Ciao Peppe, Padre Mio Secondo

Ieri, lo strano giorno,
è cominciata
la tua Lunga Assenza.
A noi che continuiamo a respirare,
a noi che ci inseriamo nelle macchine,
a noi che ci chiediamo il perché di cose stupide,
rimane solo una traccia, una traccia sola.
Oggi sto qui, Padre Mio Secondo, qui,
con te,
e con tutti i miei morti.
(...)
Una cosa, consistere ancora in una cosa, che sia pur quasi niente, una pietra. O anche un fiore che duri poco: ecco, questo geranio...
- Oh guarda giú, nel giardino, quel geranio rosso. Come s'accende! Perché?-
Di sera, qualche volta, nei giardini s'accende così, improvvisamente, qualche fiore; e nessuno sa spiegarsene la ragione.
L. P.
Di sera, un geranio

Ismael Lo, Tajabone
passo da te
RispondiEliminapasso sempre.
non sempre commento.
ma sempre metto il pick up sul giradischi
Un abbraccio, un geraneo, un sorriso
RispondiEliminaCiao Peppe
RispondiEliminain silenzio leggo questi meravigliosi versi...e guardo quel giardino...un saluto al tuo padre secondo...
RispondiEliminaCiao Renée, un abbraccio
RispondiElimina:-)
RispondiEliminauna traccia, una traccia sola...ed è pur tanto....
RispondiEliminaELLE
Può essere un geranio rosso o il volo di una rondine o il gabbiano posato sul ciglio di una scogliera, ogni volta ritrovo in quest'infinito i passi di quelli andati via prima di me.
RispondiEliminarenee un caro abbraccio
RispondiEliminaSono anch'io con te....con i morti che continuamente ci sussurrano
RispondiEliminaGrazie. A tutti.
RispondiEliminaZio Peppe aveva grandi baffi.
E, fin da bambina, mi ha insegnato
a guardare la vita nei suoi lati buffi.
:*
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