"The dreamers"
(sciocchezzuole)

Perlomeno,
il sentimento di non avere nulla da perdere,
tipico dei disperati, di quelli già perduti, dei santi, degli incoscienti
untori di passi "finto-liberi",
ti consente di sverminarti tutta,
fregandotene di aspettare
le voci di conferma
che ti dicano: baby, sei sulla strada giusta
per la frammentazione generale.
O per la pazzia, per la pazzia non troppo rumorosa.
Attenzione però,
una cosa sola ti può fregare:
l’attesa strisciante, resistente che i
“non so che” ti spingano vertiginosamente da est verso ovest, da nord verso sud,
dal basso verso l’alto, da qui a lì.
Eoli capricciosi.
Le nuove geografie te le puoi solo immaginare.
Poi, se non succede niente, prendila con una sorta di allegria-puttana.
Ricorda per es., quella volta, in quell’estate che avevi solo 15 anni,
ma sì, te la ricordi, quando rubasti la motocicletta del tuo migliore amico,
per sfrecciare davanti agli occhi di quell’altro, che smaniava solo per una ragazzina pulita, bella e bionda, (sempre così),
e tu glielo volevi proprio fare vedere quanto fossi del genere coglione pseudo-gagliardo,
passavi, acceleravi, la macchina poi non l’hai vista e ti ha sbattuto contro il muro.
Una mezza tragedia. O una tragedia mezza. Se non sei morta, è già così.
Ma la cosa, se si vuole, mica si ferma sempre lì, nella tragedia, intendo.
Ricordi anche chi fu il primo che venne a prenderti, con i denti scalcagnati sul davanti e i rivoletti di sangue che ti scendevano giù dalla testa, te lo ricordi, sì?
Don Gaetano Pellicori, l’uomo più ingiustamente vituperato di tutto il cosentino,
in vacanza pure lui in quella zona viva di mare. “Il signor quadro nero, scuro, con piccole sfumature verde- pallido”.
Sempre a ridere, con gli altri, a fare le corna, quando lo si vedeva al bar solo come uno solo,
che quando uno è sempre solo finisce per fare sempre le stesse cose, tipo lisciarsi i baffi e mangiare almeno tre granite di limone.
Seduto allo stesso tavolo, come ogni ogni sera, sì.
Perché ce l’aveva scritta in fronte l’insegna del suo negozio cittadino: “Pompe funebri Pellicori, dal 1960, comprovata esperienza, prezzi modici, ma casse belle e solide, per il tuo passaggio dignitoso e onesto. Economicamente, anche per questo, non contare sui parenti, gestisciti da te.”
Così tu, credendolo il più comico, paradossale emissario del divino, lo guardasti in faccia e gli dicesti:
“Signore, che mi aspetta? Non ho vissuto, non ho peccato. Signore, mi dica che sognare non è un reato capitale, me lo dica ora, qui.”
Neil Young, Heart of gould