugli occhi, sì.


Passami il bastone.


Usciamo.


Il reale è afasico?


Chi se ne frega.


Dove andiamo?


Boh, non lo so.


Seguiamo il profumo di zagara.


Poi,


si vedrà...









Paolo Conte, Una di queste notti

Categorie economiche emergenti



l'arrotino (è arrivato l'arrotino...)



la gattara



il raccoglitore di pomodori (San Marzano )



il venditore di palloncini



La badante



Il liutaio



Il Suonatore di Tamburi



Lo spazzacamino



L'acquaiolo



l'attraversatore di spiagge


ecc. ecc.


"Straniero, rabbia strozzata in fondo alla gola,


angelo nero che turba la trasparenza,


traccia opaca, insondabile..."


Julia Kristeva


 








Radiodervish, Amara terra mia

sabato 26 maggio 2007

Le sballatissime ( e piccole ) teorie di Renée



foto V. Ivanovski



Io ho una teoria ( Una? ),


una teoria piccola piccola e sentimentale,


sull’alternanza tra il Dire e il Tacere


e sul Pudore finto che falsa molto spesso il loro


ciclo naturale.


Esempio di teoria applicata


all’attrazione passionale-erotica -mentale:


Due si conoscono, si piacciono, hanno vite incasinatissime,


insomma ‘sta cosa né può essere, né si può fa’…


(ogni teoria ha bisogno di semplificazioni).


Ipotesi A: ci si allontana, con struggimento, per evitare


di sbattere sempre il muso contro il reale.


Ipotesi B: si porta a compimento, fino in fondo,


la “conoscenza”, affrontando ( e, in genere, nessuno lo sa fare )


sensi di colpa, sudori notturni, casini vari con il proprio Ego


e con la propria Autostima.


Ipotesi C ( chiaro, quella che preferisco): ci si ricorda di essere


Umani parlanti, di possedere un Mondo immaginario che ci distingue


da un qualunque minerale, e si scandaglia fino in fondo la


propria “passione”, avendo cura di non omettere, né censurare


il magma interno che, altrimenti, circola circola alimentando


barriere di confine e frustrazioni varie


(insomma, il regno delle ombre).


Se si è proprio bravi, si riesce a contenere sotto il limite di guardia,


anche un fastidiosissimo tasso di Sublimazione ( in genere, scelta decisamente  ipocrita).


Spero che, nel leggere ‘sta cosa, non vi siano venuti in mente personaggi


alquanto squallidi come il Dottor Francesco Alberoni e sua moglie Rosa.


Au revoir


J


 Corollario: è ovvio, implicito, che di fronte a possibilità


realmente libere, vivibili ed esplorabili, ogni "teoria" miseramente crolla.


E può essere crollino pure i "magnifici mondi" degli attori virtuali.


Dite che è triste?


No, è solo così...












Patti Smith, Everybody wants to rule the world


(Grazie Sebastiannnnn :* )

venerdì 25 maggio 2007

A chi ama la Perfezione incastrata nelle Forme



Io, sull'albero, guardicchio il mondo. E giudico pure, ahimé :*


( foto Charles Ray)


 


Sei banale


e non è questione di lessico.


Sei banale come chi


cerca a tutti i costi il meglio.


Sotto i fiumi,


nella melma,


talora scorre


la Vita

mercoledì 23 maggio 2007

La mia Ventola a quadretti



1


-         Re, puoi spegnere l’aspirapolvere?-


-         Non è l’asp., è la Ventola del Pc-


-         Talmente forte che si sente anche attraverso il telefono?-


-         Sì -


 



 2


- Re, ci deve essere qualche forte interferenza, sento un fastidiosissimo rumore di sottofondo,


ti richiamo.


-         No, è la mia Ventola-


-         Del Pc?-


-         Sì-


-         E fattela cambiare figlia mia, così rimbambisci…-


 


 3


-         Re, sento la Ventola, sei nella stanza del Pc?-


-         Sì-


-         Ti prego, vai nell’altra , oggi non ho voglia di torture cinesi…-


 



 4


-Cacchio, sei davanti al Pc…-


- Ma no…-


- Come no, bugiarda, sento la Ventola,


mi avevi promesso che ci saresti stata poco,


inaffidabile sei…-


-         Dai, non farla tanto lunga, ci sono solo da 5 minuti…-


 



5


- Re, ehi... -


- Dimmi... -


- Che bello sentire la Ventola...-


- Dici?-


- Sì, mi sembra di averti vicina vicina, qui, con me, tu e le tue cose...-


 


Ecc, ecc.


Appello: chiunque fosse in grado di cambiare una ventola


avrebbe la mia stima e la mia amicizia per sempre.


+ un pranzo completo di mia madre.


P.S. Questione di vita o di morte cerebrale.


:*

martedì 22 maggio 2007

Psicolabile ( ? )









Metodi pedagogici alternativi.



foto Edith Tankus


III C, tutti uomini ( età media: 17 anni ).


“Esempio, ragazzi:


gnocchi, siamo in presenza di un gruppo consonantico iniziale,


quindi, “gli gnocchi”, o “i gnocchi”? 


“Pressorè, le gnocche. E' molto meglio.”


Risate, battutine e strizzatine d’occhio.


“Bene, Matteo, cos’è una gnocca?”


“Pressorè, una bonazza di prima categoria.”


“Bene, e cos’è ancora?”


“La passeraaaaaaaaaaa.”


“Quindi, una parte per il tutto, dunque una Metonìmia, no?


O, forse, una metafora?”


“Pressorè, mo, o l’una cosa o l’altra, so solo che


quando mi ci trovo davanti, mi sale il sangue agli occhi…”


P.S. Non spargete la voce, vi prego,


altrimenti mi espellono da tutte le scuole d’Italia.


 

lunedì 21 maggio 2007

Ho fameeeeeeee


 





Disegni di federico fellini


Ho fame di alchimie,


di more,


di immagini angolari,


di turbamenti risolti,


ho fame di rinascita,


di pensieri che sconfiggano il banale,


di capovolgimenti repentini,


di mozzarella in carrozza,


ho fame di occhi che


incominciano a parlare,


di menti che non rifiutano i regali,


ho fame di mani che sanno


dove adagiare un sogno,


ho fame di ippogrifi,


 di  spazi leggeri tra parole,


di abissi colorati,


ho fame di ciliegie, rosse,


carnali, succose,


di collegamenti capricciosi,


ho fame di intese,


ho fame,


ho sempre fame, io…


P.S. Cacchio, ma perché  tutti continuano


a dire


che devo


mettermi a dieta ?


J

Identificazioni



 





L'arte del Sogno, film di M. Gondry,


con C. Gainsbourg e Gael Garcìa Bernal.



Avevo promesso ad una persona cara


che questo film l’avrei visto tra un po’…


Ma era qua, ieri, bello scaricato e taroccato e mi ripeteva :


“ Guardami adesso, che ne hai bisogno. Anche tu sei una sognatrice


con problemi di distorsione della realtà.


Guardami, che stanotte ti sentirai un po’ meno sola…”


E così, io che cedo volentieri alle lusinghe,


me lo sono divorato.


La storia?


Un cammino perpetuo ed incerto


sul confine Sogno/Realtà.




 




Tom Waits, All the World is Green


(tra i suoi pezzi, uno di quelli che mi piace di più)


sabato 19 maggio 2007

Sole






Sole rincorri, sole…


Sole, cattiva grazia


Sole, strada del tuo ritorno ,


sole, io sto tremando…


sole, nessun progetto, no…


sole, il corpo inquieto,


sole, era una bocca ed era un mondo,


sole, mi sento io,


sole, raccogli i fili


sole, bimba nel prato,


sole,  ho 15 leggeri anni,


sole, libri  nel campus,


sole, strade di vicoli sempre aperti,


sole, il suo corpo attende,


sole, fluttuo nell’aria,


sole, il senso non è più oltre,


sole, io sto tremando,


sole, che colore hanno gli occhi dei trent’anni,


sole, il suo corpo è leggero,


sole, il suo modo di sentire è così intenso e


quasi doloroso,


sole, io non mi chiedo,


sole, donna mutila donna viva nei tanti anni,


sole, lei non sa chiedere,


sole, lui non può dare…


sole vivo, sole amaro, sole del deserto,


sole,  non possono allontanarti,


sole, nell’immaginarti,


loro “si incontrano”…


 




Foto: Gardabelle, Ribeiro, Hamilton





 



Ginevra Di Marco, Tempo di attesa

Assolo




foto Feldman


“Dov’è


La faglia”,


il passaggio sbagliato?


Perché,


Se la fragilità


Compare,


io vedo


ancora


due occhi enormi


e una bambina


diventare solo sguardo…


e richiamare a sé


una mano


troppo distante,


troppo stanca…


E c’è un  coro di voci


Che cerca


sollievo


Alle proprie ombre


Parlando


D’altro…


E


 c’è ancora


Il freddo


Di quel maledetto muro,


E l’aria arcigna


Di un distacco


Che si accontenta di se stesso.


Arido,


insonne,


definitivo…



 


 



Cassandra Wilson, Fragile


giovedì 17 maggio 2007

Grida...



Grida, mio amore,


grida...


Lo sappiamo,


è solo un attimo


di infinito nuovo


che sa


di antico.


Ora,


prima,


dopo,


negli angoli…


Sì.


Grida, mio amore,


grida…



 





Nick Cave, Brompton Oratory

Siparietti - Harakiri



Quando,


come oggi,


correggo i compiti di italiano


dei miei alunni,


mi vorrei uccidere.


Cominciano quasi tutti con: “Da che mondo è mondo”


e finiscono con:


“…E speriamo che domani sia migliore”


O Dio, Dio, Dio.


P:S.: Accuse rivoltemi durante lo Svolgimento:


“Pressorè, tracce troppo fantasiose.


Meglio ‘na bella Fame nel mondo,


il Bullismo o la piaga della droga”.


Ecco qua, vai a fare l’alternativa del cavolo…


J

lunedì 14 maggio 2007

?Chi parla?



foto Bernard Faucon


In mezzo, tu lo sai, ci sono emozioni forti.


Non nego.


In mezzo, tu lo sai, ci sono abissi di realtà.


Lo ammetto.


Fragili specchi,


mongolfiere senza cielo,


macchine senza asfalto,


colori senza tela,


deviazioni senza normalità.


Me ne rimango da questa parte di mondo.


E se la vita urla,


le proporrò una tregua…





 







Edith Piaf, Sous le ciel de Paris

domenica 13 maggio 2007

Il mio Sud, a volte così bello


















MAGARA

testo: Enzo Costabile

musica: Fabio Pepe, Francesco Pallone











Fatti palumma ‘mparami a vulari, iamu luntanu dopo tutti ‘i stiddri

iamu luntanu senza ni vutari ‘ntra camera addi piettini i capiddri

Fatti curtieddru ‘mparami a tagliari, a sparta i jurni copani e surienti

Ad azari i veli senza jatu vientu, a rapa a porta prima di parrai.


Fatti canzona circami di notti quannu vuddra ru vinu dintra a vutta

Fatti canzona c'un si po' scurdari c'arrumma d'intra cchjù di na jumara

Fatti funtana ca n'un sicca mai, ca criscia granu e ‘mbunnadi ogni sidda

Ca duna l'acqua a chini l'ha di dari, ca n'un sìaccatta mai e n'un si vinna


Fatti magara i cientu magarii, di nivi c'un si sguaglia suttu ‘u suli

Di notti c'un finiscianu a matina, di vasi ca canuscianu a mia sulu

Fatti magara, fatti funtaneddra, fatti curtieddru, fatti palummeddra


Fammi tuttu ppi ttia, fammi canceddra

Montagna, terra russa, adduru i peddra

Fammi pirrupu ca dopu ‘un c'è cchiù nenti

Fammi vutu di chiru c'un si penta

Fammi tuttu ppi ttia, fammi cavaddru

Suonnu senza catini


Fammi curtieddru ca taglia i magarii

O fammi latru c'arrobba sulu a ttia

Fammi tuttu ppi ttia.



 Fatti farfalla insegnami a volare, andiamo lontano oltre tutte le stelle, andiamo lontano senza voltarci,     nella camera dove pettini i capelli                                                           Fatti coltello, insegnami  a tagliare, a dividere i giorni cupi e sordi                                         ad alzare le vele senza un filo di vento, ad aprire la porta prima di parlare.


Fatti canzone, cercami di notte, quando         bolle il vino nella botte,                                 fatti canzone che non si può scordare,             che scorre dentro più di una fiumara,            fatti fontana che non secca mai, che fa crescere il grano e bagna ogni spiga,                che dà l’acqua a chi la deve dare,                  che non si compra mai e non si vende


Fatta maga di cento magìe,  di neve che non si squaglia     sotto il sole                                   di notti che non finiscono al mattino, di baci che conoscono me solo                                fatti maga, fatti fontanella, fatti coltello, fatti farfallina


Fammi tutto per te, fammi cancello, Montagna, terra rossa, odore di pietra,  fammi dirupo, oltre il quale non c’è più niente, rendimi Promessa di chi non si pente,            fammi tutto per te, fammi cavallo, sonno senza catene…


Fammi coltello che taglia le magìe,                   o fammi ladro che ruba solo te…                                                   Fammi tutto per te.






 


 


P.S. Ci so' morta a fare 'sto post :*