Le parole non vanno mai in esilio

foto Vanessa Beecroft
Stessimo attenti, ci accorgeremmo
che ognuno di noi si sveglia già con una parola-chiave in testa,
che si trascina dietro un senso,
che qualcosa vorrà dire,
che richiede uno spazio particolare,
che fa i capricci perché è come una regina
che non vuole ritornare nel regno delle ombre,
se prima non ha raccontato la sua storia,
se prima non ci ha convinto a rievocare una nostra storia,
presente, passata, futura…al limite, al di là di ogni categoria
spaziale o temporale.
Perché non ascoltarla, perché?
E la mia, oggi, si chiama ESILIO…
E mi sembra di aver già capito,
ma me la terrò qua lo stesso, per tutta la giornata
e sarò sua prigioniera, e sarà mia prigioniera,
e saremo bambine che si contendono la terra,
o amanti,
o spettatrici,
chissà…
Da lei, intanto, so’ subito emersi due personaggi a me molto cari, lontani, distanti,
inconfrontabili, apparentemente, solo apparentemente però…
Ho cercato qualche loro parola…parola di un ESILIO…Dante, Céline, Céline, Dante…
Non è questa la via del ritorno in patria, o padre mio; ma se una via diversa da voi prima o poi da altri si troverà che
non deroghi alla fama e all’onore di Dante, quella non a lenti passi accetterò; che se non si entra a Firenze per una
qualche siffatta via, a Firenze non entrerò mai.
E che dunque? Forse che non vedrò dovunque la luce del sole e degli astri? Forse che non potrò meditare le dolcissime
verità dovunque sotto il cielo, se prima non mi restituisca alla città, senza gloria e anzi ignominioso per il popolo fiorentino? Né certo il pane mancherà.
Dante Alighieri, Lettera ad un amico fiorentino
La relazione tra la realtà e i miei scritti? E’ semplice mio Dio, la vita reale obiettiva mi risulta impossibile, insopportabile - mi fa diventar pazzo, idrofobo, talmente mi sembra atroce, così la traspongo, mentre sogno e vado avanti... Suppongo che si tratti all’incirca della diffusa malattia del mondo chiamata poesia... Con me pare accanirsi più ferocemente che con gli altri - Intanto sono terribilmente sensibile a certe bellezze fisiche... ballerine... ecc... mi coltivo una specie di paradiso artificiale in terra...
Louis Ferdinand Céline, Lettere dall’esilio.

Warren Zevon, Please, stay
la mia parola-chiave oggi è: estraneità.
RispondiEliminac'entra qualcosa?
ciao, francesco
Già...
RispondiEliminaNon ho mai fatto caso alla parola del risveglio..domani lo farò. Il mio primo pensiero va al sogno che ho fatto e cosa mi vuol dire, il secondo è già pericoloso :-" NIKKA
RispondiEliminaesilio, in questo periodo, purtroppo, è una parola che mi appartiene, e non l'esilio fisico, concreto, reale, ma quello da me stessa, dai miei pensieri, dal mio sentire. ti leggo sempre con grande piacere, cià.
RispondiEliminaChe casino, stamattina so' impelagatissima; ogni tanto mi affaccio al blog e vi leggo, poi mi richiamano per qualcosa da fa'...
RispondiEliminaCiao lillia, johnny, nikka, francesco...
Intanto, riflettete, mumble, mumble...
:)))
Renèe oggi è ancora più bella la tua scrittura ed io ho una parola da stamattina, fiducia..
RispondiEliminagabriele
Renéeeeeee, che mi succede oggi?
RispondiEliminaBoh..testa vuota, che dire? allora?
salutarti, ciao
Ciao gabriè, graN BELLA parola "fiducia"...
RispondiEliminaOttobrì, allora, oggi, tua parola-chiave proprio "testa vuota" è...E meno male, un continuum di "testa piena" sarebbe orribile...:)
besos
renée
d'impeto: celine sono io con una sola differenza, io non ho l'arte io dico io ma forse tutti noi abbiamo il travaglio, sì, quanto a dante, non ci crederai cara renée, ma ho qui davanti al pc la stampa della lettera all'amico fiorentino, basterebbe questa fierezza forse: quella di non voler pagare denaro agli iniqui come benefattori e forse il mondo sarebbe già un po meglio ...
RispondiEliminapoi però posso dire vero che l'oggetto più grande del tuo post più ingombrante non è l'esilio oggi ma questa idea della contesa tra te e la parolina per tutto il giorno e come tu la spieghi ...
ciao renée
sei acuto, aarkel, sei acuto...
RispondiEliminaIo ci rifletto sopra, non sembra ma ci rifletto Reneé.
RispondiEliminaSaluti cari.
Mumble, mumble...
RispondiEliminaceline ... appartiene alla schiera grande delle cose che non ho letto ... ma con una nostalgia diversa dalle altre cose che non ho letto ...
RispondiEliminadue ricordi sono infissi in me
il primo: lo stava leggendo michele nei giorni in cui decise di non essere più ... e ricordo (come una cacofonia) le parole di andrea che mi diceva "quella è arte malata sono cose che non fanno bene" ... e io dentro senza avere letto celine che dicevo "NO"
il secondo "da homo televisivus" totem di vacis e baricco che leggono qualche pagina ... e la memoria di come quelle parole disilluse toccassero quella indifesa debolezza che è forse la cosa che più intimamente dice chi siamo ...
e parafrasando una scrittrice che amo molto dico: "è bello abbandonarsi alla debolezza e non alla stupida forza"
RispondiEliminaGli utenti Viaggiatore65 e Nanndrunrutetente si mettano a riflettere sul pensatoio a destra...( al centro è già tutto occupato ).
RispondiEliminaGrazie.
:)
Aarkel continua a riflettere ovunque perchè lui è ubiquo...bene, bene
RispondiElimina:)
Arguta! Come Te faccio caso alle sfumature…
RispondiEliminaUna parola…Una sola basterà? In questa opulenza …
Una sola parola, non è un verbo, è un sostantivo…
La mia parola, "isolamento".
vania ;)
a proposito di "luoghi" però devo dire che in questi giorni mi sento pco simile ad un ovunque e mi sento terribilmente più affine, dolorosamente più affine, ad un punto, piccolissimo e concentrato, ecco essere lì in quella capocchia di splillo
RispondiEliminaVania, tesoro, pure tu mi sei diventata anonima, esci dall'isolamentooooooooo :)
RispondiEliminaAarkel, io non ci so' entrare in una capocchia di spillo, non mi fare fare contorsionismi per raggiungerti, dai...:)
anche la mia in un certo senso è esilio, cioè la vera parola sarebbe "formiche", che mi sono entrate in casa e gironzolano tranquille...
RispondiEliminaLa parola del primo mattino..."incubi",
RispondiEliminadurante la giornata ha subito una trasformazionein "fiducia", nel pomeriggio sta assumendo la forma del "coraggio" e "pazienza"...mah..è un gran casino...Buona serata amiga ;)
ognuno di noi ha il suo esilio più o meno forzato...distante da dove? da chi? a volte da se stesso...
RispondiEliminadolce esilio è la magia dei tuoi momenti poetici.....
RispondiEliminaBuongiorno ragno ( tu e le tue formiche mi avete fatto molto ridere). Enza, le parole cangianti forse sono ancora meglio...
RispondiEliminaOndalù, anche a quel tipo di exil mi riferivo, ovvio :)
Dolcissima Misspotter, chi "vede" poesia, ha poesia...
Buongiorno Renèe...stamattina sto cercando la parola "Sole"...da qualche parte dovrà pure sbucare, non credi? :) un bacione
RispondiEliminala parola chiave di oggi? calma...
RispondiElimina:-)
Tarlo
Tarlo, enza, unendo le vostre due parole chiave si ottiene 'na cosa + o - così: Cercasi Calma agitata, possibilmente con Sole...
RispondiElimina:)
signora...buongiornooo
RispondiElimina