Altri "luoghi"

foto henry cartier bresson
Li tratto come mendicanti, i miei desideri.
Underground.
Li lascio circolare nelle fogne, come voci che turbano
innanzitutto me.
Poi saltano fuori come topi
dall’incedere idealista.
E parlano e hanno la mia voce
e arrancano, impazziti, nella luce,
e allarmano, devastano i giardini dei vicini.
Qualcuno chiama la polizia.
Qualcun altro i vigili del fuoco.
Il signore elegante serra semplicemente
l’ uscio e continua a guardare la tv.
Mi fanno tanto ridere, quando fanno così,
i miei desideri,
un po’ di tenerezza quando ritornano, ognuno con un fiore,
a chiedermi perdono per la loro leggerezza.
Li guardo e mi dico sempre che dovrei curarli di più,
vestirli meglio,
legittimarli,
poi apro la porta dei sotterranei,
e loro, come cenciosi ragazzacci,
in un insolito silenzio,
se ne ritornano giù.
lou reed, perfect day
ti stringo
RispondiEliminaOrax, la loro metamorfosi da topi a ragazzacci è comunque notevole, no?
RispondiElimina:))
[lo faccio spesso anch'io ma non riesco a vestirli come meritano...s'ingarbugliano ancor di più...e la notte che arriva port i nomi e i cognomi di sconosciuti svestiti]
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaAntonella, si presenta benino la tua giornata? io torno ora da scuola, ma pomeriggio devo ritornare ad un collegio docenti.
:*
I tuoi desideri hanno voglia di luce e sole. Vogliono volare... Non tarpare loro le ali... :))))))))))
RispondiEliminaTi voglio bene, amica mia.
Un abbraccio forte.
Marinella
Marinella, che piacere ritrovarti qui...:)))
RispondiEliminaTi confesso una cosa, ebbene sì: Diciche guarda il "Doctor House", il bastardo, bastardissimo cristiano. Proprio ieri sera, una diceva: "Piuttosto che perdere tempo a cercare le ali, forse è meglio stare vicino agli uccelli".
Per favore, non ci aggiungete i secolari doppi sensi, please. :))
ammì, l'ho visto anche io!io lo amo quel dottore lì, lo amo!da topi a ragazzacci, si, meglio così
RispondiEliminaquesto scritto e' splendido. e' proprio bello. vorrei conoscerli questi topi che diventano ragazzacci e forse poi uomini.
RispondiEliminami viene da cantare una canzone: i topi son desideriiii...mi viene in mente un film: quei bravi ragazzacci!...mi viene in mente un libro: desideri dal sottosuolo...(?)
RispondiEliminae buonasera.
RispondiEliminadopo quasi una giornata a scuola, sopravvivo ancora. al ritorno, nel cielo, mi è parso di vedere pure qualche stella. in macchina, ascolto la radio, in silenzio, e controllo la stravagante andatura a zig-zag di mio padre. quando sbanda pericolosamente, urlo come una pazza. lui risponde: "stai zitta, quanto la fai lunga..."
e vabbè.
:)
Orax, almeno è geniale...:)
RispondiEliminaLudovica, e già, pure i desideri devono diventare adulti. Stando con me, però, essi sbandano parecchio, come la macchina MIA guidata da mio padre. :)
Onda, quelle del Dost. non erano Memorie? :)
ma poverini!
RispondiEliminaNon dovresti trascurarli in qeusto modo, davvero no!
io ho spalancato la porta e buttato via la chiave...
RispondiEliminascrivi così bene che resto seduto al ristorante delle tue parole in attesa di divorarne ancora.
:)
Shoruel, è risaputo, a me stessa, più che agli altri, che sono un'emerita testa di c.... (per favore, non scandalizzatevi se ogni tanto, spontaneamente, visceralmente, mi esce fuori qualche parolaccia. Il buon Dio non mi ha donato la Raffinatezza). :)
RispondiEliminaRobcapponi, seriamente, ti ringrazio. Le parole come le tue sono incentivi non statali a "partorire" immagini, visto che, nella mia vita non ho partorito altro. Non sono riuscita neanche a fare soldi, no, no. A dire il vero, manco ci ho provato. :)
esattamente fine non lo sono nemmeno io (eufemismo, sono sboccata quasi quanto un gondoliere), quindi sei perdonatissima ;-)
RispondiEliminalui risponde: "stai zitta, quanto la fai lunga..."
RispondiEliminaio gli direi: sei tu che la fai lunga, zigzagando
ah, di Grossman, "ci sono bambini a zig zag"
se ti capita. una bella fiaba non fiaba.
per il post, dovrò rileggerlo almeno altre centrotentadue volte, per masticarlo davvero.
i sogni son desideri.
RispondiEliminanon posso dire il contrario
[mi mancavano le gif lenzuolo...pure a te? quel sorriso...quello da me...è tipo pentolone d'oro alla fine dell'arcobaleno?]
RispondiEliminaEcco perchè adoro così tanto i misteri contenuti nei sotterranei e l'odore di muffa... :) NIKKA
RispondiEliminabuonasera a tutti.
RispondiEliminatorno ora, dopo una giornata a scuola, stracotta.
ma l'ho deciso che la scuola sarà, come è già stato, il mio interesse principale. e là dentro, anche a costo di "RIMANERCI", vorrò esserci ancora.
alcune realtà sono talmente brutte che non puoi costruirci su nessuna estetica, però non serve a nulla ripetere che piove, e piove, e sempre piove.
il verbo "accogliere" è, nella lingua italiana, un verbo bellissimo. Praticarlo è ben più difficile.
E ha una variante riflessiva: "accogliersi".
Difficilissimo.
Ecco, mi accolgo.
Anche se, OGGETTIVAMENTE, mi sento una schifezza.
:)
Shoruel, siamo zucchero grezzo di canna. :)
RispondiEliminaRamificazioni, mi state dando un casino di indicazioni. Questo libro di Grossman, per es., ha un titolo bellissimo. In quanto allo "scritto", pensavo fosse delirio semplice e non delirio contorto. :)
jonny, qualche volta, ma solo qualche volta, diventano anche progetti. :)
Sì, antonella, è tipo pentolone d'oro alla fine dell'arcobaleno. :)
Già, Nikka, tu lo dici spesso che hai una grande passione per la muffa. :)
[stasera lotto con il gas...qui va tutto a ....]
RispondiEliminasei proprio una donna
RispondiEliminafai così
quelli che già hai in lista, li compri
e li leggi
quelli che dice quel rintronato di ramificazioni, li spacci ai conoscenti, come buone letture, così li fai vagliare
e vai più sul sicuro
a seconda di
a seconda che
contorto
parola di ragazzino a losanga
quel libro
di bello
non CI HA solo il titolo
quel libro
è proprio bello
( consciglialo ha chi abbi aocchi buoni, e fame di una fiaba non banale, anzi, di una fiaba non fiaba, che è più fiaba di tutte le fiabe )
consciglialo ha chi abbi aocchi buoni
RispondiEliminaquesto è quello che viene fuori quando non lascio fare alla dita
vedi te
HA CHI
misSeriaCia
che oRore
Vero, i desideri son giovani, vero. Forse più di noi, anche se ci appartengono.
RispondiEliminaUn abbraccio :)
buongiorno a tutti.
RispondiEliminainfluenza mia: ancora presente.
creatività: insomma.
capelli: uno schifo, visto che non posso lavarli.
fiducia e speranza: 50% (incrementate dall'entusiasmo grande dei ragazzi neri al discorso di Obama).
Domanda: vi voglio bene? Risposta: sì, sì.
:)
Ramificazioni, mi hai convinto: prossimo ordine IBS, includerò libro di Grossman. Leggerò pure qualche brano nelle classi. Per il resto, non ti preoccupà: un congiuntivo ha tutto il diritto di ribellarsi, no? :)
RispondiEliminaSebastiano, i miei sono più che giovani: rasentano l'adolescenziale. :)
Antonella, scusa se ti ho saltato: non mi fare sentire questi discorsi sul gas, ti prego,
RispondiEliminati prego,
ti prego,
ti prego,
ti prego.
A me e a te, per motivi diversi, ci hanno assegnato salite difficili.
Ci saranno frammenti di senso in questa cosa e noi, a furia di insistere, li troveremo.
Renata, torno dopo un piccolo viaggio di lavoro. Ho letto tante volte questo testo. Che cosa spinge i tuoi desideri a ritornare nell'ombra?
RispondiElimina"Il treno fischiò, lasciando la stazione. Dal finestrino di una carrozza un bambino guardava l'uomo e la donna che lo stavano salutando dalla banchina. L'uomo agitava timidamente una mano, imprimendole movimenti minimi. La donna sventolava entrambe le mani, oltre a un enorme fazzoletto rosso. L'uomo era suo padre, la donna era Gabriela, cioè Gabi. L'uomo indossava l'uniforme della polizia, perché era un poliziotto. La donna aveva un abito nero, perché il nero snellisce. Anche le righe verticali snelliscono. Ma niente snellisce, diceva Gabi ridendo, come mettersi vicino a qualcuno più grasso di te; solo che io non l'ho ancora trovato.
RispondiEliminaIl bambino sul treno, che li stava lasciando e li guardava come in una fotografia che non avrebbe mai più rivisto... be', quel bambino ero io. Staranno da soli per due giorni, pensai. È finita".
ecco.
ah, quasi dimenticavo: lavati quei capelli, che è ora.
[stanotte ne uscirò sconfitta.non so ho un peso dentro.che non la perdita di mia madre.o che.sono io che mi sento pesante sul mondo.come quando sai che anche se vai a dormire domani...domani ti alzi polverina,granello.ma mentre molti assieme formano qualcosa tu ti sgretoli piano e non sai che fare per frenare se non franare assieme al resto.e che vorrei le risposte alle domande che la mia mente non tace.e non ho il coraggio di farle per non farmi del male...sono un fiume.dolorosamente fiume]
RispondiEliminaRamificazioni, se è l'incipit mi piace, molto mi piace. In quanto ai capelli, se prima non passa influenza, che ti vuoi lavà? :)
RispondiEliminaAntonella, "sono un fiume, dolorosamente fiume" : conosco la sensazione, bambina, la conosco. :*
esagerato, salto sempre qualcuno.
RispondiEliminacomunque, la tua è una domanda alla quale non so rispondere. :)