De Ira


foto D. Jourget, Sophie Touvenin
- Zia, aiutami, la tesina.-
E so’ già così vecchia che nipote mio, pallina grassa fino all’altro giorno, farà esami di maturità.
- Vabbuò, dì a zia, c’amma fa’? Di che dobbiamo parlà?-
-Seneca, il De Ira. –
- Azz, interessante assà-
Leggo due stronzate, adhunc scrivo ( quando un nipote ti chiede aiuto, tradotto, significa che devi fare tutto tu.)
Risultati (stralci):
Seneca e la follia dell’ira.
L’ira ha dei luoghi simbolici e reali. L’ira si avvita nell’animo, ma non ha il tempo di mettere radici, perché ha bisogno di oggetti e soggetti da divorare, da distruggere, ha bisogno di nutrimento immediato, l’ira.
L’ira è “un morbo incurabile” che si annida nelle taverne, nelle osterie, dove il vino scorre annebbiando la testa e il raziocinio, diffondendo, in maniera circolare, il male.
L’ira è il volto illustre di Caligola, in una silenziosa notte d'estate, mentre passeggia sulla sua terrazza, amante sazio di corpi di pretori e cavalieri sacrificati in maniera oscura in quella stessa notte.
L’ira è la più universale delle passioni, nel senso che la sua fenomenologia riguarda tutti gli uomini. Ma anche la più visibile, la più eclatante, la più perfida rappresentante dell’Oscuro.
Il filosofo è contrario alla posizione peripatetica che ritiene che l’ira debba avere un suo spazio, un suo dominio, un luogo in cui placarsi e poi, naturalmente, allontanarsi.
L’ira si combatte prima che lei disegni, nel nostro “Teatro interno”, attraverso i potenti mezzi del Sapiente stoico: una ragione che sappia ridimensionare le sue cause e contrastarne, attraverso un metodico ed incessante lavorìo interiore, lo spazio.
L’ira deve rimanere nuda, e affamata. E spegnersi così, come una donna bella, ma rifiutata.
Oh Seneca, ed io ti dico che, con le tue idee, non sono assai d’accordo.
Anzi, meglio, non riesco mai ad applicarle. Ne vuoi una dimostrazione?
Mentre scrivo ‘ste due sciocchezze su di te, a turno, entrano e mi dicono che,
per l’ennesima volta, mi hanno perduto le chiavi della macchina.
Io cerco di stare calma, stoica e ferma.
Poi mi alzo dalla sedia e, all’improvviso, mi metto a gridare
come una pazzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…
J
The Clash, London Calling
ex pallina grassa che ha detto? :))
RispondiEliminaAnche io cerco di stare stoico e fermo...
RispondiElimina.. ma so d'accordo assai con te e ...
:*
beh! quando mi prende!!..,-)))
RispondiEliminaMissMirrorrrrrrrrrrrrrr, ahahahahahahahahahahahahahahhaah. Ha detto così: " Zia, tu, Seneca, lo applichi magnificamente...:***
RispondiEliminaArsè:***
Onda, che fai quando ti prende? :***
quell'immagine rossa, quel rosso è letteralmente un invito al non ridimensionamento ... la natura non ridimensiona è ... la ragione che contrasta la vita ... il lavorio interiore ...lavorio interiore? a me basta il lavorio esteriore e già mi avanza ... l'ira va combattuta per quel che di violenza ha contro il prossimo ma l'ira solitaria l'ira contro dio a volte l'ira l'ira
RispondiEliminaL'Ira un morbo incurabile?
RispondiEliminaUrca sono fottuto.
Tarlo (affetto da Paperinite congenita)
Utenteanò (anche se io immagino chi tu sia), è sacrosanto: "l'ira va combattuta per quel che di violenza ha contro il prossimo ma l'ira solitaria l'ira contro dio a volte l'ira l'ira".
RispondiElimina:***
Daniele, ùùùùùù, e mi sa che, su 'sta cosa, siamo in tanti ad essere fottuti...:***
siamo in molti,per un motivo o per un'altro.
RispondiEliminaVero Stella. Per un moivo o per un altro...
RispondiElimina:*
Seneca del "De vita beata" diceva anche che il vero marinaio si vede in mezzo alla tempesta... Eppure, non credo che Seneca avesse torto del tutto. Il che non vuol dire che sia facile applicare quello che propone...
RispondiEliminaUn saluto
Paolo M
Romantic Tragedy, Seneca era un grande. Alcune sue considerazioni sull'infelicità mi sono rimaste impresse fin dal Liceo.
RispondiEliminaMa, appunto, bisogna essere dei grandi per porre in atto quello che dice..
L'ira affamata... bella come immagine.
RispondiEliminal'ira esplicitata secondo me mortifica e corrode effettivamente... perche' spesso e' seguita da sensi di colpa e di rimorso... l'ira solitaria dell'utente anonimo e' diversa, intima forse, ma forse per questo ancor piu' dolorosa. Io vedo l'ira sgusciare fuori dal senso di impotenza ... e con grande dolore. Ma reprimire tutto e' altrettanto pericoloso.
Eccola là, la mia intelligente Onbeauty, con il suo taglio umanisticamente analitico...
RispondiElimina:***
senso di impotenza sì .... (come si fanno a fare i puntini di sospensione con una misura un po degradante renée? verso il basso?)
RispondiElimina...l'ira funesta del pelide Achille..., l'autocontrollo non è una mia virtù, strepito e pesto per inezie e poi mi calmo....diverso è quando il motivo è serio e allora vengo sommersa da un senso di gelo che mi soffoca e mi rende muta, e l'ira mi annega
RispondiEliminaELLE
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaSono molto stanca stamattina...
Aarkel, pure quando scivolano, i tre puntini, poi, si riprendono sempre...:*
ELLE, le nostre fenomenologie, così simili, così diverse...:*
stupendamente iraconda, come me... Oggi Renée mi sono data anche io al punk, ma ucraino però
RispondiElimina:-)
Iraconde, lisa, sì.
RispondiEliminaMa quando poi passa, si spalancano laghi di dolcezza (verso persone care)
L'ira da inefficienza sociale, no, quella no, quella diventa lotta. E si organizza.
:*