E, come una bambina...
E, come una bambina, ho paura di dormire, e di svegliarmi ogni ora sul solito pensiero fisso,
ho paura di alzarmi al mattino con un altro pezzo in meno, ho paura del respiro pesante sulle scale, ho paura di inciampare e di cadere, vedendo in anticipo come cadrò, ho paura di non riuscire ad andare in bagno, di fare tardi senza poter correre, ho paura di incontrare la preside davanti la scuola che diventa una coltellata proprio al centro della testa, ho paura di non riuscire a reggere le classi, di dire troppo, di dire troppo poco, ho paura che, mentre li mando a quel paese, i più tignosi registrino tutto con il telefonino, ho paura di essere patetica quando chiedo loro di aiutarmi ad attraversare la giornata,
ho paura di domani, lunedì, perché nel pomeriggio si farà teatro con un consiglio straordinario di classe, ho paura di martedì, perché rimango in classe fino alle 16, pur non sapendo pù chi sono, come mi chiamo, da dove vengo, ho paura di dire agli altri la mia stanchezza, ho paura degli occhi persi di mia madre, di quando dice, perché mi sento così depressa, ed io non riesco a rispondere, ma lo so, lo so bene che la causa di quegli occhi così persi sta in me, in me, in me, ho paura di fare progetti, quelli che scivolano oltre la durata di un giorno, ho paura di avere la voce falsa quando sto al telefono con le persone che amo, ma anche di incontrarle sul crinale dei miei limiti, ho paura di mia cognata che abita al mio fianco, ché grida sempre e bestemmia pure, e ha gli occhi da pazza quando la incontro davanti alla mia porta, mai una parola dolce, mai una parola dolce, ho paura di chi dice mai più, chi se ne frega, ho paura di chi fa cose che non capisco, non capisco, non capisco…
eppure mi alzo tutte le mattine,
eppure vado a lavorare (quasi) tutte le mattine,
eppure accetto ogni giorno ogni casuale abbraccio vagante,
eppure cerco di dirigere il traffico degli infiniti ingarbugliamenti,
suvvia, dai, può essere pure che io non sia poi completamente disperata…
:)
Non sei la sola ad essere piena di paure. Però sei forte, e ce la fai.
RispondiEliminaquesto pezzo mi commuove; no,non sono i significati delle parole a muovermi con te, ma è il ritmo della vita che si ascolta sotto e tutto intorno alle parole; a volte accade - a me è accaduto - che la paura diventi risorsa e flusso vitale
RispondiEliminae allora buon lunedì :)
Eh sì, Letizia ha detto bene: che la paura diventi risorsa e flusso vitale!
RispondiEliminaGrazie per questa tua 'trasparenza', dolce amica e sorella.
Buona settimana
Marinella :*
I fili orizzontali fra persone, quelli che non nascono per dovere di parentela, ma per fulminee com-prensioni, hanno slanci verticali.
RispondiEliminaSostengono, invisibilmente.
E sanno diventare abbraccio.
una sola paura, d'avere paura
RispondiEliminapoichè si resta immersi
e dunque
ma il finale lo dice
butta fuori un salvagente e
dice: vediamo come va
ho paura delle paure
ho paura della gente che si prende sul serio
gli immortali terreni
mi inquietano
Un abbraccio vagante...non casuale.
RispondiEliminaE.
Tu non sei mai patetica, mai.
RispondiEliminahai una vita normale tutto sommato...ma i cognati non mi piacciono
RispondiEliminaDal momento che non sei del tutto disperata, io parto da lì, da quel varco che hai creato per noi. Voglio vedere se è possibile dilatarne lo 'spazio', perché la timida ala della speranza si posi su di te e non ti abbandoni più.
RispondiEliminaProva a pensare che sei sola, se hai il coraggio! Se ci riesci, verremo tutti da te e ti sorrideremo! E' una minaccia, non una promessa!
Renee, sto leggendo un libro che mi ricorda costantemente di te. La protagonista si chiama Renee ed e' portinaia. Lei ha paura di mostrarsi per quello che e', cioe' una donna intelligente con una curiosita' senza fondo, e una passione per il mondo giapponese. A leggere le tue parole mi viene una sola unica voglia di prenderti la mano e stringerla in un patto, sto dalla tua parte. E quel sorriso che fai, e' il domani che mette radici per il prossimo domani. E ora il lunedi' e' quasi finito, quindi buon martedi'. :* Lu
RispondiEliminaE' impossibile avere paura perchè quando ti prende sei già in essa e già la stai affrontando.
RispondiEliminaTi abbraccio forte, questo deve farti paura ;) NIKKA
Tutti hanno paura, pochi lo ammettono, perché in pochi riescono a guardarle in faccia le loro paure
RispondiEliminaDiciamo che io non amo particolarmente il confronto con le mie paure e ti ammiro per come tu invece riesca a reggerlo così bene
eppure .... eppure ... eppure ...
RispondiEliminain quegli "eppure" c'è quel filo soggettivo che è il tuo sguardo sul percorso del vivente.
tu guardi la vita dai pertugi.
è uno sguardo da cui ciascuno può apprendere anche qualcosa di sè.
grazie, renèe
"un pezzo in meno"
RispondiElimina"i più tignosi registrino tutto con il telefonino"
sei come tutti i comuni mortali
benvenuta
in anteprima, ti dono i versi di una poetessa che posterò domani. ti piacerà.
RispondiEliminaIl prato è stato falciato. Domani
ci faranno giocare a girotondo.
Io mi nascondo nel braccio, nel naso,
nella mia camicetta ricamata. Così la luna
potrà calpestare gli indugi
funesti delle cariatidi. C'è uno stellato
stasera in cui si può nuotare facendo il morto.
La giostra ha il cuore grande dei bambini.
gugl
Pensa che io avevo paura di te
RispondiEliminadell'integrità morale che donano le tue parole. Ti scopro essere umanissimo, al punto che vorrei abbracciarti, con affetto e con profonda stima.
Elisa
Eppure...
RispondiEliminaOra si va....
Andiamo al mare...
chiudi gli occhi e "guarda" il tramonto.
Smettila!
Vedrai.
Adele
Martedì è quasi finito. Tu non sei qui. Renata, ti stringo forte.
RispondiElimina[ti posso abbracciare e tenere stretta stretta...? sono qui]
RispondiEliminaehi, è giovedì! guarda che cominciamo a preoccuparci!!!
RispondiEliminagugl
Hai paura come una bambina? Vorrei essere un padre, tutto sicurezza, avere una mano grande da porgere che uno si attacca ed è tutto finito. Mi riscopro in ogni momento bambino, con quelle cose che "dovrebbe averlo capito che non si fanno", che le rifaccio sempre ... e mi areno ... però la forza di salire sull'albero ce la ho ancora sai ? e anche quella di dirti "sali con me". Anche se l'albero mio stavolta è squinternato esce dalla roccia storto e non sa bene dove è il cielo.
RispondiEliminasai cosa dico renatì, che è un bene avere paura e riconoscerla e poterla mandare a quel paese e ridere. Che chi non ha paura è proprio uno sciocco, dico io e dico che sei forte renatì, ciaooo un sorriso
RispondiEliminaOsmin, io e te non ci sentiamo da un po' di giorni. ma io lo so, lo so bene, che tu saresti in grado di portarmi sugli alberi più alti. :)
RispondiEliminaJust, meglio non darsi definizioni. Si è come si è. Merci. :)