Il supermercato? Un mito.

E’ che ero io la prima a diffondere il mito
di una vita “diversa”.
Quindi, nessuno dà molta più retta al richiamo mio
per una vita “normale.”
Dove si fa la spesa, si comprano le scarpe,
si cammina a lungo, sognando desiderando,
e forse pure piangendo, chè tanto non c’è nessuno che ti ferma.
Ecco, il mito è cambiato: sarei la donna più felice se potessi
entrare in uno schifosissimo e super affollato supermercato,
a cercare il reparto della pasta integrale,
giusto così, per avere una scorta in caso di guerra improvvisa,
o se mi tornasse voglia di cucinare per 200 persone,
con carenza organica di carboidrati.
Diciamoci la verità, in crisi da supermercato quale sono,
me ne fotterei altamente delle ideologie anti-consumismo,
scoprirei tutte le ultime schifezze iperpubblicizzate,
comparerei i prezzi,
comprerei 50 piante grasse,
speck, prosciutti, osso-buchi,
bolle di sapone,
pizza congelata
e riempirei un carrello, e poi un altro, e poi un altro, e un altro ancora.
Chiamerebbero la neuro, i responsabili, a vedere una pazza scriteriata, in empasse convulsiva da convulsivi acquisti.
(In fondo, anche l’espressione del piccolo capitalismo, dell’eccessivo, poi, ha un po’ paura.)
E pensare che c’è gente che sogna il grande amore,
l’intesa magica,
i tramonti stucchevoli sulle povere spiagge,
l’unione di spiriti
in una radura boschiva, e tutto l’apparato retorico-romantico
che mi fa vomitare, anzi mi fa schifo, allora, come adesso.
Se qualcuno mi restituisse le gambe e il mio passo veloce,
non me ne fotterebbe niente di tutto ciò.
Il Cinema, il teatro, la centralità della cultura, le manifestazioni artistiche,
i concerti sonnolenti?
Dopo, dopo…
Prima, da sola, munita di tredicesima, mi chiuderei in uno di quei luoghi là.
E ci passerei, beotamente, una giornata.
Daniele Sepe, Lunita tucumana
Tesò, io i supermercati li vedo come la peste... fatica a parcheggiare, fatica a guardare, gente che "sgomita" per rubarti dalle mani l'ultimo barattolo di pringles, file interminabili alle casse, bancomat che non funzionano...
RispondiEliminaMeglio la calma serenità del negozio vicino casa... ;-)
Un abbraccio
Tarlo
Splinder si è mangiato il commento (a proposito di supermercati e cibo)...
RispondiEliminaComunque scrivevo:
Tesò, io vedo i supermercati come il fumo negli occhi: fatica a trovar parcheggio, gente che "sgomita" per rubarti dalle mani l'ultimo pacchetto di Pringles, file interminabili alle casse, la corsa con i carrelli per arrivare prima di qualsiasi altro cliente... troppo stress, meglio la calma quotidianità del negozietto sotto casa ;-)
Un abbraccio
Tarlo
Daniè, non volevo fare l'apologia al supermercato, ma alla noia camminante. :)
RispondiElimina...E alla possibilità piena di scegliere come danzare, litigare, urlare, sclerare con il proprio tempo.
RispondiEliminaquesto post mi dice che anche tu sei dell'idea che sta solo a noi assegnare di volta in volta valore a certe cose piuttosto che ad altre, a dispetto di ogni idea o principio , magari sacrosanti - ecologici, verdi, global etc - diventati rigidi, uguali per tutti, freddi come cristalli...
RispondiEliminaun'altra bella affinità? :)))
PS: sarai mica anarchica pure tu? ;)
RispondiEliminaLeti, alla prima: assolutamente sì. Adhunc, un'altra bella affinità.
RispondiEliminaAlla seconda: probabilmente sì. Un'altra probabile affinità.
:))))
Leti, scusa, che ti devo cantare una cosa:
RispondiElimina"Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
colla speranza in cor,
e partono cantando
colla speranza in cor.
Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori,
che siamo ammanettati
al par dei malfattori;
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor,
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor."
Diciche, da bambina, impazziva per questa canzone di Pietro Gori.
Vari imput, già allora, le hanno confuso la testa. :)
Se proprio non ci vuoi andare da sola...ti ci posso portare io...vale lo stesso?
RispondiElimina:**
Sì, son convinta, è astinenza
RispondiEliminabacio Renatì :*
Stavolta però ci andiamo e compriamo... il lievito...;)
RispondiEliminaNotte, Dolcissima :**
vania
"eppur la nostra idea
RispondiEliminaè solo idea d'amor,
eppur la nostra idea
è solo idea d'amooor"...
testo ironico e di buon gusto.
RispondiEliminainterpreto che si comprende quanto sono importanti le cose "normali" quando non le si può usare
sì perchè un supermercato in fondo è "normale" un non-luogo utile e necessario
sono stato felicissimo di avere favorito il tuo incontro con perlasmarrita: vedete lo stesso paesaggio!
ciao, buoni giorni
vado nei super mercati quando ne ho voglia e non mi metto il problema, certo non mi lascio andare in acquisti pazzeschi, ma ti confesso che mi piace girare col carrello e prendere le cose. Sono attratto dalla sana volgarità popolare.....sana? chissà? però non me ne importa...e non mi piacciono quelli che stanno sempre dalla parte della ragione
RispondiEliminaEhi!
RispondiEliminaÈ solo la sindrome di Babbo Natale.
Vero?!
Giuro che se mai verrò da te sarà quella la nostra meta appena entro dalla porta di casa tua senza manco salutarti. Per adesso per favore smettila di credere di non poterlo fare più. NIKKA
RispondiEliminaBonjour à tout le mond. Per quanto stanca, uscita da un sogno buono. Non sono neanche andata a scuola. E dunque, per consequenzialità logica, Wive la France.
RispondiElimina:)
Quero, come no...:)
RispondiEliminaMissmì, acutissima astinenza. :)
Vania, e, secondo te, una volta che stiamo là, solo il livito compriamo? :)
Leti, :***
Amaltè, ma lo sai che io e Perla abitiamo ad una trentina di km di distanza? :)
Onda, manco a me. :)
Eutro, none, è una sindrome che ho tutto l'anno. Da quando so' scivolata nella categoria di Nuovi Poveri, ancora di più. (Su questo non mi permetterei di scherzare. )
Nikka, tutto si può fre, il sogno è farlo in un certo modo. Ti aspetto, yes. :)
Il supermercato ... c'è pure chi ci trova l'amore e si ferma a guardare con egli/ella il poster d'un adamitico tramonto.
RispondiEliminaJoncur, possibile, sì...:)))
RispondiEliminaOsmin ricorda un giorno di avere letto di un certo Paul Klee, che lui ha nella testa, in un'immagine non che dipinge, ma che lavora ad una cornice , artista è mani nella materia prima di tutto, che diceva una cosa tipo: oh quanto amerò quanto mi commuoverà questo solo lampione nella notte quando non ci sarò più, qualsiasi cosa che dica mondo che dica uomo è incredibilmente più preziosa di quello che a volte pensiamo mentre ci siamo .... insomma diceva una cosa così magari molto diversa da come la ha detta lui però io me la ricordo così e mi va bene scaricarne la "responsabilità" su di lui ...
RispondiEliminasì ogni cosa che dica uomo anche in quelle manifestazioni che in certi momenti ci paiono meno edificanti è preziosa in sè ... spesso ci penso al mio corpo e a tutte le cose che fa bene e facilmente e sempre più ne tasto la fortuna ...
Continua a tastarne la fortuna, Osmin. E salutami quel geniaccio di Paul Klee. E il suo lampione.
RispondiElimina"Amaltè, ma lo sai che io e Perla abitiamo ad una trentina di km di distanza? :) "
RispondiEliminama allora è vero che io sono mercuriale (talvolta)?
grazie per il passaggio da me.
lo sai che hai tirato la freccia dell'arco?
senti qui:
" ... l'ultima risposta all'interrogativo essenziale della mia esistenza:
- cosa vuol dire che è ciò che è?
- vuole dire che ciò che è è l'esserci della presenza al cospetto d'altra presenza quale è infinito della vita"
silvia montefoschi, l'ultimo tratto di percorso del pensiero uno, Zephyiro edizioni, pag. 319
baci e abbracci
Amaltè, galantuomo mio, tu, spesso, sei mercuriale. :) Mi dai buone notizie: tra le tante frecce che tiro a casaccio, qualcuna, ogni tanto, fa centro. Grazie per il pensiero della Montefoschi.
RispondiEliminativogliobè.
:)
Hanno costruito delle "città" visibili e orribili dove non vado.
RispondiEliminaMichele
Michè, sull'orribilità ed il cattivo gusto di queste "città" niente da eccepire. Ma io, da sola, non posso camminare: forse do troppo per scontato che, sta cosa, ormai la conosciate tutti. E che possiate comprendere i miei desideri paradossali.
RispondiElimina:)
Penso che quello che dici sia vero. Quando sene ha la possibilità, possimao permetterci di annoiarci al centro commerciale, di apprezzare la quiete e la tranquillità della bottega vicino casa.
RispondiEliminaE' quando non puoi fare una cosa, che la desideri.
Del resto la vita è fatta di tante cose, spesso piccole, che diamo per scontate, ma che non lo sono per niente per alcune persone.
tesò, sai che puoi fare? metterti nel carrello, come i bimbi :)))))
RispondiEliminaè che ti ci vedo lì a urlare all'impazzata per un oggetto che vuoi e che ti negano :D
bacio grande
Ti ci porto io. Ho la tua stessa sindrome.
RispondiEliminaLOST IN A SUPERMARKET
RispondiEliminaI'm all lost in a supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for the special offer
A guaranteed personality
I wasn't born so much as i fell out
Nobody seemed to notice me
We had a hedge back home in the suburb
Over which i never could see
I heard the people who live on the ceiling
Scream and fight most scarily
Hearing that noise was my first ever feeling
That's how it's been all around me
I'm all tuned in, I see all the programmes
I save coupons from packets of tea
I've got my giant hit discotheque album
I emty a bottle i feel a bit free
The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And the silence makes me lonely
And it's no hear
it disappear
THE CLASH
tesorina, sono sommersa dai libri, non passo più per quello, non scrivo nemmeno più e un po' ne spffro, ma passerà, il 19 gli esami finiranno e io starò meglio :)
RispondiEliminaIntanto ti lascio un bacio e ti dico che io no, nel supermercato non ci sprenderei la tredicesima, ma in centro commerciale forse si ;)
Un bacio tesoro
Buonasera ai dubbi (rinchiusi tra le parentesi). E alle scarpe troppo larghe delle anime belle.
RispondiElimina:)
Pyperì, è così. è così. è così. è così. :)
RispondiEliminaMiss, argh, mi sa che non c'entrerei. :)
Quellochemanca, qua i Clash sono sempre i benvenuti. :)
Topina-Shoruel, la tua assenza mi aveva un po' preoccupata. :)
Esagerato, ti avevo saltato, sindrome da dimenticanza. :)
RispondiEliminaho un prototipo pour toi :**
RispondiEliminaE io che la tredicesima l'ho già spesa, che posso fare di bello, senza soldi per andare al supermercato?!?
RispondiEliminaBuongiorno.
RispondiEliminaMiss, adhunc, siamo a posto. :)
Tranquilla Bellailee, non sei sola, ti annuncio che i 3/4 li ho spesi pure io. :)
Io ho i sogni romantici ed inoltre adoro i supermercati, il che fa di me una femmina arcaica sotto le mentite spoglie di una Donna Moderna, che se ne fotte del teatro, dell'arte, della filosofia umana e vorrebbe solo un tronco di maschio con cui fare la spesa. Ho fatto outing. Ops.
RispondiEliminaGrace, ribadisco con forza il concetto espresso sopra...:)
RispondiEliminabeotamente è un avverbio geniale...
RispondiEliminacara reneé questo post non è da te e non perché io mi senta più vicina alle persone stucchevoli che guardano un tramonto ma perché una persona come te non reagisce con questo astio al dolore, tu sei grande per altro, hai una formazione che non ti può permettere questo urlo malgrado le tue sofferenze siano enormi... io lascerei stare le persone che in modo banale osservano il tramonto, a loro ancora non sai cosa accadrà...
RispondiEliminaLisa, non lo so nemmeno se esiste, in italiano. :)
RispondiEliminaMia cara Assunta, è da molto tempo che ho smesso di aderire al "come si dovrebbe essere". Ho espresso solo cose che mi passavano nel cuore. Senza astio. E con la solita spietatezza, soprattutto nei miei riguardi. Che gli altri continuino pure a guardare i loro tramonti. Non sarà un ironico urlo a fermarli. :)