venerdì 13 marzo 2009

Senza contesto



Se vuoi cambiare la tua vita


non puoi non credere negli invisibilia, là dove le nuove linee sono tenute insieme da sputi di piccione, da cartoni bagnati in giorni e giorni di pioggia, dal vomito degli ubriachi di passaggio.


Non puoi non credere.


E ostinarti.


Con la forza delle cose deboli che rinneghino a tutti i costi la dea Separazione.


La determinazione è sempre lì: buttare nell’immaginazione di nuovi scenari tutta la speranza possibile, buttarla tutta e tenerti il sangue che cola, che cola e vorrebbe gridare, gridare che le cose giuste stanno da un’altra parte, e vorrebbe uccidere, a sua volta.


C’è un’arte nel mondo fin  troppo sottovalutata, sì, “L’ARTE DELL’INGOIO”; no,  non si tratta del solito film hard, la vera pornografia si attua  altrove.


Ed io ingoio, ingoio tutto. Mi stupisco e ingoio, mi stupisco e non vomito rabbia, cerco di decifrare e, senza conoscere il mio tempo, provo a ragionare sulla lunga distanza.


Non so davvero se ci sia un oltre a tutto questo schifo, non so davvero.


Butto speranza tra i cartoni bagnati, negli sputi di piccione, raccolgo il vomito degli ubriachi,


cercando di non smarrire la mia ghianda.


A che serve reclamare a viva voce un valore?


Se c’è, sta lì, nella tua ghianda che si perde e non diventa quercia, che si perde e non si vede quercia, nell’altrui sguardo.


Nell’altrui sguardo.


Nel mio no, oh no, io vedo un querceto bellissimo che ha solo bisogno di uno spazio.


Intanto, butto speranza, bevo latte amaro, rido, coltivo l’invisibile.


Non ricorrerò alle solite parole per spiegare il tempo che non c’è, quello che non ci sarà ancora.


Mi muovo, aspetto, ingoio, ingoio, ingoio, ogni tanto, parole nuove.


 



 



Morrisey, Skin Storm

28 commenti:

  1. ti vedo come dipingessi su di un largo canovaccio, uno enorme, un'intera parete forse, un'intero appartamento. quando penso a te, penso sempre alla tua integrita' emotiva, alla tua luce interna. improvvisi con le parole come un musicista jazz

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  2. mi piacciono molto le querce e anche il dipinto qui sopra

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  3. Sei sicura, On? E' bello assai quello che hai detto. Generoso, soprattutto. :)



    Bene, Onda, ne prendiamo atto. :)

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  4. certa, renee. non dico cose a caso :)

    una volta mi ero infatuata di uno che stava nel mio dipartimento e che suonava la chitarra, jazz. lo avevo visto per la prima volta in treno. siamo diventati amici e si andavano a sentire le jam session oppure dei concerti. io gli dissi che a volte avevo un'idea di improvvisazione che non riuscivo poi a realizzare con la voce. come se sentissi qualcosa dentro, chiaramente, e fossi tuttavia incapace di vederla nero su bianco e di cantarla come la leggessi su di uno spartito. lui mi disse, a ragione, che non sapevo improvvisare allora. e che non so piu' quale grande musicista jazz avesse detto che per lui improvvisare e comporre-nel senso di scrivere giu'-erano la stessa cosa: mentre improvvisava vedeva il tutto per intero, come una composizione compiuta con molte porte eventualmente da aprire o chiudere. sentire e suonare insieme. ecco tu sei cosi': usi le parole con la stessa visionarieta', le idee si illuminano man mano che scorre il tuo testo, e l' improvvisazione diviene musica.



    ps: comunque a volte posso essere durissima :)

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  5. Ludovica, me le stampo queste tue parole e le porto a dormire con me.

    Grazie davvero, grazie di cuore, senza zompettamenti di sorrisi.

    Spero che il mio amico Amalteo legga questo commento, lui che proprio oggi, in analogia al jazz, ha proposto l'improvisazione xome antidoto alle attuali umane miserie.



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  6. Trovo bellissimo questo scritto, al di là del senso che conosci solo tu.

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  7. Buongiorno a tutti.

    Sto subendo molti attacchi dai "CAPI", Lì, al lavoro, che mi fanno sentire fragile.

    Ecco perchè, a dispetto delle critiche, ieri sera il film di Muccino, "Sette anime", mi ha commosso tanto. C'è uno che ha bisogno di una "REDENTIO IN VITAM" e la attua a modo suo, cercando sette cristiani

    che siano, inequivocabilmente, brave persone anche quando, come dice il protagonista, "NON SONO viste dagli altri".

    Cercarle per che cosa? per regalare loro pezzi di vita.

    Un concetto semplice, ritenuto, in questi tempi, addirittura scandaloso.

    Ci sono tante altre cose in questo film, alcune improbabili, come una medusa letale che Lui utilizzerà a completamento del suo piano di vita e di morte.

    Ma io, che utilizzo il cinema anche per cercare soluzioni, mi sono fissata su quel concetto là: cercare quelle brave persone che si farebbero ammazzare, piuttosto che cedere alla Malafede di sartriana memoria.

    Per tessere con esse buone alleanze, visibili, non visibili, non importa.

    Che siano buone, come dei salmoni che decidano di viaggiare insieme controcorrente.

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  8. [ed io sono come te...]

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  9. Ho riletto lo scritto alla luce del tuo ultimo commento. E' diventato chiarissimo.

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  10. Buonasera a tutti.

    Ho corretto compiti per tutta la giornata.

    Il più originale? SU "Traccia libera", una ragazza diceva cose molto belle ma, io, per tre quarti del compito, non ho mica capito di che cosa parlava. Verso la fine, alè, si è illuminato tutto.

    Gli occhi.

    Parlava degli occhi, occhi infiniti, occhi stanchi, occhi spenti, occhi come rane per scrutare, occhi come geometrie da indagare, occhi-barriera tra una cosa e l'altra, occhi come divani su cui riposare. Occhi-menzogna che non si sa placare.

    :)



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  11. 'Sera, Morfea. :)

    Roberto, senti a me, tu hai una pazienza infinita. :)

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  12. renata, penso che i tuoi studenti ti ricorderanno per tutta la loro vita. mi fa incazzare che ti mostrino ostilita' i capi e ti facciano sentire fragile. quello che penso e' che cosi' e' ogni volta che qualcuno si pone in modo diverso ed originale. non sei sola, continua ad insegnare come sai fare. notte

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  13. ingoiare è una delle cose più difficili da fare.

    Mi piace come dipingi le immagini usando le parole al posto del pennello

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  14. "Per tessere con esse buone alleanze, visibili, non visibili, non importa.

    Che siano buone, come dei salmoni che decidano di viaggiare insieme controcorrente."

    anche io desidero ciò.

    entrare nel tuo blog vuol dire essere catapultati verso il vivere nei suoi vari momenti e modi.

    è bello tutto ciò.

    e se divenissi dipendente dal tuo blog, Renatì?...

    :)



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  15. siamo tutti dicichedipendenti...e ne siamo felici...per la sua scrittura jazz e la sua anima ricca ricca

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  16. Buongiorno a tutti.

    pomeriggio devo ritornare a scuola per collegio docenti.

    stamattina, in macchina, mio padre guidava, alla radio passavano David Sylvian, ed io cercavo di guardare i miei luoghi, come se li vedessi per la prima volta. Ma le periferie delle città si assomigliano un po' tutte. Una Rom, incurante dei semafori, zizzagava tra le automobili. Un motorino ci ha superati sulla sinistra ed io gli ho chiesto, in rigoroso playback: "Ehi, dimmi, sei felice tu? ".

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  17. Ludo, grazie. Per quest'anno, mi "normalizzerò". Ho fatto domanda di trasferimento. Se c'è una potenza metafisica grandiosa, che me l'accolga. Insegnare in una scuola dalla "testa decente" mi restituirebbe un 80% di vita. Un infinito, insomma. :)



    Grazie, Shoruel, sei cara. :)



    Anonimo, è bello ciò che hai detto. Per l'eventuale disintossicazione da dipendenza, ci possono essere vari strumenti. :)



    Miss, accolgo ancora la definizione "SCRITTURA JAZZ" con grande riconoscenza. :)

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  18. l'anonimo sono io Renata.

    non riuscivo ad entrare come auradanzante.

    le tue parole non intossicano. possono creare dipendenza perchè danno piacere e molto altro! :-)

    buona giornata.

    aura

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  19. Ciao, Aura, e buonasera a tutti.



    Il nono giorno il buon Dio inventò lo spazzolone per la polvere. Aveva intenzione di regalarlo ad Adamo ed Eva, per il matrimonio. Però, visto l'andazzo, se lo tenne. Ogni secolo, il buon Dio lo utilizzava per ripulire un paese della terra. Cioè, ripuliva da una parte e buttava le schifezze da un'altra parte. Così, a caso, come piaceva a lui. Un gioco, che il buon Dio, in fondo, era rimasto un bambinone. E non aveva mai letto Freud, Jung, Melanie Klein o Lacan.

    Aveva dato un'occhiatina solo al "Piacere" di Lowen, perchè, visto il titolo, pensava di poterne trarre ispirazione. Ma l'aveva abbandonato subito subito, decidendo che la bioenergetica e la cioccolata fossero, per lui, foriere di violentissimi mal di testa.

    Alle fine del '900, il buon Dio si accorse che non aveva ancora ripulito lo spazzolone e dunque, in un attacco d'ira per la sua stessa dimenticanza, lo scaraventò su tutta la terra. Dappertutto, cominciò a piovere polvere, sull'emisfero australe, su quello boreale, su Roma, come su Singapore, sugli Oceani tutti e sui fiumi in piena. Su New York, la polvere aveva assunto la forma di cartacce, chissà perchè, chissà perchè.

    Un bambino indiano di Calcutta ritrovò una delle piume dell'enorme spazzolone e, visto che la polvere continuava a cadere, a cadere, si mise, come il Budda, sotto l'albero della Bodhi, guardò il cielo con aria soddisfatta. Con quella piuma enorme si ricoprì.

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  20. inquietante

    ma bello

    bello anche perchè inquietante

    ma non proprio solo quello

    l'idea di sperare

    inquieta

    alcuni

    me, ad esempio

    non credo di poter arrivare ad una cosa così

    non ancora

    da anni, eh

    mica da poco

    ero alto così



    te

    lì nel mezzo di tutta quella storia che sei

    quanto male che fanno

    certe cose



    quanto...





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  21. Ti ha risposto? Quella o quello del motorino ti ha risposto?

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  22. aldiladellospecchio17 marzo 2009 alle ore 11:40

    Tengo la ghianda di una gigantesca e antica quercia sul mio comodino da anni. Forse ho speranza, come te. NIKKA

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  23. Ho scoperto un mondo qui...Giusy

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  24. il decimo giorno, il buon Dio si svegliò di colpo e disse:

    ho perso un sacco di tempo a inventare cose che non serviranno a niente, ma si pensò, fate quello che vi pare, si girò e si rimise a dormire.

    Aveva inventato, eppure era un Dio, inconsapevolmente il libero arbitrio.





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  25. [zampetto un pò traballante...per schioccarti un bacio]

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  26. Se parlassi ora, lo farei per lamentarmi.- E direi cose banali, stranote, che conosciamo già, senza avanzare soluzioni, che non è nel mio potere, no, no. Direi che il fiato scuro di questo orribile governo condiziona la mia vita, mia e di tutti quelli che, volenti o nolenti, appartengono alle "fasce deboli", per svariati e diversissimi motivi.

    La tematica dei "MEDIOCRI AL POTERE" è vecchia, vecchia assai.

    E' quella. Ma ora sono diventati più abili, più cattivi. Nascondono le loro falciatrici dietro atteggiamenti di professionalità, conoscono il ciarpame psicologico, riescono a farti sentire in colpa, in colpa perchè non puoi seguire i loro fottuti "ritmi normali". Si dovrebbe girare sempre con un avvocato in tasca, o con qualcosa di peggio che non riesco nemmeno a nominare. Entrambe le cose non fanno parte di me. Sono pseudopoeta, non aggredisco la vita.

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  27. Antò, ma lo sai che le tue parole mi hanno commosso? ( E' un periodo in cui ho riaperto i rubinetti) :)



    Sebastià, no, non ha risposto. :)





    Non forse, sicuro, Nikka. :)



    Anonimo, bellissimo e realistico il tuo proseguo alla mia strampalata favoletta. :)



    Benvenuta tra di noi, Giusy. :)



    E buongiorno a te, Morfea. :)

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  28. Ciao Renee. D'altronde è la prima regola della magia. Chiarezza di intento, capacità poi di visualizzare la situazione desiderata il più chiaramente possibile ed infine azione pertinente. Il resto poi lo fa l'universo. Uniamo gli intenti, vah.

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