"Perchè i ciliegi tornassero in fiore..."

Vittorio Alfieri ( sì, quello del “volli” ),
nella sua “Vita” riporta episodi della sua infanzia che anticipino
la futura genialità dello scrittore. E Proust e tanti altri.
Conclusioni: pur non essendo personaggi letterari e famosi,
abbiamo bisogno di guardare alla nostra “piccolitudine”
cercando episodi, fatti, espressioni, che rendano
il nostro essere al mondo unico e inimitabile, persino speciale.
Io ne ho uno fantastico e vero: quando madre e padre miei
si convinsero che la loro terza figlia ( io) fosse irrimediabilmente
disadattata e stupida. :)
1970: casa dei nonni: due camere, bagno esterno, due famiglie ( 7 persone),
orto, giardino, papare, galline, maiale, neve, colori del Sud.
E il ciliegio mio.
A 5 anni, mi ci piazzavo per lunghe ore, statica, immobile, nonostante
il freddo vivo di febbraio.
Guardavo e non parlavo.
Mi chiedevano e non rispondevo.
Stavo e basta.
Li sentivo la notte, i miei,preoccupati, ansiosi,
chiedersi a quale specialista o santo o fattucchiera dovessero rivolgersi:
“ Ma che ha 'sta piccirilla? Gli altri tanto male non so’ venuti, perché questa è così?”
Mandarono il nonno, come emissario-investigatore,
approfittando del mio debole per lui.
E lui veniva e si sedeva sotto il ciliegio,
senza parlare. Stava, tuttalpiù mi accarezzava la testa
o mi aggiustava il cappotto.
Un giorno, sottilmente mi chiese: “ Renatì, a nonno, mi dici cosa aspettiamo?”
Ed io: “ Tu mi hai sempre detto che la fioritura del ciliegio è bellissima.
Nonno, io non me la voglio perdere. L’aspetto, voglio vedè il primo fiorellino bianco.”
:)
“ Renatì, ma ancora è presto, fidati , ci vuole maggio, quando è il momento
ti ci porto io.”
E mi convinse. E ritornammo a maggio.
Ma le cose belle fioriscono sempre di notte.
E se ne fregano delle nostre attese.
Nonostante l’ardore, io quella fioritura non l’ho vista mai.
In compenso, i miei si rassegnarono, anche in seguito,
a questa mia forma di disadattamento
cronico, genetico, a volte bizzarro,
a volte orrido, semplicemente.
:)))))))))
P.S. E quanto sarei curiosa di conoscere anche i vostri.
Fabrizio De André, Un medico

io ho parlato della bizzarria di chi a volte è troppo logico, si sa che i bambini sono ferrei nella loro logica a differenza degli adulti...
RispondiEliminaRenatì, anch'io sono terza, e una cosa voglio sottolineare di questo racconto bellissimo e fantastico che ci hai fatto, perché io, stamane ho aspettato, Renatì, ho aspettato di vedere un sorriso che non ho visto e che, sapevo non era lontano, per me però non è apparso.
RispondiEliminaCosì mi consolo con le tue parole magnifiche e mi ripeto che"le cose belle fioriscono sempre di notte. E se ne fregano delle nostre attese. Nonostante il nostro ardore"
Ti regalo la fioritura del sorriso mio
con gli occhi lucidi di un pò di lacrime.
'giorno
RispondiEliminaSì, Lisa, les enfants sono ferrei nella loro logica...
RispondiEliminaOttobre, wè, non pianger mo, ià, che certe volte le cose belle fioriscono anche di giorno...
Un grande abbraccio, ad entrambe.
:)
giorno, deank del Sud
RispondiElimina:)
Cià Renée, hai il dono di farmi sentire vivo, quante belle sensazioni leggendo i tuoi post.
RispondiEliminaNeurone, merci.
RispondiElimina:)
Pensavo anche alla bellezza dei fiori di pesco...
RispondiEliminaBizzarrie dici? Naaa... troppe o forse nessuna... sai credo che quel che ad alcuni può apparire bizzarro per altri non lo sia...e viceversa
Tarlo
Ciao Renèe
RispondiEliminati seguo da moltissimo, silenziosamente. Ora ti vorrei dire qualcosa. Ammiro la tua intelligenza, il tuo umorismo tagliente, l'originalità persino nei titoli. Il tuo coraggio renèe. Insomma se non fossi già sposato ti rapirei.
Ma mi sa che tu non ti lasceresti raPIRE.
Sei troppo fiera :-)
claudio
Vorrei aggiungere un'altra cosa. Tante notti hai tenuto compagnia alla mia insonnia e mi hai fatto ridere e piangere. e questo mese sei mancata, dio sesei mancata.
RispondiEliminaNon sparire più.
Io ritorno nell'ombra
CLAUDIO
Daniele, è ovvio che la scrittura è anche un gioco, e che le bizzarrìe sono caramelle dolci.
RispondiElimina:)
Utenteanò ( claudio, belnò )e mo, secondo te, a queste tue parole, io che dovrei rispondere? :)
Meglio se sto zitta, va...
Merci.
Sarà una caratteristica tipica delle terze nate?!!! :))))
RispondiEliminaEra sottinteso che anch'io sono una terza nata ;) un bacione Renèe
RispondiEliminaEnza, pure tu?
RispondiElimina:))))))
io ero (sono) il primogenitob gli andeddoti della mia infanzia passano in gran parte attraverso i racconti, per cui sono cose che stupirono o divertirono i grandi e non me, tipo quella volta che credendola acqua ho bevuto d'un fiato il bicchiere di grappa che poi non volevo più l'acqua perchè non ci credevo più che era acqua, ... se devo pensare a quello che ricordo io riesco a pensare solo alla mia irrimediabile timidezza e a quello sguardo sempre giù che ritrovo quando vedo verte mie fotografie, forse una in particolare ... sguardo basso ecco poi non ricordo ... però nessuno si preoccupò e nessun nonnno fu mandato a sondare come andavano le cose
RispondiEliminama racconta renatì il cieliegio tuo ci sta ancora?
RispondiEliminaE che non ci sia stata un'attenzione, aarkel, mi spiace assai assai.
RispondiEliminaDavvero.
Il ciliegio, molti anni dopo, la nonna, bizzarra pure lei e ormai sola, lo fece tagliare, così, dalla sera alla mattina.
I ragazzini ci salivano sopra a rubare le ciliegie.
E niente è permanente e tutto passa...
pensavo a Teo che in amarcord era lo stupido il matto, e pure lui saliva sull'albero... perché poi dovrebbe essere tanto strano salire sugli alberi?
RispondiEliminaRagno, tesoro, ma io stavo sotto l'albero...Troppo fifona ero per salirci sopra...
RispondiElimina:)
uh già...se no come te lo aggiustava il cappotto? :) vado a mangiare frutta che fa tanto bene...
RispondiEliminaciao, Renée, bentornata...come stai?:) bazzico poco i blog, negli ultimi tempi...ma mi fa piacere ritrovarti e leggerti...
RispondiEliminaMacho, so' così contenta di "rivederti"...
RispondiEliminaStiamo benino, dai.
:)
questo luogo è un po un rifugio, vi cerco stupore come la piccola renatì sotto il cieliegio, mi manca però un po del suo incanto ... ora sul mio pc suona la tempesta di beethoven mentre su un foglio sotto il browser si discute dell'addebito di una separazione ... nei preferiti il mio occhio cade sul link "tegole in vetro" (giuro) qualche anno fa avevo in programma una piccola modifica del tetto e il link è rimasto lì ... dovrei filtrare un po questi rumori e riuscire a riascoltare ... con le tue parole ci si può riuscire ...
RispondiEliminanotte renée
pensoci e dicoti poi, besos!
RispondiEliminarenèe non ti preoccupare, sei in buona compagnia...ma quanto siamo disadattati bene...però!!!
RispondiEliminabellisima la frase: "Ma le cose belle fioriscono sempre di notte" ma noi le sappiamo cogliere di giorno...a differenza di chi non le vede per niente...
je ne veux pas fermer les yeux cette nuit... ;) buonanotte Renée.
RispondiEliminaCiao ciao ciao.
RispondiEliminaCiao Renée,
ti vracconto una cosa di Euron piccino, perché mi risulta che lui sia incasinato perso con impegni cose e boh!?! e penso che se la racconto non s'incazza e a me piace molto questa cosa che so per certo certissimo: che lui da bimbo... l'han trovato, un sonnolento pomeriggio estivo, zitto zitto a ffisssare/spiare il giardino assolato della casa al mare (da dietro le tapparelle semichiuse) e si scoprì che siccome un poco pioviginava nonostante il sole... lui aspettava di vedere... ?!? ...
Non so dalle vostre parti ma a Guadalavez dicono che quando piove col sole "si pettinano le streghe!".
Aarkel, Blu, DrZaius, Ondalunga, Nanndrun,
RispondiEliminabuondì.
E' sempre un piacere trovarvi qua...
Ma quanto so' incasinata io, stamattina?
Boh.
assai.
voglio un nonno!
RispondiEliminaciao, francesco
Francè, ho già aperto una Campagna per la ricerca di "uomini senza punteggiatura" ( per amiche).
RispondiEliminaVuol dire che ne apriremo un'altra per "nonni con ciliegio".
Mi fate lavorare tanto, però, nel sociale...
:)