Lei è Altrove
Bon voyage

“Partirà, la nave partirà,
dove arriverà…
questo non si sa.
Sarà come l’Arca di Noè,
il cane, il Gatto, io e teeeee”
Ciao guagliù.
Vi ho afflitto tanto cco ‘sta partenza e mo davvero parto.
A presto.
A' bientot.
Per raggiungere qualche cosa,
qualcosina in orgoglio, reticenza,
riservatezza, “coseCheVannoCosì”, rischiatela.
“Buttatevi” e non fate i bravi…
Renée e Diciche, amiche entrambe delle parole.
Ivano Fossati, L'amore fa

Spiritosaggini, autoreferenzialità e schizofrenie.

Antonia e Jane, film di Beeban Kidron, 1990.
(cercate questo film, è uno spasso...)
Certe volte lei (Diciche)
parla ed io mi annoio a morte.
Specie mo, che mischia insulse teorie
con precisioni tecniche per la partenza.
Come se non bastasse,
si mette pure a raccontà trame di film e di romanzi,
sogni di 20 anni fa,
ricette macrobiotiche,
saggi sulla fenomenologia del nulla,
collegamenti astrusi tra cose poste
a distanza siderale.
Poi fa battute sceme e ride,
incurante dell’irritazione che mi suscita.
C’aggia fa’?
Pigliatevela voi.
Io non la sopporto più.
:))
Ps: Chissà se esiste un modo efficace
per farla stare zitta.
Mi piace.
Sarah O. Shiundu, african art
E che ci vuole ad essere solari?
Non certo il Sole.
Si decide anche, se non lo si è naturalmente.
E che ci vuole per intuire,
negli occhi che ti attraversano la strada,
una Vita dinamica, falsamente vincente, isolata, perduta,
magari limpida…?
Mi piace lasciare, se e quando esco, “un segno di luce”
agli abitanti del giorno qualunque.
Mi piace.
Senza essere Dio, il Cielo, un Angelo travestito da Poeta,
un qualunquista insipido, Berlusconi, o un misero buonista.
Mi piace e, col mio passo, ho tutto il tempo
per l’ “osservazione”.
:)
Bonjour
renée
Contradictions


L'Atalante.
Coerenza morbida e
Coerenza rigida:
spesso, due parole-pagliaccio.
Noi uomini, si sa, siamo
Matasse nodose
di contraddizioni.
Come quando si ha voglia
di incontrare
furiosamente l’altro
nel corpo
e,
contemporaneamente,
dormire.
Come quando un richiamo di vita
ti spinge ad urlare
senza condizioni,
e una lusinga di morte
continua a sceglierti
silenzio…
Uteri

Smarrimenti, percepisco smarrimenti.
L’io fetale è attendista, capriccioso,
ossimorico; ritiene che sia sempre
troppo tardi o troppo presto per uscire.
Si rannicchia,
chiede solo musica e tempo,
ancora tempo,
sempre tempo.
Ci prova a sporgere
due piedi tentennanti fuori, nel mondo.
Ma poi, non vede l’ora di ritornare.
E chiede tempo,
ancora tempo,
sempre tempo.
Poi dici che ti vengono le crisi d'identità...

foto Patrizia Savarese
E più
Guardo
Le foto tessera
Per la mia nuova carta d’identità
E
Più mi viene voglia
Di uccidere
Il fotografo.
Ma dico io,
santa pace in gerusalemme,
come mi ci presento
al viaggio-trasformazione-nuova-vita
con quella faccia là?
:)
P.s. Consoliamoci con questo bellissimo fondale verde, va…
"Il sogno impossibile"

foto Patrizia Savarese
Questa poesia, di un maestro buddista,
mi accompagna, ogni giorno,
da 13 anni. E’ rivolta a quell’uomo vero
che ci abita. A quell’uomo, non all' eroe…
Pour vous:
“Sognare il sogno impossibile
Combattere il nemico invincibile
Sopportare il dolore insopportabile
Correre dove l’audace non osa andare
Correggere l’errore irreparabile
Amare il puro ed il casto al di là di tutto
Sforzarsi quando le braccia sono troppo stanche
Raggiungere la strada irraggiungibile
Questa è la mia ricerca: seguire quella stella,
per quanto senza speranza, per quanto lontana
combattere per il giusto senza domande, né soste,
voler andare all’inferno per una causa celeste.
Ed io so che se sarò unicamente fedele a questa ricerca
il mio cuore giacerà in pace
quando sarò seppellito.
Ed il mondo sarà migliore per questo:
perché un uomo indegno e ferito
si sforzerà ancor con la sua ultima oncia di coraggio
per raggiungere la stella irraggiungibile”
Josei Toda.
CortoCircuito

foto André Kertész
Oggi sono a corto:
- di idee
- di pazienza
- di buon umore
- di soldi ( non è una novità)
- di centro di gravità permanente
- di equilibrio
- di tarallini allo zenzero
- di “preghiera”
- di Nutella
- di Cielo
- di tessera sanitaria ( dove, dove l’avrò messa? )
P.s. So’ contenta, però, perché è ritornata
“una cosa” che credevo “scomparsa definitivamente”.
:)
Serve a qualcosa, la Poesia?

C’è un luogo comune sulla scrittura poetica:
più cupa è e più emerge l’animo sensibile.
Ma chi l’ha detto, ma fatemi il favore…
Può essere così, a volte; spesso è invece un vuoto
Esercizio di stile, le cui parole giocano
con una finta Morte e con una finta Vita.
Uccidendo entrambe, vanificando il potere
straordinario della poesia "vera": recepire il mondo
nella sua essenza variegata, densa,
SBOTTONATA,
al di là degli argini
della “cosa già data”.
E prendete questo inizio di poesia
di Sandro Penna:
“La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba”.
E’ semplice, non ci sono teschi, né vermi che divorano, ma quando lo leggi
ti risenti Uomo, e ti ricordi di quel treno che pare non avere direzione,
del passaggio dai sogni dondolanti all’umido Reale,
lì, in un vagone, con i capelli arruffati,
la bocca impastata, l’imbarazzo del vicino che ti è estraneo,
la voglia urgente di caffè,
e il mare, e il mare oltre il finestrino, che sembra riemergere
da quella prima volta che lo hai veduto, bambino, su una spiaggia...
“ e ti sovvien l’Eterno
E le morte stagioni
E la presente e viva
E il suon di lei
(...)
E il naufragar ti è dolce
In questo mare”.
(Leopardi Giacomino)
Manifesto di Renée n°1
.jpg)
José Manuel Merello
Basta con il SENTIMENTALISMO CINICO!
Evviva i
SENTIMENTI,
mangiati,
rischiati,
catapultati,
“sporcati”,
ESPRESSIIIIIIIIIIIIIIIII…
Ps. Basaglia, perché hai fatto chiudere i manicomi?
(vedi, 'a sto punto, mi avrebbero preso
e portato via. Invece, circolo liberamente…)
:)
Metonimìa di una partenza

Sono il calzino spaiato,
la pelle morbida di una scarpa,
il vento gelido di un mattino presto,
la nota di un’allegria spaesata,
il pigiama con il buco ben nascosto,
la voce buona che ti riscalda,
il caffè bevuto e ribevuto,
la strada non ancora deserta,
il suono di una meraviglia
che si riaccende,
la cosa dimenticata,
la montagna da ritrovare,
la ginestra che vuole crescere in anticipo,
la vita già registrata
e quella
ancora tutta da registrare…
La valise de carton

Aiutatemi , va…
Tra un po’ dovrò partire, anche se non so ancora il giorno preciso.
E so’ disorganizzatissima.
Che ci devo mettere nella Valigia?
Un pigiama, sicuro, meglio due (non ce l’ho).
Una tuta.
Forse, qualcosa contro i topi
( visto l’andazzo che circola negli ospedali).
Ricaricabatterie telefonì.
Intimo necessario tranne baby doll
( non credo si usino per attraversare le corsìe).
Copri Water igienici: quelli sì, so’ na fissata.
Lettore mp3 non lo possiedo, quindi, musica nada.
Libri: uè bimba, pochi. L’ultima volta te ne sei portata
una carrettata e sono stati lì, come raccoglipolvere sul comodino.
Tre, numero perfetto, : “Donne dagli occhi grandi”, di A. Mastretta;
“Letture facoltative”, “Discorso all’ufficio oggetti smarriti”,
entrambi della Szymborska.
Che dite, c’è tutto?
:)
Elogio degli “oggetti” non consumabili.
Modì (non c'azzecca niente mo :) )
Prendendo spunto dal libro del francese
Jean –Clet Martin, Eloge de l’incossommable,
mo faccio una bella lista delle “cose dell’anima mia”
non soggette ad usura.
1) Abecedario, intervista al filosofo Gilles Deleuze
2) Stalker, film di Tarkovskij
3) Opera omnia del poeta Nazim Hikmet
4) “Il mirto e la rosa”, libricino delizioso di Annie Messina.
5) Angeli con la pistola, vecchio film di Frank Capra.
6) Arsenico e vecchi merletti, altro vecchio film di Capra
7) Koln Concert, di Keith Jarrett
8) L’arte della gioia, libro di Goliarda Sapienza.
9) Il codice dell’anima, saggio di Hillman (già ne parlai)
10) I Peanuts, di C. Schulz (sempre sempre).
Ps: le liste lasciano fuori quasi tutto l’essenziale
( nei momenti in cui ti va di ricordare, non ricordi mai ).
Ne faremo altre 300.000.
:)
Consigli, non richiesti, di Lettura

Gelosia: "Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca per ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri".
Roland Barthes,Frammenti di un discorso amoroso.

Tibor Fischer, Sotto il culo della rana
-"Essere sotto il culo di una rana in fondo a una miniera di carbone" è un modo di dire ungherese usato per descrivere una condizione di sfiga assoluta, estrema-
Collegamenti: E se uno sfigato fosse anche terribilmente geloso?
Conclusioni: C.... acidi assà.
:)
Perché?
Perché sei triste mo?
Puoi esserlo, sapendo che hai degli amici
che ti amano, che si stanno facendo in quattro
per renderti 'sto cacchio di viaggio in un ospedale lontano
quanto più agevole possibile?
Perché sei triste?
Perché ti devi distaccare dalla sedia,
dalle “ricerche immaginarie”, dai nuovi amici del pc,
dalla tua voglia fottuta di non lottare, di non affrontare,
di guardare gli Scogli come chi si improvvisa poeta?
Perché?
Se poi ridi, palpiti, mentre quei due passi ti costano tanta fatica
e tu cerchi di non pensarci
inserendo ancora fumo, tanto fumo in bocca?
Stavolta devi andà.
C’è ancora qualche giorno.
Non sempre i “perché” sono importanti.
Preparati.
E stanotte non pensare, la notte è bella, intorno…
Eric Clapton, Wonderful tonight

“Vedo gli amici ancora sulla strada, loro non hanno fretta…
Rubano ancora al sonno l’allegria…
All’alba, un po’ di notte…F. D. A.”

foto Christa Renee
- Signorina, io sono un Ottico,
ma i suoi occhiali sono più storti
del tempo quando infuria tempesta.
Che ci ha fatto?-
- No, è che io ci dormo pure…-
- Guarda la tv?-
- No, no, è che…non so come dirglielo,
“devo tenerli” anche la notte.-
- Forse ho capito, visto che lei è molto miope,
gli occhiali le servono
per vedere più nitidamente nei suoi sogni…-
- Ecco, sì -
:)
Otis Redding - Sittin on the Dock of the Bay
