martedì 12 agosto 2008

"The dreamers"


(sciocchezzuole)



Perlomeno,


il sentimento di non avere nulla da perdere,


tipico dei disperati, di quelli già perduti, dei santi, degli incoscienti


untori di passi "finto-liberi",


ti consente di sverminarti tutta,


fregandotene di aspettare


le voci di conferma


che ti dicano: baby, sei sulla strada giusta


per la frammentazione generale.


O per la pazzia, per la pazzia  non troppo rumorosa.


Attenzione però,


una cosa sola ti può fregare:


l’attesa strisciante, resistente che i


non so che” ti spingano vertiginosamente da est verso ovest, da nord verso sud,


dal basso verso l’alto, da qui a lì.


Eoli capricciosi.


Le nuove geografie te le puoi solo immaginare.


Poi, se non succede niente, prendila con una sorta di allegria-puttana.


Ricorda per es., quella volta, in quell’estate che avevi solo 15 anni,


ma sì, te la ricordi, quando rubasti la motocicletta del tuo migliore amico,


per sfrecciare davanti agli occhi di quell’altro, che smaniava solo per una ragazzina pulita, bella e bionda, (sempre così),


e tu glielo volevi proprio fare vedere quanto fossi del genere coglione pseudo-gagliardo,


passavi, acceleravi, la macchina poi non l’hai vista e ti ha sbattuto contro il muro.


Una mezza tragedia. O una tragedia mezza. Se non sei morta, è già così.


Ma la cosa, se si vuole, mica si ferma sempre lì, nella tragedia, intendo.


Ricordi anche chi fu il primo che venne a  prenderti, con i denti scalcagnati sul davanti  e i rivoletti di sangue che ti scendevano giù dalla testa, te lo ricordi, sì?


Don Gaetano Pellicori, l’uomo più ingiustamente vituperato di tutto il cosentino,


in vacanza pure lui in quella zona viva di mare. “Il  signor quadro nero, scuro, con piccole sfumature verde- pallido”.


Sempre a ridere, con gli altri, a fare le corna, quando lo si vedeva al bar solo come uno solo,


che quando uno è sempre solo finisce per fare sempre le stesse cose, tipo lisciarsi i baffi e mangiare almeno tre granite di limone.


Seduto allo stesso tavolo, come ogni ogni sera, sì.


Perché ce l’aveva scritta in fronte  l’insegna del suo negozio cittadino: “Pompe funebri Pellicori, dal 1960, comprovata esperienza, prezzi modici, ma casse belle e solide, per il tuo passaggio dignitoso e onesto. Economicamente, anche per questo,  non contare sui parenti, gestisciti da te.”


Così tu, credendolo il più comico, paradossale emissario del divino, lo guardasti in faccia e gli dicesti:


“Signore, che mi aspetta? Non ho vissuto, non ho peccato. Signore, mi dica che sognare non è un reato capitale, me lo dica ora, qui.”


 


 


 







Neil Young, Heart of gould

33 commenti:

  1. È una tragedia che mi fa sorridere per la sua vena grottesca...diversi temi: l'amore, le pazzie dell'amore e della giovinezza, la solitudine, e dietro tutto il fato, il destino, il percorso misterioso della vita...ti ha risposto poi o ti ha offerto una granita?

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  2. Dico che sono un pò preoccupato.

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  3. perdonami, ma non riesco a smettere di ridere!

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  4. [sorrido a leggere il post...mi soffermo su quel punto in cui pur di rapire il suo sguardo...ci si ritrovi a fare cose mai fatte]

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  5. troppo bello e vero per commentarlo

    ...

    buon pomeriggio, Renata

    aura

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  6. Renee, passo a salutarti, l'immagine di te che chiedi a 15 anni a brucia pelo una domanda cosi' ad un uomo che forse non sa neppure lui che cosa e' la sua vita, mi fa sorridere con molta tenerezza. Ludo

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  7. Bonsoir pour tous.

    Ca va?

    :)

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  8. Un'altra, piccola-grande opera d'arte.



    Bravissima :)

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  9. Onda, non ricordo bene, ma forse non disse nulla. :)



    Orax, illusionismi. :)



    Esagerato, non ce ne è motivo, spreoccupati. :)



    Sho, non lo so nemmeno se faccia tanto ridere, però se ridi va bene, okè. :)



    Morfè, adolescenze enfatiche. :)



    Buon pomeriggio, Aura. :)



    On, una cosa è certa: i becchini sono tremendamente utili. :)

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  10. Dici, Sebastià? Sarai mica troppo indulgente? :)

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  11. Che bella luce!

    E pure io capisco i due terzi del post!

    I due terzi che sono il secondo ed il terzo.

    Il primo mi è ostico, non va mica bene, me m'han detto soggetto / verbo / predicato ed io no ti vedo predicare verbosamente alcun soggetto. Mah!

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  12. Moscow, le grammatiche, nel tempo, hanno voglia di sfuggire tutte le regole. E stanno al bar e bevono gin-fiz. :)

    Sebastià, :)

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  13. Almeno il trapasso sia divertentemente dignitoso....

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  14. Senti, anche io spinta "vertiginosamente da est verso ovest, da nord verso sud, dal basso verso l'altro, da qui a lì...", sono tornata... ;)

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  15. Renata, ho letto soprattutto la prima parte. Credo di averla capita bene.

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  16. Lo so, babel. Ti ho vista. :)))



    Credo di sì, Esagerato, credo di sì. :)

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  17. Yllo, sarebbe bello se anche i trapassi più piccini, non fatali, oserei dire "normali", fossero così.

    :)

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  18. [già...il passato non è un paese ospitale]

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  19. Buondì.

    5 ore filate di sonno, non male. Altri due giorni, Diciche, altri due giorni. :)



    Morfea, "il passato non è ( sempre) un paese ospitale", questa frase l'ho trovata ieri nei miei soliti giri, collocata all'inizio di un vecchio film di J. Losey, "Messaggero d'amore". Ascoltarla, riconoscerla tremendamente vera, poetica, su lei riflettere anche in modo asciutto. Ecco. Così.

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  20. Buongiorno!!

    si' ci sono, sono le dieci di sera del giorno prima :))))

    ben svegliata!!

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  21. ... Signore, che mi aspetta? ... dolcemente plausibile. Bello!

    :)

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  22. Di nuovo. Buongiorno a tutti.

    Buongiorno On, buongiorno Adele.

    Stamattina, quello che dovevo fare è finito in fretta.

    :)

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  23. Buongiorno a te, Diciche.

    :*

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  24. sempre piaciuto Neil Young e poi mi ricorda i pomeriggi sul trappeto con una ragazza che non parlava mai. interi pomeriggi in silenzio ad aspettare che uno dei due parlasse.



    buona giornata

    gugl

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  25. Babel, c'è un termine dal vocabolario: "Il calabrese per bambini che quando cresceranno manterranno un alto livello affettivo secco e non zuccheroso. "

    Questo termine è "teta". Ma tu sai già cosa significa.



    Gugl, il "momento giusto" per parlare. Qui, a me, si apre una voragine. Ne avessi azzeccato mai uno, in quelle situazioni, dico. :)

    Buon giorno a te.

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  26. però nel blog hai sempre la parola giusta. sei cresciuta?



    gugl

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  27. Gugl, un po' forse sì. Ma qua tutto è più facile, nessuno ti fruga negli occhi. :)

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  28. [ed eccomi...giornata libera passata all'ikea...e in giro a fare compere...ehm se vede mamma quello che ho preso mi sa che mi scanna...ho così tante candele da fare concorrenza ad una chiesa:-P]

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  29. [oddeo me stavo a scurdà...buongiorno reneè]

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  30. Morfè, chissà perchè, ma non avevo dubbi che a te piacesse una casa tutta piena di candele. :))

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