E cerco ancora l'invisibile

Non ho assai voglia di guardare come i nuovi autunni invadano le strade,
né di ascoltare le altrui, le mie apologie
che nulla contengono né del mondo, né di me.
Leggo parole e parole per niente generose,
mi chiedo se gli altri sappiano come siano pericolosi
questi vomiti di vita che creano, creano delle trappole
dove non entra mai il vento.
Autosufficienti.
Autoctoni.
Così freddi.
Così distanti dai rumorii del circo,
dall’orgasmo di una madre triste,
dalle cadute di angeli schizofrenici,
che non sanno più andare né di qua, né di là.
E si perdono su quelle strade d’autunno,
insieme a tutte le voci allegre senza una direzione.
Con uno specchio piccolissimo.
Che riflette sempre e soltanto un piccolo tic,
in alto, a sinistra, tra l’attaccatura dei capelli
e le sopracciglia.
Ryuichi Sakamoto & Paula Morelenbaum, Estrada branca
Parli del male di vivere dell'umanità?!
RispondiEliminaParlo di quello che vedo, che sento e che leggo.
RispondiElimina:)
Allora ci sono buone possibilità che parli del male di vivere, di chi non sa più vedere, sentire, leggere
RispondiElimina:)
Ma ne parlo arbitrariamente. Nessuno, ma proprio nessuno mi prega o mi dice di farlo. :)
RispondiEliminaè capitato a te anche
RispondiEliminadico di
un errore di digitazione
scrivesti autunni
invece di
alunni
tolta questa fiaba
in cui una stagione
se ne va con una divisa da studente
incisa sugli incisivi denti
mi piace l'idea di un tic
a me che mai ne ebbi
ma che ebbi un fratello che ne era colmo
eppure era così che le madri dicevano: quanto è bello quel ragazzino
ed io non dicevo nulla ma
pensavo
hanno ragione
ed era autunno e
lo portavo a giocare a pallone
ero padre, ed avevo poco più di dieci anni ( direi dodici )
santo cielo, e mi avevano tenuto nascosto il sesso
e portavo quell'alunno a giocare a pallone
io padre senza coito
sodalizzo con la madre orgasmante ma triste
ce la giochiamo a dadi che
lanciandoli, così, come si fa senza muovere le mani ( solo aprendo gli occhi nel mattino )
rotolano facendo quel rumore che
per me
suona di tic
Ramificazioni, le tue parole, perfette così, senza nessuna replica.
RispondiEliminaLe repliche rovinano le storie intense, belle.
[è una chiocciola che volte si autodistrugge...la salita è impervia...e l'inverno non aiuta]
RispondiEliminami sono persa un po' di cose tue, oltre alle mie..pazienza, basta cercarle e renderle visibili ;)) :)))
RispondiEliminaPoi ho chiuso il suo nome nel cassetto più profondo, e non lo lascerò uscire – lui e le sue trappole di parole ingenerose - malgrado continui a sentirlo battere forte sul legno, come un animaletto imprigionato. Che poi sia autunno è un accidente di adeguata malinconia; non mi serve uno specchio, non mi aiuta aprire le stanze al vento, ed essere generosa perfeziona solo la mia sconfitta con un tocco di ridicolo:
RispondiEliminail mio tic rimane quello di non dimenticare.
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaA casa mia, spirano venti di forte nervosismo.
E' festa in paese.
Elena, madre, imelagata a preparare la "coccia" ( ci vogliono 4 giorni, 4 per prepararla come si deve).
Ernesto, padre, le gironzola intorno fischiettando "Me vuotu e me rivuotu, suspirannu...")
Fratelli, cognate, sorella, cognato, fanno su e giù dalle loro case per consigli culinari e per la preparazione di polpette e polpettini. Elena è maestra pure in questo.
Si agitano tutti, mica lo so perchè.
Spirano venti di forte nervosismo.
Io me ne sto qua, nel bilocale mio.
E non mi schiodo.
:)
Ma no, Morfea, l'escargot è forte, non si distrugge mai completamente. :)
RispondiEliminaLetì, davvero, si può sempre fare. :)
Costanza, questo, lo sai bene tu e lo so anch'io, è il tic più destabilizzante. Devo dire però, che, recentemente, ho imparato bene a velocizzare l'eliminazione di certi files. Ho imparato pure la cosa più banale di questo mondo: "dare a Cesare quel che è di Cesare. " SEmbrava così difficile, invece no...
:)
Lo cerchi ancora l'invisibile è questo che per me conta. NIKKA
RispondiEliminaTodomodo : No magari alla Chiesa lascerò le pantofole. :-"
RispondiEliminaOrqcie :Che la reincarnazione sia una bella sfiga sono d'accordo con te. L'attaccamento alla vita una dittatura, come espressione mi piace. Già. Già. Preparo le basi per un movimento di liberazione dalla vita, mi hai convinto :)
Adelaide_Spallino : Gli oggetti attorno alle persone mi hanno sempre parlato più delle persone stesse. Forse per questo non sono curiosa ;)
perlasmarrita : Non credo sia colpa dei tacchi, mi vengono anche quando sono scalza a volte.
La parolaccia ti è concessa. Bentornata ::)) NIKKA
[mi sa che alice qui...ehm ha sbagliato bloggolo:-P eh eh]
RispondiEliminaIl commento che doveva essere nel mio blog è apparso qui. Non ci so proprio fare con le resurrezioni .. :D Scusa e cancella :-P NIKKA
RispondiEliminaNikka, questa cosa è troppo simpatica, una commistione dietro le quinte dei blog. La posso lascià? :)
RispondiEliminaMorfea, lavoro niente? :)
"vomiti di vita"... ma di quale vita poi?
RispondiEliminaNon so, killer, quella che uno riesce a mangiucchiare, di qua e di là. :)
RispondiEliminaInformazione gratuita ( da inserire nel cassetto: che me ne frega a me? ): la "coccia" è stata inserita nel forno, gli animi dei miei irrequieti familiari si sono un po' placati. :))
Il tuo angelo meridiano, nelle vesti laiche di custode di parole, cerca insieme ad un paio di ali e ad un rossetto color rosso vermiglio anche lo scrigno dove custodisci cifrari e significati intimi. Ecco, ché 'senza senso' non può volare... e raggiungerti.
RispondiEliminaNel frattempo muove quell'ala di riserva che le sta spuntando tra una scapola e l'altra: è un saluto ed una carezza. Da lontano.
Marinella :****
Marinella, sì, lo so, questo "pezzo" non si capisce tanto. Sarà che pure le parole, ai primi freddi, indossano i loro cappottini, rendendo meno visibile il senso.
RispondiEliminaGli scrigni con i cifrari sono qui, a completa disposizione dell'angelo delle parole.
Tanto tu, mia oscurità o meno, in me arrivi, arrivi sempre.
ti voglio bene.
:)
:)
RispondiEliminaMarinella
Renata, tu parli di uno specchio che non riflette relazioni vero?
RispondiEliminaSe dici di no ci rimango male. Ho letto il tuo scritto più volte.
RispondiElimina;)
ciao malinconica
RispondiEliminaquesta volta non commento, non lo sento, per cui saluto :)*
RispondiEliminaE, dunque, per chi fosse interessato alla mia personalissima soap-mangereccia: prima, sono salita su per cenare. Sulle scale, ho sentito l'odore di "coccia". Ve l'ho detto che sta già nel forno, no?
RispondiEliminaEcco, quell'odore mi ha preso, mi ha avvolto, posseduto, l'animo è risorto, le papille gustative in allerta, perchè l'amore per il cibo ha qualcosa di erotico. Ecco, mi sono subito predisposta all'unione carnale con il grano intoingolato nel prosciutto e nelle cotiche di maiale, nella carne di capra, in tutti quei sapori indescrivibili a chi non li prova. Sorridevo ad ogni gradino conquistato, sorridevo.
E poi il baratro: mi sono ricordata che deve essiccarsi, lentamente, tutta la notte, deve stare lì, inviolata come una vergine, fino a domani mattina.
Una smorfia, piccola, ripetuta come un tic, è comparsa all'angolo sinistro della bocca.
Queste sono frustrazioni, oh. :))
Esagerà, tranquillo, dico di sì. :)
RispondiEliminaciao grace, ciao strega. :)
Onda, e tante belle cose. Saluti anche in famiglia. :)))
Allora ho studiato bene.
RispondiElimina;)
[ieri è stata una giornataccia lavorativa del menga...10 ore tonde tonde...fra mattina e sera...e tutto doveva filare...invece...per poco si scatenava una rissa in cucina]
RispondiElimina[il cibo ha quasi sempre connotazioni erotiche...vedi afrodita dell'allende:-P...ma ma com'è????ora mi sa che la stai gustando=)]
RispondiEliminaLa credenza della nonna? :)
RispondiEliminaPerché no. Certo lo era...
Ma ora ti starai preparando alla coccia. Rido e gusto, le papille emozionate per evocazione, per sincronia, per conto terzi: amo il cibo! Di più ovviamente ora che è in parte proibito... Ho portato qui la risposta alla tua nota per augurarti per tempo, spero, buona domenica, e buona coccia.
E il vino?
:)
Costanza
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaDiciche si è svegliata debole, ma debole, debole assai. La sua Signora Madre le ha presentato, alle 8, il piatto agognato e tanto. Lei l'ha rifiutato, ma l'ha mangiato adesso, e ne avrebbe voluto un altro, poi un altro, ancora uno. Con quell'avidità che si ha solo per i baci mattutini, quando fuori piove e le cose stentano a ritrovare i loro posti.
:)
Esagerato, sì. :)
RispondiEliminaMorfea, di Afrodita ne avevamo già parlato, ricordi? :) E il piatto è un piacere intenso, dal gusto forte ed impuro, insomma quelle cose che piacciono a te. :)
Costanza, il vino, la nostalgia del vino, sono uno dei miei "grandi dolori". Preferisco evitare, con i farmaci che prendo, questo piacere sottile. Avevo stabilito una grande sbornia, almeno una volta l'anno. Quest'anno l'ho saltata, quindi, nei mesi a venire, me ne toccano almeno due. :)
Scusami: ho toccato un tasto doloroso, e avrei dovuto immaginare. Che poi io pure, mezzo bicchiere la sera, ad accorta distanza dal pasto delle pillole: è una delle mie grandi infrazioni. Una volte mi piaceva pensarmi ribelle. Ora ho ridotto le ambizioni. :)
RispondiElimina"Ora ho ridotto le ambizioni". Pensavo anch'io così, di me. Finchè un amico carissimo, l'altra sera, non mi ha detto: "Mi tiene in vita l'indignazione morale". Frase che mi ha fatto riflettere sul fatto che anche una vita, tipo la mia, con molte complicazioni e limitazioni, può continuare a tenere viva questa cosa qui.
RispondiEliminaE non scusarti. :)
Nel vino, magari, ci sarà la veritas, ma non l'essenza. :))
[le intermedie vie...un pò forse mi conoscicchi renèè...ho solo due colori il nero o il bianco e alla fine tutto si mescola...e avrei voluto vedere il tuo viso quando alle 13 hai mangiato la coccia...solo per fermare l'istante poco prima e poco dopo:-)...forse te lo ripeto spesso magari a noia...ma ti voglio bene sorellina*]
RispondiEliminaSalvo, di oggi,
RispondiEliminaalcune intelligenti conversazioni,
la visione del film "Caos calmo", che stava lì da mesi, ma che non avevo voluto vedere prima
e non lo so perchè.
Per il resto, testa mia una landa desolata. Chiusa si è alzata, chiusa si coricherà.
Morfea, non è che ci voglia molto quel viso a immaginarlo: guarda Santa Teresa in estasi, era così. L'ultma cosa ripetila quanto vuoi, ché mi fa bene. :)
l'essenziale è invisibile agli occhi e dietro ciò che si vede chissà cosa c'è poi
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaE certo, Sho, 'st cosa la diceva "Le petit prince" e aveva ragione da vendere. :)
Al ritorno da scuola, in macchina, la radio passava questo vecchio motivetto orecchiabile di Niccolò Fabi, che io sottoscrivo totalmente:
"Io vivo sempre insieme ai miei capelli oh oh
Vivo sempre insieme ai miei capelli oh oh
Io vivo sempre insieme ai miei capelli oh oh
Vivo sempre insieme ai miei capelli
Non sono venuto in motocicletta
non mi sono pettinato con le bombe a mano
non ho messo le dita dentro la spina
non mi sono lavato con la candeggina
sono uno di quelli
che porta i suoi lunghi capelli per scelta
e non usa trucchi e voi
levatevi la parrucca
Io vivo sempre insieme ai miei capelli nel mondo
vivo sempre insieme ai miei capelli oh oh
Vivo sempre insieme ai miei capelli nel mondo
Vivo sempre insieme ai miei capelli oh oh "
:)
buongiorno carissima
RispondiEliminaun turbine di parole e di pensieri in questo tuo post e nei commenti successivi
mi son così persa il pensiero iniziale
-quello che volevo dire, insomma-
ho in mente
tic
capelli
alunni
Saint Exupéry
un'auto che va
ci si potrebbe costruire una storia, ad averne voglia
e parlerebbe di un Piccolo Principe pieno di tic
che sogna serpenti
che cantano canzoni di Niccolò Fabi e che perdono capelli.
restano da sistemare gli alunni
ma la Gelmini già sta facendo parecchio
nina
E buongiorno a te, ma chère nina.
RispondiEliminaIl tuo commento è bello assai.
Lo tengo così, senza aggiungere altro, se non una cosa straevidente: la signora Gelmini ed i suoi occhialini da prima della classe, di scuola, non ci capiscono proprio un ca...:)
Usi le parole come stumenti musicali.
RispondiEliminaCass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle. Cass era la più bella ragazza di tutta la città. Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano. Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo. I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava. Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c'era via di mezzo, per Cass. C'era anche chi diceva che era pazza. Gli imbecilli lo dicevano. Gli scemi non potevano capirla. Agli uomini in genere Cass pareva una macchina da fottere, e quindi non gliene fregava niente, fosse o non fosse pazza. E Cass ballava e civettava, si lasciava baciare dagli uomini, ma, tranne qualche rara volta, quando si stava per venire al dunque, com'è come non è, Cass si eclissava, Cass aveva eluso gli uomini.
RispondiEliminaCASSandra
DIMENTICAVO: il pezzo qui sopra è di HCB
RispondiEliminadimenticavobis: ci metto tre quarti d'ora ad entrare in codesto luogo non luogo.
( poi ne vale l'attesa - ma è tanto lo stesso )
;-)
E si perdono su quelle strade d’autunno,
RispondiEliminainsieme a tutte le voci allegre senza una direzione.
Già, lo penso anch'io. Dato che le voci allegre non hanno davvero una direzione coerente. Però suonano belle, molto belle, talvolta.
un saluto
Amelia.
[ciau renèè:(]
RispondiEliminaBuonasera a tutti.
RispondiEliminaDovrei fare un nuovo post. Ma che dico? Avete esigenze? Volete che vi parli di qualcosa? Dei cercatori, dell'umana follia? Beh, fatemi sapere. :))
Intanto, nell'aria, si distende una leggera inquietudine che gioca con gli inverni.
La cura?
Questo magnifico pezzo di Miriam Makeba: "Cause we live for love".
Mi ricorda di quando lavoravo ancora più a Sud, in quei luoghi selvaggi dove le albe nascono sul mare. E il mare se ne stava muto, sedotto dalla folle bellezza dei cieli, così folli, così belli quei cieli, che, per avere visto tanto sangue, ormai non guardavano più.
:)
ma sai che capelli mi è sempre piaciuta un sacco? da senso di libertà e pace :-)
RispondiEliminaCiò che cerchi è sotto i tuoi occhi. Ignoto e mistero, profondità e imperscrutabilità non sono forse quello che celiamo agli sguardi indiscreti, disegnando a terra davanti a noi una sottile linea che gli altri riguardano come muraglia impossibile da scavalcare?
RispondiEliminaI silenzi e le solitudini, la vita schiva e appartata, le assenze ingiustificate, i bisbigli e le frasi lasciate a metà soneranno come promessa, implicito accordo, tacita intesa, ma quanto vale un assenso strappato con le ostinazioni e le insistenze?
Non è meglio lasciare che un abbraccio valga un'intera vita e un incontro come se fosse tutto ciò che la vita poteva concederci? e ritrovarsi qui ogni volta di nuovo come se fossimo appena nati, appena alzati al mattino presto con il sapore del caffè sulle labbra?
Non è meglio stare a questo tempo incostante e capriccioso che si è portato via il caldo costante ma opprimente, l'aria ferma della sera, senza un alito di vento?
Non è meglio questo vento fastidioso e pungente, quasi inverno ormai, che però porta da lontano i profumi della tua casa, dono insperato? e il ricordo di te, presente, comunque vada il tempo, perché di tutte le cose invisibili la tua anima sbarazzina è l'unica cosa che si distingua bene tra un crepuscolo e l'altro?
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaOggi, mi sono tirata un'intera giornata a scuola.
E vari ammutinamenti di svogliatissimi alunni mi hanno ridotto a polpettine.
Poi, l'ammutinamento l'ho fatto io: in una classe, li ho fatti stare per un'ora muti, a guardare il nulla, a sperimentare la noia di lande desolate. Due hanno provato a fare la battaglia navale e me li sono mangiati vivi.
Ancora non hanno capito con chi hanno a che fare, ancora non l'hanno capito...:)
Shoruel, me la sono masterizzata e l'ho riascoltata ancora stamattina. :)
RispondiEliminaKensington, cribbio, questa è poesia allo stato puro. E tu, tu sei un uomo "oggettivamente bello", oggettivamente bello, sì. :)
io sarò il galantuomo, ma kensington è davvero un grande e fiduciante compagno di viaggio.
RispondiEliminaun saluto caro mia cara renèe
facciamo nostre le parole: "Ciò che cerchi è sotto i tuoi occhi."
[vi voglio bene...tutti]
RispondiEliminaHai risposto "si" ad esagerato, così sto apposto anche io e non ti chiedo altro :P
RispondiEliminaAmalteo, credimi, entrambi siete preziosi, per me. :)
RispondiEliminaAnche noi, Morfea, e tanto. :)
Bene, Quero, bene. Così risparmiamo qualche parolina.
Le parole mie,stasera, mi stressano, vorrebbero andare al Luna Park. A fare che, poi? Con questo freddo...:)
sera renà, ma noi qui da te una partitina a battaglia navale ogni tanto ce la lasci fare?
RispondiEliminaosmin
Clama ragazze, calma lo so che siete nerbose anzi nerobissime e pure infreddolite, ma calma, facciamo un giro sul bruco volante okè? così vi arieggiate un po e poi state più tranquille.
RispondiEliminaOsmin
Poi te le riporto le parole tue renà tranquilla non agitarti, sì le copro giuro che le corpo sì sì alla parola amore giuro soffio anche il naso giuro
stai tranquilla okè'
Osmin, ahahahahahahahahah, ma dimmi, tu dimmi, io, sì, io, quanto ti voglio bene? :))
RispondiEliminaRenatì ogni volta ti leggo con emozione...è come predispormi ad una intensa preghiera
RispondiElimina...o magari, mariafrancè, alla scrittura di messaggi da lanciare nelle bottiglie. :)
RispondiEliminaRenatì, una curiosità...hai letto l'eleganza del riccio?
RispondiEliminaMariafrancè, ancora sono a metà. :)
RispondiElimina