L'anima mia, "fottutamente" professoressa. :)

L’orticaria diffusa, con una perversa concentrazione sul cuoio capelluto.
Da qui il desiderio, in quei momenti terribili, di grattarmi furiosamente la testa.
Dovunque mi trovi, en plain air, o in interni di penombra.
Non ce la faccio a tacere, ma, a volte, taccio.
Mai urtare la sensibilità altrui per una sciocchezza.
Ma la grammatica e l’ortografia davvero davvero sono sciocchezze?
Vedere il qua accentato (quà), i vari me, te, se stesso (mè, tè, sé stesso),
o i verbi fa, sa (fà, sà) conciati in questo malo modo,
e il soggetto staccato irrimediabilmente dal suo predicato
(es: la luna, mangia papaveri diurni, al posto di: la luna mangia i papaveri diurni e della sua digestione fa luce per gli amanti…)
ecco, tutto ciò profondamente mi avvilisce.
Per non parlare del povero indeterminativo UN, che, davanti al nome maschile che comincia per vocale, non va mai apostrofato.
Quando vedo scritto: UN’AQUILONE, al posto del legittimo UN AQUILONE,
mi pare che il cielo si oscuri irrimediabilmente, che una cattiva pioggia tropicale
si scagli sul povero simbolo di leggerezza, e lo porti giù, in basso,
a pezzettini, ormai inerme.
Esagero?
Può essere.
Da bambina non conoscevo il nome degli alberi.
Da adulta comprai, umilmente, un libro di botanica e finalmente potei dare un volto
alla parola ippocastano, di cui, dall’etimologia, sapevo solamente che doveva essere
un po’ cavallo e un po’ castagno.
Perché ognuno, pure se è vecchio, ha i propri anelli mancanti.
E che ci vuole a “rubare” il libro di grammatica al nipotino che fa le elementari
e, rinchiuso dentro al bagno, fare una ripassatina?
Ok, la chiudo qua. J
P.S. Tanto tempo fa conobbi un uomo, un uomo distinto, che mi aiutò telefonicamente in un percorso automobilistico alquanto impervio. La sera, dopo il viaggio, mi arrivò il suo primo sms
che recitava così: “Ai cenato?”. Ed io risposi, tranquillamente risposi: “Sì, ho cenato, ma “hai” si scrive con la acca, capì?”. Non ebbi più occasione di rincontrarlo. E meno male che non era uno irascibile, perché, anni dopo, lessi sul giornale che gli avevano dato 20 anni. Per cosa? Associazione di stampo mafioso, sì.
PS.2 Non fraintendetemi: non parlo dei nostri padri e dei nostri nonni, spesso orgogliosi dello loro quinta elementare, e che si sono spaccati la schiena di lavoro per farci studiare.
Onore a loro, sempre.
Ornella, Dettagli
"...non credo che ti voglia così tanto bene, errori di grammatica lei non ne fa e, senza errori, non si ha mai felicità....:) )
Anch'io, senza essere un professore, mi rattristo quando vedo degli errori.
RispondiEliminaAnche se, devo ammetterlo, ne commento io stesso.
Hai capito adesso perchè sono così breve quando ti lascio i commenti?
RispondiElimina...ahahahahah ... "Hai stato tu che mi sei fatta ammazzare delle risate, non me lo fossi mai creso...";)))
RispondiEliminaAh, voi prof tutte ugualiiiiii!!!! ;)
RispondiEliminaRenée, m'hai fatto proprio ridere, sta sera.
...ma anche esagerato mi ha fatto ridere... ;)
Marinella
Azz .. Ora rileggo tutti i commenti che ti ho scritto e da oggi in poi prendo esempio da esagerato :/ NIKKA
RispondiEliminaP.S. Sei proprio una proff :D
quelli che fanno di questi errori non sono i nostri padri o i nostri nonni per cui studiare era un privilegio che non potevano permettersi. sono i figli della scuola dell' obbligo. è questo il dramma.
RispondiEliminaBuongiorno. La strega vi saluta. :)
RispondiEliminaMordere, di errori ne commettiamo tutti. E' la reiterazione di quegli errori che diventa triste. :)
RispondiEliminaEsagerà, ma lanciati pure in lunghi monologhi. Poi, eventualmente, ci penserò io a...:)
Babel, il tuo? modello linguistico perfetto. :)
Marinè, non tutte uguali, no...Ho alcune colleghe che una ripassatina in bagno dovrebbero farsela pure loro...:)
Ennò, Nikka, su (senza accento sulla u), non fare così...:)Non è tanto il fatto di insegnarla la lingua, ma di amarla e di averne cura.
Ghiandaieinpicchiata, ed è per questo che, pur non insegnando nella scuola dell'obbligo, mi concedo l'essere creativa su tutto. Sulla grammatica no, la insegno come l'insegnò a me il mio Big Maestro delle elementari.:)
...Perché ognuno, pure se è vecchio, ha i propri anelli mancanti...
RispondiEliminaIo ne ho moltissimi e me ne rammarico, ma non faccio come molti giovani d'oggi -ed anche certi adulti- che ne mascherano l'assenza mettendoseli in varie parti del corpo...;-)
francesco
Esimio Prof. Catomaior, mica mi imbrogli, mica sei vecchio tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu. E tiriamo fuori gli "anelli mancanti", e vediamo quanti sono, e qualcuno recuperiamolo, va...:)))
RispondiEliminaio credo che c'entri poco l'anima "professoressa"; molto di più, specie con il mutare dei tempi e degli strumenti, c'entra la cura, c'entra il bisogno/desiderio di non interrompere la cordata del senso, riposto nel linguaggio; i nostri vecchi avevano, per questo, per mantenere e mantenersi nel senso comune la proverbialità e il dialetto, potenti collanti entrambi
RispondiElimina:)))
Ma certo, Leti, la cura, per quanto cura di uno strumento linguistico convenzionale, e, per giunta, estremamente variabile. Da bambina, registravo di nascosto i nonni, e quel loro narrare che aveva sempre, appunto, dei fantastici sensi. :)))
RispondiEliminaè poi havevi cenato? mamma chissà quanti ne faccio di errori:)))**
RispondiEliminaanzi scusa c'enato...
RispondiEliminatipo "chissà" e il punto di domanda!?
RispondiEliminaOnda, ahahahahahahahahahah. Ma dimmi, eventuali svarioni, te li dovrò segnalare? :)))))
RispondiEliminamio papà è andato a comprare il vino in enoteca e la commessa gli ha detto
RispondiElimina:-Dottore, l'altra sera sono uscita con un ragazzo, abbiamo ordinato e lui anziché il vino si è fatto portare la coca cola perché è astemio.
Dottore, io non l'ho più voluto incontrare! Posso io avere un ragazzo che beve coca cola?
Come vedi ogni mestiere instilla nei cuori di chi lo fa con passione le sue piccole grandi esigenze
Sho, molto bello l'aneddoto che hai raccontato. Sai cos'è? Che questo "tic grammaticale" lo avevo anche prima, ma molto molto prima di fare questo mestiere. DNA, forse. :)))
RispondiEliminaufffffffff sono rimasta indietro di tre post, non ho tempo per leggere ma ti lascio un bacetto :***
RispondiEliminasarà per questo che sei diventata proff?
RispondiEliminaAllora non sono psicotica a mettere il correttore ortografico più o meno ovunque?
RispondiEliminaOsmin dice: io la virgola tra predicato e soggetto spesso la metto e mi pare che ci vada pure bene non fosse per sbeffeggiare quel moto che tra il soggetto e il predicato non devi mettere??? il gatto? vero dimmi che si diceva così troppo stupido il motto quindi lecita la violazione della regola, ma è anche una questione di respiro infondo i poeti hanno l'"a capo" noi che non abbiamo l'"accapo" lo ho scritto sia attaccato che staccato così uno dei due ci ho preso abbiamo le virgole no? e quando ci viene da respirare respiriamo e mettiamo la virgola oh.
RispondiEliminaio trovo terribili solo gli errori di quelli che vogliono fare gli eruditi e citano magari in latino sbagliando ...
Ah proposito Dicihè ai fatto merenda oggi? scusa ora devo andare suonano alla porta ... oddio la polizia .. e mo che faccio Dicichè aiutatemi voi che sapete anche qualcosa di buono di me ... "arrivo arrivo arrivoooooo" ora devo andare se non mi vedrete per un po' saperete il motivo ...
RispondiEliminaCominciamo da qua.
RispondiEliminaMiss, tranquilla, si legge solo per gusto, solo se e quando se ne ha voglia. Claro. :)
Forse, shoruel, chi può dirlo, anche se a me è sembrata una cosa del tutto casuale. :)
No, Rob, non sei psicotica. :)
Osmin, per l'anima dei morti, mi hai fatto venire il mal di testa. :))) TU SEI PIENAMENTE LEGITTIMATO A SCRIVERE QUELLO CHE VUOI; COME VUOI. :)
RispondiEliminaosmin che bracca l'anima dei morti
RispondiEliminaottimo spunto per un film
:)
Miss, Osmin sembra uscito da un libro di Calvino. :)))
RispondiEliminaAdesso ti confesso una verità: il mio gianni faceva l'operaio e quando parla è da morire dal ridere...ma cosa strana io non me ne vergogno difronte ai miei parenti "intellettuali"...e poi a lui piace ascoltare le cose che scrivo e questo mi dà tanta gioia
RispondiEliminaMisspotter, il tuo gianni è una persona adorabile. E non è certo a persone come lui che mi riferivo. Lo sai, no, che sono i plurilaureati, con fior di master e specializzazioni a incappare, più spesso, negli strafalcioni. Non vorrei essere generica ma, per esperienza diretta, è così, credimi. :)
RispondiEliminauno degli effetti negativi (contro molti altri positivi) delle tecnologie internettiane è l'impoverimento linguistico. la rarefazione delle parole nelle e.mail e il deserto nei messaggini contratti degli sms ne sono il segno tangibile.
RispondiEliminaalla distanza di 50 anni, ora, apprezzo la tenacia e l'insistenza dei miei maestri e professori durante la formazione. anche se sono stato piuttosto ossessionato dal professor visconti: "in italiano non esiste l'articolo partitivo al plurale. lo usano solo i francesi". eppure è di uso assai comune oggi, come ieri
hai materializzato tutti i miei orrendi sensi di colpa. La grammatica era una delle materie in cui eccellevo, ora semplicemtne non la ricordo più. E' una di quelle cose che dico sempre di dover riprendere in mano.... e non lo faccio mai.
RispondiEliminaAmaltè, le rigidità categoriche non piacciono neanche a me. Sai cosa faccio mo? Ti regalo una cassa con articoli partitivi che, tra l'altro, ho sempre visto chic, come i francesi. :)
RispondiEliminaEcco, Grace, mo i sensi di colpa li fai venire a me, assai...:)