giovedì 20 settembre 2007

Voyage



Ero sul treno,


quando successe.


Tu mi tenevi la mano,


incurante degli attacchi logorroici del passeggero di fronte.


L’altro leggeva l’Idiota di Dostoevskij,


ma l’edizione non era buona.


Avrei voluto dirglielo, invece tirai fuori dallo zaino


I sotterranei del Vaticano, di Gide.


In lingua originale.


Tu mi stringevi la mano, più forte,


come se avessi percepito, prima di tutti,


la dinamica futura, minuziosamente precisa degli eventi.


Mi chiedesti ancora una volta se le parole dette


fossero vere, se le mie parole avessero il peso delle cose,


se ad ognuna di esse potesse essere associato


un sentimento quasi pensante,


se le tue mani suscitassero in me


ancora calore.


Risposi di sì, abbassando la  testa, in uno dei miei soliti attacchi di pudore.


E in quel momento valutai se tutto quel fumo che proveniva dal basso


fosse storia di ordinaria amministrazione.


“Scappiamo”.


Poi non capii più nulla, a parte la stretta dolorosa del tuo braccio,


che mi trascinava nel corridoio, tra la folla sbandata, ubriacata dal fumo,


uomini e donne di soli piedi,


e la voce di un bimbo.


Un bimbo che piangeva.


Nel preciso momento in cui mi chiedevo come si potesse tradurre


in latino “furore panico”,


tu mi buttasti fuori dal treno,


che aveva bloccato la sua corsa.


Io fissavo il cartello con la scritta: “Lodi”,


ipnotizzata, stregata.


Tu mi spiegasti che il vagon lit aveva preso fuoco.


Poi mi baciasti.


E quel tuo bacio sapeva di fumo.


Ma anche un po’ di mare.


 





Paolo Conte, Nord

30 commenti:

  1. Quando aspetto un treno mi riscopro ogni volta a pensare che in una stazione e su un treno tra qualche anno io vorrei viverci. NIKKA

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  2. riflessioni letterarie

    che evolvono

    in evento drammatico

    il pericolo scampato

    che si muta

    nell'intimità dell'amore

    sapore, odore

    eco d'altro...

    molto elegante

    raffinata invenzione romantica

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  3. "furore panico", laddove leggere e vivere si fondono. Mi capita spesso, è un'esperienza suggestiva.



    "fumo e mare", laddove il presente e il passato (o il futuro) fondono razionalità e emotività.

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  4. Nikka, che sia un treno con i graffiti...:*

    Onda, invenzione romantica? E' tutto rigorosamente vero...:*

    Sì, Joncur, così è, così...:*

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  5. bellissimo

    un testo che assomiglia a una fuga di bach

    .... fuga di bach ....

    con bacio

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  6. Grazie AMALTEO.

    Mai paragone poteva essere più gradito.

    :*

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  7. certi incendi si materializzano

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  8. cazzo il delitto alla Gide... oh renata tu si che sei inenarrabile :-)

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  9. Grace, quel giorno, ho avuto anch'io la mia botta adrenalinica. :*

    Sì, Lisa, ma su quel treno Lafcadio non c'era...:*

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  10. ma ti è successo davvero?

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  11. Sempre domande da "ncanta", direbbe tua sorella Daniela, famoso avvocato della fascia presilana

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  12. Sì,Mariafrancè, molti anni fa. Al ritorno da un viaggio a Parigi. :***

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  13. me se spezza tutto...

    cuore fegato e pure un dito!

    anche se...

    mi chiedevo...

    mentre lui parlava toccava e guardava tu leggevi?

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  14. Ahahahhahahahahhahahahaha. Qwe, sì. :*

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  15. Dicichè, a parte la bellezza del racconto, mi hai ricordato le letture dei miei 20 anni.

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  16. Mondipervè, + o - quella era l'età. :*

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  17. lo so che è vero...ma lo stile il modo come l'hai raccontato...

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  18. Onda, io so che tu sai...:***

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  19. Le parole ancorate alle sensazioni sono parole-rivelazione, il peso delle cose, sentimenti pensanti, sentimenti che agiscono in noi, non sentimenti che noi mettiamo in moto, e poi questo "sì", occhi abbassati, le mani che si stringono. Come un crescendo di intensità ... ma Diciche, davvero non ti è mai successo di porre in relazione l'incendio con quella vertigine di intensità sentimentale? Forse anche il mondo naturale sente le intensità e reagisce.

    Osmin

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  20. Quando ci si intende senza parlare!!

    Emozione unica .

    Michele

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  21. Osmin, questa ipotesi sarebbe vettrice di catastrofi, no? :***

    Emozione, Michè, emozione...:***

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  22. Splinder, ma che anonimo: io ero, oh...

    :*

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  23. Io spero non mi capiti mai di dover scappare fuori da un treno in fiamme!



    Poi mi baciasti.

    E quel tuo bacio sapeva di fumo.

    Ma anche un po’ di mare.



    molto bello questo passaggio, molto molto bello

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  24. l'ho letta piu' volte....

    :*

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  25. On, e spero ti sia piaciuto. :*

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  26. wowowow anocira qualcuno legge questo libro di Gide!!!!

    ma che bello!!!!

    chicca

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  27. Chicca, se è per questo, io e Diciche, di Gide, abbiamo letto quasi tutto...:***

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  28. Galeotto fu il sotterraneo di Gide, ma dolce fu il fumo che sprigionava il vagone. Musica di gran classe.

    Luisa

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  29. Luisa, buongiorno: i miei saluti, i miei rispetti e tre o quattro uscite surreali. Per te.

    :***

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