Torre di Babele

Ecco.
La mia scrittura vorrebbe diventare
sempre più essenziale.
Sempre più essenziale.
Per esprimere,
poche parole.
Al limite dell’afasia.
Sto incominciando ora a parlare:
“renée, guarda, quello è un fiore”.
Ma se si chiamasse “tavolo”,
io
sentirei lo stesso il suo profumo.
In primavera
RispondiEliminaio sono pervaso
dal profumo dei tavoli.
Eu,
RispondiEliminami è piaciuta assai
questa
tua cosa.
Vorrei riuscire anch'io a raggiungere la maestria per farmi esprimere quel che voglio con pochissime parole ma senza dare modo di creare spazi aperti ai malintesi e fraintendimenti. Ecco perchè spesso non mi basta la sintesi e cedo al fascino dell'analisi.
RispondiEliminale parole sono le cose e in ebraico le cosa e parola sono definite della stessa parola(cosa)
RispondiEliminabello.
RispondiEliminaCari Amici virtuali e senza voce, volevo dire proprio questo: lasciare più spazio alla vita, ai corpi che hanno bisogno "d'aria", come panni messi ad asciugare.
RispondiEliminaE meno alle parole, solo segni di per sè, anche se segni vettori di così tante emozioni.
:)
ne convengo e mo so stata muta da tanto tanto veh prima del blog ...
RispondiEliminabeh in blog qualche parola ce la devi mettere no? sennò che te fai un sstt-og ?
Baci C.K. :-))
Ckcris, tu puoi parlà tranquillamente,
RispondiEliminaehehehehehehehehh
baci
renée