Sillabario breve.

E tu lo sai.
Faccio il punto di 43 anni di vita, estraggo un sacco di cose, tante altre ce ne sarebbero, tante,
che pure quando pensavo di essere immobile, in realtà vivevo, di quel vivere non vano.
E ho camminato girando tutti gli angoli non previsti, per vedere la faccia storta del Grande Caso,
mentre gli scombinavo tutti i piani. Lui mi diceva che era sensatamente illogico che camminassi dall’altra parte, io rispondevo, ridendo, dai, fammi continuare su questa strada, voglio vedere che succede, cosa dirà quel barbone in fondo al vicolo, la faccia di colui che sto cercando, sì, c’è uno che deve portarmi ad Istanbul, a toccare finte radici che non esistono, fammi andare, non bloccarmi, dai, in cambio ti regalerò il mio linguaggio inverso, ché solo così dovrebbe parlare il Grande Caso…
Eppure, a parte questo, ho vissuto senza osare eccessivamente.
Ancora oggi mi domando, oggi che sono solo un punto fisso in un punto, da dove provengano tutte quelle storie che vorrei, se ci fosse la forza, la leggerezza amica del coraggio, io vorrei , con passione, raccontare.
Paolo Conte, (Psiche) Così o non così
...E Splinder mi ha già dato i 44 anni che ancora non ho, ci vuole ancora il 29 ottobre, oh...
RispondiElimina:)
da un po' di tempo leggo le tue belle storie
RispondiEliminaosare eccessivamente è un non vivere dell'ordinario
Mi ricorderò (mi ricordavo). Intanto hai scritto un altro post incredibilmente bello :)
RispondiEliminaJonnybegood, grazie degli apprezzamenti, ma dicevo, appunto, che forse ho avuto una vita un po' stavagante, ma niente di eccessivo, no. Eppure, non l'ho vissuta come ordinaria...:)
RispondiEliminaE grazie anche a te, Sebastiano. :)
Le tue storie provengono da quel fondo enigmatico e buio che è la tua anima, crogiuolo e crocevia, ansito breve e anfratto scosceso. Tu sei meravigliosamente viva, altalenante con la tua ilarotragica lingua, fatta di sapide movenze italiche. In essa risuona la sapienza delle tue madri, il loro antico dolore, l'odore della terra dopo la pioggia d'estate, la polvere sollevata dai venti insistenti che scendono dalle aspre montagne che hanno forgiato il tuo spirito indomito. Tu risuoni del ricchissimo nihil da cui proveniamo tutti: errante erotica eretica, sei sempre ironica nel tuo vano interrogare. E devi insistere, mai smettere di chiedere, perché in mezzo alle orecchie attente al più impercettibile suono che provenga da te ci sono quelle numerose dei tuoi amici che non cesseranno di credere alle tue invenzioni e seguiranno sempre le volute di fumo che sapientemente tesserai con l'ago della tua fervida fantasia. Più accortamente, coloro i quali hanno conosciuto le vie segrete del tuo cuore sapranno sceverare tra realtà e finzione e mostreranno di credere a tutte le tue parole, senza chiederti conto mai di cosa sia realtà e cosa finzione, perché di tutte le tue parole saranno mossi alla gioia e al pianto quando udranno quelle che tu vorrai generino gioia o pianto. Essi ti ameranno sempre, almeno fino a quando tu vorrai incantarli con le tue storie. Dopo, no.
RispondiEliminabeh, siamo qua noi ottobrini in procinto di rinascere. Per ora raccontiamo ciò che del già vissuto ci è dato "sapere".
RispondiEliminaDi quel vivere non vano,
quel che siamo, eravamo,
lo vediamo quando è scritto
Ché poi una che parla così col Grande... 'Caso' è una che, dopo essere stata provocata..., se lo magna pure. ;) :******
RispondiEliminaKensington, bellissimo quello che hai scritto. Se hai voglia e tempo, parla ancora. Così. Di lei.
Marinella
questo scritto lo sento molto familiare.
RispondiEliminaper assonanza ti invio una mia vecchia poesia
FAVOLA N.2
Tarantella
vino che inebria
Nella notte d’estate
affollata
omaggio alla Dea della Virtù
è inneggiare al pittore
che nel vicolo di paese
vende cartoline dei suoi quadri.
Il coraggio di vivere
è allacciare bene le scarpe
per camminare senza timore sulla lunga soglia dell’alba.
Eppure
se vicina è la libertà
le gambe tremano
e il passo diventa incerto:
preferisco il sottile sentire
che in una sera d’autunno
in uno dei miei viaggi
con Patrizia nacque
dai gesti morbidi
e dalle parole leggere
mentre Tonino
con i suoi passi
misurava nervoso la stanza
baci,baci....
Un punto fisso in un punto fisso. Ma tu sei un punto fisso che propaga e trasmette, uno dei pochi punti ottimali dove puntare il compasso per infinite dimensioni di cerchio. NIKKA
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaImperativo categorico dell'ora: riposare, riposare, riposare, immaginando fontane di energia alte, alte, alte, cascate di energia.
Ma voi ve lo chiedete mai se, per gli altri, siete fontane di energia o serbatoi senza fondo e secchi?
Io sì, continuamente.
Aropp.
:)
Renata, se non fossi sposato, se non avessi dei figli ti griderei il mio amore. Amo tutto di te e non conosco il tuo viso.
RispondiEliminati ricordi il mito della reminiscenza, in Platone? e se avesse ragione?
RispondiEliminagugl
Ecco, a questo punto, in questa ora, forse potrebbe dirsi terminata la mia giornata di fatica.
RispondiEliminaMa sì.
:)
Ah Renee :) Eduardo da pace immediata. E' come un lungo acuto abbraccio e un sorriso immediatamente successivo
RispondiEliminaKensington, ehi, Kensington, queste tue sono tra le parole più belle che io abbia mai ricevuto nella mia vita. Compreso il realismo brutale di quel "Dopo, no." Chè davvero, davvero, proprio davvero, nessuno di noi è totalmente indispensabile alle altrui vite. Ci giochiamo con questo, ci giochiamo, come giochiamo con l'immortalità...
RispondiEliminaVero, Onda. Le parole scritte ci restituiscono, per giunta, quello che avremmo voluto essere, quello che vorremmo essere ancora...
Marinella, sorrido nel vedere te, il mio angelo, circolare, volare qua...:***
Grazie, Mariafrancesca. Ricordo bene, sai, ma bene bene, uno dei personaggi che circolano in questo tuo testo bello. :)
Nikka, e tu, oggi, mi regali un pensiero di geometrica bellezza. :)
Esagerato e tu troppo mi lusinghi e, a dire il vero, non so cosa dirti, che dire? Non so...forse una cosa sola: grazie per la tua franchezza. :)
Gugl, ed infatti sono andata a cercare queste parole che Platone mette in bocca a Socrate:
"L'anima, dunque, poiché immortale e più volte rinata, avendo veduto il mondo di qua e quello dell'Ade, in una parola tutte quante le cose, non c'è nulla che non abbia appreso. Non v'è, dunque, da stupirsi se può fare riemergere alla mente ciò che prima conosceva della virtù e di tutto il resto. Poiché, d'altra parte, la natura tutta è imparentata con se stessa e l'anima ha tutto appreso, nulla impedisce che l'anima, ricordando (ricordo che gli uomini chiamano apprendimento) una sola cosa, trovi da sé tutte le altre, quando uno sia coraggioso e infaticabile nella ricerca. Sì, cercare ed apprendere sono, nel loro complesso, reminiscenza [anamnesi]! Non dobbiamo dunque affidarci al ragionamento eristico: ci renderebbe pigri ed esso suona dolce solo alle orecchie della gente senza vigore; il nostro, invece, rende operosi e tutti dediti alla ricerca; convinto d'essere nel vero, desidero cercare con te cosa sia virtù. [81c-e]"
:)
Ludovica, Eduardo è proprio così, come dici tu. :)
RispondiEliminache brava a cercare una citazione così colta! e che bravo platone!
RispondiEliminagugl
Ohi Gù, hai visto che brava? Eheheheheheh. Ho avuto c... e l'ho trovata subito.
RispondiEliminaMica potevo fare brutta figura con te...
:)))
"Dopo, no" per me significa che non ti ameremo più, se smetti di raccontarci le tue storie. E quando ci libereremo di te?
RispondiEliminaForse, si può anche pensare che quelle parole significano: non devi mai smettere di raccontare, perché vogliamo così, che tu viva sempre per noi. A nostro vantaggio: egoisticamente, ti vogliamo narrante.
Acconciati a festeggiare i tuoi primi 44 anni: stai invecchiando! non puoi negarlo! Vediamo cosa ti inventi per la bisogna! Io sono pronto a partire!
Io invece ho fatto la figura del coglione.
RispondiElimina;)
Kensington, oh, una domanda: sono pronti anche i regali? :)))
RispondiEliminaCacchio dici, Esagerà, meno male che ridi, e dunque sei consapevole che coglione non lo sei affatto. Anzi, lo sai benissimo che regalare certe parole è come regalare un termoconvettore strafunzionante, nell'inverno gelido di una stanza gelata. :)))
difficile usare un linguaggio sontuoso come quello di kensigton.
RispondiEliminami limito a dirti: racconta ... dai ... racconta le tue storie. il professore del pensiero meridiano, nina simone ad amsterdam, la vita studentesca romana
c'è qualcuno che ha detto che la vita è un racconto. che esistiamo se ci raccontiamo.
sono appena arrivato da una conferenza di umberto veronesi Tema: il testamento biologico). ha inquadrato il tema dentro la propensione alla lingua della specie umana. testuale: siamo poco più di scimmie. solo che parliamo
è questo che ci fa diversi nell'universo
[il sole...lo amicchio ma tu sai che sono figlia della notte sorellì]
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaNon sono andata a scuola, lì, oggi, orario per me impossibile. Ci avrei lasciato almeno un paio di mesi di vita. Non sono tanti, ma nella banca mia del tempo sono parecchi. :)
Amalteo, tu e Kensington, due colonne siete per me. Hai visto che pure io mi sto avvicinando alla pre-vecchiaia? :)
None, Antonè, ai notturni, preferisco il sole. :)
Nota. i blog che mi fanno ridere a crepapelle? sono quelli straerotici, quelli che mi portano a pensare: "Toh, guarda un po' questi che si vanno ad inventà. "
RispondiElimina:)
eh no, renèe
RispondiEliminala pre-vecchiaia inizia sul limitare dei 60
buonanotte, cara
[buondì renèè**]
RispondiEliminaAmalteo, facendo un po' di conti, mancano, all'incirca, 17 anni. Credi A ME, però, potrei piazzarmici anche subito. :))
RispondiEliminaBuondì, dolce Antonella. :)