Il Disincanto

None.
Non ho nessuna intenzione, come Diliberto, di proporre
il trasporto della mummia di Lenin in Italia.
Mi fanno impressione le mummie mummificate.
Pure i viventi-mummia mi fanno impressione, sempre preoccupati
di non disturbare, di fare e dire la cosa giusta,
la migliore,
la più opportuna. Salvo poi rompere le palle,
non appena si alza un alito di vita.
Però, vuoi mettere l’Internazionale?
Me la cantava mio nonno Tuture,
al posto della ninna-nanna.
Versione italo- russa, con un fiore-speranza che nasce
dappertutto, in petto,
in bocca, sulla neve delle montagne nostre, tra i rovi,
a segnare l’Inizio di un Sogno.
Rigorosamente collettivo,
circolare, quelli che, se ci riesci a realizzarli,
si portano dietro l’energia di tanti e fanno crescere
delle vere ali piumate. Così vere che se ne sbattono dei simboli.
Per quanto enorme, il sogno di uno rimane sempre un po’ stitico.
A meno che non si chiami Martin Luther King.
Non tira aria di sogni collettivi,
non tira aria,
il disincanto prevale dappertutto.
Il Disincanto.
Non mi vergogno a dire che, ogni tanto, la sera,
prima di dormire, rimetto questo pezzo:
risorge la voce di mio nonno, tanti piedi che camminano,
che non lo sanno neanche loro dove vogliono andare,
e aliti che si condensano nel freddo.
Con la gioia di quello che sarebbe potuto essere
e che non è mai stato.
Canti Comunisti, l'Internazionale
( A Silvio Berluscò e ai gazebo suoi :) )
ha...divertente! mi era simpatico tuo padre...ora anche tuo nonno...comunisti!!;)**
RispondiEliminaSto pensando proprio in questi giorni al potere evocativo della musica e al fatto che sembra, ma in parte per me è, lei a dirigere il mondo. NIKKA
RispondiEliminano, quell'aria sembra non tirare più, se non nei ricordi...ma noi continuiamo a ricordare, a canticchiare...senza vergogna. brava Renatì, un bacio
RispondiEliminaUn sogno collettivo....è vero Renatì, fa nascere ali piumate..i sogni single sono poca cosa...ma quanta energia dà conoscere il tuo.....
RispondiEliminaVolevo dirti che comincia a piacermi tutta la tua famiglia.
RispondiEliminarenèe sono a letto con l'influenza.
RispondiEliminati voglio sempre bene
gabriele
Cacchio, oggi ho un sonno micidiale...:)
RispondiEliminaOnda, Comunisti DOC. Mio padre, per es., aveva una piccola ditta di costruzioni ma, di soldi, in casa non ne giravano molti. Ricordo la frase sua più frequete: "Prima, bisogna pagare gli operai, poi, se rimane qualcosa, ci arrangiamo". Ma lui non era bravo a raccogliere i suoi crediti e noi ci arrangiavamo spesso. :)
RispondiEliminaNikka, purtroppo, questa volta, a malincuore, ti devo contraddire. La musica dirige mondi emotivi, ma su quelli politici ed economici non riesce mai a spuntarla. E dunque...:)
Orax, con la (nostra? ) voce stonata...:)
Misspotter, tu, di sogni collettivi, ne sai qualcosa, no? :)
Esagerà, in effetti, è simpatica. :)
Gabriele, tu sei l'anonimo al quale io voglio più bene. :)
Renée hai ragione ho generalizzato un pò troppo io :D NIKKA
RispondiEliminasogni d'oro allora e sogni d'oro collettivi ovviamente :-)
RispondiEliminaun magone Renée, ma che magone...se ripenso a quel sogno collettivo a tutto quel camminare... per trasformarci da angeli del focolare in angeli del ciclostile ;) :)
RispondiEliminami hai commosso Renà
RispondiElimina:***
Certo. Se no tu come saresti venuta fuori?
RispondiEliminaMi piacerebbe farti leggere una cosa che ho scritto.
RispondiEliminaCiao Compagna Renatina! ;)
RispondiEliminaL'Internazionale, gli Inti Illimani, Bob Dylan, Cat Stevens. L'Internazionale. L'Internazionale.
RispondiEliminaDa un 45 giri stra-consumato. Puntina che salta. Ri-Salta. Conoscevo il punto preciso.
Ora è lontano. Ma ricordo bene.
Ricordo anche la salma di Lenin, nel suo mausoleo, in piazza rossa. L'ho vista a 13 anni. Mi ci portò mia nonna. Io e lei. Incredibile.
L'Internazionale.
L'internazionale.
L'inter.
La nazionale.
Tempi che cambiano. Ricordi che permangono.
Buonasera a tutti, è buono il vostro livello vitale? No, non siamo all'inizio di un concerto, no...:)
RispondiEliminasi, stasera è abbastanza buono, perché?
RispondiEliminaNikka, io ti stimo, e tu puoi dire qualsiasi cosa. Tanto poi si discute. :)
RispondiEliminaShoruè, io e i miei tarli stanotte faremo un bellissimo sogno collettivo...:)))
Leti, ci so' angeli ed angeli. Tu sei un angelo DOCG. :)
Missmì, piangiamo un po', che dici? :)
Esagerato, istruzioni: apri il tuo blog, scrivo cosa, poi io leggo. :)
Ciao, Compagno Sergio. :)
Joncur, è bellissimo il tuo ricordo. La storia di tua nonna mi ha ricordato la Trilogia per ragazzi di Isabel Allende: un ragazzo gira il mondo con la nonna, fotografa del National Geografic :)
Così, Shoruel. :)
RispondiEliminache poi per esserci grandi figli c'è bisogno di grandi padri!
RispondiEliminaommamma che responsabilità!
Qwe, credo basti essere pure padri imperfetti, ma veri. :) Forse...
RispondiEliminaquesta cosa che hai raccontato di tuo padre è bellissima, segno di grande umanità e civiltà, mi ha quasi commosso, se non proprio commosso...;)**
RispondiEliminaOnda, preparati il fazzoletto, un giorno ti racconterò di mio nonno, che era pure peggio. :)))
RispondiEliminadai piangiamo un po', che io ti racconto di mia mamma :)
RispondiEliminastacce pure a mette il carico de briscola te eh!
RispondiEliminaTu, piuttosto, accetta l'invito ad entrare nel mio blog.
RispondiEliminaOggi ho riascoltato Here Comes the Rain Again degli Eurythmics. Grandissima voce quella di Annie Lennox!
RispondiEliminaSono nostalgico anche io. ;-)
BaciDici
Per ricordare quando avevamo una coscienza....Canto pure io...ora...
RispondiEliminaIl disincanto? Non saprei: né io né i miei amici ci sentiamo disincantati, almeno per quanto ci riguarda. Certo che poi, quando guardiamo alle nuove generazioni o quando parlo coi miei giovani nipoti, allora un po' di disincanto sale, alla vista di tanto disimpegno.
RispondiEliminaPerò noi, no, non finiremo mai di dirci: "hasta la victoria siempre", e non per nostalgia.
Tu sei la terza generazione comunista?!?!?!?!?!
RispondiEliminaORROOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Ciao, bonsoir, un rendez-vous?
RispondiElimina:)
Ora, Miss, piangiamo ora. :)))
RispondiEliminaNo, Qwe, niente carichi pendenti, no. :)
Esagerà, ciao. :)
BaciBoris :)
Quellochemanca, ti sento cantare e non sei affatto stonato. :)
Perturbamè, claro. :)
Eutro, faccio parte di una genrazione? Non lo sapevo. :)
il problemazzo è il seguente: non è che non ci siano sogni collettivi. E che il sogno collettivo è essere Berlusconi. Da qui ne consegue la vita come è ora. Tuo nonno ti ha lasciato un bellissimo ricordo.
RispondiEliminaScusa, volevo scrivere è che il sogno collettivo è essere Berlusconi.
RispondiEliminaGrace, proprio quello volevo dire. E questo patologico sogno collettivo pure patetico è. Assai. :)
RispondiEliminale tue parole sono vita per me.
RispondiEliminaun bacio
gabriele
Gabriele, meno male che non sei sparito. :)
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