domenica 16 marzo 2008

Le train



 



 



 



 


Ho un treno in testa, un treno che corre, corre e non sa dove andare.


Preferisce i viaggi notturni, quando i passeggeri dormono,


e lasciano al loro fianco le domande irrisolte, le risposte logiche


che non riscaldano il cuore.


Ho un treno in testa senza macchinista,


che affronta le curve e, anche se è notte,


percepisce il rumore del mare,


l’odore della terra,


i sogni che crescono,


il gioco di due corpi che si ritrovano stanchi,


dopo la fatica del giorno vissuto senza senso.


Ho un treno in testa che vorrebbe fermarsi e invece


continua a correre, a credere nei viaggi senza meta,


nei volti senza malizia,


nei segni limpidi di quel Dio minore.


E qualcosa mi dice che è diretto,


ancora una volta,


verso Sud.


 


 


 


Roberto Cacciapaglia, Lucid Dream

49 commenti:

  1. Verso sud.



    Verso sera.



    Bonjour

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  2. Verso sera.

    Verso sud.

    Sì, Boris.

    Et bonjour.

    :)

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  3. immaginario guidato

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  4. Sebastiano, la domenica mi ricorda sempre "La Nausée" di Sartre, dove è descritta mirabilmente la passeggiata domenicale di provincia: la fuoriuscita dalla messa, le grandi scappellate di saluto, i riti un po' ipocriti, le pastarelle. A quest'ultime volentieri cederei, ma non posso farlo. :)

    Statialterati, se non fosse un po' guidato, anche là sarebbe un incidentare continuo. :)

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  5. Verso sud, verso il caldo, verso la Shoruel bambina che prende e va in vacanza così vicina al mare, così vicina alla semplicità e dentro quella faccia così settentronale c'è un cuore del sud che batte



    Io lo prendevo quel treno di notte e non dormivo, tenevo compagnia al treno, ascoltavo con lui i respiri regolari e addormentati, annusavo il mare che si avvicinava, guardavo le luci e speravo che quel viaggio non finisse mai e finisse subito



    Bellissima la musica

    Bellissimo il post

    Bellissima tu

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  6. aldiladellospecchio16 marzo 2008 alle ore 15:12

    Ricordo quanto mi piacque quel film. Figli di un dio minore, intendo.

    Ai treni saboterò i freni perchè mai in un attimo di follia la tua voglia di fermarli abbia il sopravvento :-" NIKKA

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  7. Allora Sho: Il musicista me lo ha fatto conoscere, ancora una volta, la mia amica Simona, anche lei musicista e, da qualche giorno, mia consulente musicale. Il tuo ricordo di bambina con gli occhi aperti di notte è bellissimo. Immagino quella stazione di provincia, sul tirreno calabro, sento il suo vento caldo, e tutti quegli slang da marinai fuori servizio...:)

    Nikka, allora "salvami" tu. :) A me continua a piacere William Hurt. Un giorno parlerò di un film ormai vecchiotto, con lui protagonista, che mi è rimasto dentro al cuore: "Turista per caso", di Kasdan.

    Anzi, mi chiedo perchè non ne ho mai parlato. :)

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  8. Anche io salvo solamente le pasterelle, della domenica :)



    Okè, non dirò più buona domenica.

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  9. l'odore della terra..i sogni che crescono..

    I sogni che dentro di noi vanno coltivati, innaffiati, e che ci danno ossigeno, ci fanno respirare e vivere.

    E dove ogni inverno è solo la realizzazione, e ogni primavera vede la nascita di un nuovo sogno.

    Un abbraccio



    merneith

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  10. l'altra sera ho rivisto un vecchio film, "il treno" per l'appunto, dove si cercava di salvare le opere d'arte francesi dal saccheggio nazista...alla fine l'ufficiale nazista dice all'eroe: hai vinto, hai combattuto per un qualcosa di cui nemmeno conosci il valore, tu non sai nemmeno cosa sia un quadro di Van Gogh. Burt Lancaster, in qualità di eroe, ferito è stanco, gli da una sventagliata di mitra senza risolvere l'arcano sulle sue competenze estetiche...fattostà che il tesoro è salvo...è rimasto al sud in mani più sicure:)* ciao dici

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  11. Renata, è verissimo: le risposte logiche non riscaldano il cuore. Ed è altrettanto vero che la tua testa è un trip continuo. Perchè fermarlo?

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  12. cacciapaglia !!!

    sostegno alla immaginazione

    pezzo perfetto per sovrapporsi al rollio dl treno.

    come essere in treno ... ma non su quel treno

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  13. Sebastiano, lo dico in francese, che suona meglio: le dimanche, pour moi, c'est toujours un peu triste :)

    Grazie a te, Merneith, e benvenuto:)

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  14. Sì, Onda, anch'io avevo cominciato a vederlo. Poi, come al solito, mi sono addormentata. :)

    Esagerato, solo per riposare un po'. :)

    Amalteo, Cacciapaglia, come dicevo, l'ho conosciuto da poco. Un bel viaggio anche lui. Come essere in treno e proprio su quel treno. Per me, è facile: ce l'ho in testa. :):)

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  15. Non sai quanto avrei voglia di fare un viaggio lungo in treno....Mi hai fatto venire in mente questa di Vinicio (Capossela)...



    Rubami l'amore e rubami

    il pensiero di dovermi alzare

    e ruba anche l'ombra di fico che copre

    il cicalar della comare

    che vedo bianco di calce e pale

    pigramente virare

    e ho in bocca rena di sogno

    nella rete del sonno meridiano

    che come rena

    mi fugge di mano



    Che sudati è meglio

    e il morso è più maturo

    e la fame è più fame

    e la morte è più morte

    sale e perle sulla fronte

    languida sete avara

    bellezza che succhi la volontà

    dal cielo della bocca

    bocca bacio di pesca che mangi il silenzio

    del mio cuore



    Sud

    fuga dell'anima tornare a sud

    di me

    come si torna sempre all'amor

    vivere accesi dall'afa di Luglio

    appesi al mio viaggiar

    camminando non c'è strada per andare

    che non sia di camminar



    Mescimi il vino più forte più nero

    talamo d'affanno

    occhio del mistero

    olio di giara, grilli, torre saracena

    nell'incendio della sera

    e uscire di lampare

    lentamente nel mare

    bussare alle persiane di visioni

    e di passi di anziani



    Sud

    fuga dell'anima tornare a sud

    di me

    come si torna sempre all'amor

    vivere accesi dall'afa di Luglio

    appesi al mio viaggiar

    camminando non c'è strada per andare

    che non sia di camminar



    rubami la luna e levagli

    la smorfia triste quando è piena

    e ruba anche la vergine azzurra

    che ci spia vestirci stanchi per uscire

    fresca camicia di seta in attesa

    croccante e stirata

    per lo struscio e un'orzata

    nel corso affollato in processione

    la banda attacca il suo marciar

    così va la vita...





    CAMERA A SUD

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  16. Yllo,

    pure Vinicio,

    quando non se la tira troppo,

    un gran bel viaggio è.

    Refrattaria all'inizio, molti anni fa sentii "Camera a Sud" e me ne innamorai.

    Merci pour la visite et pour le texte.

    Ti regalo, virtualmente, un trenino di latta.

    :)

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  17. grazie per essere passata.

    hai lasciato parole buone e durevoli

    baci e abbracci

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  18. AMALTEO, per ricordare Aldo Moro, per ricordare la morte ingiusta,

    la parola esce da sé.

    Ti voglio bene.

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  19. Renata, la cosa più bella delle tue parole è che lasciano un film in testa da vedere e rivedere.

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  20. Ecco, Esagerato, non potevi dirmi cosa più bella. Ho terrore delle parole che scivolano sul nulla.

    :)

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  21. Anche volendolo non riusciresti a scivolare sul "nulla", non ti appartiene ;)

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  22. Buongiorno a tutti. Mattinata un po' difficile ma, miracolosamente, incontro con persone tutte gentili. :)

    Dici, Babel? :)

    Missmì, merci. Era da tempo che il mitico pezzo non lo cantavo tutto. :)

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  23. Che musica... ho la pelle d'oca

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  24. Una copertina, Grace? :)

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  25. quando si dice che è sempre possibile cooperare...dunque tu hai un treno in testa (ci hai regalato un testo che fila proprio come il treno, voglio dire, lo si legge, immagina, vede e ascolta nello stesso tempo...) e io, io ho in testa la ferrovia; apre a sud anche il mio binario, un sud imprecisato ma decisamente sud.

    baci, leti :))

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  26. Il Sud, Leti, lo sappiamo, è una categoria dell'anima. Leti, tout bien? :)

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  27. Cacchio, Lè, qua ci serve un Punto. Da comprare, da affittare, da rivendere magari, dopo. Un Punto che metta fine ai segmenti grigi.

    Ti abbraccio, forte.

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  28. Il treno :)) lo odiavo e poi ne ho presi molti. ehi renata la sai una cosa? una volta ho chiesto ad un macchinista dell'unico regionale domodossola-milano di salire davanti a vedere com'era.... (bhe' non e' legale ma me lo ho fatto fare lo stesso per una fermata)... era una notte estiva di luna piena... e praticamente illuminava piu' la luna dei fari del treno... lui mi disse qui si naviga a vista... cioe' in pratica non si vede una mazza ma abbiamo fede che non ci sia niente ad intralciarci il cammino... (quindi il treno, in quanto tale, e' un atto di fede inconsapevole... )



    e le tue parole musica come sempre

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  29. Mi deposito un pò nel tuo treno. Oggi sono molto stanco.

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  30. Evvai non sono l'unica che viene presa per maschio!!!

    EVVIVA!



    Mere è una femmina ;-)

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  31. E' un treno che sopravviverà sempre, penso...

    bellissima

    un saluto!

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  32. C'era luce quella notte ad Istanbul...

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  33. Buongiorno a tutti.

    Mi si sono ristrette le parole: over-size. :)

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  34. Ludo, "il treno è un atto di fede inconsapevole." Ho riso molto al tuo racconto reve. :)

    Esagerato, spero oggi meglio :)

    Sho, Mere chi? :)

    Ciao Lucedivenere, benvenuta. :)

    Anonimo, bellissimo incipit. Magari lo utilizzerò. :)

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  35. Il treno...nulla di piu' poetico del treno...E' l'immagine che Gianni usa per il nostro amore...ciao Renatì

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  36. Mere diminutivo di merneith

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  37. Che viaggio in treno sia, allora, dicendo con Rodari, che:



    E' Arrivato un treno carico di....



    Nella notte di Capodanno,

    quando tutti a nanna vanno,

    è in arrivo sul primo binario

    un direttissimo straordinario,

    composto di dodici vagoni,

    tutti carichi di doni...

    sul primo vagone, sola soletta,

    c’è una simpatica vecchietta.

    Deve amar molto la pulizia

    perché una scopa le fa compagnia...

    dalla sua gerla spunta il piedino

    di una bambola o di un burattino.

    - Ho tanti nipoti -, borbotta, - ma tanti!

    e se volete sapere quanti,

    contate tutte le calze di lana

    che aspettano il dono della Befana. -

    Secondo vagone, che confusione!

    Carnevale fa il pazzerellone:

    c’è Arlecchino, c’è Colombina,

    c’è Pierrot con la sua damina,

    e accanto alle maschere d’una volta

    galoppano indiani a briglia sciolta,

    sceriffi sparano caramelle,

    astronauti lanciano stelle

    filanti, e sognano a fumetti

    come gli eroi dei loro giornaletti.

    Sul terzo vagone viaggia la primavera col vento marzolino.

    Gocce ridono e piangono sui vetri del finestrino.

    Una rondine vola,

    profuma una viola...

    tutta roba per la campagna.

    In città, tra il cemento,

    profumano soltanto i tubi di scappamento.

    Il quarto vagone è riservato

    a un pasticcere rinomato

    che prepara, per la Pasqua, le uova di cioccolato.

    Al posto del pulcino c’è la sorpresa.

    Campane di zucchero suoneranno a distesa.

    Un carico giocondo

    riempie il quinto vagone:

    tutti i fiori del mondo,

    tutti i canti di maggio...

    buon viaggio! buon viaggio!

    Giugno,

    la falce in pugno!

    Ma sul sesto vagone

    io non vedo soltanto le messi ricche e buone...

    vedo anche le pagelle:

    un po’ brutte, un po’ belle,

    un po’ gulp, un po’ squash!

    ah, che brutta invenzione, amici miei,

    quei cinque numeri prima del sei.

    Il settimo vagone è tutto sole e mare:

    affrettatevi a montare!

    Non ci sono sedili, ma ombrelloni.

    Ci si tuffa dai finestrini

    meglio che dai trampolini.

    C’è tutto l’Adriatico,

    c’è tutto il Tirreno:

    non ci sono tutti i bambini.

    Ecco perché il vagone non è pieno.

    Sull’ottavo vagone ci sono le città:

    saranno regalate

    a chi resta in città

    tutta l’estate.

    Avrà le strade a sua disposizione:

    correrà, svolterà, parcheggerà da padrone.

    A destra e a sinistra sorpasserà se stesso...

    ma di sera sarà triste lo stesso.

    Osservate sul nono vagone

    gli esami di riparazione.

    Severi, solenni come becchini...

    e se la pigliano con i bambini!

    Perché qualche volta, per cambiare,

    non sono i grandi a riparare?

    Sul decimo vagone ci sono tanti banchi,

    c’è una lavagna nera e dei gessetti bianchi.

    Dai vetri spalancati il mondo intero può entrare:

    e’ un ottimo maestro per chi lo sa ascoltare.

    Sull’undicesimo vagone c’è un buon odore di castagne,

    paesi grigi, grigie campagne

    già rassegnate al primo nebbione,

    e buoni libri da leggere a sera dopo aver spento la televisione.

    Ed ecco l’ultimo vagone,

    è fatto tutto di panettone,

    ha i cuscini di cedro candito

    e le porte di torrone.

    Appena in stazione sarà mangiato

    di buon umore e di buon appetito.

    Mangeremo anche la panca

    su cui siede a sonnecchiare Babbo Natale con la barba bianca.

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  38. Ho fatto tutto da sola, Renatì, naturalmente con i tuoi preziosi consigli....

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  39. Sho, te l'ho detto che ultimamente, in quanto a comprensione, ho perso parecchi punti. :)))

    Perturbamento, grazie, è bellissima. E Rodari, qua dentro, avrà sempre un ramo preferenziale. Sull'albero mio. :)))

    Misspotter, la mia più viva ammirazione. :)))

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  40. ma si, tutto sommato le cose importanti da capire sono ben altre :-)

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  41. Osmin ha dormito vestito, davanti alla tv accesa, con le luci accese dalle otto di ieri sera ad adesso ... Osmin in questi giorni ha passato due notti in treno, a volte quando il treno si fermava, lui si faceva un giro dove era arrivato ... erano notti "aperte" in treno, il contrario di una notte addormentato davanti alla tv, aperte a una vitalità irrisolta e vigorosa ... incomprensibile ... senza risposte logiche che a volte lo inchiodano davvero.

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  42. Osmin, davvero, io l'ammiro assai e un po' l'invidio questa tua fanciullesca vitalità. :)))

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  43. Ho finito di leggere Il treno di Simenon.

    Non so se accadrà mai ma spero che il treno non scompaia e vada sempre

    più lento.....

    Michele

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  44. La tendenza, Michele, è l'alta velocità. Però capita a volte che rivalutino delle vecchie traiettorie in disuso. Quelle lente lente, che percorrevi da bambino, perdendoti fuori dal finestrino a guardare il mare o le montagne innevate.

    :)

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