Voyage 

Ero sul treno,
quando successe.
Tu mi tenevi la mano,
incurante degli attacchi logorroici del passeggero di fronte.
L’altro leggeva l’Idiota di Dostoevskij,
ma l’edizione non era buona.
Avrei voluto dirglielo, invece tirai fuori dallo zaino
I sotterranei del Vaticano, di Gide.
In lingua originale.
Tu mi stringevi la mano, più forte,
come se avessi percepito, prima di tutti,
la dinamica futura, minuziosamente precisa degli eventi.
Mi chiedesti ancora una volta se le parole dette
fossero vere, se le mie parole avessero il peso delle cose,
se ad ognuna di esse potesse essere associato
un sentimento quasi pensante,
se le tue mani suscitassero in me
ancora calore.
Risposi di sì, abbassando la testa, in uno dei miei soliti attacchi di pudore.
E in quel momento valutai se tutto quel fumo che proveniva dal basso
fosse storia di ordinaria amministrazione.
“Scappiamo”.
Poi non capii più nulla, a parte la stretta dolorosa del tuo braccio,
che mi trascinava nel corridoio, tra la folla sbandata, ubriacata dal fumo,
uomini e donne di soli piedi,
e la voce di un bimbo.
Un bimbo che piangeva.
Nel preciso momento in cui mi chiedevo come si potesse tradurre
in latino “furore panico”,
tu mi buttasti fuori dal treno,
che aveva bloccato la sua corsa.
Io fissavo il cartello con la scritta: “Lodi”,
ipnotizzata, stregata.
Tu mi spiegasti che il vagon lit aveva preso fuoco.
Poi mi baciasti.
E quel tuo bacio sapeva di fumo.
Ma anche un po’ di mare.
Paolo Conte, Nord
Quando aspetto un treno mi riscopro ogni volta a pensare che in una stazione e su un treno tra qualche anno io vorrei viverci. NIKKA
RispondiEliminariflessioni letterarie
RispondiEliminache evolvono
in evento drammatico
il pericolo scampato
che si muta
nell'intimità dell'amore
sapore, odore
eco d'altro...
molto elegante
raffinata invenzione romantica
"furore panico", laddove leggere e vivere si fondono. Mi capita spesso, è un'esperienza suggestiva.
RispondiElimina"fumo e mare", laddove il presente e il passato (o il futuro) fondono razionalità e emotività.
Nikka, che sia un treno con i graffiti...:*
RispondiEliminaOnda, invenzione romantica? E' tutto rigorosamente vero...:*
Sì, Joncur, così è, così...:*
bellissimo
RispondiEliminaun testo che assomiglia a una fuga di bach
.... fuga di bach ....
con bacio
Grazie AMALTEO.
RispondiEliminaMai paragone poteva essere più gradito.
:*
certi incendi si materializzano
RispondiEliminacazzo il delitto alla Gide... oh renata tu si che sei inenarrabile :-)
RispondiEliminaGrace, quel giorno, ho avuto anch'io la mia botta adrenalinica. :*
RispondiEliminaSì, Lisa, ma su quel treno Lafcadio non c'era...:*
ma ti è successo davvero?
RispondiEliminaSempre domande da "ncanta", direbbe tua sorella Daniela, famoso avvocato della fascia presilana
RispondiEliminaSì,Mariafrancè, molti anni fa. Al ritorno da un viaggio a Parigi. :***
RispondiEliminame se spezza tutto...
RispondiEliminacuore fegato e pure un dito!
anche se...
mi chiedevo...
mentre lui parlava toccava e guardava tu leggevi?
Ahahahhahahahahhahahahaha. Qwe, sì. :*
RispondiEliminaDicichè, a parte la bellezza del racconto, mi hai ricordato le letture dei miei 20 anni.
RispondiEliminaMondipervè, + o - quella era l'età. :*
RispondiEliminalo so che è vero...ma lo stile il modo come l'hai raccontato...
RispondiEliminaOnda, io so che tu sai...:***
RispondiEliminaLe parole ancorate alle sensazioni sono parole-rivelazione, il peso delle cose, sentimenti pensanti, sentimenti che agiscono in noi, non sentimenti che noi mettiamo in moto, e poi questo "sì", occhi abbassati, le mani che si stringono. Come un crescendo di intensità ... ma Diciche, davvero non ti è mai successo di porre in relazione l'incendio con quella vertigine di intensità sentimentale? Forse anche il mondo naturale sente le intensità e reagisce.
RispondiEliminaOsmin
Quando ci si intende senza parlare!!
RispondiEliminaEmozione unica .
Michele
Osmin, questa ipotesi sarebbe vettrice di catastrofi, no? :***
RispondiEliminaEmozione, Michè, emozione...:***
Splinder, ma che anonimo: io ero, oh...
RispondiElimina:*
Io spero non mi capiti mai di dover scappare fuori da un treno in fiamme!
RispondiEliminaPoi mi baciasti.
E quel tuo bacio sapeva di fumo.
Ma anche un po’ di mare.
molto bello questo passaggio, molto molto bello
Shoruel, merci.
RispondiElimina:*
l'ho letta piu' volte....
RispondiElimina:*
On, e spero ti sia piaciuto. :*
RispondiEliminawowowow anocira qualcuno legge questo libro di Gide!!!!
RispondiEliminama che bello!!!!
chicca
Chicca, se è per questo, io e Diciche, di Gide, abbiamo letto quasi tutto...:***
RispondiEliminaGaleotto fu il sotterraneo di Gide, ma dolce fu il fumo che sprigionava il vagone. Musica di gran classe.
RispondiEliminaLuisa
Luisa, buongiorno: i miei saluti, i miei rispetti e tre o quattro uscite surreali. Per te.
RispondiElimina:***