giovedì 28 agosto 2008

Così si sente, così si dice.


(senza artifici difficili o retorici)



foto Sophie Calle



La vita mi cammina a fianco, sempre.


Anche quando sono arrabbiata, lei mi impone di pazientare.


Se mi rifiuto di guardare il cielo,


lei mi alza con forza la testa verso l’alto,


e la sua mano ha una determinazione brutale.


Se mi rintano in un  realismo pungente,


lei mi urla che sono molto meglio le illusioni,


così mi capita di sentire spesso


il petto allargarsi senza nessuna pena,


e languori che non hanno testa,


solo volti, volti dignitosi di esseri quasi-erba  che,


talora ,


sono ridicoli,


perché si lasciano incantare anche  dalla gramigna.


Ma non si lasciano fottere,


no,


da quel senso totale  di inadeguatezza.


Dei nostri tempi, vera desertificazione


e


vero male.


 





bellissimo brano che, qualche tempo fa, mi inviò Simona.

48 commenti:

  1. [sferza...sembra di sentire le grida e quelle dita che spingono in alto la testa...bellissima renèè...buongiorno...e buon rientro...mi par di capire]

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  2. Le prospettive:

    un giorno avevo fatto, forse, un persiero simile, sulla vitalità irrimediabile del mio io. La metafora però fu molto diversa. E dissi, forse, una cosa tipo: "ho un guscio che non si schiaccia, come quello di un insetto, che ci pesti sopra ma non muore, perchè la sua schiena è forte e resiste, schiaccia pure più forte che puoi, non muore, non muore.

    Metafora cupa assai rispetto alla tua.

    Al prossimo corso di ariosità di pensiero, che spero tu terrai presto, mi iscrivo Renata okei?

    Osmin

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  3. Buongiorno a tutti. Mio rientro a scuola abbastanza solare, vivaiddio. :)



    Giorno, Morfè e grazie. :)



    Osmin, sei sempre delicato, tu...:)

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  4. [immagino sia la varela...che non conosco...comunque sono i gotan...:)]

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  5. Sì, Morfè, lo stile è decisamente quello dei Gotan Project. A pensarci bene, la Varela ha un tono più classico.

    :)

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  6. La vita è molto più forte e coraggiosa della morte, la morte le appartiene e non potrà mai essere il contrario. NIKKA

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  7. Nikka, io credo una cosa semplice,

    e questa cosa cerco di applicarla: ascolto le voci di entrambe e so che queste voci sono entrambe necessarie, per regolararsi un po' ai crocicchi di percezioni smarrite.

    Ehi, il tutto è molto soggettivo e molto laico, non sono mica un prete che arringa sopra un pulpito...

    :)))

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  8. la penso diversamente

    capita

    non è che lo faccia apposta

    la penso proprio diversamente

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  9. Ramificazioni, capita.

    :)

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  10. Se penso alle illusiosi, immagino una piccola casa persa in qualche bosco, su qualche montagna, dietro un'oasi nel deserto, e penso a me che ci faccio improvvisamente ritorno senza bagaglio, perchè lì dentro non mi manca niente, ho tutto ciò di cui ho bisogno per stare bene. dove andrei, se un giorno non avessi più le mie illusioni?



    malinconico e forte, mare nostrum.

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  11. Renata, hai toccato un punto cruciale. Io mi sento totalmente inadeguato, forse lo sono. Tu lo sai meglio di me, l'hai detto, questa malattia è anche figlia di questo nostro tempo orribile.

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  12. Si' Renee il senso di inadeguatezza e' desertificazione. Diluisce ed allontana.

    un bacio

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  13. "Solo al presente so parlare d'amore", scrive la Gualtieri a proposito di dio. questo brano (musicale) parla d'amore al passato, per questo ci commuove. dio invece ride.



    ciao!

    gugl

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  14. E poi, tra un post e l'altro, ne scrivi uno "duro", e comunque bello.



    Buonanotte :)

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  15. che grandissima verità.

    Con il senso di inadeguatezza sprechiamo tutto il nostro tempo.

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  16. è un brano di Paolo Fresu alla tromba, con Richard Galliano alla fisarmonica...lo dico perchè è mio conterraneo, il Paolo

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  17. meravigliosa.. magari per questo dicono che la vita è crudele

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  18. Fresu è inconfondibile, un adorabile romanticone :-) (bravissimo, s'intende)



    gugl

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  19. Mia cara amica,

    chiedi brina in agosto e venticelli primaverili? Esponi il viso al cielo, invocando soffi leggeri a confortare l'affanno dell'aria ferma e afosa? Non sai che il cielo non ti risponderà? Rivolgi pure lo sguardo a terra, alle creature inferme - come noi malate d'amore -, desiderose di fresco nell'arsura estiva: che pazze ad invocare dal cielo tregue e chimere!

    Ti manca la speranza? C'è l'illusione! Ti manca l'amore? C'è l'amicizia, per niente effimera e delusoria, come sa essere solo l'amore. Io metto l'amicizia ormai al di sopra dell'amore. E la vita stessa al di sopra dell'amore. Dopo aver creduto per sessant'anni che così dovesse essere, che solo nell'amore si poteva riporre la speranza della felicità, eccomi qui a chiedere - per i prossimi sessant'anni - agli amici più lontani e alle voci più insistenti e penetranti come la tua il conforto della parola eterna.

    Consistere qui ed ora, credimi, è compito non da poco: tu lo sai bene. Questa pianta, questa strada che porta alle cose di sempre sono vere, come l'uva dolce di questo tempo che declina inesorabilmente verso l'autunno mite e imprevedibile, come tutte le nostre cose, che un giorno sono luce e splendore e un altro giorno sconforto e disperazione nera.

    Sarà importante sempre acconciare la smorfia che deforma il viso ad un accenno di sorriso, da regalare a chi sai tu. Non importa chi. Siamo in tanti a spiare da lontano un accenno di letizia incontenibile, una gioia immotivata, perché sei qui, siamo ancora qui, ben vivi e, come scrisse Rilke in un testo ispirato, essere qui è bello.

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  20. AncoraZoe, è una domanda che mi pongo spesso anch'io. :)



    Esagerato, tutto bene, davvero. Anch'io mi sento inadeguata a quasi tutto. Per fortuna Diciche mi abita, e lei è una battagliera. Pensa che crede di essere la reincarnazione della mitica amante di Simon Bolivar. :) Magari, invece, è solo la reincarnazione del suo cavallo. :)



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  21. Kensington, Gabriele, vedo le tue parole e gli occhi, autonomamente, sorridono.

    Vedi, amico mio, per me, "cielo" è un termine assai generico che può racchiudere un po' tutto: e allora diventa un piatto di pastaasciutta, se ho fame, una sedia se sono stanca, manciate di terra per la pianta che cresce, una notte, se ho sonno. Ma tu questo lo sai benissimo. In questi ultimi giorni, cielo è diventata una montagna di carte e di documenti che rischiavano di sommergermi, le realtà pratiche sono sempre da me un po' trascurate. Allora, ho chiamato una cara amica che mi ha aiutato a fare ordine ed ho scoperto un sacco di cosette intereressanti: per es., sta per finire, finalmente, l'enorme conto aperto con l'Einaudi, stipulato, negli anni scorsi, per centinaia di libri e migliaia di euro. E meno male, ché, distratta come sono, pagavo le rate solo quando mi arrivava l'ingiunzione dell'avvocato e, vedendo quante fossero in un cassetto ed il loro tono minatorio, io e la mia amica ci ciamo fatte le meglio risate.

    L'amicizia.

    L'amicizia.

    L'amicizia se ne fotte del "lontano".

    Ci sono un paio di persone, tra voi, che sento quasi tutti i giorni. Altre che sento più saltuariamente, ma con la stessa intensità.

    Magari solo per dire, come Rilke, "essere qui è bello", sentire la grana della voce è bello.

    Di anni ne ho 43, certe mancanze, a volte, pungono, ma, sulla scala dei valori, Gabriele, le mie conclusioni, senza dubbio, sono identiche alle tue.

    Io ti ringrazio e ti abbraccio tanto tanto. :)

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  22. [che bello lo scambio di parole fra te e kensington...penso a ciò che ho avuto da "questo posto qui" e credo di aver trovaro una vera famiglia...e spero...di conoscerne altre che piano piano stanno entrando nel mio mondo]

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  23. [verissimo quello che hai detto...]

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  24. Morfea, io da mo che ti ho adottata come sorellina più piccola. Anche senza aver sentito la tua voce. Altre famiglie arriveranno.

    Kensington? Un Signore.

    :)

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  25. Si, bello leggerti qui, sentirsi ogni tanto :)

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  26. E' vero! Ormai sono solo un Signore!

    Tu devi sapere che dal 31 agosto 2008 non sono più insegnante: sono in pensione. Da quel giorno - che in verità è di là da venire - non mi chiameranno più 'professore': le carte che riceverò dal Ministero saranno indirizzate al signor De Ritis Gabriele.

    Quando ho voglia di scherzare, dico alle persone: chiamami pure Maestro!

    Purtroppo, da lunedì sarò solo un signore. Non potrai chiamarmi più professore!

    Dal momento, però, che sono separato - che è un po' come dire vedovo - temo che dovrai chiamarmi signorino. A me piacerebbe di più signorina - suona meglio -, ma la gente non ha il senso dell'umorismo, quindi mi rassegnerò ad essere per te solo un signorino. Se, però, mi sposi, diventerò finalmente un signore.

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  27. Sebastià, essì. :))



    Signorina Kensington, io continuerò a chiamarla Maestro.

    Ah, senti, quand'è che ci sposiamo? Per favore, la data fissala tu. :))

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  28. [mi faccio avanti e vi chiedo se posso portare gli anelli:-P]

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  29. Ma tu diciche ci sposiamo senza essere mai entrato in famiglia? non mi fai conoscere i tuoi? A chi debbo chiedere la mano? Le cose si fanno così da voi? Non dobbiamo fidanzarci prima? Il rodaggio? Mi prendi così come sono? Non vuoi controllare la dentatura?

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  30. No, Kensington. A scatola chiusa.

    E, poi, diciamoci la verità, che me ne frega della dentatura?

    Ci sono i dentisti.



    Rido.

    Ho immaginato un ipotetico dialogo tra te e mio padre, tu tutto gentile e portatore di parola, lui completamente folle, ma simpatico.

    Ti risponderebbe così, urlando, ovvio:

    " Prenditelaaaaa, mo subito, evviva, evviva, è finita la Dittatura! "

    :)))

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  31. Morfè, davvero, papà mi chiama "Mussolini".

    Ed io mi incazzo, sì.

    :)))

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  32. "Vedi cara, è difficile a spiegare,

    è difficile parlare dei fantasmi di una mente.

    Vedi cara, tutto quel che posso dire

    è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente.

    Vedi cara, certe volte sono in cielo

    come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.

    Vedi cara, è difficile a spiegare,

    è difficile capire se non hai capito già...



    Vedi cara, certe crisi son soltanto

    segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire."



    Parole di una vecchia canzone, che ieri Le canticchiavo... così, senza sapere... perché.

    Bacio, tesoro.

    va

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  33. Vania,

    mettendo tra parentesi i perchè,

    ora ritrovo nel pc questa vecchia canzone di Francesco.

    E la canticchio insieme a te.

    :*

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  34. Gabriele, ti ho già detto che, per me, potrebbe andare bene.

    :)

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  35. So che oggi è difficile arrivare a farlo, ma dirlo per me è un modo per farti sentire che sono paziente, che non pretendo che tu mi dica sì subito: voglio dire che un conto è scherzare e un conto è esprimere ammirazione profonda e slancio. Entusiasmo ed enfasi, abbandono e proposizione di sé saranno riguardati pure come eccessi, modi eccessivi! Dire, però,, misuratamente un sentimento non ti sembra un controsenso? Giustamente, Jankélévitch diceva dell'amore che non ha gradi. Che cos'è un po' d'amore, infatti?

    Quand'ero ragazzo, provocai un incidente epico con mia sorella: lei era uscita con le sue amiche, per passeggiare per il Corso principale della città. Io la vidi con altre persone, ragazzi prevalentemente. Corsi da mio padre a denunciare l'accaduto. E lo feci con zelo, passione, trasporto... Mi attirai le ire di mia sorella, che mi stupì per le sue parole. Disse di me che avevo l'occhio di bue. Non ho mai dimenticato quelle parole - anche se sono state pronunciate cinquant'anni fa. Mi chiedo spesso se io non esageri, assegnando enfasi a tutto quello che provo.

    Questo vuol dire che forse io ti sto sopravvalutando, perché ho visto una sola foto tua e ad essa ho collegato poi ogni tuo scritto, associando una voce calda e familiare... Insomma, credo che prima di sposarci dovremmo frequentarci un po'. Nei prossimi giorni scenderò in Calabria per accompagnare in Comunità un ragazzo che è qui per motivi di salute. Attraverserò tutta la Calabria, fino a Rossano. Potrebbe essere un'occasione per conoscersi. Potresti controllare la mia dentatura e la lunghezza delle orecchie e i peli che escono dal naso e le sopracciglia. Insomma, è giusto che tu verifichi se vale la pena di continuare a credere che una speranza di sposarci sia a portata di mano per noi oppure no.

    Non ridere!

    posta@gabrielederitis.it

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  36. Era come pensavo. Sei una persona seria!

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  37. Gabriele, sì: una persona seria, con l'anima un po' buffona.

    :)

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  38. ora non ho il tempo di leggere tutti i commenti, ma non posso fare a meno di dirti che ciò che hai scritto è bellissimo e l'ho sentito profondamente in me :)

    bacini

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  39. :-)



    è così bello e io ho così poche parole... perdonami, ma è davvero bello

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  40. Ghiandaia, io e te, ogni tanto ci perdiamo, però ci ritroviamo sempre. Merci. :)



    Sho, se c'è qualcosa che considero bello, io lo guardo in religioso silenzio.

    E non ti preoccupare delle parole che mancano, pensa a scrivere e a coccolarti quel magnifico essere dal nome giapponese. :)

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  41. Mi piace la mano che non è determinazione brutale. é determinazione e basta. é il punto di vista il segreto, appena appena influenzato, dallo stato d'animo. Su! Sai bene che decidere è: vedere, percorrere, andare e, quindi, non essere inadeguati, ma adeguati assai.

    Adele

    :)

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  42. Adele,

    i decisionismi?

    Mah.

    Percorso troppo semplice

    che non mi è concesso

    permettermi.

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