mercoledì 12 settembre 2007

Ogni tanto lo rivedo. E mi commuove, e mi fa ridere sempre.




Hoffman, o ti spogli o ti denuncio, film di Alvin Rakoff, 1970


Il signor Hoffman è il dirigente di una ditta di trasporti.


Il signor Hoffman è un uomo un po’ finito che, forse per la prima volta,


decide di approfittare del suo potere per prendersi qualcosa dalla vita.


In maniera coatta, cioè nel modo che, al signor Hoffman, proprio non si addice.


Lei è bella, giovanissima, insieme alle altre segretarie,


lo ha sempre un po’ schernito il viso da uomo finito del


signor Hoffman.


Lei è la fidanzata di Tom. E Tom, operaio nella medesima ditta,


ha compiuto un furto.


Che il signor Hoffman scopre.


Da qui il ricatto.


Il dirigente manterrà il silenzio, solo a patto che lei si trasferisca a casa sua,


offrendo il suo corpo, la sua giovinezza, i capelli biondo-cenere, e la pelle setata.


Per una settimana.


Lei accetta, ma è terrorizzata. Meglio, schifata, al solo pensare che quel viso cadente di uomo


finito possa anche solo sfiorarla.


Il signor Hoffman compra una maschera del più perfido cinismo


e la indossa.


Però…


Questa la premessa di uno dei film più intensi che io abbia mai visto.


La storia di come un uomo più volte ferito,


se riesce ancora a guardare il cielo, se riesce ancora a percepire la magia della musica,


se, ad un’etica non banale, aggiunge la generosità innata per regalare


 un sogno concreto,


possa ancora essere amato.


Limpidamente.


Nonostante quel viso corroso e perdente


di uomo finito.


 




Caetano Veloso, Fine Estampa

35 commenti:

  1. che mi è venuta voglia di vederlo sto film

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  2. Grace,

    Neurone,

    cercatelo...

    :*

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  3. finchè un uomo resta uomo malgrado tutto qualche speranziella nel taschino può conservarla...

    è quando un uomo si trasforma in qualcos'altro che diventa irreversibile la fine...

    fino al tramonto va tutto bene insomma...

    uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu (lulato)

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  4. Qwe, non mi fare preoccupare, tu ti sei già trasformato?

    :*****

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  5. stupendo Renée, stupendo :-)

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  6. oggi ho la parola stupendo

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  7. Lisa, sì. Sono le storie che mi ammaliano. :*

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  8. Lì, la parola "stupendo" è portatrice sana di solarità :*

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  9. Questo mi manca. Vedrò di riparare allla lacuna.



    baci



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  10. Dicichè tu hai una capacità: puoi parlare di cinema, di libri, di musica o di poesia, di qualunque cosa. Fai venire subito voglia agli altri di recuperare quello che ti nutre.

    grazie

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  11. ho sempre pensato questa cosa che siamo tutti più uguali di quanto crediamo che l'infame o il finito ha dentro tutta la poesia che il grande artista o l'uomo di successo mondano hanno dentro l'atrocità e la vergogna, a tutti noi è concesso tutto credo nel bene e nel male fino alla fine ...

    buogiorno diciche

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  12. Non l'ho mai visto e se lo trovo lo farò, mi ricorda un libro che ho letto, ma del quale non ricordo iil titolo. Ciao prof ;) NIKKA

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  13. Hai ragione Sellers è fenomenale. Istrionico e timido al punto giusto.

    Michele

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  14. Mondipervè, e potevi dirmi cosa più bella?

    Buonasera Osmin. A tutti noi è concesso. Fino alla fine, sì. :*

    Nikka, vedilo. E poi mi dici.:*

    Michele, nessun'altra faccia avrebbe potuto incarnare quel ruolo. :*

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  15. Borisssssssssssssss, grazie della fiducia. :*

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  16. e sentiamo continuamente parlare di "industria" del cinema. per me se il cinema lo sai fare, non è mai industria.

    ps grazie del consiglio rené

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  17. Eccola là. Me la ricordo ancora, voi la chiamate Diciche, io Renata, una delle menti più brillanti al Dipartimento di Storia del teatro, cinema e spettacolo. Quanti anni fa? Non ha importanza. Eravamo studentesse di belle speranze. Io ripenso alle sue domande post lezione, che facevano impallidire i professori, o li facevano ridere e noi con loro.

    Sai Renà? Ho letto molte delle tue cose qua e ti ho ritrovata intatta, solo cresciuta, meno impulsiva, maturata. Molte cose non avrei voluto leggerle e mi hanno dato dolore. Non sapevo le evoluzioni di quei tuoi problemi. Evoluzioni ingiuste, mi verrebbe da gridare contro il mondo. So che non servirebbe, non ti servirebbe.

    Mi manchi. Ti voglio bene, tanto, tanto, tanto.

    Anna Maria Mercalli.

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  18. ciao Renà, vado a guardare il cielo :)

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  19. non lo conosco, me lo passi?

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  20. Hai un account su anobii per caso ?



    acqua.

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  21. Anna...Anna...Anna...ho letto le tue parole e il cuore, impazzito, ha avuto una virata immediata nel passato. Mi devo riprendere, ma so' troppo curiosa: come cavolo ci sei arrivata qua, in un blog, a distanza di anni...chefaicomestaipaolochedice.

    Parlami, parlami, parlami...

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  22. Ciao Missmì, pure io, stamattina, l'ho guardato, a lungo, a lungo, a lungo...

    Onda, io ce l'ho solo in videocassetta :*

    No, Acqua, non ho un account su anobili. :*

    Ormai buongiorno, Prisma...:*

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  23. ci fai un nuovo post diciche?

    :)

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  24. cara mia che ne farò delle videocassette che sulla mensola tappezzano un angolo di parete? ora c'è il dividì

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  25. Renata, nei cieli di Roma hai lasciato tanti uccelli canterini. Uno di loro mi ha detto che avevi aperto un blog. Per non tediare i tuoi appassionati lettori con le mie vicende personali, ti scriverò a quell'indirizzo mail che vedo sulla sinistra.

    Lo farà anche Paolo che, bontà sua, è ancora qui con me.

    Ti adoriamo entrambi.

    Anna Maria

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  26. Osmin, quelli non sono telecomandati e quando vengono vengono...:***

    Onda, l'ho cercato, ma in dvd non si trova. :***

    Anna, mi pare l'idea migliore, con aggiornamenti anche sui numeri telefonici...:****

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  27. Diciche non era un "telecomando", non mi sarei mai permesso, era una libera sollecitazione all'artista motivata dalla sete di sapere :) Sapere emozionale certo.

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  28. Osmin, e mo virimm che si può fare.

    emmerci.

    :***

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  29. E' proprio vero, conoscevo Sellers per altri film, quando ho visto questo bello quanto "l'appartamento di Wilder con Jack Lemmon"...

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  30. Oh, luisa, finalmente qualcuno che l'ha visto.

    :***

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  31. mamma mia che brutto titolo, quasi peggio di "se mi lasci ti cancello"...



    ma almeno è un capolavoro come il suddetto?



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  32. Secondo il mio insindacabile giudizio, lo è deserteur. Ma meglio, meglio assai di "Se mi lasci, ti cancello".

    :*

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