Interpretations

foto laurent askienazy
Mi piace questa foto.
Ci sono tanti incipit e tante fini in questa foto.
Per es, perché quel libro è dietro la sua testa?
Lei potrebbe essere caduta, magari è morta, magari sta soffrendo e su quelle pagine ci sono le ultime parole che le sono entrate dentro.
Che l’hanno penetrata, che l’hanno posseduta.
Ad esse pensava, su di esse, si diceva, sarebbe ritornata da ferma,
dopo aver preparato la cena e dato da mangiare al gatto.
Le sembrava “fondamentale” decifrare al meglio quelle parole,
perché erano troppo lineari,
perché sembravano un fumetto
di immagini evidenti,
quasi foglie.
Oppure lei non è caduta,
su quella strada piccola si è adagiata da sola,
in un mattino angusto e grigio,
aspettando un passante che non arriverà nemmeno.
Forse vuole solo gridare la sua voglia di evidenza,
forse è stanca degli invisibili che occupano i suoi giorni,
forse è stufa di ingoiare parole
che non sono mai quelle che
stava cercando.
Ma sono sempre attratta dal lieto fine improbabile.
E mi piace pensare che mentre lei cammina con il suo libro in mano
sia colta da un’improvvisa letargia.
Perché c’è un sogno urgente, un sogno che ha bisogno di essere sognato.
Più forte del grigio, dei giorni invisibili,
dei destini malamente incrociati.
E Lei si ferma lì,
incurante dei ridicoli reali,
delle cose distratte e vuote,
di quello che non è opportuno fare.
Rinnova un’astratta fiducia al mondo.
Poi, l’accoglie.

David Sylvian, Orpheus
Io quella foto la interpreto così:
RispondiEliminala ragazza si è stesa per leggere
in mezzo al marciapiedi
perché per leggere un posto è buono come un altro
tanto il libro ti porta via dal grigiore del mondo
e poi l'ha letta
lei
la frase da ripensare dolcemente
da culare
da riflettere
da vivere
e così ha portato il libro dietro la testa
e si è messa a fantasticare
e fantasticando è scivolata nel sonno
ed è un sonno meraviglioso il suo
denso di immagini
di frasi corpose
spunti
e riflessioni...
Brava, Sho. Hai risposto alla mia "provocazione". :)
RispondiEliminaAnche a me piace pensare... che mentre lei cammina con il suo libro in mano sia colta da un’improvvisa letargia. Perché c’è un sogno urgente, un sogno che ha bisogno di essere sognato.
RispondiEliminaPiù forte del grigio, dei giorni invisibili, dei destini malamente incrociati.
C'è un non so che di sensuale in queste parole... ;)*
Babel, sister, sapevo che questo passaggio ti avrebbe colpito molto.
RispondiElimina:)
No, non è solo questo il passaggio che mi colpisce, per esempio è molto particolare la foto che lascia spazio a molte interpretazioni...
RispondiEliminaAmbivalenza del senso, babel.
RispondiElimina:)
Sei bella, Renata. Io sono tornato adesso da una giornata con troppo vino.
RispondiEliminaEsagerato, un buon sonno e il vino, forse, evapora. Forse. :)
RispondiEliminaprova a girarla di 90° e cambierà, vedrai altre cose!
RispondiEliminasi gli invisibili stancano...son più invasisi dei tangibili e non si sa come tagliarli via.
lo scatto ha una valenza importante perchè lascia spazio all'essenza della fotografia...la libertà di vedere oltre l'immagine, ottima scelta
iam
Iam, ti confesso: passo molto del mio tempo nel Web, a cercare fotografi e fotografie, una specie di mania è diventata.
RispondiEliminaQuesta foto oggi mi ha fermata, supplicandomi di scrivere, da lei, qualcosa che fosse un frammento, una piccola ( o piccole) storia/e.
E non una semplice didascalia.
Bonne nuit, Iam.
:)
oh finalmente svelato il mistero delle tue fotografie. sempre e tutte così "diverse". è il risultato di una ricerca minuziosa.
RispondiEliminama poi ,lo sai perchè te l'ho già detto, è bello lo schema del tuo blog: immagine, tuo scritto, canzone e lì a sinistra i dorsi dei libri.
la ragazza era stanca. basta con quel libro! anche se la mano destra lo indica e racconta di quanto conti. la mano sinistra descrive la fatica.
ma il libro è aperto. ha da essere letto quel libro.
a suo tempo.
la mia , mi rendo conto, è una modesta interpretation
ciao, renèe
buonanotte renee. ti diro' anche per me si e' fermata prima di leggere. cerca le parole da altre parti. pero' ... mi infastidisce un po' l'asfalto, vedrei piu' aria sotto... tanto spazio... ma forse e' quello che sta realizzando
RispondiEliminaallora vai a vedere www.ashesandsnow.org, colbert è il più rande fotografo vivente di immagini emotive!
RispondiEliminala mia comunque non era solo una semplice didascalia.
iam ( un ingegnere con la macchina fotografica al posto del cuore)
la foto è bella ed è bello pensare che...
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaNotte di fulmini e saette. Stamani c'èra la neve, neve di marzo, ora già quasi squagliata.
:)
Amalteo, anch'io ho ancora da rileggere "A sud del confine, a ovest del sole". Cacchio, te l'avevo promesso. :)
RispondiEliminaOn, l'asfalto è un po' il grande simbolo dei nostri tempi, il distacco forzato, dicono "necessario", tra il corpo e la terra. :)
Iam, lo scrivere didascalie non era certo riferito alle tue parole, ma a quello che faccio io, con le foto.
Vedrò al più presto il sito da te segnalato e mi piacerebbe tanto vedere le tue foto. :)
Onda, si potrebbe pensare che...:)
Osmin oggi cerca di essere letterale. Ieri sera ha letto il post e si è detto ... no ... quella è una donna colpita ... uccisa ... E quindi la sua sensazione rispetto alle parole si è costruita non sulla base di un'assonanza ... ma sulla base di un contrasto: che importa dove è caduto il libro? i sogni di quella donna? saranno stati certo ...ma ora non più ... e così via. Oggi, in macchina Osmin, ha pensato che sì la Poesia, come atteggiamento di vita, non come atto creativo, ma come atto costruttivo ... deve essere capace di ricostruire il reale e deve avere la fierezza necessaria per affrontarlo questo reale e smentirlo ... per non farsi plagiare. Non farsi palagiare.
RispondiEliminaQuindi sì. Ora anche Osmin vede la letargia di questa donna. La letargia sognante e miracolosa.
Meno male, Osmin. Non volevo essere cupa, nè pesante. Sai, Osmin? C'è un mio amico che soffre un po' di letargia, dice che la sente arrivare. Allora, dovunque si trovi, ferma la sua vita e si abbandona a piccoli sogni che lo ricaricano. :)
RispondiEliminaE se non fosse, quella dove è adagiata, una strada? E se fosse semplicemente adagiata su una pagina ancora non scritta della sua vita? Anche il libro che ha abbandonato, sulla sua testa, ha le pagine bianche. E se stesse semplicemente assorta a riflettere su cosa scrivere nel libro della sua vita?
RispondiEliminaPerturbamento, oh che meraviglia, tu sei più ottimista di me. :)
RispondiEliminada rileggere a da presentare sul tuo blog. così lo mettiamo nel gruppo di lettura.
RispondiEliminadai: riprendi in mano il libro aperto. ad una lettrice come te basta un pomeriggio
ti ho scritto da me:
sì, renèe
sono io. in quella età di transizione fra la adulta e la vecchia
grazie per avere letto il mio giallo
buone ore, mia buona renèe
Ehhhhhh: è un mio inguaribile difetto; proprio non ce la faccio a vedere il bicchiere mezzo vuoto. A volte, per questo mio difetto, corro il rischio di esser giudicato addirittura superficiale. Vabbuò...tanto cerco di stimare i giudizi degli altri "unius assis" :)
RispondiEliminaè buffo perché non è la prima volta...perturbamento ha anticipato la percezione che subito ho avuto guardando l'immagine; a colpirmi sono state le pagine bianche del libro aperto, come in attesa, piuttosto che la dormiente..(in realtà, ahimé lo so bene, la mia è una proiezione da cattiva coscienza, cattivissima...)
RispondiElimina:)))
Amalteo, ti prego, dammi ancora un po' di tempo. Il rifiuto alla lettura, per me che ho sempre vissuto con i libri, ha veramente qualcosa di "patologico". :)
RispondiEliminaE' un buon difetto, Perturbamento. :)
Letizia, ogni tanto, le persone come te possono permetterselo di cedere alle lusinghe di "una cattiva coscienza". Che io, comunque, non vedo. E se c'è una scrittura che ti aspetta, intanto prenda una tisana. E si rilassi. :)))
Buongiorno diciche :)
RispondiEliminaBuongiorno Sho. Visto l'ultraterreno concerto? :)))
RispondiEliminail lieto fine improbabile...
RispondiEliminachissà quanti sono andati a cercarlo trovandone di impossibili...
per me quel libro stava già là...
come una trappola...
e lei fa finta di esser morta perchè lo vuole ma c'è il proprietario che sta per andare a riprenderselo... e quello è l'unico modo per farlo scappar via e rimanere da sola...
lei e il libro...
Qwe, se così fosse, grande storia d'amore. Con il libro.
RispondiEliminaE tanti passanti cinici, che scappano se uno sta male. ( realistico).
:)
che certe volte il cinismo altrui tocca pure fasselo amico no? :-)
RispondiEliminaQwe, perlomeno, bisognerebbe cercare di mediare. Ma, ti giuro, io sono proprio negata. Metto la quarta, poi la marcia indietro, poi la quinta e parlo. Di fronte ai cinici, o a coloro che si fingono tali, le lame non si trattengono. Quasi mai. :)))
RispondiEliminasecondo me i casi sono due:
RispondiEliminao è svenuta per la noia, o ha avuto una folgorazione, il libro le ha rivelato quanto da sempre voleva sapere.
Grace, preferisco la seconda che hai detto. Anche se quella non sembra proprio la via per Damasco.
RispondiElimina:)
..qualsiasi commento sarebbe superfluo..
RispondiEliminaIncantata*
tornerò
Grazie, Totta. Qui sei la benvenuta. :)))
RispondiEliminaRenata, sei un'artista.
RispondiEliminabene.abbiamo lo stesso hobby. ho una galleria di immagini invidiabile, e passo il mio tempo a cercarne altre in rete.
RispondiEliminami piace e mi rassicura la tua ultima iterpretazione della foto. eppure se la guardo attentamente vedo una donna che ha cercato di distrarsi e non pensare in tutti i modi a un fardello che ha sulle spalle. ha provato a farsi carina e uscire, vedere gente, ma niente. ha provato a leggere, ma nemmeno questo ha cambiato il suo stato. adesso se ne sta sdraiata sul pavimento con gli occhi spalancati e si dice: "se solo riuscissi a piangere, forse starei meglio. in ogni caso non ho intenzione di morire"
un concerto e basta? Ne ho visti 4!
RispondiEliminaE poi, sai, ce n'è per tutti i gusti e ci sono fiumi di birra tutti brilli e nessuno distrutto, e fumo di ottima qualità, ma non fa male, e tanto tanto amore e sesso per tutti!
Si, il paradiso non può che essere così!
Et bonsoir.
RispondiEliminaJe voudrai manger, mais je dois attendre le 19, 30. Uffà.
:)))
Anonimo bello, fosse vero...:)
RispondiEliminaGhiandaiadapicchiata, è bello rivederti qui. Vedi quante storie possibili in un'immagine? Mi viene sempre in mente il fotografo protagonista di Blow-Up, che si affanna con l'obiettivo a vivisezionare il Reale, finchè intuisce che non è possibile. La foto, al di là del suo valore documentario, somiglia molto alla poesia, nella sue essenza: raccogliere l'invisibile, definire le figure del nostro immaginario, i pensieri che vogliono uscire e quelli che perpetuamente si rintanano dentro. :)
Sho, il tuo Paradiso somiglia ad un ipotetico ritrovo per nuove generazioni di Figli dei fiori. :)))
effettivamente... ora che mi ci fai riflettere...
RispondiEliminaSho, eheheheeheheheheheh, sei deliziosa. :)
RispondiEliminaCiao renatì...hai visto che sono riuscita a mettere la musica?
RispondiEliminaAl posto dell'asfalto avrei messo un prato...anch'io propendo il sogno urgente comunque
Mariafrancè, ora vengo a vedere. :)
RispondiEliminaVorrei averti qui, tra le mie braccia.
RispondiEliminaTu sei l'essere di parole che amo.
Nella distanza. Non lo sai nemmeno che c'è qualcuno che ti ama così come me.
Stasera voglio dirtelo.
Non cambierà niente, continuerai a vivere la tua vita, ignorandomi.
Ritornerò a gustare i miei sentimenti silenti, immaginandoti forse come non sei. Continuerò a leggere le tue parole che non parleranno mai di me.
Sarai in me, con un retrogusto amaro.
Stasera volevo dirtelo e forse ho fatto male perchè come dici tu una persona esiste solo nei suoi gesti concreti.
Perdonami renée, perdona il fatto che sono solo un fantasma senza nome.
La foto non mi ha dato una sensazione piacevole. Mi è sembrata una donna caduta in una buca, come se fosse una tomba.
RispondiEliminaVa bè, che ci posso fà??
Anonimo, è vero, sei uno sconosciuto.
RispondiEliminaMa anche le parole sono gesti.
Stamattina mi hai riscaldato un po' il cuore, un po' mi hai commosso. :)
Pyperita, ma che? Mo una si deve stare a preoccupare pure di quello che vede? Ci vediamo gli abissi, stop. E chi se ne frega...:)
...a volte ci sono libri che ti entrano talmente dentro che ne resti ferito, sconquassato e sai che in fondo è ....solo letteratura!
RispondiEliminaMichele
Michele, e per me diventano anche fratelli, sorelle, suoceri/e, lamponi freschi e fidanzati.
RispondiElimina:))
Il tuo anonimo è mooolto meglio del mio! :)
RispondiEliminaS, Pyperì, mi ha scritto delle cose davvero molto belle, belle...
RispondiElimina:)
Come vola la tua fantasia (e quella di chi ti legge e commenta) osservando una semplice foto.
RispondiEliminaA me sembra caduta, quantomeno svenuta... questa sensazione mi è data dal tipo di inquadratura, dall'alto...
E' bello sognare il tuo lieto fine... mi sorprende questa letargia intesa non tanto come "malattia" piuttosto come voglia di sognare qualcosa che urge di essere sognato... io che di lieti fini non sono una specialista mi sono immaginata una donna intenta a leggere un libro, quel libro che voleva tanto, per strada mentre andava, che ne so, al lavoro, la mattina. Oppure mentre tornava a casa dopo averlo appena acquistato... poi è caduta senza nemmeno rendersi conto. Aneurisma.
Eh, bello il mio finale, eh?
E' "forte" il tuo finale, Irina. Sembra uscito da un film di Kieslowski. (regista che ho amato tanto. Vedi "Decalogo", o "La doppia vita di Veronica". ) :)
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