mercoledì 27 febbraio 2008

Autismi


(e, per dire certe cose, ci vorrebbero ben altre stature, ben altri fiati)



Provo schifo, a volte, spesso.


Perché il concetto di umanità sta diventando sempre più generico.


Aleatorio.


Non ho citazioni in proposito, ché troppe ce ne sono.


Non ho cose incisive da dire.


So solo che "Altro" è una parola debole, morente.


Facciamo finta che ci muoveremo dai nostri piccoli e arroccati mondi, quando


le mancanze saranno risolte.


E questa è solo malafede perché lo sappiamo che, in quanto uomini, tali mancanze non si


colmeranno mai completamente.


Non siamo Otri da riempire, siamo uomini, uomini.


Dove è finita l’arte di scoprire l’identità nella differenza, dove?


E quella di regalare parole e gesti concreti in quale fottuto


nascondiglio si è rifugiata, quando?


C’è la Signora Dimenticanza che continua a corroderci il cuore,


c’è un verbo, DIMENTICARE, che cancella in maniera indiscriminata relazioni e affetti.


E’ pietoso lo spettacolo di esseri sempre più afasici


che camminano nell’ombra.


E’ triste tutto quel calore che si disperde


in un silenzio reiterato e offeso.


Siamo così poco divertenti noi uomini,


quando non riusciamo


Più


Nemmeno


Ad essere ridicoli.



 




 

























Il mio nemico

21 commenti:

  1. E' un esercizio complesso e faticoso quello, quotidiano, di lavorare sui propri limiti, sull'incapacità di relazionarsi con la diversità dell'Altro.

    E' un... imparare a danzare sulle punte, a mantenersi in equilibrio su una fune, a rimanere in apnea più a lungo possibile; è misurare il proprio sguardo, contemplando il senso di vuoto che viene dal guardare e vedersi con gli occhi di chi si ha di fronte. Non si nasce di nuovo finché non si prova la sensazione, spiazzante, di leggersi 'attraverso' l'Altro. E a volte, così facendo, si scoprono cose stupende...



    Bentornata Renée :*

    Marinella

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  2. l'intersoggettività è un compito difficile.

    l'altro da sè come parte di sè. lo diceva bene giorgio gaber : l'appartenenza è avere gli altri dentro di sè

    compito difficile per la specie umana che è aggressiva di cultura, non solo di etologia.

    a ma capita di essere del tutto consapevole del comportamento intersoggettivo (che parte dall'accettare la differenza dell'altro) eppure di non avere le virtù per praticarlo

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  3. Credo che la casella dimenticare ci sia stata data per altri fini. E' che noi uomini siamo incompleti e maneggevoli e abbiamo la pretesa nonchè presunzione del contrario. NIKKA

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  4. beh, certo che non riuscire ad essere ridicoli dopo tanto esercizio!? il dipinto sembra Friedrich mi piace

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  5. Renata, fiato nelle tue parole ce n'è parecchio. Le tue parole sono lame.

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  6. non dimenticano più...non vedono neanche, secondo me. sono aridi e spero di non svegliarmi così un giorno, con uno di quei bei sorrisi stampati..un pensiero caldo Renatì, dormi bene

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  7. Chi decide le stature e i fiati?



    Notte, Renata :)

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  8. Buongiorno Renée ;)

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  9. La coscienza è una conquista, non è data come diritto di nascita. Al di fuori di questa conquista c'è solo dimenticanza.

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  10. Ciao cara Renée! :)

    argomento toccante per me...che non so se ci vogliano fiati, altezze e stature speciali ma non credo;quel che mi dice l'esperienza è che ci vuole invece il genere di amore più difficile; benché sembri strano, l'amore che ci vuole per sentire l'altro è l'amore di sé, per lo straniero che sono io; è una specie di amore di cui, qui, mancano modelli, che ignoriamo senza colpa perciò e temo continueremo ad ignorare, fin quando la parola straniero non smetterà di suscitare l'immagine dell'altro ma di ciascuno di noi, di chiunque...

    (scusami la prolissità, come ho detto, il tema mi tocca molto e il tuo modo di porlo ne intensifica il contatto...) :))

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  11. Buongiorno.

    Avete un po' ragione tutti quando dite che l'attenzione per l'altro parte da una grande cura per se stessi.

    Per riprendere quello che dice Letizia, che mi ricorda Julia Kristeva e il suo bellissimo "Stranieri a se stessi", il cacchio di male da curare, e che ci fa trincerare, è il non riconoscimento del tasso di estraneità che ognuno di noi si porta dentro. Lo si proietta sull'altro, lo si allontana e basterebbe solo riconoscerlo. Questo genere di muri, quando cade, non fa tanto rumore.

    E' lieve e dà sollievo all'anima.

    :)

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  12. Chiamo l'appello, attenzione:

    Acuta Marinella (c'è)

    Galantuomo Amalteo (c'è)

    Nikka ( c'è sempre, sì, anche se la vedo un po' stanca, che non si risparmia mai)

    Onda ( c'è, no friedrich, è foto)

    Esagerato ( di questa scuola è diventato un affezionato)

    Orax ( ogni tanto si assenta, ma oggi c'è)

    Un utente anonimo ( arrivato ieri sera, gli chiederemo il nome)

    Sebastiano ( lo decide l'autoconsapevolezza, se e quando c'è)

    Sergio ( c'è, lui e la sua musica infernale)

    Chameli ( c'è, ma ha l'aria sognante)

    Multiversum ( c'è e dice cose interessanti).

    Ecco.

    Finito.

    :)

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  13. sono arrivata tardi, ma prof, ho la giustificazione!!!!

    sì effettivamente è così, come bene-dicono :)) letizia e amalteo e sotto-linea :)))) renatì, la difficoltà è quel che dedichiamo a noi e che abbiamo in noi dell'altro

    muro sottile dici renata?

    vabbè torno alle mie ive (s.pl. di iva)

    smack donna arrabbiata :****

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  14. ok, Miss, giustificata.

    E' la caduta dei muri che dà sollievo, ovvio, non il loro innalzamento. :))) ma se continui a studiare solo matematica, ti devo lasciare il debito. Purtroppo, è così. :)

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  15. leggendo queste tue righe, ripenso a oggi, alla classe dove dovevo fare laboratorio di lettura e sono finita a parlare di relazionarsi, diversità e amicizie possibili...

    Chissà... speriamo non si tratti di mulini a vento, in fondo i miei piccoli hanno solo 9 anni e sono tutti da inventare, speriamo abbiano fantasia ed estro nel costruirsi da sé...

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  16. Forse non c'entra...ma per il prossimo otto marzo apriremo una manifestazione a Cosenza con uno striscione con su scritto: DIAMO VITA ALLE DIFFERENZE!

    sintonie......

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  17. Renatì, a proposito...posso usare una tua poesia per delle letture che faremo ad un sit-in? .....dimmi di sì, ti prego

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  18. Proprio questa ...questa...o altra che tu vorrai indicarmi

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  19. Sho, anche sse hanno solo 9 anni, insisti da subito. :*

    Mariafrancè, io, in quella data, non credo proprio. Ma tu utilizza tutto quello che vuoi, tutto quello che vuoi, capì? :*

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