venerdì 31 ottobre 2008

L'urgenza di "passarvi" un semplicissimo concetto



C’era la pioggia, oggi, nella città vecchia, le nuvole camminavano tranquillamente, gli umani calpestavano i suoli diversamente, perché ogni passo si porta dietro l’emozione che si ha dentro. Non si accelera solo perché si ha una cattiva fretta, ma anche , per es., se  nel bar di qualche vicolo vi è seduto qualcuno che ci aspetta, con un libro in mano per placare l’ansia, e gli occhi fissi su una minuscola smagliatura della calza, cifra fragile dell’essere imperfetti. Io non cammino più, io sono solo sguardo. Mi duole, ogni volta, questa cosa mi duole tremendamente.


Camminare è un miracolo.


Andare dal panettiere è un viaggio verso i profumi del pane, inciampare è una piccola ferita sulla nostra distrazione, sbagliare strada è una benedizione dell’imprevisto capriccioso. Guardo tutti gli umani inconsapevoli della propria fortuna, torturati  magari dalla noia, dall’ansia di salire sempre più in alto, sempre più in alto. Immagino le loro storie danzare tra le pietre, il catrame, i sassi. Perché le Storie si incrociano caotiche, giocano ad inseguirsi, perdendosi su strade, enormi, larghe,  piccolissime, persino su quelle  sporche, dimenticate, rarefatte.


La enuncio spesso questa cosa, io, che agogno, come il sogno più libidinoso, la posizione verticale, la enuncio spesso agli altri, ma mi si crede poco: i piedi, certe volte, sono più saggi della testa. Allora, mes amis, affidatevi ad essi, sono un tesoro immenso: uscite, perdetevi, ritrovatevi, misurando le distanze, cancellando le distanze, andando, così, per il gusto di  andare.  E ve lo dico subito, fin da ora, io, nella prossima vita, farò il maratoneta.


Così sarà.


Stasera ne sono convinta, non ho voglia di realismi o di disincanto.


:)




39 commenti:

  1. Ti abbraccio, Renata.

    E' come dici tu.

    Lo so anche io.

    Ti sorrido.

    Aura

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  2. C'è stato un periodo in cui uscivo solo per camminare senz'altra finalità. Camminavo anche per ore, macinavo chilometri. Mi prendevano per pazzo perché in una città piccola finisci per percorrere sempre le stesse strade... ma io continuavo a camminare.



    Ora esco di casa molto meno, non ho la stessa energia e voglia di 20 anni fa ma tutte le volte che è necessario una bella camminata la faccio ancora, anche perché ho rinunciato ad avere l'auto.



    Buongiorno Renata







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  3. Grazie, Renata. Hai ragione, la stazione eretta é il miracolo umano, il "senso" principale. Correre poi é la massima espressione del miracolo.



    :)

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  4. sì renata è così. però rileggendo quello che hai scritto, compreso degli annoiati inconsapevoli, mi è venuto in mente quello che mi ha detto il mio figlio piccolo pochi giorni fa ... alla domanda se preferisse essere bambino, ragazzo o adulto mi ha risposto: "bambino così resto più tempo nel mondo". Resto nel mondo mi ha scritto. E nella perfetta percezione consapevolezza che non c'è consolazione nel tuo rimpianto di oggi nel senso che a noi oggi non chiedi di dirti "però" ... ma ci chiedi solo di ricevere questo pensiero semplice e duro, cosa che penso tutti abbiamo fatto, io non voglio dirti però ma leggendo mi è venuto in mente che il tuo "restare" nel mondo, per usare le parole di mio figlio, è ricco, non dico preziosissimo per tutti noi, ma ricco, in assoluto.

    Ricordo un tuo post di qualche mese fa dove dicevi, non mi lamento del resto, poteva andarmi peggio potevo nascere con la testa di la russa o di berlusconi ...

    a noi è andata bene di "restare" al mondo con la tua vividissima vicinanza

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  5. Buongiorno a tutti.

    A scuola, non ci sono ragazzi. E noi giriamo come fantasmi rincoglioniti. Io cerco di occultarmi, ché i discorsi tra colleghi, certe volte, sono tremendi: i figli, la casa, la spesa, ecc. ecc. dupall.

    :)

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  6. Ciao, Aura. Nel tuo Nord che si dice? :)



    Boris, e la rinuncia all'auto da cosa è scaturita? :)





    Arsenico, a dire il vero, io già da adesso sarei disposta a fare la "miracolata", girando il Mondo e le sue varie Chiese, facendomi analizzare dalla testa ai piedi. Ogni tanto, mandando a quel paese, ché ai miracolati, si sa, poi si perdona tutto. :)



    Osmin, infatti, non è un discorso che richiede dei "però" questo. Oh,aspetta che ti faccio anche qui la domanda del mese: quelle cose me l'hai mandate? Se no, quando le manderai? :)

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  7. Ho capito che potevo farne a meno.





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  8. Nella prossima vita seguiremo a mano forrest o avremo le gambe dei masai e tu mi starai sempre davanti. Promesso. NIKKA

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  9. [e quanto vorrei.ma non posso non posso per quello che la testa vive ora* ma è una bella cosa eh]

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  10. tristezza e

    bellezza

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  11. è bellissimo camminare. lo dicono tutti i più grandi filosofi. e le donne "in gamba" come te.



    bacio

    gugl

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  12. si' a me piace moltissimo camminare. renee quando metti i tuoi scritti su carta?

    un bacio

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  13. Buonasera a tutti.

    Passo domani mattina nei vostri blog.

    Stasera sono rintronata.

    Cioè, io lo sono sempre, sia ben chiaro. :)

    Ma, di mattina, la testa è un po' più lucida.

    La faccia del tecnico, che mi ha portato la stampante nuova poco fa, è stata troppo divertente.

    A fine lavori, gli ho fatto un assegno di 88 euro e gli ho detto così: "Ecco qua. Io non so davvero quanto ci sia sul mio conto, però credo che la cifra in questione possa essere coperta...Se no, vieni qui che te li do in contanti."

    Sì, la faccia era decisamente di chi pensa: "Oh, ma questa qui in quale cacchio di mondo vive? "

    :)

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  14. Boris, bella scelta "rivoluzionaria"! :)



    Oh, sì, Nikka, dietro Forrest, in mezzo a tantissimi masai...:)



    Morfea, te lo devo ripetere che, spesso, i piedi sono più saggi della testa? :)



    Jonny, due cose che spesso "camminano" insieme, senza tafferugli, senza contrasti. :)





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  15. Gugl, lo dice pure qualche scrittore, e qualche critico letterario del Nord, residente in una cittadina che comincia con la S. bacioGù. :)



    Ludo, queste parole stanno bene anche qua, non trovi? Tra 80 anni, quando non ci sarò più, le prendete Voi e le trasferite sulla carta, riciclata arancione. bacet. :)

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  16. Camminare-perdersi-ritrovarsi. La strada invisibile che percorro mi conduce sempre qui.

    Ti bacio.

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  17. perdersi e ritrovarsi.

    mi hai fatto ricordare il periodo lavorativo più bello del mio ciclo di vita: Venezia 1996-2004

    in quella città è fantastico camminare di notte, senza cartina, confondersi per calle, salizzade, campi e non capire più dove si è. e poi - improvvisamente - sbucare in un punto inaspettato da dove riprendere la rotta

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  18. "uscite, perdetevi, ritrovatevi, misurando le distanze, cancellando le distanze, andando, così, per il gusto di andare."

    per perdersi, trovarsi, riperdersi, ritrovarsi...

    dando ascolto ai piedi che si muovono...danzando anche...come viene...



    Grazie, Renata.



    ora la musica si sente.

    mi piace.

    aura

    mi piacerebbe essere molto più a nord di quanto io sia...per la natura che viene amata e rispettata...là dove vi sono parchi con corsie per le biciclette, stradine solo per camminare lentamente ed ammirare, prati dove gli animali possano vivere e correre bene senza sporcare il suolo di tutti...

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  19. ad una serie dicommenti così (camminare, venezia, perdersi, ritrovarsi...), potremmo associare "Le città invisibili" di Calvino?



    gugl

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  20. Buongiorno a tutti.

    Non sono leggere le mie parole, ultimamente, niente affatto leggere.

    Una specie di mortorio.

    Per fortuna, ci siete voi a vivacizzare un po' il tutto.

    :)

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  21. Esagerato,

    Aura,

    Amalteo,

    ma che belli i vostri interventi: nelle parole, si sentono i vostri piedi andare, i vostri desideri, i vostri occhi aprirsi alla meraviglia delle cose estranee o al sollievo dei punti ritrovati.



    :)



    Gugl, potremmo associarle, sì, o, come ha fatto un mio carissimo amico (Gabriele), costruirne delle nostre. :)



    Lascio qua Isidora, una di quelle che mi piacciono di più. E' malinconica, vabbuò.





    "Isidora



    All'uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio d'una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d'arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza, dove le lotte dei galli degenerano in risse sanguinose tra gli scommettitori. A tutte queste cose egli pensava quando desiderava una città. Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differenza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c'è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi. "



    da: Le Città Invisibili di Italo Calvino



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  22. sì, in effetti, è triste. tutto il libro invero è triste. meglio che pensiamo al viaggiatore invernale? almeno finisce bene :-)



    ciao!

    gugl

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  23. [ma alla fine ho i miei sprazzi di luce.sempre*]

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  24. No, no, Gugl, per oggi lasciamo "Le città invisibili", va bene così. :)



    Morfea, qualcuno di questi sprazzi direzionalo anche sulle tue parole. Sono come le piante, le parole. Per "crescere", hanno bisogno di luce. :)

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  25. Renee, io tra 80 anni non ci saro' piu' :)))

    stanno bene anche qua ovvio, ovvio, ma la carta, la carta e' una cosa fisica

    buongiorno cara

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  26. ehi Renee, ma l'hai mai visto il video di Anita O Day al festival di Newport? ecco... se no guarda qua

    http://www.youtube.com/watch?v=Y1V3n1u0JI8

    e poi c'e' anche la sua versione di Stella by Starlight

    http://www.youtube.com/watch?v=8UZ0xqdP2rw

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  27. Ludo, te l'ho già detto, quando e se scriverò qualcosa di veramente bello lo affiderò a te. E tu lo porterai sulla carta. Su qualunque tipo di carta.

    E poi non mentire: Tu, Grande Lombarda, tra 80 anni, ancora qui starai. :))

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  28. No, Ludo, non l'ho visto. Vado a vederlo. Ma ancora in America stai? :

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  29. si' vai a vederlo! il suo fraseggio e' incredibile.

    si' sono ancora in usa. ma massimo gennaio o febbraio rientro in europa.

    sai che stavo provando a registrare con il telefono delle canzoni, sono arrugginita! ma che voglia di cantare! :)

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  30. nr 21.

    per Diciche.

    Grazie, Renata.

    Ti auguro buon tempo.

    Con un sorriso

    Aura

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  31. Torno adesso dall'ospedale .... adesso cammino, ma non volo come te anche se so volare.

    Ognuno ha i propri limiti.

    :)

    Adele

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  32. hai ragione! ritrovare la ragione nei/coi piedi. Io che da anni non facevo un passo...ora cammino! "alzati e cammina!" mi son detto un giorno..., e cammino! faccio, vedo, penso, camminando, ciò che altrimenti non potrei...

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  33. Sì, le rivoluzioni possono anche essere individuali. :-)



    Buona Domenica, Renata





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  34. Buonasera a tutti.

    Oggi non me ne dice di fare niente, ma proprio niente, niente...

    :)

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  35. Ludovica, se non canti, ti meno. Assurdo sprecare i propri talenti. :*



    Buonasera, Aura. :)



    Adele, te lo posso chiedere qui, davanti a tutti, il motivo per cui eri in ospedale?



    Onda, camminando si incontra pure un sacco di belle donne, no? :)



    Oh Boris, ormai mi sa che sono possibili solo quelle...:)

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  36. ahaha...mi hai fatto proprio ridere con questa tua uscita! ve beh, si, hem, e quindi!? )))*

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  37. Sono leggera, ho i piedi piccoli, i passi brevi, le scarpe di gomma e cammino senza fare rumore. Non sopporto i tac-tac del cuoio sul marciapiede. Mi piace pensare che mi muovo come se "l'effetto-suolo" mi sostenesse.

    Cammino per ore - e corro - ogni volta che l'asma si riaffaccia , ogni volta che la testa sembra non funzionare più.



    Ho un gioco nuovo, Renée. Che porta in alto anche senza le mie gambe da atleta... Prova a fare un volo in tandem in parapendio: ci si muove leggeri e si vede davvero il mondo con altri occhi.



    Rob.

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  38. ti racconto una favola vera



    Shoruel era al mare con i parenti e amici di famiglia, era andata a fare il bagno con gli altri e gli altri voleva dire anche un bambino down simpaticissimo, poi tutti sono saliti, tranne Sho e il bimbo, e a lui inizia a venire la pelle d'oca che l'acqua era fredda assai e così devono salire, Sho ci prova a prenderlo in braccio, ma i piedi scivolavano e così lo mette a terra e lo tiene per mano e risalgono insieme



    Quel bambino, Sho non lo sapeva, ma i medici avevano detto che non avrebbe imparato a camminare, mai.



    I miracoli alla fin fine sono solo granchi dei medici... :-)

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  39. Rob, mi ci porti tu con il parapendìo? :)

    Shoruel, :*

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