Omaggio alla regista Isabel Coixet




Paris, je t'aime

Difficile non cadere nella banalità quando si parla di sentimenti.
Isabel lo sa fare, puntando sul tono della verità.
Che non esiste mai, lo sappiamo, siamo cotti di relativismi.
Ma è importante il “tono” della ricerca di verità, perché da esso traspare l'intenzionalità dell’anima.
I suoi personaggi parlano una lingua comune, attraversano la disperazione,
senza fuggire, scavano, scavano, in maniera incisiva in cerca dell’altro aspetto,
che sanno esistere in qualche elemento naturale, in qualche luogo del corpo, della percezione, dei sensi.
E lo sanno istintivamente.
E’ così che, in ogni suo film, assistiamo al miracolo della trasformazione,
dal basso verso l’alto,
dalla solitudine all’incontro,
dalla ferita dell’abbandono, della malattia,
della violenza subita,
al ritrovamento di piccoli spazi di godimento.
Anche la morte riprende il suo posto naturale
di limite prezioso
che dà senso.
Quando il cinema ti offre la possibilità di identificarti,
di sentirti “uomo” tra le imbrogliate geografie del Reale,
e di sperare,
con la concretezza di possibili ribaltamenti…
Filmografia essenziale:
Le cose che non ti ho mai detto, 1996
La mia vita senza me, 2003
La vita segreta delle parole, 2005
Paris, je t'aime, 2007 (un episodio)
Lezioni d’amore, 2008
Citazione da “Le cose che non ti ho mai detto”:
“Sono più le lacrime versate per i desideri esauditi che per quelli non esauditi” M. Teresa di Calcutta.

trascrizionedi Litstz, per pianoforte solo, del lied di Schubert Staendchen
grazie per la segnalazione, il tuo blog è terreno fertile d'ispirazione e spunto per me, che si tratti di scrivere o di farsi un'idea sul film da guardare :-)
RispondiEliminaTi abbraccio strettissima e ti auguro buona Pasqua :-)
Sho, merci.
RispondiEliminaIo, se ne avessi bisogno, ma non credo, preferisco augurarti buona resurrezione. Dai piccoli stagni.
:)
non ne ho visto nemmeno uno....
RispondiEliminasaludos et augurios
Buona "resurrezione" anche a te, Onda. :)
RispondiEliminacara reneè,
RispondiEliminala tua sensibilità questa volta ha tirato fuori isabel coixet e questa tua splendida e toccante recensione.. qui devo tornare..
intanto ti auguro giorni sereni
un abbraccio
Prisma, giorni sereni anche a te. I miei saranno nevrotici, come sempre. :))
RispondiEliminaLa conoscevi Isabel? :)
sono film quelli di Isabel che suscitano straordinarie sintonie interiori...come la sintonia con le parole che dico e che mi dico con queste tue che leggo qui, amica mia: "è importante il “tono” della ricerca di verità".
RispondiEliminaLa sensazione sintonica è potente, spinge in avanti, è salute, risveglio...è Pasqua insomma
baci, leti :))
A voglia, amica mia, se è vera la citazione che riporti di M. Teresa.
RispondiEliminaNon ho visto neppure un film di quelli di cui parli, ma devono essere belli da come tu li presenti.
però non era questo che volevo dirti,
e neppure della verità dei "piccoli spazi di godimento" che qualcuno vuole negarci, ridicolizzandoli o sminuendoli, no,
volevo dirti che ti ho sognato,
davvero,
ti parlavo, anzi, parlavamo, ed era bello e commovente!
Perbacco, sono caduta nella banalità?
Ciao Renèe,
è Pasqua.
Leti, le tue parole sono perfette così come sono, senza che io aggiunga altro. :)))
RispondiEliminaNo, Ottobre, tranquilla. Nel sogno, di che parlavamo? :)))
beh, tutto sommato è la sterssa cosa :)
RispondiEliminaSul significato che io dò alla Pasqua non ne parlo qui, l'ho fatto sul mio blog ed è venuto un post considerevole, inutile insozzare anche il tuo blog :-)
Sho, e quando mai hai "insozzato" tu...:)))
RispondiEliminaRenata, da quale incomincio?
RispondiElimina“La mia vita senza me”… delicato, vero, reale… sensitivo.
RispondiEliminaVisto...(non aggiungo altro...)
Il voler esserci ancora, il guardare alla possibilità del "poter fare ancora”.
Quel "tono", necessario per tentare di concretizzare possibili ribaltamenti... Sei riuscita a sottolinearlo in modo straordinario.
Un bacione Renata ;)**
Precisamente si tratta della trascrizione per pianoforte solo di Listz del lied di Schubert Staendchen appunto Serenata.
RispondiEliminaHai mai mandato a quel paese gli Anonimi Pedanti Renée?
RispondiEliminaEsagerato, "La vita segreta della parole" è il film che ho visto per primo. E mi folgorò. :)
RispondiEliminaBabel, ti ricordi? Parlammo di quel film qualche tempo fa...:)
Ehi, Utente Anonimo, se ti chiami Osmin non ti ci mando a quel paese, no. Nonostante la pedanteria. :)
La trasformazione ... il miracolo della trasformazione ... dal basso verso l'alto ... l'intenzionalità dell'anima è una luce vero Renée? Come gli echi della voce di Schubert nel pezzo che hai spostato, luci, che rendono le cose multiformi che impediscono il loro "esaurimento", che ti permettono di trasformare ... dal basso all'alto, di sperare...
RispondiEliminaTutto vero quello che dici, Osmin.
RispondiEliminaMa dimmi ancora: l'utente anonimo eri tu?
:)
Visto che non mi mandi a quel paese, e mi hai passato questo lasciapassare anticipato, posso confessare Renée. Sai cosa amo io anche Renée, sai cosa amo? Oltre al mare fatto d'erba scosso al vento sulla collina, sai cosa amo? Le contemporaneità amo. Sì. La nostra contemporaneità. Renée.
RispondiEliminaAlcuni registi hanno la "sensibilità unica" di parlare dei nostri estremi, senza catastrofi e piangerie, e quando accade un film è bello!!!
RispondiEliminaCiao Michele
Belle le tue parole, Osmin. :)
RispondiEliminaMichele, Isabel è la dimostrazione di quanto si possa esprimere un'intensità senza piaggeria. O senza ostentazione della decadenza. :)
Osmin ha aggiornato il labirinto.
RispondiElimina...omaggio alla tua scrittura, anche.
RispondiEliminaPer la intensità che chiama dentro.
Auguri, di giorni buoni :)
z.
Osmin, ho visto. E, cosa ovvia, nel labirinto mi stavo perdendo. :)
RispondiEliminaColfavoredellenebbie, ora, per siglare il tuo ingresso da me, aprirei una soppressata calabra, pepata e rossa rossa, con del vino collinare quasi dolce. Forse un po' grossolana, io. Ma così accolgo gli amici e le portatrici sane di parole belle. Come quelle lette da te. :)
:)
RispondiEliminapregoti...aspetta un pochino per la soppressata, ché sono a dietadietissima.
Di quelle che ti lavi i denti trenta volte al giorno pur di sentire il saporino buono del dentifricio :(
RispondiEliminaLa mia vita senza me.
La vita segreta delle parole.
Se gli altri sono a tipo questi…
me li scarico e me li guardo subito.
Baci bella Renée.
abbiamo già parlato di elisabeth coixet in una conversazione di forse un anno fa:
RispondiEliminahttp://amalteo.splinder.com/post/16446385/Economia+italiana%3A+quadri+info
eri intervenuta anche tu.
probabilmente ci siamo conosciuti in quella occasione.
hai pennellato con tratti efficaci l'arte di questa regista.
tornerò quando avrò visto questo film che mi ha fatto avere la nostra comune amica prisma
ti ringrazio e ti saluto con affetto
buoni giorni
Auguri Renata. Auguri a tutti.
RispondiEliminaSebastiano.
Colfavoredellenebbie, anch'io a dietadietissima. Tu, almeno oggi, ti prego, no...:)
RispondiEliminaEutro, lo stile è quello. :) bacio a te.
Amalteo, non me la ricordavo questa discussione su Isabel Coixet. Mandami il link preciso. Quello che mi hai lasciato mi porta al tuo ultimo post.
Buone resurrezioni, sebastiano.
Renata, sono con te.
RispondiEliminaVuoi dirmi che non hai mangiato le lasagne?.... aaaaahhhhhhh... Io di più :(
RispondiEliminaNuma? ;))
Babel, mangiate lasagne. Numa è stato un po' con me. :)
RispondiEliminaHo appena finito di vedere la vita senza te, avevi ragione Renata. Mi è sembrato che qualcuno finalmente capisse e rappresentasse un amore semplice. E mi sono sentita meno sola. Buona Pasqua.
RispondiEliminaSimona
Esagerato, grazie e scusa. Distrattissima, oggi. :)
RispondiEliminaSì, Simona, l'effetto delle rappresentazioni "autentiche" è proprio quello: sentirsi meno soli.
Ti stringo forte. :)
scusa renèe
RispondiEliminaavevo affrontato un tema difficile (il tempo che resta) nel quale accennavo solo al film della coixet. e tu eri intervenuta.
il post è qui:
http://amalteo.splinder.com/post/11587788
mi scappato via il mouse:
RispondiEliminaun caro saluto
Ti voglio bene, sister.
RispondiEliminababel
oh, sarà pur capitato qualche giorno in cui sparavo scemenze! :D
RispondiEliminaTi abbraccio
E buonasera a tutti.
RispondiEliminaOh, e finalmente le feste sono finite. :)
Amalteo, ho visto. E' passato tanto tempo, ed io dico sempre le stesse cose. :)))
RispondiEliminaBabel, sister...:)))
Sho, hai ragione: a dire fesserie, siamo specializzati un po' tutti. :)))
ci sono film che lacerano.
RispondiEliminala vita segreta delle parole è di questi.
sono uno che piange al cinema: ho la funzione sentimento che viaggia per conto suo, e non sempre riesco a controllarla con le funzioni dell'Io.
quast è un film che mi ha fatto piangere a lungo. non riuscivo a trattenermi.
è questo dolore assoluto, irrimediabile, ingiusto oltre ogni limite che questa vicenda mette a nudo.
avveniva lì, in jugoslavia, a un volo di elicottero dalle spiagge dell'adriatico.
nell'indifferenza morale del popolo televisivo italiano.
la politica ha inferto quella ferita irrimediabile ad hanna.
e tuttavia josef, con il suo senso di colpa, ha curato. un poco. a sufficienza per provare a continuare a vivere
Amalteo carissimo, grazie. Leggerò il primo articolo, con calma. Ma è quello che dici tu, nel secondo commento, ad essere il cuore del film: le ferite di un'anima, di un popolo, come riflesso di una politica efferata. L'ho rivisto di recente, e ho pianto anch'io, di nuovo, molto. E' quella possibilità di cura, di lenimento reciproco ad entrare nell'anima, a farti sentire nudo...e con il cuore carico di speranza. Le ombre, se ricordi il finale, in Hanna rimangono, ma, nella sua vita, non sono più silenzio cupo.
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