L'amore malato


Primo Amore, film di Matteo Garrone, 2004
Lui vuole una donna magra,
forse per sciogliere un antico “peso” dell’infanzia.
Ma troppo complesso sarebbe percorrere
i circuiti della mente di quest’uomo.
Lui vuole una donna magra e incontra lei che si
lascia plasmare.
Come l’oro o come la creta.
L’inferno si costruisce a poco a poco,
complici una bilancia e una luce che, man mano, si oscura.
Fin dove si può arrivare per amore?
Lontanissimo, in fondo, nel baratro,
come, per es, ne “Le onde del destino”
di Lars Von Trier.
Eppure lì, quella discesa di una donna negli abissi
sembra quasi naturale e veramente “necessaria”.
Ed il "miracolo" finale ce lo dice,
sì, ce lo conferma.
Qui no.
La complicità dei due nel distruttivo appare subito innaturale,
tinta di suoni perversi,
senza candore né giusto.
Lei non si ribella, se non in pochi, isolati, momenti.
Eclatanti, come nel ristorante.
E tu che guardi senti crescere una claustrofobia irritante.
E li vorresti morti tutti e due,
“carnefice” e “vittima”.
La fine del film è un sollievo.
Non l'ho visto.
RispondiEliminaEh..quante cose non ho visto..
però "Le onde del destino" si!!
Ma il sacrificio anche se miracolosamente risolto non mi piace.
..tanto meno nell'amore.
RispondiEliminaLo so, facile dirlo...però sì, lo dico!
Non lo si può programmare, richiedere,
attenderne una redenzione.
Ottò, sei un'affezionatissima cristiana...:))))))
RispondiEliminaun bacio
renée
però che bello quando lei si avventa sui cibi in risytorante indifferente finalmente a lui e al mondo...
RispondiEliminaElle
è un film un po' pesante, ineffetti...
RispondiEliminail tuo blog è davvero bellissimo,
complimenti!
anzi!
RispondiEliminasta sera ti linko... cioè...
adesso!
eheh!!
Ciao sposadelvento, ti immagino aerea e roteante, nelle tue spirali d'aria. Benvenuta :)
RispondiEliminaElle, sei sempre prontissima, anche negli stimoli più peregrini. Che meraviglia...:))))
Tu descrivi un film "difficile" e mi fai venire subito voglia di vederlo.
RispondiEliminati abbraccio
gabriele
mi viene in mente ora yo yo ma il violoncellista in un film che ho scaricato che dice: ci chiediamo spesso se l'opera d'arte sia bella, invece dobbiamo sempre chiederci se sia vera" e quanto "tocchiamo" una cosa vera, anche se terribile, divnetiamo un po più coscienti anche se con un dolore in più, vogliamo sempre esserlo un po più coscienti, forse questo è un sentimento morale
RispondiEliminanotte renée
il film con yo yo ma immagino sia sarabanda di atom egoyan ...bellissimo....! ho visto le onde del destino ma non questo di garrone, cercherò di procurarmelo perchè mi hai fatto incuriosire...ciao
RispondiEliminaBuonanotte...vabbè a quest'ora chissà in quale fase del sonno stai??!! mamma mia quant'è tardi..mo' vado a dormì :)
RispondiEliminaBuongiorno gabriè, Onda ( ehi, ma tu sei un super espertone di film :) ), Aarkel (il film di cui parli tu non ha visto io, mo scarica io ),
RispondiEliminaEnza ( enzì, stai diventanto 'na tiratardi...), buondì a tutti...
Sine, so' andata a lavorà e mo so' tornata.
:)
Ho visto questo film... bellissimo:sono d'accordo, il finale è un sollievo
RispondiElimina...e comunque il vero malato oggi è proprio l'Amore...Buongiorno Renèe
RispondiEliminanon ho visto questo film ma "le onde del destino", purtroppo sì.
RispondiEliminacredo sia uno dei film che più mi ha irritato nella vita.
ai tempi l'avrei definito ciellino, ora me lo ricordo come un film misogino e, involontariamente, cattolico fondamentalista.
no, Renèe, per me l'Amore è una cosa, il Sacrificio un'altra.
e si ci sono vittime e carnefici non credo ci sia Amore ma solo masochismo sterile e autocompiaciuto.
non credo che vedrò questo film.
ciao, francesco
Stormo, mi piace quando sei d'accordo con me....:)
RispondiEliminaNo, non è l'amore ad essere malato,enza, ma sono i cristiani umani ad essere portatori insani di sentimenti.
l'amore non è un semplice gesto spontaneo, è anche una Decisione.
Francè, non sono d'accordo: "Le onde del destino" avevano ben poco di ciellino. E non mi pare di aver propagandato l'amore come sacrificio. Ma c'è qualcosa, nell'amore, che richiede uno sforzo enorme, altrimenti lo spazio condiviso diventa un banale serraglio.
RispondiEliminaSolo in questo senso, sì, c'è "sacrificio".
Un'idea, un'idea dell'amore...e, per me, rimane ancora un talento nella condivisione.
....Meglio di Claudio G. Fava...
RispondiEliminaUhmm.. mi ricorda un libro a grandi linee "Follia" di McGrath. NIKKA
RispondiEliminaJohnny, allora come critico cinematografico non so' proprio malaccio...Diciche G. Diciche, eheheheheh .
RispondiEliminaNikka, il libro da cui è tratto il film, pensa un po', si chiama: " Il cacciatore di anoressiche"...
scusa, mi sono espresso male.
RispondiEliminanon penso che tu dica Amore=Sacrificio.
Quello lo dicono Von Trier, Ratzinger e compagnia bella.
Però tu dici che si può arrivare nel fondo del baratro per amore e io non lo credo.
Se qualcuno ti porta nel baratro quel qualcuno non ti ama, questo è certo.
Un sforzo per crescere, sì, un talento nella condivisione, pure.
Il baratro no.
L'amore, almeno per me, esiste laddove non ci sono nevrosi.
E ti dirò di più, non mi piacciono i film che rappresentano, e in qualche modo giustificano o esaltano, situazioni patologiche.
Ricordi? La prima volta che ci siamo conosciuti qui in rete, abbiamo parlato di quei due film di Isabel Coixet: "la mia vita senza di me" e "la vita segreta delle parole".
Ecco, quella è l'idea di amore e condivisone che mi interessa e in cui alla fine, anche se disperatamente, credo ancora.
Francè, lo vuoi sapè che penso? Che diciamo la stessa cosa...:))))
RispondiEliminaA parte " Le onde del destino". Su tua analisi no io d'accordo. Ma ne riparleremo, se ti va :)
sera finnica, che tempo fà laggiù al nord? le renne sono in letargo? ma soprattutto, ho sentito che oggi c'erano 20 gradi!!!! come fate voi indigeni a sopportare tali temperature insolite per le vostre cime( aspetto lauta ricompensa per averti inclusa nelle cime:)
RispondiEliminaDeank, non t'allargà: so' sempre i soliti 50 euro...
RispondiElimina:)))))
Prendo nota dei filmsss e mi riinabisso...ciausss
RispondiEliminaCiao Renèe come va? Ti mando sempre il mio pensiero.
RispondiEliminaTarlo
per 50 euri ti porto pure la borsa, scherzi
RispondiEliminanon so, per ora non lo guarderò, non è questo il momento. Un bacio Renée
RispondiEliminaok, renée, ne parliamo quando vuoi.
RispondiEliminaa presto, francesco
Buongiorno a tutti tutti: enza, daniele, deank, francesco e gli altri...
RispondiEliminaLisa, prendo spunto da ciò che dici per ribadire una cosa: ho parlato di questo film perchè, nel vederlo, l'impressione è stata "forte". Lungi da me, però, il pensiero di invitarvi a vederlo: dopo, potreste darmi una botta in testa :)
e lo so...è che quando uscì non so perchè ma per vari motivi non riuscii a vederlo :-)
RispondiEliminaLise, però una cosa c'è da dire: i film a tematica amorosa stanno diventando sempre più banali, onde, per cui, adhunc, si è imposta la Moda dell'Amore orientale ( da mooooooo )...E, tra questi, uno dei miei preferiti rimane ancora "Hana Bi" di Kitano...
RispondiEliminabacetti
renée
adoro Le onde del destino... gran bel film
RispondiEliminail film di garrone non mi e' piaciuto.
RispondiEliminatroppo forzato e poco credibile.
kitano e' dio.
Codice, "Le onde..." è il film suo che amo di più...più di Dogville, più di Manderlay...
RispondiEliminaPunck, Kitano è un grande, ma non tutto suo cinema mi convince. Sai qual è la cosa che preferisco? Zatoichi, lui, finto cieco, nel Giappone dei Samurai.
a proposito di amore e di Kitano (grande!!!!!) che dire di DOLLS?
RispondiEliminaELLE
.. he i film, e d'amore,
RispondiElimina..
c'è chi sOstiene che è l'amore la patologia.. in senso buono..
un bacio REnée, buona giornata
eccomiqua
(Slog-in)
non so se questo film, a cui arrivo attraverso il tuo facebook, si riferisca all'esperienza concreta da diritto penale che ho visto qualche anno nello splendido programma sui processi (non ricordo il titolo, ricordo la faccia della bravissima giornalista/esperta).
RispondiEliminami aveva lasciato agghiacciato ed aveva alimentato il mio giustizialismo: i colpevoli vanno puniti con certezza di penae grande severità
il protagonista vero poi ammazzò la donna che voleva sottrarsi al suo iper-controllo di potere