sabato 9 maggio 2009

La gita



l'autobus era così, più o meno.



-          Nonno, questa potrebbe intendersi come corruzione di minori-


-          Intendila come vuoi, bambina, ti do tremila lire, tu mi compri le cipolline di Tropea, il resto te lo spendi in gelati e caramelle. –


-          Nonno, dimmi: per te, le cipolline sono una passione?-


-          Di più, bambina, di più, un Rito, ma questa cosa te la spiegherò concretamente in cucina, al tuo ritorno. Prepareremo le cipolle in agrodolce, misurando goccia a goccia la giusta quantità di dolce e di amaro. E’ importante non creare sbilanciamenti, i sapori si devono fondere perfettamente però, quando le metti in bocca, tu devi sentire prima l’amaro , in ultimo, il retrogusto dolce. Allora, ci conto?-


La bambina partì, il giorno dopo, per la sua prima gita scolastica in una ridente cittadina calabrese, il cui nome fa pensare ad atroci bufere di pioggia, al gorgheggiare delle tempeste, ai giorni in cui le barche temono il mare e vanno da sole, senza timoniere, ribellandosi, ribaltandosi tra le onde alte, seguendole, poi docilmente, perché le barche lo sanno capire che quello è solo un astuto gioco del mare.


Le pesava quella promessa.


Dalle quale si distrasse subito.


Perché era maggio, e gli autobus correvano veloci su quella strada che doveva essere larga larga, invece era piccola piccola: prima vedevi solo montagne e montagne, all’improvviso, il mare. Piedi nudi sulla spiaggia, piedi nudi nell’acqua, sole, sole, sole, senza una goccia di tempesta, cammini, tracce, filastrocche infantili, fame, tanta fame.


La bambina entrò, per la prima volta, in un ristorante. Lì imparò che la voracità deve sapere aspettare e che, in quei luoghi, è necessario diventare un poco estranei da se stessi, come gli adulti, non dire, per es: “Questa è una vera schifezza”, “Voglio mamma”, “Devo fare la pipì e la devo fare subito”.


Mangiò, senza lasciare nulla: gnocchi con il formaggio, dimenticando che il formaggio sulla pasta la faceva vomitare; fettine cariche di nervi con i buchi, dimenticando che i buchi dentro i nervi della carne le facevano venire le vertigini, inducendola a delirare.


Li raccolsero tutti dentro l’autobus, dopo, ma neanche allora  la bambina si ricordò dell’impegno che aveva preso con il nonno. Si parlava soltanto della famosa gelateria che avrebbero raggiunto, le papille gustative le si facevano sporgenti e  lucide nel’ascoltare la descrizione della nocciola che si scioglie in bocca, del cioccolato acerbo, del torrone artigianale.


Fu una salita ripida, nella parte più angusta del paese, a spingerle gli occhi sulla destra, giusto il tempo per rubare l’insegna del negozio: “Abbiamo qui le cipolle, le più dolci cipolle di Tropea.”


-      Fermatevi, fermatevi, devo scendere, un attimo, in nome della Madonna, di Gesù Bambino, è urgente, è urgente che io scenda!-


Gridava, ma nessuno sembrava ascoltarla, si alzò, precipitandosi verso l’autista: - Signore, la prego, mi viene da vomitare. –


E quello accostò, accostò docilmente nel più vicino piazzale di sosta, mise il piede sul freno, si fermò. Aprì le porte. La bambina, il suo zaino incominciarono a correre, a correre lungo la strada in discesa, inseguiti dalle voci,  dai piedi dei  maestri, dal mare in tempesta, da quello dolce e musicale, dagli gnocchi stracolmi di formaggio, dai buchi nervi di carne, profondi come pozzi, dal viso del nonno, da una miscela saggia ed accorta per ritrovare sempre il dolce nell’amaro.


Al ritorno, nonostante la lunga reprimenda, i musi lunghi, quel senso d’esclusione che, talora, la sfiorava, guardava orgogliosa sulle sue gambe il bottino  prezioso, 5 chili di cipolle, 5,  chiedendosi se la felicità, nella sua vita, avrebbe avuto un peso.  Sbilanciato verso il dolce. O verso l’amaro. 



gian maria testa, sei la conchiglia

10 commenti:

  1. beh, sappi che io adoro le cipolle di Tropea, specie ad insalata con i pomodori, e che nel mio paese natale ne esiste una varietà identica alla quale hanno dedicato l'immancabile sagra...tra l'altro me le faccio in agrodolce quelle Borettane, però! per cui avrei detto a quella nipotina: comprami le cipolle di Tropea bellabeh! bel racconto! sono orgoglioso di te, se sei tu la nipotina, quantunque non sia tuo nonno!:))*

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  2. Renata, l'antidoping. Occorre farti l'antidoping; scrivi troppo bene :)

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  3. Poesia in prosa :)... ma questo lo so da sempre.

    Adoro essere catapultata nelle immagini che crei con le tue storie... e il sapore che lasciano...ah..il sapore!

    U abbraccio :)

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  4. ma tu sei unica!

    Ma me lo dici come fai a scrivere così e ad essere anche così?

    Sei un miracolo!

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  5. grazie per avermi portato li'

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  6. C'è un posto per me su quel bus?

    Ciao Renata

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  7. ma una bimba che parla di corruzione di minori non è normale! :)

    (è sempre bello il tuo sentire. che diventa il mio.)

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  8. ti lascio un caro saluto

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  9. Ingegnosa.

    La piccola.

    :)



    Costanza

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