Esterni - Sud

Mi sarei buttata dalla sedia,
mi sarei messa a ballare.
Disordinata, scomposta,
come una tarantolata.
I tamburi di maestro Rodolfo si ficcano nel cervello
nel ritmo che si alza,
si incrocia, si perde,
e poi, sapientemente, rallenta, fino al silenzio quasi totale.
E quando chiedo alle sentinelle-uomini-verticali di farsi un po’ da parte,
per vedere meglio,
Maestro Rodolfo mi fa l’occhiolino,
si avvicina con la bacchettona e li sposta tutti lui.
Non mi avvilisce essere la privilegiata di questo spettacolo,
in questa festa patronale,
nella piazza del mio paese.
Oggi, non mi avvilisce proprio niente: c’è il manto stradale ricoperto
di bucce di noccioline
e i piedi degli umani fanno cric croc,
e davanti allo stand dei panzerotti,
quella puzza terribile di fritto e rifritto…
Mi fermo, annuso a lungo,
mi sballerei di ripieno di pomodoro e mozzarella,
di ripieno che ti scola dappertutto,
per creare patacche.
Degnissime patacche di vissuto da ostentare con orgoglio.
C’è chi offre del vino,
chiedo alla mia nipotina un pistacchio già sbucciato,
mi faccio portare via.
Cazzo, se so’ rigida nel rispettare le astinenze…
Un mio vecchio amico, residuato Woodstock,
vende gli orecchini e qui faccio il pieno.
Un pieno pienissimo.
Da dietro, i suonatori di tamburo riprendono a suonare, camminando.
Maestro Rodolfo ci sorpassa, si gira,
mi guarda e mi fa di nuovo l’occhiolino.
Con i suoi grandi baffi.
Dedalus - Non mi ricordo il titolo del brano :*
abbondiamo, ce ne metto un altro, va...
Vinicio Capossela, Il ballo di San Vito
ecco qui vinicio ci sta tutto neh...
RispondiEliminaun bacio e buonanotte
ti immagino piena di orecchini ;-)
Più una borsa africana verde-pistacchio, Lisa. Buonanotte, ma cherie. :***
RispondiEliminaLe mie bimbe sono al concerto di ron.. io sono un pò stanca e leggo i tuoi post... tamburi e tarante... un bacio dido
RispondiEliminama verde pistacchio pistacchio o verde pistacchio color pistacchio?
RispondiEliminanotte diciche buonanotte :**
mi piace il frastuono della festa di paese e le bancarelle, gli odori di fritto da te, e da me di arrosto di salsiccia e cipolle, nauseante, invitante, irresistibilmente volgare, e torrone, tanto torrone, fatto artigianalmente, morbido, ricco di mandorle tostate....e vorrei sentire i tamburi del tuo paese
RispondiEliminaCi sono delle situazioni che accordano le voci della folla e forse una certa cifra zingaresca è l'unica che sa sottomettere ad un flusso positivo la discordanza dei pensieri. Quelle rare volte che questo accade diventa tutto bello, una planata nell'irreale.
RispondiEliminaNotte cara Diciche.
Osmin
buongiorno a te e al tuo sud, ai tuoi orecchini e ai suoi tarantolati, ai panzerotti fritti e al rullare dei tamburi, alle cartacce che invadono oggi le strade e al sonno di mastro rodolfo dopo le fatiche della festa.....
RispondiEliminaELLE
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaElementi di Antropologia culturale: oggi mi tocca la COCCIA, un piatto arabo con forte adattamento calabro. Base di grano cotto, infarcito di carne di capra e di maiale. Eccerto, nel maiale, sta l'adattamento e lo stravolgimento.
:***
Assù, io, per fortuna, il concerto me lo so' evitato. :*
RispondiEliminaMissmì, la seconda che hai detto :*
Onda, ma guarda che ci sono pure le salsicce e un'infinità d'altra roba che non ho menzionato. :*
Osmin, hai un'ottima capacità reintrerpretativa. :*
ELLE, Mastro Rodolfo mo tira le notti, tra vino e soppressate. Sì, starà ancora dormendo...:*
faccio in tempo per la COCCIA?
RispondiEliminaciao buona domenica allora!
nelle ritualità collettive c'è quella saggezza cha porta ad un momentaneo arretramento dell'io.
RispondiEliminaè sempre più difficile ottenerlo nella modernità.
ma quando ci si riesce è la magia a sostituirsi alla realtà
Cara Diciche, la mia sensazione è che la coccia anzi tuttomaiuscolo la COCCIA si accordi magnificamente con i tamburi di Rodolfo neh? il cibo antropologia culturale, davvero, se penso al mangiare dei miei posti e alla struttura del cervello degli uomini più veraci delle mie terre, sì ci deve essere un nesso. Ma dimmi, cara Diciche, siamo quel che mangiamo o mangiamo quel che siamo?
RispondiEliminala musica legata al movimento anche ripetuto è qualcosa di magico, ho visto alcuni dervisci che danzavano e davvero non si poteva fermarsi!!!
RispondiEliminail ritmo è parte di noi, il nostro cuore stesso è ritmo!!
buona domenica
chicca
residuato woodstock
RispondiEliminami piace, ottima sintesi!
No, Onda, c'est finie :*
RispondiEliminaAmalteo, ottima e sintetica analisi. :*
Risposta a tua domanda sospesa, Osmin. :*
Il ritmo fa anche venire voglia di non rinunciare, chicca. :*
Eutrò, se sapesse che l'ho definito così mi farebbe lo scalpo. :*
fatti un giro da me... nel blog e magari, visto che "diciche" ci sei, fatti anche accompagnare a casa mia... oppure tui raggiungo io... ma vediamoci
RispondiEliminaquella folle di prima sono io... dido
RispondiEliminaIl ballo di san vito è perfetto. Quando non avvilisce proprio niente ancora di più. :) NIKKA
RispondiEliminaBuonanotte tesoro
RispondiEliminabuongiorno.
RispondiEliminaOggi, in classe, ho blaterato a lungo sulle scritture sincere.
Ma sì, forse un poco poco, sareste stati orgogliosi di me.
:***
Assù, è un periodo che sto poco al pc. Ma, dopo, un giretto da te lo faccio. Per vedersi concretamente, mi sa che mi devi raggiungere tu. :*
RispondiEliminaHerr Doctor, intuisco brutto volo quello di valeria...
Nikka, dai un bacetto ad attila. :*
E pure a Shoruel, che abita al piano di sotto. :*
tutto merito della Coccia...buongiorno renèe
RispondiEliminaBuongiorno Onda. Zitto, che la coccia ancora la devo digerì. :***
RispondiEliminafico "oggi non mi avvilisce proprio niente!" balla!... anzi abballa!
RispondiEliminaQwè, giorni di grazia. Qualcosa di avvilente, poi, si insinua sempre. :***
RispondiEliminaSquarci di realtà, le tue singole storie, autonome e autosufficienti, rivelano una potenza suggestiva formidabile.
RispondiEliminaStorie che, come quei disegni prestabiliti disponendo un tracciato di puntini da unire, scaturisce una vera trama solo da un determinato punto in poi, e solo grazie a quel punto. Così da dare una realtà più ampia di un’esistenza preziosa, la tua Renée. ;*
Ecco, Vania, e per oggi, con le "carezze", sto a posto.
RispondiElimina:****
Un giorno di ordinaria festa,che nel nostro sud è particolarmente croccante. Bello Capossela.
RispondiEliminaMichele
Michè, croccante e fritto. :*
RispondiEliminaPure io vivo a Sud e ne sono orgoglioso.
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