Io aspetto, come una bambina.

Quando la bellezza transita, qualcuno incomincia, lentamente, a balbettare,
qualcun altro la raccoglie dentro ad un secchio per versarla sulla sua pianta preferita.
Qualcuno piange, e non si sa il perché.
C’è anche chi, inquieto, si avvicina sulla soglia ad ascoltare.
Le parole che placano,
allora,
sono quelle che rendono familiare l’impossibile.
L’attesa dell’angelo non è mera illusione,
se l’attesa è sapiente,
se la voce aderisce senza colpa
alla naturale distorsione dei crepuscoli,
nell’identità fugace del qui e dell’altrove,
nell’identità fugace,
fermo restando che il mondo, non per questo,
cesserà di contare,
gloriandosene,
i suoi cumuli informali
di spazzatura.
[…] Avvengono miracoli,
se siamo disposti a chiamare miracoli
quegli spasmodici trucchi di radianza. L’attesa è ricominciata,
la lunga attesa dell’angelo,
di quella sua rara, rarefatta discesa.
S. Plath
E' stata LELLA RAVASI BELLOCCHIO a servirsi dei versi di Sylvia come esergo alla sua opera più grande: La lunga attesa dell'angelo. Le donne e il dolore. Quest'opera immensa mi fu data in prestito da una ragazza di ventisei anni, che mi fu affidata diciotto anni fa perché l'aiutassi ad emergere dalla sua anoressia-bulimia. Con colloqui che arrivavano a durare anche quattro ore - sostenuto da una schiera di amici psicologi, psichiatri e psicoanalisti che mi facevano da supervisori - mi prestai all'ascolto della sua esistenza incompiuta e incompleta. Dopo alcuni mesi di 'lavoro' per me sfibrante, la convinsi ad incontrare sua madre, emerse da una clandestinità che durava da sei anni e si convinse a rivolgersi a psicoterapeuti affidabili - i miei amici... Oggi è sposata ed ha due bambini.
RispondiEliminaQualche anno fa mi ha scritto una lettera che conservo in una cartellina su cui ho scritto: Museo delle cose preziose e rare. In quella lettera lei aveva condensato le tracce di un dolore mai estinto, che però non la tormentava più come quando ci conoscemmo.
Per me fu un privilegio il fatto che mi fu affidata dal gruppo dei Volontari del Centro di ascolto che avevo contribuito a fondare. Feci esperienza da vicino del dolore femminile. Conobbi il modo di patire la perfezione di una madre algida e distante, l'idea solo astratta dell'amore e la fame di amore che una mente sublime non sapeva come accogliere e alimentare. Conobbi un esempio del dolore antico di tutte le donne e compresi che non potevo nulla contro la natura e contro la storia. Come lei, potevo solo aspettare che un alito di vento intervenisse a spegnere l'arsura e la calura. Lei mi fece conoscere l'angelo, i suoi trucchi, lo spasmo dell'attesa.
Mi porto dentro una gratitudine piccola, ché non seppe dirmi se non poche parole in cui mi fece avvertire che ero stato quell'angelo. Sapevo che dovevo dileguarmi e cedere il passo ad altre voci, perché imparasse ad amare quello che le sfuggiva.
Di quel dolore non ho mai parlato, perché era cosa solo sua. E' giusto che nessuno sappia, perché né curiosità né comunicazione possono soddisfare un diritto che voi non avete.
Ci sono cose che si nascondono agli occhi della gente e si odono piangere sommessamente. Bisogna essere accanto all'Ombra - come piace dire a me - per acquisire quel diritto. Di tutte le forme del dolore umano, quello delle donne resta per me unico. E dire perché è cosa che occorrerebbe troppo tempo a dirlo.
A distanza di tanti anni, quando ripenso a lei mi sento padre e madre, fratello e sorella. E non posso fare a meno di piangere, perché quella solitudine era troppo grande, ed io non so se un'intera vita sarà riuscita a 'dissiparla', come lei avrebbe voluto.
E' stata quella ragazza mai cresciuta a farmi conoscere l'attesa. Lei sapeva cosa significa l'attesa dell'angelo.
Ogni volta, non so perché, una vocina dispettosa mi ripete: "e BASTA CON QUESTI POST! Fa' che sia l'ultimo, vabbuò?"
RispondiEliminaGabriè, grazie per i versi della Plath. Ci ho girato intorno per tutta la giornata.
:)
Gabriele, non era visibile il tuo commento, prima.
RispondiEliminaAlla luce di questa e di tante altre storie, dico che è un privilegio per me conoscerti.
Chi sa stare accanto all'Ombra, chi non teme l'ascolto del dolore, è una persona che sa tracciare buone alleanze con il desiderio di vita.
E tu...sei così.
:)
confesso di avere un debole verso la bellezza, che è rara. Più vado avanti e meno la trovo, (o sono forse io incapace di coglierla?) che sia a arte, o il volto significativo di una donna. La bellezza quando la trovi ricambia l'interesse. Se è arte ti cambia, se è volto ti stordisce.
RispondiEliminafinalmente la ragazza alza gli occhi
e concede lo sguardo
quasi a dire che la bellezza
è di chi la sa apprezzare
penso la bellezza non come un oggetto o un soggetto ma come una relazione: se accade, allora, è grazie alla bellezza di uno sguardo capace di attendere, di farsi levatrice, di allevare e nutrire bellezza ...
RispondiEliminaciao "bella" :)))
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaCredo di aver avuto, stanotte, un altro piccolo scatto di vecchiaia, sì, quella cosa che ti conduce, gradualmente, al rimbambimento. Ho dormito fino alle 10, e, quando la Signora Elena è venuta a buttarmi giù dal letto, ho cominciato ad urlare: " Nooooooooo, la realtà nooooooooo."
Mi chiedo: si può associare il reale al "mitico" Dibattito di Nanni Moretti?
boh.
:)
Onda,
RispondiEliminaLetizia,
i vostri interventi sono belli così come sono,
senza che io vi aggiunga voci e repliche.
Se non questo (che mi interessa):
un angelo che potrebbe passarvi sulla testa, poi scendere a mangiare i cannelloni domenicali insieme a voi,
voi ce l'avete?
Spero di sì, mes amis, spero di sì.
:)
:***
RispondiEliminaMarinella
[è un derviscio sulla pelle questa tua sai?e la plath...la adoro]
RispondiEliminaMarinè, tu, in questo post, ci stai proprio a fagiolo. :***
RispondiEliminaAntonella, ma un derviscio mignon però, perchè se è vero che danzano leggeri, roteando, roteando, roteando, essi hanno pur sempre un peso corporeo, no? :***
Chissà come parlano gli angeli, qual'è la voce più bella per farti sentire che siamo qui, stretti a te.
RispondiEliminaio di fronte alla bellezza piango, non riesco a farne a meno, mi si inumidiscono gli occhi...
RispondiEliminaEsagerato, gli angeli hanno parlato bene. :)
RispondiEliminaShoruel, :*