mercoledì 26 settembre 2007

Où es tu?



Eravamo piccoli, piccoli,


con le nostre periferie disegnate su fogli stracciati


e lì c’era sempre il Sole,


senza tutti i pensieri pallidi


e il freddo


e le conseguenze disastrose


delle parole inutili e perfette.


“Dammi la mano, non lasciarla,


stai con me…”


E tu mi rigiravi i capelli,


e a nessuno sembrava strano


né oltraggioso vedere le nostre vite


intrecciate


come piccoli specchi


di un’unica identità dilatata.


E dove sei ora,


che cacchio hai fatto in tutti questi anni.


C’è gente ovunque, pittori assetati di una realtà precisa,


e la dipingono e me la regalano,


ed io non la voglio,


certe volte mi assento tra le parole di noia,


ricerco la nostra piccola periferia.


Ti “vedo”.


E rivorrei le tue mani.


 





F. De Gregori, Due zingari

32 commenti:

  1. quando si parla di mani mi piace sempre;***

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  2. Dammi la mano, non lasciarla,

    stai con me…



    a volte è tutto qua l'amore...

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  3. Perché io sono io e tu non sei me?



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  4. Vallo o valla a cercare. A volte fa bene..altre no, ma val la pena correre il rischio: NIKKA

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  5. Uè, buongiorno a tutti.

    Al ritorno da scuola, ho preso un volo micidiale sulle scale. Ma niente di rotto. So' proprio brava a cadè. :*

    Shoruel, è tutto qua e non è poco.



    Boris, davvero non so rispondere...





    No Nikka, non si rincorre un passato lontanissimo. Lo si evoca...:*

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  6. se vabbè mo se chiamano mani!

    gh!

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  7. Qwe, mani. A 13 anni, il resto non esiste.

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  8. Mi piace quest'idea dell'identità dilatata ... anzi mi pare quasi di respirarla ... pensandola e chiudendo gli occhi.

    Osmin

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  9. Il ritardo con il quale vengono pubblicati i miei commenti, quasi una metafora dello spazio che devono percorrere le mie parole. Forse.

    Osmin

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  10. Osmin, è un miracolo che, da bambini, a volte si verifica.

    Il "forse" del tuo secondo commento, questa volta, ci sta bene. :*

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  11. Splinder è in rivolta: si è stufato dei commenti. :*

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  12. Io da bambino non ho mai provato questa cosa che dici. Anzi forse l'opposto. Ho il ricordo di un "io" non dico isolato, ma sicuramente tra sè e sè, il mio modo di allora di sentire gli altri, nella memoria, mi appare quasi superficilale, distante. Non ricordo vibranti emozioni. Forse solo quella della sospensione del tempo, in rapporto a qualche sventura che sarebbe potuto accadere, ma nell'istante di questa sospensione, come una forma di piacere.Fuori dalla finestra dello studio di mio padre, vedevo l'alto pioppo e i cedri. Era bellissimo.

    Osmin

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  13. Osmin non è poco quello che dici...Un'identità allargata, quasi cosmica.

    Per quella più piccola, ci sarebbe voluta la bambina adatta. :***

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  14. no, non è per niente poco

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  15. le mani. oh...a tredici anni le mani sono tutto!

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  16. Prendersi per mano è un pò assorbire la forza che ci offre il compagno.. a volte sembra mancare..però basta allungare...la mano..:)

    :*



    Ps. Renè..dovè Vania?

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  17. Renèe stai bene?

    Gabriele

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  18. Baci a:

    Shoruel ed Assunta. :*

    Esatto, Irazoqui. :*

    Quero, Vania Ha chiuso il blog.

    Gabriele, tra alti e bassi. Grazie. :*

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  19. je suis ici...buongiorno

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  20. Dicichè c'est la vie, ci si perde.

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  21. Mi mancherà..

    Buon pomeriggio Renè.. :**

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  22. Mondipervè, ci si perde, c'est la vie...:***

    Quero, magari è solo un periodo. Lo spero.

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  23. anche io mi pongo queste domande... sai che l'altra notte ho sognato Carlo, quello rettangolare, il mio compagno di banco con gli occhi verdi verdi

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  24. Sì, Lisa, ricordo quella bellissima storia...

    :*

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  25. ..è una delle mie preferite di Francesco De Gregori...anch''io ultimamente ''abbracciato alla notte''...

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  26. Quellochemanca, ovviamente, anche una delle mie. Il nick tuo, in questo post, ci sta proprio bene.

    :***

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