domenica 8 luglio 2007

A beautiful mind






foto E. Siegfried, Roger Borgelird


Intendiamoci,


della New Age non me ne fotte un cazzo.


E neanche dei deliri e delle profezie di Celestino.


Tutte ‘ste minchiate non fanno altro che rallentare il ritmo della vita,


togliendole sangue ed incisività.


Intendiamoci,


sono una nevrotica spinta


con leggere periferie buddiste.


Ma vero è che la MENTE, intesa in senso più globale,


spesso la lasciamo dormire o l’ammorbiamo


con quelle stronzate là.


Ve lo ricordate Troisi, in Ricomincio da Tre,


quando tenta di far muovere, attraverso la forza del pensiero,


il vaso in fondo alla stanza?


Ecco, i miei tentativi tragicomici di far funzionare il cervello


in modo soprannaturale assomigliano ai suoi. Gli esiti pure :*


Ho un cane, Numa, che, in questi giorni, pare ‘mpazzito: mozzica qualunque


cosa  si muova, con lasciva predisposizione per le mie gambe cicciottelle.


A volte lo guardo fisso, cercando di ipnotizzarlo, gli impartisco ordini mentali,


lui rimane immobile per pochi secondi,


ed io penso di esserci riuscità, sì.


Po’, all’improvviso, in preda a crisi convulsive,


ritorna ad agguantarmi,


con in più frenesie masturbatorie ed


altri istinti naturali.


Brillante, no?


Ma c’è una cosa, una cosa ben più importante, in cui mi pare di averlo utilizzato e bene


‘sto cacchio di “potere soprannaturale”.


 Immaginatevi ‘sta scena: un uomo, mio padre, ed io ci accampiamo su un confine, uno di quei confini che sanno di definitivo.


Di là forze oscure che lo tirano,


e lui, quasi quasi, ormai stanco, vorrebbe lasciarsi andare.


Io lo stono e continuo a parlargli senza tregua,


anche di notte, mentre sogno, e blablabla e blablabla…


Padre, carattere di pietra, mi manda pure a fanculo,


e me ne fotto e continuo a tirarlo e non lo lascio andare.


Le nebbie si alzano spesso, le luci si affievoliscono,


a volte scompaiono del tutto.


In quei momenti piango, ma continuo a parlare,


e gli dico che le sue galline fanno tante uova


e che il barbiere lo aspetta per tagliargli i capelli,


che il sole cala sulle montagne nostre


lasciando colori bellissimi


che hanno bisogno anche del suo sguardo,


e cose piccole così…


Io quasi, un po’ stremata, non me ne sono accorta,


ma sono ormai parecchi giorni che ci siamo allontanati dal confine:


adesso siamo su un prato a mangiare un panino,


e lui mi racconta ancora quella storia che mi piace tanto


di come un giovane uomo, davanti ad uno sperduto casolare,


guarda la luna con la figlia in braccio


e alla luna l’affida,


perché la notte è troppo bella


e le cicale continuano a cantare…





Sheryl Crow , The First Cut Is The Deepest

20 commenti:

  1. ... E non sai quanto ti riesce bene "raggiungere" attraverso la forza del pensiero, preziosa e vitale "nevrotica spinta

    con leggere periferie buddiste".Ciao VentuRupulu ;***

    RispondiElimina
  2. Eccoli i miei due angeli custodi: VaniaLaDolce e Sebastiano, angeli siculi, angeli tosti, angeli veraci...:***

    Un altro angelo, Gabriele, sta giù, ma io l'abbraccio qua...:*

    RispondiElimina
  3. aldiladellospecchio8 luglio 2007 alle ore 22:41

    Sui prati a piedi scalzi avvengono incontri meravigliosi, pieni di energia, magici. Ecco perchè ti sei trasferita lì. Quel tipo di incontri non finiscono mai ;) NIKKA

    RispondiElimina
  4. Sciapò Renée

    mi hai commossa assà

    VentuRupulu :***

    RispondiElimina
  5. cara Renée, non sempre ci sono parole per commentare. La bellezza dio quest'immagine, sans mots

    RispondiElimina
  6. Bonjour mes amis.

    MissCarissima,

    NikkaMia,

    LisaConLaTestaBella,

    e voi, forse,

    manco lontanamente

    potete immaginà

    quanto mi avete aiutato

    a "concentrarmi".

    Merci

    :***

    RispondiElimina
  7. ...che poi so proprio le periferie... qualsiasi esse siano... a farci scatafrombolare...

    a renderci preziose o ridicole le cose...

    ... a seconda di come ci gira...

    ... a seconda...

    che poi che cazzo vor dì a seconda?

    mah?

    RispondiElimina
  8. Uè, Qwe, te lo posso chiedere un favore?

    Me lo regali il verbo: "scatafrombolare"?

    Mi piace tanto, sì...

    :***

    RispondiElimina
  9. solo se non hai la erre moscia! ahhahahahha

    RispondiElimina
  10. Fredrich, che meraviglia, ma merci...:***

    Qwe, ma quale erreeee mosciaaaaaaaaaaa, ehehehehhehe :***Mica so' 'na raffinatona, io.

    RispondiElimina
  11. mi emozioni....come sempre......

    ELLE

    RispondiElimina
  12. renèe un quadro non sarebbe così bello..

    baci

    gabriele

    RispondiElimina
  13. Fredric che quadro!, è bellissimo!

    Esprime una forte tensione alla positività e questo non può non incantarmi e poi c'è tutto quel blu che a me piace tanto tanto! :-)

    RispondiElimina
  14. ELLE ( ma dove eri sparita? ),

    Enza,

    Gabriele,

    Shoruel,

    un saluto ed un abbraccio veloci...

    Oggi è una giornata un po' così, un po' così, un po' così...

    RispondiElimina
  15. neanche io credo che....ma ogni tanto qualcosa si muove...e quindi insisti! non siamo noi a muovere gli oggetti, sono loro che alla fine mossi a compassione ci fanno contenti...però che differenza fa?...e quindi insisti...

    RispondiElimina
  16. Onda, sì, continuo ad insistere...

    ma sembra proprio che il pericolo grosso grosso sia ormai scongiurato...:*

    RispondiElimina
  17. sono contento perchè penso che le pietre o meglio le rocce abbiano un anima ,)*

    RispondiElimina
  18. Un'anima ruvida, Onda, ma un'anima viva...:*

    RispondiElimina