martedì 23 gennaio 2007

E cacciatemi da sto pc :)









Bon voyage



“Partirà, la nave partirà,


dove arriverà…


questo non si sa.


Sarà come l’Arca di Noè,


il cane, il Gatto, io e teeeee”


 Ciao guagliù.


Vi ho afflitto tanto cco ‘sta partenza e mo davvero parto.


A presto.


A' bientot.


Per raggiungere qualche cosa,


qualcosina in orgoglio, reticenza,


riservatezza, “coseCheVannoCosì”, rischiatela.


“Buttatevi” e non fate i bravi…


Renée e Diciche, amiche entrambe delle parole.





Ivano Fossati, L'amore fa


lunedì 22 gennaio 2007

Spiritosaggini, autoreferenzialità e schizofrenie.




 


Antonia e Jane, film di Beeban Kidron, 1990.


(cercate questo film, è uno spasso...)


 


Certe volte lei (Diciche)


parla ed io mi annoio a morte.


Specie mo, che mischia insulse teorie


con precisioni tecniche per la partenza.


Come se non bastasse,


si mette pure a raccontà trame di film e di romanzi,


sogni di 20 anni fa,


ricette macrobiotiche,


saggi sulla fenomenologia del nulla,


collegamenti astrusi tra cose poste


a distanza siderale.


Poi fa battute sceme e ride,


incurante dell’irritazione che mi suscita.


C’aggia fa’?


Pigliatevela voi.


Io non la sopporto più.


:))


Ps:  Chissà se esiste un modo efficace


per farla stare zitta.

Mi piace.



Sarah O. Shiundu, african art


E che ci vuole ad essere solari?


Non certo il Sole.


Si decide anche, se non lo si è naturalmente.


E che ci vuole per intuire,


negli occhi che ti attraversano la strada,


una Vita dinamica, falsamente vincente, isolata, perduta,


magari limpida…?


Mi piace lasciare, se e quando esco,  “un segno di luce”


agli abitanti del giorno qualunque.


Mi piace.


Senza essere Dio, il Cielo, un Angelo travestito da Poeta,


un qualunquista insipido, Berlusconi, o un misero buonista.


Mi piace e, col mio passo, ho tutto il tempo


per l’ “osservazione”.


:)


Bonjour


renée

domenica 21 gennaio 2007

E se...



E se hai deciso di smettere di bere caffè in modo spropositato


e di fumare,


non guardare Coffee And Cigarettes, di Jim Jarmusch...


Pure se hai deciso che devi utilizzare solo parole opportune.


Eheheheheheh (eheheheheh).


bonjour


renée.

Contradictions




L'Atalante.



Coerenza morbida e


Coerenza rigida:


spesso, due parole-pagliaccio.


Noi uomini, si sa, siamo


Matasse nodose


di contraddizioni.


Come quando si ha voglia


di incontrare


furiosamente l’altro


nel corpo


e,


contemporaneamente,


dormire.


Come quando un richiamo di vita


ti spinge ad urlare


senza condizioni,


una lusinga di morte


continua a sceglierti


silenzio…


sabato 20 gennaio 2007

Uteri



Smarrimenti, percepisco smarrimenti.


L’io fetale è attendista, capriccioso,


ossimorico; ritiene che sia sempre


troppo tardi o troppo presto per uscire.


Si rannicchia,


chiede solo musica e tempo,


ancora tempo,


sempre tempo.


Ci prova a sporgere


due piedi tentennanti fuori, nel mondo.


Ma poi, non vede l’ora di ritornare.


E chiede tempo,


ancora tempo,


sempre tempo.

venerdì 19 gennaio 2007

Poi dici che ti vengono le crisi d'identità...



foto Patrizia Savarese


E più


Guardo


Le foto tessera


Per la mia nuova carta d’identità


E


Più mi viene voglia


Di uccidere


Il fotografo.


Ma dico io,


santa pace in gerusalemme,


come mi ci presento


al viaggio-trasformazione-nuova-vita


con quella faccia là?


:)


P.s. Consoliamoci con questo bellissimo fondale verde, va…

"Il sogno impossibile"



foto Patrizia Savarese


Questa poesia, di un maestro buddista,


mi accompagna, ogni giorno,


da 13 anni. E’ rivolta a quell’uomo vero


che ci abita. A quell’uomo, non all' eroe…


Pour vous:


 


“Sognare il sogno impossibile


Combattere il nemico invincibile


Sopportare il dolore insopportabile


Correre dove l’audace non osa andare


 


Correggere l’errore irreparabile


Amare il puro ed il casto al di là di tutto


Sforzarsi quando le braccia sono troppo stanche


Raggiungere la strada irraggiungibile


 


Questa è la mia ricerca: seguire quella stella,


per quanto senza speranza, per quanto lontana


combattere per il giusto senza domande, né soste,


voler andare all’inferno per una causa celeste.


 


Ed io so che se sarò unicamente fedele a questa ricerca


il mio cuore giacerà in pace


quando sarò seppellito.


 


Ed il mondo sarà migliore per questo:


perché un uomo indegno e ferito


si sforzerà ancor con la sua ultima oncia di coraggio


per raggiungere la stella irraggiungibile


Josei Toda.

giovedì 18 gennaio 2007

CortoCircuito




foto André Kertész


Oggi sono a corto:


-         di idee


-         di pazienza


-         di buon umore


-         di soldi ( non è una novità)


-         di centro di gravità permanente


-         di equilibrio


-         di tarallini allo zenzero


-         di “preghiera”


-         di Nutella


-         di Cielo


-         di tessera sanitaria ( dove, dove l’avrò messa? )


P.s. So’ contenta, però, perché è ritornata


“una cosa” che credevo “scomparsa definitivamente”.


:)

mercoledì 17 gennaio 2007

Indovina, indovinello, cos'è questo, cos'è quello...



"Sta dentro una casetta

con il soffitto tondo,

poi se ne fugge in fretta

girando per il mondo."


Che cos'è?


P.S. Il premio per il vincitore lo devo ancora stabilire.


:)

E dunque...



Jaber


" Io vivere vorrei addormentato


entro il dolce rumore della vita. "


Sandro Penna


Ecco qua: è tutto.


Nient'altro da aggiungere o da dichiarare .


Bonjour


:)

martedì 16 gennaio 2007


Serve a qualcosa, la Poesia?



C’è un luogo comune sulla scrittura poetica:


più cupa è e più emerge l’animo sensibile.


Ma chi l’ha detto, ma fatemi il favore…


Può essere così, a volte; spesso è invece un vuoto


Esercizio di stile, le cui parole giocano


 con una finta Morte e con una finta Vita.


Uccidendo entrambe, vanificando il potere


straordinario della poesia "vera": recepire il mondo


nella sua essenza variegata, densa,


SBOTTONATA,


al di là degli argini


della “cosa già data”.


E prendete questo inizio di poesia


di Sandro Penna:


“La vita... è ricordarsi di un risveglio

triste in un treno all'alba”.


E’ semplice, non ci sono teschi, né vermi che divorano, ma quando lo leggi


ti risenti Uomo, e ti ricordi di quel treno che pare non avere direzione,


del passaggio dai sogni dondolanti all’umido Reale,


lì, in un vagone, con i capelli arruffati,


la bocca impastata, l’imbarazzo del vicino che ti è estraneo,


la voglia urgente di caffè,


e il mare, e il mare oltre il finestrino, che sembra riemergere


da quella  prima volta che lo hai veduto, bambino, su una spiaggia...


“ e ti sovvien l’Eterno


E le morte stagioni


E la presente e viva


E il suon di lei


(...)


E il naufragar ti è dolce


In questo mare”.


(Leopardi Giacomino)


Manifesto di Renée n°1



José Manuel Merello


Basta con il SENTIMENTALISMO CINICO!


Evviva i


SENTIMENTI,


mangiati,


rischiati,


catapultati,


“sporcati”,


ESPRESSIIIIIIIIIIIIIIIII…


Ps. Basaglia, perché hai fatto chiudere i manicomi?


(vedi, 'a sto punto, mi avrebbero preso


e portato via. Invece, circolo liberamente…)


:)

A' mes amis, à tous mes amis, avec amour



Modì


Ma quanta,


quanta


vita


c’è


nei passi


di


una


formica


consumata?


E quanta,


quanta


 poesia


c’è


nella carne


di


una


parola


regalata?


P.S. il dono è sempre “un sacrificio”.


Gratuito.


E bellissimo.


 

lunedì 15 gennaio 2007

Metonimìa di una partenza



Sono il calzino spaiato,


la pelle morbida di una scarpa,


il vento gelido di un mattino presto,


la nota di un’allegria spaesata,


il pigiama con il buco ben nascosto,


la voce buona che ti riscalda,


il caffè bevuto e ribevuto,


la strada non ancora deserta,


il suono di una meraviglia


che si riaccende,


 la cosa dimenticata,


la montagna da ritrovare,


la ginestra che vuole crescere in anticipo,


la vita già registrata


e quella


 ancora tutta da registrare…

La valise de carton



Aiutatemi , va…


Tra un po’ dovrò partire, anche se non so ancora il giorno preciso.


E so’ disorganizzatissima.


Che ci devo mettere nella Valigia?


Un pigiama, sicuro, meglio due (non ce l’ho).


Una tuta.


Forse, qualcosa contro i topi


 ( visto l’andazzo che circola negli ospedali).


Ricaricabatterie telefonì.


Intimo necessario tranne baby doll


( non credo si usino per attraversare le corsìe).


Copri Water igienici: quelli sì,  so’ na fissata.


Lettore mp3 non lo possiedo, quindi, musica nada.


Libri: uè bimba, pochi. L’ultima volta te ne sei portata


una carrettata e sono stati lì, come raccoglipolvere sul comodino.


Tre, numero perfetto, : Donne dagli occhi grandi”, di A. Mastretta;


Letture facoltative”, Discorso all’ufficio oggetti smarriti”,


entrambi della Szymborska.


Che dite, c’è tutto?


:)

domenica 14 gennaio 2007

"La banalità del male"



Hannah Arendt, filosofa


La sera,


non appena poggio la testa sul cuscino,


come un automatismo o un rito,


mi sorge la medesima domanda:

“Quale sarà l’ultimo pensiero


dell’Assassino, prima di addormentarsi?


E con quali parole, o con quali silenzi, egli


si affida ai sogni?”

Carichi pendenti per un condizionale


Vittel_jaune_2


Dovrei riuscire



a chiedere



una Sintassi nuova


e


due  parole vecchie .



 


Paolo Conte, Le tue parole per me


sabato 13 gennaio 2007

Elogio degli “oggetti” non consumabili.



Modì (non c'azzecca niente mo :) )


Prendendo spunto dal libro del francese


Jean –Clet Martin, Eloge de l’incossommable,


mo faccio una bella lista delle “cose dell’anima mia”


non soggette ad usura.


1)      Abecedario, intervista al filosofo Gilles Deleuze


2)      Stalker, film di Tarkovskij


3)      Opera omnia del poeta Nazim Hikmet


4)      “Il mirto e la rosa”, libricino delizioso di Annie Messina.


5)      Angeli con la pistola, vecchio film di Frank Capra.


6)      Arsenico e vecchi merletti, altro vecchio film di Capra


7)      Koln Concert, di Keith Jarrett


8)      L’arte della gioia, libro di Goliarda Sapienza.


9)      Il codice dell’anima, saggio di Hillman (già ne parlai)


10)  I Peanuts, di C. Schulz (sempre sempre).


 


Ps: le liste lasciano fuori quasi tutto l’essenziale


 ( nei momenti in cui ti va di ricordare, non  ricordi mai ).


Ne faremo altre 300.000.


:)

Consigli, non richiesti, di Lettura


Frammenti di un discorso amoroso


Gelosia: "Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca per ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri".


Roland Barthes,Frammenti di un discorso amoroso.


 



"SOTTO IL CULO DELLA RANA" Tibor Fischer


Tibor Fischer, Sotto il culo della rana


-"Essere sotto il culo di una rana in fondo a una miniera di carbone" è un modo di dire ungherese usato per descrivere una condizione di sfiga assoluta, estrema-


Collegamenti: E se uno sfigato fosse anche terribilmente geloso?


Conclusioni: C.... acidi assà.


:)

Definizioni Alternative


Stephen20Petronio20Company


foto Stephen Petronio


Ragionare:


prendere i “falsi problemi”,


differenziarli dalla rimanente spazzatura,


avvolgerli nel Cellophane


e


buttarli in un fosso.


Ps: Attenzione, là dove non possano contaminare.


:)

E ascoltiamo Charles Trenet





E non pensate al Berlusca, quando ascoltate ‘sto pezzo.


Si vuole appropriare di tutto,


anche dell’allegria di


questo meraviglioso chansonnier…


:)



Charles Trenet, Boum


venerdì 12 gennaio 2007

Perché?


Sue Anna Joe


Perché sei triste mo?


Puoi esserlo, sapendo che hai degli amici


che ti amano, che si stanno facendo in quattro


per renderti 'sto cacchio di viaggio in un ospedale lontano


quanto più agevole possibile?


Perché sei triste?


Perché ti devi distaccare dalla sedia,


dalle “ricerche immaginarie”, dai nuovi amici del pc,


dalla tua voglia fottuta di non lottare, di non affrontare,


di guardare gli Scogli come chi si improvvisa poeta?


Perché?


Se poi ridi, palpiti, mentre quei due passi ti costano tanta fatica


e tu cerchi di non pensarci


inserendo ancora fumo, tanto fumo in bocca?


Stavolta devi andà.


C’è ancora qualche giorno.


Non sempre i “perché” sono importanti.


Preparati.


E stanotte non pensare, la notte è bella, intorno…


 


Eric Clapton, Wonderful tonight


“Vedo gli amici ancora sulla strada, loro non hanno fretta…


Rubano ancora al sonno l’allegria…


All’alba, un po’ di notte…F. D. A.”



 foto Christa Renee


 



-         Signorina, io sono un Ottico,


ma i suoi occhiali sono più storti


del tempo quando infuria tempesta.


Che ci ha fatto?-


-         No, è che io ci dormo pure…-


-         Guarda la tv?-


-         No, no, è che…non so come dirglielo,


“devo tenerli” anche la notte.-


-         Forse ho capito, visto che lei è molto miope,


gli occhiali le servono


per vedere più nitidamente nei suoi sogni…-


-         Ecco, sì -


:)


Otis Redding - Sittin on the Dock of the Bay


A' la recherche de l'essentiel perdu



foto Francesca Woodman


Senza rumori


Senza pietre


Senza abbagli


Senza trucchi


Senza sete


Senza corona


Senza orpelli


Senza dubbi


Senza incerti


Senza struttura


La tua nudità


La mia nudità.


Aria


Acqua


Fuoco


Terra


-Sogni?-


-Sì.-

giovedì 11 gennaio 2007

Reponses



foto S. Bloom


- Come stai?-


- Tutto bene, tranne che nelle cose essenziali -

Inizio di partita



Io vado.


Tu ritorni.


No problem.


Ci incontreremo


a metà strada.


M. Monte, Carlinhos Brown & A. Antunes-Tribalistas, Passe Em Casa




"Finale di partita"



foto Lyndall Phelps


“Non ho più nulla da dire”.


La porta si chiude.


E tu rimani là,


senza aria,


 senza tempo,


senza spazio.