Mah...

Viaggio dei sensi, viaggio
di Orecchie
di Naso
di Tatto
negli Occhi.
Cubismi,
non astrazione di pure parole.
E, dimmi,
come ti chiami tu?
Dove andrai tu?
Non lo so, cercherò un autogrill
per fare la pipì
e scordare il mio nome.
Essere un po’ sai come?
Il biglietto di un autobus,
senza obliterazione.
talking heads, flowers
mi fa sorridere
RispondiEliminamanichini ed autobus
mica male
;-)
Insomma, nel bel mezzo di una giornataccia, ci siamo sentiti, io ed un medico dell'anima, amico mio.
RispondiEliminaMi ha strappato un'insana promessa, che, massimo per Pasqua, farò un viaggio.
Verso una meta qualunque.
La parola viaggio la odio assai.
Al massimo, tra i "viaggiatori", accetto Susy Blady e Patrizio Roversi. Forse anche i vecchi viandanti-scrittori che venivano in Italia per il Grand Tour e scrivevano, scrivevano, scrivevano...:)
Il punto stramaledetto è che, in genere, non so disattendere ad una promessa...
:)
ciao, passavo di qua.
RispondiEliminaMi affascinano molto gli autogrill... non ci acquisto nulla, ma il guardare quel cumulo di coppe, salami, giochi, riviste... un salutone
RispondiElimina[non siete distanti per me.avete un posto speciale nel cuore]
RispondiElimina"Non lo so, cercherò un autogrill
RispondiEliminaper fare la pipì"
Una delle grandi ricerche della mia vita:
The Quest of the Holy AutoGraal.
Rido.
(Scusa Dickie)
Un bacio,
Costanza
PS: proporrei un minitour di un giardino :)
Jonny, che ti offro? Chardonnay o Ferrari?:)
RispondiEliminaDaniele, ho visto che scrivi poco: spero dipenda dalla tua più intensa vita familiare. :)
Antonella, bambina, lo so, ma, nel maledetto caos di questa vita, uno vorrebbe esserci di più. :*
Costanza, per capire, ho letto due volte, poi, però, mi sono fatta una risata grassa. E l'idea di un minitour in un giardino non è affatto da sottovalutare. :)
sono astemio e non bevo vino, sono ateo e non bevo te. grazie lo stesso
RispondiEliminanon sono un grande viaggiatore lo ammetto...ma poi quando si va ci si rende (più) conto che anche il resto esiste, si muove, e per di più non sa di noi
RispondiEliminadavvero cubismi moltiplicazione dei piani, tante direzioni diverse contemporaneamente, senza obliterarsi, rinnovando. io credo che amerei un viaggio senza meta, un po indolente e un po distratto, muovendosi in territori sconosciuti tra gente sconosciuta facendo un po finta di stare a casa propria. Ma non da solo.
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaDa sempre, da sempre, amo Fabrizio: un amore totale, senza fraintendimenti, che non viene mai meno, malgrado le decadenze e gli anni. Malgrado lui non ci sia più, da 10 anni. E mi manca da morire. Ci "parlavo" con lui, ci parlo ancora. Mi sentivo rappresentata da lui, da quella sua "direzione ostinata e contraria". Fabrizio non aveva paura delle contraddizioni dell'anima, ne rilanciava l'umanità facendoci sentire tutti meno soli.
Stasera, faranno uno special su raitre. Chiaro, lo vedrò, lui non verrà mai sporcato da nessuna fottuta strategia, o pseudoideologia mediatica.
E lascio qui uno di quei suoi testi che ho amato di più:
Hotel Supramonte
(testo e musica di M. Bubola e F. De Andrè)
"E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
dov'è il tuo ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.
Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov'è finito il tuo cuore, ma dove è finito il tuo amore."
Concludendo il mio "pensierino d'amore" per De Andrè, vorrei ancora dire che la sua vita ha smentito quell'orribile luogo comune che circola spesso tra noi umani: "Nessuno è indispensabile".
RispondiEliminaGli uomini che riescono a pensare liberamente, in questo paese sfilacciato e brutto, in questo paese-luogo di detenzione, indispensabili lo sono ancora.
Jonny, oh, non sono una coca-cola, non sono un'aranciata, nè una sprite con tante bollicine. Talora, mi corre dentro una leggera dose di cicuta e davvero, amici o nemici che siano, non mi farei bere da nessuno. Forse soltanto da un novello Socrate, se in questi tempi mediocri ce ne fosse uno. :)
Ecco, Onda, quel tuo "PER DI PIù, non sa di noi", paradossalmente, potrebbe risultare assai confortante. :)
RispondiEliminaOsmin, non da soli, no. :)
Hotel Supramonte (che è poi il luogo dove Fabrizio e Dori furono tenuti in ostaggio) è una canzone direttamente riferita al rapimento del cantautore e della sua compagna, avvenuto in Sardegna nell'agosto 1979.
RispondiEliminaLa mancanza di introduzione musicale e la congiunzione di partenza creano l'effetto di un discorso già iniziato, un colloquio intimo e discreto con un'interlocutrice in cui possiamo riconoscere la compagna. Il terrore e l'incertezza sono mitigati da una dolce melodia che ha il sapore di una ninna-nanna. La reiterazione di alcune parole ad inizio verso: "passerà anche questa stazione, passerà questa pioggia sottile..." è, in forma trasposta, il "vedrai che andrà tutto bene" delle circostanze più terribili.
Musicalmente è il brano più scarno ed essenziale dell'album detto “Indiano”.
Non potresti mai essere una viaggiatrice normale con gli occhi che hai. Ti voglio bene
RispondiEliminaUn biglietto non obliterato che viaggia per il mondo è cosa che ti somiglia. Sia se parti, sia se non partirai :-P NIKKA
RispondiEliminabuonasera a tutti.
RispondiEliminave lo ribadisco ancora una volta, dall'interno: le scuole italiane sono messe molto male. Ha assolutamente ragione Marco Lodoli, quando asserisce che il pericolo più grave, per l'umanità, non è l'effetto serra, ma il deserto cerebrale dei ragazzi. Io e i miei disgraziati colleghi siamo alle prese con i ragazzi di una certa classe.
Ogni giorno, inventano, per ognuno di noi, delle perfidie menzognere talmente eclatanti, che ti verrebbe pure da ridere. In questi giorni, non è il mio turno, no, è il turno di qualcun altro.
Vi dico che alcune componenti di questa nuova generazione sono perdute, ma perdute per davvero.
Su di me sono andati a dire questo: la prof ha la sclerosi multipla, una malattia del cervello, duinque ha i neuroni malati, dunque non può insegnare. Delirio.
A eventuali genitori che leggano, per caso, questo blog: non dormite, spaccatevi il culo per i vostri figli, sono già morti a 16, 17 anni, e non lo sanno.
E questa, carissimi, è una tragedia immane.
Grazie, Esagerato, sei sempre tenero con me. :)
RispondiEliminaNikka, di viaggi mentali ne ho fatti tanti. Prima o poi, spero di partire concretamente, riluttanza o non riluttanza. :)
[come andò...questo rientro?...il mio tranquillo anche se ho avuto un we impegnativo...]
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaPrimo pensierino del giorno: a volte, anche le parole poetiche risultano delle emerite cazzate, o degli alibi, dipende.
Secondo pensierino del giorno: se mi passa l'influenza, senza lasciare tanti danni, sono disposta persino a diventare cattolica, girando con i santini in tasca. :)
Terzo pensierino del giorno: essere costretti all'egoismo, per qualche motivo grave, è la cosa peggiore di tutte, ve lo assicuro. L'altruismo estremo, ai fini di eventuali ritorni, è peggio ancora, ne sono certa.
Antonella, un bacio caro caro. :*
E invece a me la parola viaggio piace, viaggio reale e viaggio metaforico, non da turista (quello non è un viaggio) viaggio dell'anima innanzitutto, viaggio dei sensi, viaggio della cultura, viaggio come divenire, mi piace, si mi piace assai come la colonna sonora di qeusto post :-)
RispondiEliminaChe il tuo delirio salga agli astri - come direbbe il poeta - è noto qui.
RispondiEliminaAltrettanto nota è la tua passione educativa. quello che dici dei ragazzi è dolorosamente vero. Loris colucci, vecchio professore di greco a Pescara - stando ai racconti di un amico del tempo, che ebbe la fortuna di averlo come insegnante - era solito dire di lui: tu, Calcagni, non sei un terreno arido. Sei un terreno incolto!
Io ti auguro di avere solo terreni incolti da dissodare! Che il Genio della casa ti sia propizio nel cammino intrapreso con i tuoi ragazzi. Non so quale divinità pregare per te. So per certo che hai i piedi per terra, ben saldi. Segui la tua rotta. Sei tu il timoniere. E non smettere di guardare all'orizzonte per loro, anche mentre ti lanciano oggetti acuminati da lontano per convincerti a fermarti. Tu sai bene che il nostro compito è non fermarci. L'anima non ha finestre, come diceva Melville. Non smettere di gettare semi con la tua preziosa parola. Comprenderanno il privilegio di cui hanno goduto. Come nei film più belli, in cui alla fine il maestro conquista la classe violenta, che piange alla fine dell'anno, perché dovrà separarsi da un amico sincero.
Il viaggio é richiamato con frequenza nei tuoi ultimi posts; più che una promessa con riluttanza mi sembra invece un desiderio :)
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminarimando parole di risposta e visite nelle altrui parole a pomeriggio.
Torno da scuola, stracotta da influenza.
:)
Bene, Shoruel, buon andare al suono dei Talking Heads. :)
RispondiEliminaKensington, infatti non ho nessuna intenzione di fermarmi. Quel finale filmico da te descritto lo immagino ogni giorno, quando entro a scuola. Ci sono ancora molti mesi davanti: può darsi che ci sarà. :)
Sebastiano, può essere. :)
andare a ritmo di buona musica è un bell'andare e non conta essere ballerini, basta avere cuore :-)
RispondiEliminami hai fatto venire in mente un film. bagdag cafè. la donna scende dal pulman ( o forse l'abbandonano lì) . è una zona di deserto. eppure capitoano tante cose, incontra persone inimmaginabile. e la sua vita fa una curva.
RispondiEliminaè una associazione psicologica
Amalteo, associazione, la tua, molto pertinente. A parte che quel film lì è, da quando uscì, uno dei preferiti. Una storia di trasformazioni possibili. :)
RispondiElimina