Où es tu?

Eravamo piccoli, piccoli,
con le nostre periferie disegnate su fogli stracciati
e lì c’era sempre il Sole,
senza tutti i pensieri pallidi
e il freddo
e le conseguenze disastrose
delle parole inutili e perfette.
“Dammi la mano, non lasciarla,
stai con me…”
E tu mi rigiravi i capelli,
e a nessuno sembrava strano
né oltraggioso vedere le nostre vite
intrecciate
come piccoli specchi
di un’unica identità dilatata.
E dove sei ora,
che cacchio hai fatto in tutti questi anni.
C’è gente ovunque, pittori assetati di una realtà precisa,
e la dipingono e me la regalano,
ed io non la voglio,
certe volte mi assento tra le parole di noia,
ricerco la nostra piccola periferia.
Ti “vedo”.
E rivorrei le tue mani.
F. De Gregori, Due zingari
quando si parla di mani mi piace sempre;***
RispondiEliminaOnda, pure a me.
RispondiElimina:***
Dammi la mano, non lasciarla,
RispondiEliminastai con me…
a volte è tutto qua l'amore...
Perché io sono io e tu non sei me?
RispondiEliminaVallo o valla a cercare. A volte fa bene..altre no, ma val la pena correre il rischio: NIKKA
RispondiEliminaUè, buongiorno a tutti.
RispondiEliminaAl ritorno da scuola, ho preso un volo micidiale sulle scale. Ma niente di rotto. So' proprio brava a cadè. :*
Shoruel, è tutto qua e non è poco.
Boris, davvero non so rispondere...
No Nikka, non si rincorre un passato lontanissimo. Lo si evoca...:*
se vabbè mo se chiamano mani!
RispondiEliminagh!
Qwe, mani. A 13 anni, il resto non esiste.
RispondiEliminaMi piace quest'idea dell'identità dilatata ... anzi mi pare quasi di respirarla ... pensandola e chiudendo gli occhi.
RispondiEliminaOsmin
Il ritardo con il quale vengono pubblicati i miei commenti, quasi una metafora dello spazio che devono percorrere le mie parole. Forse.
RispondiEliminaOsmin
Osmin, è un miracolo che, da bambini, a volte si verifica.
RispondiEliminaIl "forse" del tuo secondo commento, questa volta, ci sta bene. :*
Splinder è in rivolta: si è stufato dei commenti. :*
RispondiEliminaIo da bambino non ho mai provato questa cosa che dici. Anzi forse l'opposto. Ho il ricordo di un "io" non dico isolato, ma sicuramente tra sè e sè, il mio modo di allora di sentire gli altri, nella memoria, mi appare quasi superficilale, distante. Non ricordo vibranti emozioni. Forse solo quella della sospensione del tempo, in rapporto a qualche sventura che sarebbe potuto accadere, ma nell'istante di questa sospensione, come una forma di piacere.Fuori dalla finestra dello studio di mio padre, vedevo l'alto pioppo e i cedri. Era bellissimo.
RispondiEliminaOsmin
Osmin non è poco quello che dici...Un'identità allargata, quasi cosmica.
RispondiEliminaPer quella più piccola, ci sarebbe voluta la bambina adatta. :***
no, non è per niente poco
RispondiEliminaciao re... un bacio
RispondiEliminale mani. oh...a tredici anni le mani sono tutto!
RispondiEliminaPrendersi per mano è un pò assorbire la forza che ci offre il compagno.. a volte sembra mancare..però basta allungare...la mano..:)
RispondiElimina:*
Ps. Renè..dovè Vania?
Renèe stai bene?
RispondiEliminaGabriele
Baci a:
RispondiEliminaShoruel ed Assunta. :*
Esatto, Irazoqui. :*
Quero, Vania Ha chiuso il blog.
Gabriele, tra alti e bassi. Grazie. :*
un bacio
RispondiEliminabuona giornata
non lo so dove sto
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaje suis ici...buongiorno
RispondiEliminaBonjour, Onda. :*
RispondiEliminaDicichè c'est la vie, ci si perde.
RispondiEliminaMi mancherà..
RispondiEliminaBuon pomeriggio Renè.. :**
Mondipervè, ci si perde, c'est la vie...:***
RispondiEliminaQuero, magari è solo un periodo. Lo spero.
anche io mi pongo queste domande... sai che l'altra notte ho sognato Carlo, quello rettangolare, il mio compagno di banco con gli occhi verdi verdi
RispondiEliminaSì, Lisa, ricordo quella bellissima storia...
RispondiElimina:*
..è una delle mie preferite di Francesco De Gregori...anch''io ultimamente ''abbracciato alla notte''...
RispondiEliminaQuellochemanca, ovviamente, anche una delle mie. Il nick tuo, in questo post, ci sta proprio bene.
RispondiElimina:***