lunedì 8 giugno 2009

Qualcosa, ieri sera.



Questo tableau meraviglioso è di Valentina Cipolla, mia ex allunna del Liceo Artistico.  Farà parte di una sua serie di illustrazioni per "Le città invisibili", di Calvino. Io ne sono orgogliosa, certo.



Qualcosa, ieri sera, si è spezzato.


Accetto il buio, le ombre,


i diverticoli della vita,


la parte insignificante,


che non capisce e che non vuole essere capita.


Rimane l’essenziale: un corpo che non si vuole rivestire di bellezza,


né dimostrare bellezza.


Ha bisogno solo di essere curato cercando,


nel fondo,


i motivi veri per farlo.


Se pure quei motivi non ci sono,


occorrerà inventarli,


immaginarli,


acquisirli,


costruirli,


rinunciando agli incanti.


Mi tratto male,


ogni qual volta inseguo chimere e gentilezze.


Non bisognerebbe abbellire la solitudine con niente.


La si nasconderebbe,


invece è da lì, è da lì che si parte.


Nuda terra,


angolo minore,


io-diviso,


fraseggio interrotto di una bella storia.


Quante volte non ho detto, per paura di essere giudicata,


quante volte ora taccio


per nascondere che non sono affatto nel


flusso di un mondo!


Ma, ieri sera,


il mio corpo ha scelto, per parlare,


gli enigmi della pazzia.


Ho dato loro voce, li ho ascoltati.


Nessuna voglia di eroismo,


nessuna ascesi.


La speranza non è affatto una voce che scende da un cielo,


la speranza è una montagna aspra


che, sangue su sangue,


si conquista.


E certe volte ti scuote


con un fraseggiare disconnesso e assurdo


che mai, giammai, vorresti


immaginare


tuo.




Paolo Conte, Spassiunatamente

31 commenti:

  1. aldiladellospecchio8 giugno 2009 alle ore 17:00

    " Non bisognerebbe abbellire la solitudine con niente " .. cruda e vera questa cosa, ma quanto è difficile non solo riuscire a farlo, semplicemente accettarla come verità.

    Sei bella così nuda ;) NIKKA

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  2. penso di non essere riuscito a capire



    penso che l'immagine è bella ( sia bella ). no, non lo penso. è così, esattamente.

    penso di non avere capito.

    però mi fa fare una cosa come pensare ad un incupimento.

    non lo so se ha a che fare con una cosa come quella che ho detto. ma è così, ora.



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  3. E' questo quello che ha detto che doveva scrivermi, Prof?

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  4. perché quando vorrà scrivermi, accoglierò anche io le sue parole ^^

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  5. Buongiorno a tutti.

    Che farete in questo giorno?

    Ci sono delle novità?

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  6. Nikka, ci crederesti tu che, in certi momenti, non so parlare? Un abbraccio.



    Antonio, realismi, o forse incupimenti, non so. Vado a braccio.

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  7. Maria Grazia, solo una parte, quella decostruens, che riguarda la mia esperienza. Tu non ci arriverai a questa "soglia", credi a me. Se non ti ho ancora scritto, è perchè aspetto che arrivino le parole che vorrei dirti.

    Quelle che non sovrappongano, o solo il minimo necessario, le fasi della mia vita.

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  8. Avevo bisogno di tanto colore...bellissimi colori...Complimenti a Valentina

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  9. Sì avevo immaginato qualcosa del genere; in questa situazione penso sia facile sovrapporre le proprie esperienze personali.

    Mi dispiace di tale incupimento, mi spiace di tutta questa oscurità. E' quella che ho sempre visto. E nella stessa situazione ho avuto paura che cogliesse anche me. Ma non voglio. Non lo permetterò.

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  10. un abbraccio a tutti quanti. non per pietà o carità cristiana, ma perché siete vivi e parlate dal bordi, da dove niente è scontato.



    gugl

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  11. Ci sono pensieri che hanno i denti,

    ci sono pensieri che non vorresti pensare mai.

    Perché una volta pensati nulla è più come prima.




    Parole prese a prestito da Alice nell'ombra di Barbara Garlaschelli.

    Penso siano perfette per commentare questo testo.



    Un abbraccio



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  12. Ecco, per es., questo stato d'animo, a dire i vero già alle spalle, io non lo voglio proprio giustificare. Chi passa di qui, è libero di leggere, ma, se è soggetto all'ansia, scapparsene subito, andare altrove a gustare frammenti dolci di vita che diano sollievo e forza, sollievo e vertigine sensuale.

    Questo posto lo uso anche per trasformare dolore, nel modo classico-greco: porre il tragico su un palco, davanti a spettatori. E, sullo stesso palco, subito dopo, si terrà una commedia di Aristofane, dove Filippide incontra "Socrate che, appeso in una cesta, contempla il cielo"

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  13. e mi hai fatto pure sorridere...

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  14. ciao

    che è sempre una cosa buona. quasi sempre.



    e lascia stare gli "errori". tipo sui griffoni, grifoni, i gipponi, tanto si capiva benissimo.

    con un sorriso.



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  15. Bene, Maria Grazia, hai "visto". Allora tira fuori le unghie, la passione di vita, la lucidità più acuta, la capacità di donarsi all'amore degli altri, l'amore che cura, senza inutili respingimenti.

    Però permettimi di correggerti su una cosa: quella che tu chiami "oscurità" è dolore, senza intenti apologetici o decadentistici. Esperienza del dolore.

    Consentimi, anche se a volte si fondono, è importante distinguere i due concetti.

    Per accogliere, senza respingere ulteriormente o, peggio, dandosi le martellate in testa. Sono quelle, più che lo sguardo dell'Altro, a soffocare ulteriormente, a chiudere, a far lievitare "rifugi oscuri". Perchè farlo, perchè?

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  16. Grazie, Gugl. E poi tu lo immagini, vero, che la carità cristiana, con me...:*



    Boris, grazie anche a te. Le parole che mi hai lasciato sono assai opportune, assai.



    Enza, ultimamente, litigo spesso con persone care che sono convinte che bisogna buttare sempre tutto sul ridere. Però, lo ammetto, ogni tanto una bella risata è terapeutica, specie se condivisa.

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  17. Ciao, Antò, che è sempre una cosa buona.

    Tu lo sai, per quanto riguarda il Cinema, sono una fottuta perfezionista! :)

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  18. la storia di tre macellaie?



    rido



    eh

    che roba

    le

    donne

    ;-)

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  19. bello il tableau, bello il tuo scritto

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  20. E'vero che non si dovrebbe nascondere la solitudine.

    Io che ho sempre nascosto tutto, anche me stessa a me stessa, anche il mio dolore a me stessa,

    e i desideri, e le speranze

    come vergogne.

    Io che non rappresento niente

    che non so chiedere niente

    mai niente per me.



    Ora penso che certe forme di pudore

    siano piccoli suicidi quotidiani

    diventano abitudine

    rassegnazione

    difficile poi trovare la forza di scalare quella montagna

    trovare nuova speranza.

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  21. Buongiorno Renata...un raggio di Sole per te

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  22. anch'io penso che nascondere ciò che sentiamo sia qualcosa che non ci fa bene. per farlo uscire, tuttavia, non bisogna aspettare le parole giuste (che non vengono mai); basta rilassarsi e avere fiducia in chi ci sta intorno.

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  23. Ti porto nel cuore, nelle cose che faccio, nelle persone che incontro. A volte parlo di te e dico loro che sei semplicemente una donna splendida. Altre ancora, mi capita di pensare, davanti ad una brano poetico, ad un dipinto, ad un tramonto mozzafiato, come tu riusciresti a tradurlo con le tue immagini parlanti, i tuoi giochi di parole...

    Vorrei solo avere modo e tempo di esserti più vicina in questo momento.

    In ogni caso, ti voglio bene. Ma questo tu lo sai... un bacio alla tua mamma.

    Il tuo angelo meridiano (un po' latitante)

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  24. Applico alla vita i puntini di sospensione...

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  25. Oggi ho assistito ad un piccolo incidente.

    L'incidentato, prima ancora di vedere i danni, è uscito dalla macchina con un sorriso.

    "La vernice è andata, le ammaccature sono tante, ma chi se ne frega, son vivo!"

    Me lo sarei abbracciato.

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  26. Fino a poco tempo fa, verso le 2 del pomeriggio, arrivavano storie e parole

    che si articolavano da sole,

    autoscartandosi,

    autocorregendosi.

    Ora non arrivano più.

    Me ne al confine tra veglia e sonno,

    cercando di chiamarle.

    Prima o poi, qualcuna di esse ascolterà il mio appello

    e arriverà.

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  27. non è il tuo caso

    ma certa gente, ti abbraccia, e ti toglie il respiro

    chi in bene

    chi in male

    e non è del bene che stavo parlando



    il cugino di giuda



    poveraccio, giuda

    l'unico che ha pagato il dispiacersi

    quello che ha tradito dopo i tre canti del gallo

    l'hanno fatto papa

    cazzarola



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  28. Onda,

    Enza,

    Costanza,

    Gugl,

    Marinella,

    Yllo,

    un caro abbraccio.

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  29. Non è il mio caso, Antonio.

    In quanto a Giuda e a Pietro, come darti torto?

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  30. certo che non lo è

    il tuo caso

    l'ho detto

    lo hai ridetto

    lo riridico

    non è il tuo caso



    è chiaro, vero?



    un sorriso

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  31. Complimenti alla maestra per le parole e complimenti alla tua alunna per l'immagine è bellissima!

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