Abitare le distanze
(grazie, Leti)

tableau armanda passos
In fondo, quasi nulla assomiglia
a quello che vogliamo.
Io lo so.
E ho perso l’insana abitudine di delegare agli altri, al vento, al mondo,
ad eventi insoliti e clamorosi
l’arrivo e la dipartita di un’emozione.
Per quanto ci si avvicini,
c’è un tasso di estraneità
che reclama il suo spazio.
E’ uno spazio freddo, di incognite,
di domande e operazioni che sfuggono al possesso.
Che se lo prendano pure il loro spazio.
Non rinuncio, per questo, all’immaginario più difficile:
costruire sul nulla, sul poco, sull’infinitesimale,
come un ingegnere, un chimico, uno scienziato.
Mia madre è qui, mi guarda, mi chiede da cosa dipendano
i miei scatti d’umore.
Io le rispondo, ridendo, che mi diverto a sfottere
la vita, a urlarle contro. Poi le dico di spostarsi
un po’ da quello spazio estraneo che non le appartiene, le accarezzo le rughe,
la ringrazio,
perché sono sicura del suo amore.

Roberto Vecchioni, Vorrei essere tua madre
( grazie a Manù, che mi ha regalato questo bellissimo brano)
... in fondo ho da far cose più serie
RispondiEliminacostruire su macerie
o mantenermi vivo...
buon pomeriggio :)
.....e io le parole :)
RispondiEliminaBoris, "Ma se io avessi previsto tutto questo,
RispondiEliminadati,cause e pretesto,
forse farei lo stesso..."
bacio
:)))
Miss, non trovi le parole, mi devo preoccupà?
RispondiElimina:)))
Credete che per questi quattro soldi
RispondiEliminae questa gloria da stronzi
avrei scritto dei post?
(parlo di quelli che scrivo io, eh:))
bacio
Boris, tranquillo,
RispondiEliminaallarghiamo pure a quello che scrivo io...
:)))
ILLUMINAZIONE
RispondiEliminaTitolo del post:
Penne all'arrabbiata!
;-)))
Non trovi un titolo perchè qualcuno lo ha rubato... se lo vuoi rivedere sano e salvo ti conviene pagare il riscatto ;-)
RispondiEliminaUn abbraccio Renèe, un grande abbraccio!
Tarlo
E' così faticoso inventarlo ed entrarci in quello spazio che anche il più piccolo elemento di disturbo ci fa digrignare i denti come un cane davanti alla sua cuccia. Lei lo sa ;) NIKKA
RispondiElimina...e si vorrebbe sentirla con altri o anche solo toccarla per un tempo un poco più lungo di un istante questa sicurezza d'amore ...ma si sa, lo spazio materno conserva la traccia di un co-abitare originario che attenua lo scarto dell'estraneità; eppure si può imparare...se penso al titolo che manca, mi viene in mente un'immagine potente, infilata da un filosofo nel titolo di un suo lavoro, questa: "Abitare la distanza" ..si, credo che si possa imparare
RispondiEliminalet :))
Ecco, Boris, quelle, con la mia fame atavica, le mangerei volentieri. Ma non c'è alcun rabbia, ora, in me. :)))
RispondiEliminaDaniele, qualcuno l'ha trovato per me. E senza alcun riscatto. :)))
Nikka e soprattutto lei non ha nulla a che vedere con il freddo di quello spazio. :)))
Leti, meravigliosa leti. E' proprio sul fatto che si possa imparare che faccio molto affidamento, cercando di ignorare qualunque ripercussione di quel freddo. :)))
impariamo insieme...:))
RispondiEliminaleti che arrosisce e sorride del fatto che questa volta trattasi di vampate..giovanili...;)
Infatti Leti è una giovanissima e arguta fanciulla. :)))
RispondiEliminanel costruire sul nulla c'è la grossa benedizione di trasformarlo il nulla...
RispondiEliminamica è detto che sia per forza qualcosa di impossibile o fittizio...
Le tue, Qwe, parole con le quali concordo pienamente. Ho usato il pronome relativo giusto, sì? :)))
RispondiEliminasempre invidiato la follia del chimico, sempre. ;-|
RispondiEliminaRagnè, io so' 'na chimica mancata, dopo 4 anni di università al CTF, ho svoltato l'angolo verso le Lettere mie. Chiamavano forte. :)))
RispondiEliminaè bella! ma ormai sono monotono nel dirlo;)*
RispondiEliminae ora conosco tua madre e il tuo amore...
Spazi all'interno dei quali coscienze-sentimenti-realtà smettono di essere gli stessi. Luoghi intensi e densi di tutto ciò che separa...
RispondiEliminaPoli a carica neutra tuttavia determinanti...
Accarezzo anch'io quelle rughe, il segno evidente di un amore infinito... ;***
vania
renata, io mi sono innamorata subito del tuo essere scienziata. e' proprio quello che vedo in te, e per me e' il massimo.
RispondiEliminae questo quadro e' meraviglioso. e tu, bhe tu, incredibile.
RispondiEliminala precisione delle parole è il più grande degli incantesimi
RispondiEliminae l'incantesimo è la chimica del desiderio, più la volontà, più le energie della vita
RispondiEliminaBuongiorno a tutti tutti.
RispondiEliminaSciocchezza del giorno: il Sole è più Sole quando l'aria è gelida. :)
Buongiorno, Onda, la mia famiglia ancora non è al completo. :)))
RispondiEliminaVania, spero che, al più presto, tu possa accarezzarle dal vivo...:)))
On, ...perchè non abiti a 5 km da me? Perchè? :)))
Grace, se le mie sono precise, le tue sono decisamente incisive. .)))
Bisogna essere molto amati per potersi permettere di spostare una persona da uno spazio che non le appartiene.
RispondiEliminaJoncur, non vedo tuo commento. vediamo se così compare. :)
RispondiEliminaJoncur, la sposto per proteggerla dal freddo. E anche questo è amore. :)
RispondiEliminaDieci spunti per Osmin in queste righe. Dieci punti sui quali il mantello della su attenzione, si impiglia. Ma l'attenzione ama impigliarsi anzi è fatta apposta. Ogni piccolo sbrego di questo mantello, è, letteralmente, non una rottura, ma un'apertura. Per cui, estraneità che reclamano spazi, la nostra disponibilità a trattare con atteggiamento molto disponibile con queste estraneità. Poi costruire sul poco e sull'infinitesimale ... stupore di Osmin. E poi delegare le emozioni, che parrebbe, detto da Osmin, frutto di una orribile lobotomia, e invece detto da Dicicheè diviene ricchezza supplementare, aggiunta, anzi, infondo, l'unica possibile.
RispondiEliminaOsmin non sa abitare le distanze e vorrebbe imparare, ma infondo la sua qualifica di apprendista senza termine finale, mica se la lascia addosso con troppa inquietudine. Osmin dice: "vedi Dicichè? vedi che mi sta bene?"
osmin, funziona tutto. Tranne che Osmin ha perso per strada una negazione: "NON DELEGARE" un' emozione, non delegare, Osmin.
RispondiElimina:)))
Osmin delega troppo al suo ego distratto ed elabora poi sugli spunti che l'ego distratto gli lascia. Così ogni tanto finisce in mezzo al deserto ... però pensa, mica male qui, e se ne sta un po al sole senza pensare che quando verrà notte farà un freddo cane.
RispondiEliminaOsmin, ascolta: due o tre post più giù c'è Olly, una bambina molto simpatica, lei è espertissima di deserti. :)))
RispondiEliminaEssi, hai un brutto carattere e sei una grande donna.
RispondiElimina:)
Bacio.
Arsenico, la prima che hai detto è terribilmente vera. :)
RispondiEliminae anche la seconda
RispondiEliminaOnda, troppo gentile sei. :)
RispondiEliminaanche tu come noi parli?;))*
RispondiEliminaOnda, qualche volta sì. :)))
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