martedì 18 settembre 2007

A Mimmo



Sarai dolce, indolente, distratto,


quando nel sogno ti chiederò ancora una volta


di forzare il senso primo delle cose,


di andare oltre,


magari dietro l’angolo,


dove batte un altro sole,


dove nascono parole nuove,


solide come il tuo albero,


plastiche come l’argilla appena bagnata,


difficili, come il dolore,


stupide, come la vita.


Tu non lo sai, sono anni che il quotidiano rumore delle cose non è più condiviso.


Ma l’inconscio, più saggio, ti riprende, ti riporta,


con i tuoi occhi strabici,


il cappello sempre troppo piccolo per la tua testa,


la finta non-appartenenza al ritmo


di un destino semplice.


Ed io, in fondo, lo so perché succede:


sei il mio ricordo-dannazione-salvezza,


la grandezza che mi ha accompagnato,


e che, oggi, come ieri,


rende tutto più piccolo.


Altre menti, altri stili,


altre pseudo-umanità


che basta un vento lieve


per trasformare in grettezza.



 


 




























 


 


 Antony & The Johnsons, Stand Above me

16 commenti:

  1. Se per caso vi state chiedendo chi è mai questo Mimmo, ve lo dico subito: l'uomo con cui ho trascorso 10 anni della mia vita.

    Magari non gliene frega niente a nessuno. Vabbuò, io l'ho detto...

    :***

    RispondiElimina
  2. "Sarai dolce

    indolente

    distratto

    quando nel sogno

    ti chiederò ancora una volta

    di forzare il senso primo delle cose



    Tu non lo sai

    sono anni

    che il quotidiano rumore delle cose

    non è più condiviso"



    voglio solo ripeterla

    sentirla risuonare nella mia mente

    RispondiElimina
  3. Niente è certo. Solo il passato ci appartiene con la sua immortalità. Condanna e rifugio. NIKKA

    RispondiElimina
  4. Onda,

    Missmì,

    Nikka,

    Herr Doctor,

    c'è gusto a scrivere e a condividere con voi: capite sempre tutto. :***

    RispondiElimina
  5. Dicichè, quello che descrivi è un uomo bello. Mi fa quasi invidia non essere così.

    RispondiElimina
  6. è un testo musicale

    felicità se di me si scrivesse così:

    "l’inconscio, più saggio, ti riprende, ti riporta"

    intensa relazione.



    grazie per il pensiero sugli einsturzende

    RispondiElimina
  7. certo che gli hai pennellato addosso un vestito bellissimo...

    RispondiElimina
  8. Mi sa che non ho capito niente.

    Però leggerti è sempre un piacere :)

    RispondiElimina
  9. Mondipervè, io non lo so come sei, ma a ognuno è concessa la cosa più difficile: essere Uomini. :*

    AMALTEO, quanche inconscio ti riprenderà. Ma, forse, ti ha già ripreso. :*



    Qwe, forse sarai d'accordo con me, che le pennellate belle ce le costruiamo noi, scavando solchi belli nel cuore degli altri: per me un uomo è un Uomo se, qualunque cosa succeda, tu non hai l'urgenza di sfrattarlo dai tuo mondi, concreti o inconsci. :*

    Piperì, non è sempre mica necessario capire tutto. :*

    RispondiElimina
  10. renèe se lo stimi così tanto è un grande uomo.

    Anche io lo invidio un pò.

    gabriele

    RispondiElimina
  11. Gabriè, se mimmo sapesse che è un po' invidiato, se la godrebbe un po'. :*

    RispondiElimina
  12. Una descrizione dolce e malinconica, come sono le persone che hanno lasciato un'impronta sulla nostra vita.

    Michele

    RispondiElimina
  13. Michè, le persone che lasciano un'impronta buona.

    Perchè, sai, ci sono pure quelle che lasciano impronte devastanti...

    :*

    RispondiElimina
  14. Resta sempre difficile parlare di una persona importante della propria vita, anche se lontani per gli anni passati insieme si resta presenti.

    Luisa

    RispondiElimina
  15. Luisa, c'è sempre qualcosa che parla per noi...:*

    RispondiElimina