Un uomo qualunque, una donna qualunque, fate un po' voi, il concetto non cambia...:)

foto presa in rete, chissà dove, chissà quando, chissà perchè.
Io sono l’uomo, l’uomo qualunque che, a volte, soffre disperatamente e si vergogna un po’ a desiderare una vita piena,
mentre le cose di ogni giorno gli ripetono di accontentarsi di un esistere banale, banale, difficilissimo.
Io sono l’uomo, l’uomo qualunque, senza pudore, che non riesce a stare zitto e grida, grida il corpo che duole, le anime avviluppate che esplodono, le storie che parlano, parlano di tutt’altro,
anche se non crede nella distrazione.
Io sono l’uomo, l’uomo qualunque che ama i teatranti di strada, quelli con i trampoli, ma anche il teatro greco, Euripide, Medea, Sofocle, Eschilo,
quando il dolore diventa catarsi per un’intera popolazione, anche per quello strappo di cielo, senza una nuvola, senza una nuvola che venga deprivata ingiustamente, ingiustamente della sua parte di pioggia, di pioggia, di pioggia, come consolazione.…
Io sono l’uomo, l’uomo qualunque, che approfitta dei suoi momenti buoni per costruire pillole di paradosso, da far esplodere nelle pupille, ché vedano, ché vedano distorte tutte quelle cose che girano troppo lente, lente, rispetto alla vitalità del libeccio, del mistral, dello scirocco, in lontanissimi angoli di mare.
Io sono l’uomo, l’uomo qualunque che non evita le strade, che si mostra senza trucchi da prestigiatore, ché in lui si veda tutta quella parte di mondo che si nasconde in oscuri silenzi di disperazione, ché in lui si veda, senza tatto, senza gusto, persino con ostentazione. Lo si oltrepassi pure, lo si oltrepassi, a volte lui lo sa come funziona l’anima del mondo, non se la prende mica, non se la prende.
Io, lui, rimaniamo qui, come un uomo qualunque, a cui non è necessario neanche il nome.
Un uomo che vive osservando sempre come tutto nasce, come tutto muore, così, per caso, contemporaneamente, mentre un vecchio, con il suo bastone, si fa l’ultima passeggiata del tramonto, in un giardino che non rinnega mai il sole.
Rem, Everybody Hurts











