Le train




Ho un treno in testa, un treno che corre, corre e non sa dove andare.
Preferisce i viaggi notturni, quando i passeggeri dormono,
e lasciano al loro fianco le domande irrisolte, le risposte logiche
che non riscaldano il cuore.
Ho un treno in testa senza macchinista,
che affronta le curve e, anche se è notte,
percepisce il rumore del mare,
l’odore della terra,
i sogni che crescono,
il gioco di due corpi che si ritrovano stanchi,
dopo la fatica del giorno vissuto senza senso.
Ho un treno in testa che vorrebbe fermarsi e invece
continua a correre, a credere nei viaggi senza meta,
nei volti senza malizia,
nei segni limpidi di quel Dio minore.
E qualcosa mi dice che è diretto,
ancora una volta,
verso Sud.

Roberto Cacciapaglia, Lucid Dream
Verso sud.
RispondiEliminaVerso sera.
Bonjour
Verso sera.
RispondiEliminaVerso sud.
Sì, Boris.
Et bonjour.
:)
Buona domenica:)
RispondiEliminaLINK
immaginario guidato
RispondiEliminaSebastiano, la domenica mi ricorda sempre "La Nausée" di Sartre, dove è descritta mirabilmente la passeggiata domenicale di provincia: la fuoriuscita dalla messa, le grandi scappellate di saluto, i riti un po' ipocriti, le pastarelle. A quest'ultime volentieri cederei, ma non posso farlo. :)
RispondiEliminaStatialterati, se non fosse un po' guidato, anche là sarebbe un incidentare continuo. :)
Verso sud, verso il caldo, verso la Shoruel bambina che prende e va in vacanza così vicina al mare, così vicina alla semplicità e dentro quella faccia così settentronale c'è un cuore del sud che batte
RispondiEliminaIo lo prendevo quel treno di notte e non dormivo, tenevo compagnia al treno, ascoltavo con lui i respiri regolari e addormentati, annusavo il mare che si avvicinava, guardavo le luci e speravo che quel viaggio non finisse mai e finisse subito
Bellissima la musica
Bellissimo il post
Bellissima tu
Ricordo quanto mi piacque quel film. Figli di un dio minore, intendo.
RispondiEliminaAi treni saboterò i freni perchè mai in un attimo di follia la tua voglia di fermarli abbia il sopravvento :-" NIKKA
Allora Sho: Il musicista me lo ha fatto conoscere, ancora una volta, la mia amica Simona, anche lei musicista e, da qualche giorno, mia consulente musicale. Il tuo ricordo di bambina con gli occhi aperti di notte è bellissimo. Immagino quella stazione di provincia, sul tirreno calabro, sento il suo vento caldo, e tutti quegli slang da marinai fuori servizio...:)
RispondiEliminaNikka, allora "salvami" tu. :) A me continua a piacere William Hurt. Un giorno parlerò di un film ormai vecchiotto, con lui protagonista, che mi è rimasto dentro al cuore: "Turista per caso", di Kasdan.
Anzi, mi chiedo perchè non ne ho mai parlato. :)
Anche io salvo solamente le pasterelle, della domenica :)
RispondiEliminaOkè, non dirò più buona domenica.
l'odore della terra..i sogni che crescono..
RispondiEliminaI sogni che dentro di noi vanno coltivati, innaffiati, e che ci danno ossigeno, ci fanno respirare e vivere.
E dove ogni inverno è solo la realizzazione, e ogni primavera vede la nascita di un nuovo sogno.
Un abbraccio
merneith
l'altra sera ho rivisto un vecchio film, "il treno" per l'appunto, dove si cercava di salvare le opere d'arte francesi dal saccheggio nazista...alla fine l'ufficiale nazista dice all'eroe: hai vinto, hai combattuto per un qualcosa di cui nemmeno conosci il valore, tu non sai nemmeno cosa sia un quadro di Van Gogh. Burt Lancaster, in qualità di eroe, ferito è stanco, gli da una sventagliata di mitra senza risolvere l'arcano sulle sue competenze estetiche...fattostà che il tesoro è salvo...è rimasto al sud in mani più sicure:)* ciao dici
RispondiEliminaRenata, è verissimo: le risposte logiche non riscaldano il cuore. Ed è altrettanto vero che la tua testa è un trip continuo. Perchè fermarlo?
RispondiEliminacacciapaglia !!!
RispondiEliminasostegno alla immaginazione
pezzo perfetto per sovrapporsi al rollio dl treno.
come essere in treno ... ma non su quel treno
Sebastiano, lo dico in francese, che suona meglio: le dimanche, pour moi, c'est toujours un peu triste :)
RispondiEliminaGrazie a te, Merneith, e benvenuto:)
Sì, Onda, anch'io avevo cominciato a vederlo. Poi, come al solito, mi sono addormentata. :)
RispondiEliminaEsagerato, solo per riposare un po'. :)
Amalteo, Cacciapaglia, come dicevo, l'ho conosciuto da poco. Un bel viaggio anche lui. Come essere in treno e proprio su quel treno. Per me, è facile: ce l'ho in testa. :):)
Non sai quanto avrei voglia di fare un viaggio lungo in treno....Mi hai fatto venire in mente questa di Vinicio (Capossela)...
RispondiEliminaRubami l'amore e rubami
il pensiero di dovermi alzare
e ruba anche l'ombra di fico che copre
il cicalar della comare
che vedo bianco di calce e pale
pigramente virare
e ho in bocca rena di sogno
nella rete del sonno meridiano
che come rena
mi fugge di mano
Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore
Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar
Mescimi il vino più forte più nero
talamo d'affanno
occhio del mistero
olio di giara, grilli, torre saracena
nell'incendio della sera
e uscire di lampare
lentamente nel mare
bussare alle persiane di visioni
e di passi di anziani
Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar
rubami la luna e levagli
la smorfia triste quando è piena
e ruba anche la vergine azzurra
che ci spia vestirci stanchi per uscire
fresca camicia di seta in attesa
croccante e stirata
per lo struscio e un'orzata
nel corso affollato in processione
la banda attacca il suo marciar
così va la vita...
CAMERA A SUD
Yllo,
RispondiEliminapure Vinicio,
quando non se la tira troppo,
un gran bel viaggio è.
Refrattaria all'inizio, molti anni fa sentii "Camera a Sud" e me ne innamorai.
Merci pour la visite et pour le texte.
Ti regalo, virtualmente, un trenino di latta.
:)
grazie per essere passata.
RispondiEliminahai lasciato parole buone e durevoli
baci e abbracci
AMALTEO, per ricordare Aldo Moro, per ricordare la morte ingiusta,
RispondiEliminala parola esce da sé.
Ti voglio bene.
Renata, la cosa più bella delle tue parole è che lasciano un film in testa da vedere e rivedere.
RispondiEliminaEcco, Esagerato, non potevi dirmi cosa più bella. Ho terrore delle parole che scivolano sul nulla.
RispondiElimina:)
Anche volendolo non riusciresti a scivolare sul "nulla", non ti appartiene ;)
RispondiEliminaBuongiorno a tutti. Mattinata un po' difficile ma, miracolosamente, incontro con persone tutte gentili. :)
RispondiEliminaDici, Babel? :)
Missmì, merci. Era da tempo che il mitico pezzo non lo cantavo tutto. :)
Che musica... ho la pelle d'oca
RispondiEliminaUna copertina, Grace? :)
RispondiEliminaquando si dice che è sempre possibile cooperare...dunque tu hai un treno in testa (ci hai regalato un testo che fila proprio come il treno, voglio dire, lo si legge, immagina, vede e ascolta nello stesso tempo...) e io, io ho in testa la ferrovia; apre a sud anche il mio binario, un sud imprecisato ma decisamente sud.
RispondiEliminabaci, leti :))
Il Sud, Leti, lo sappiamo, è una categoria dell'anima. Leti, tout bien? :)
RispondiElimina...insomma...
RispondiEliminaCacchio, Lè, qua ci serve un Punto. Da comprare, da affittare, da rivendere magari, dopo. Un Punto che metta fine ai segmenti grigi.
RispondiEliminaTi abbraccio, forte.
Il treno :)) lo odiavo e poi ne ho presi molti. ehi renata la sai una cosa? una volta ho chiesto ad un macchinista dell'unico regionale domodossola-milano di salire davanti a vedere com'era.... (bhe' non e' legale ma me lo ho fatto fare lo stesso per una fermata)... era una notte estiva di luna piena... e praticamente illuminava piu' la luna dei fari del treno... lui mi disse qui si naviga a vista... cioe' in pratica non si vede una mazza ma abbiamo fede che non ci sia niente ad intralciarci il cammino... (quindi il treno, in quanto tale, e' un atto di fede inconsapevole... )
RispondiEliminae le tue parole musica come sempre
Mi deposito un pò nel tuo treno. Oggi sono molto stanco.
RispondiEliminaEvvai non sono l'unica che viene presa per maschio!!!
RispondiEliminaEVVIVA!
Mere è una femmina ;-)
E' un treno che sopravviverà sempre, penso...
RispondiEliminabellissima
un saluto!
C'era luce quella notte ad Istanbul...
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaMi si sono ristrette le parole: over-size. :)
Ludo, "il treno è un atto di fede inconsapevole." Ho riso molto al tuo racconto reve. :)
RispondiEliminaEsagerato, spero oggi meglio :)
Sho, Mere chi? :)
Ciao Lucedivenere, benvenuta. :)
Anonimo, bellissimo incipit. Magari lo utilizzerò. :)
Il treno...nulla di piu' poetico del treno...E' l'immagine che Gianni usa per il nostro amore...ciao Renatì
RispondiEliminaMariafrancè...:)
RispondiEliminaMere diminutivo di merneith
RispondiEliminaChe viaggio in treno sia, allora, dicendo con Rodari, che:
RispondiEliminaE' Arrivato un treno carico di....
Nella notte di Capodanno,
quando tutti a nanna vanno,
è in arrivo sul primo binario
un direttissimo straordinario,
composto di dodici vagoni,
tutti carichi di doni...
sul primo vagone, sola soletta,
c’è una simpatica vecchietta.
Deve amar molto la pulizia
perché una scopa le fa compagnia...
dalla sua gerla spunta il piedino
di una bambola o di un burattino.
- Ho tanti nipoti -, borbotta, - ma tanti!
e se volete sapere quanti,
contate tutte le calze di lana
che aspettano il dono della Befana. -
Secondo vagone, che confusione!
Carnevale fa il pazzerellone:
c’è Arlecchino, c’è Colombina,
c’è Pierrot con la sua damina,
e accanto alle maschere d’una volta
galoppano indiani a briglia sciolta,
sceriffi sparano caramelle,
astronauti lanciano stelle
filanti, e sognano a fumetti
come gli eroi dei loro giornaletti.
Sul terzo vagone viaggia la primavera col vento marzolino.
Gocce ridono e piangono sui vetri del finestrino.
Una rondine vola,
profuma una viola...
tutta roba per la campagna.
In città, tra il cemento,
profumano soltanto i tubi di scappamento.
Il quarto vagone è riservato
a un pasticcere rinomato
che prepara, per la Pasqua, le uova di cioccolato.
Al posto del pulcino c’è la sorpresa.
Campane di zucchero suoneranno a distesa.
Un carico giocondo
riempie il quinto vagone:
tutti i fiori del mondo,
tutti i canti di maggio...
buon viaggio! buon viaggio!
Giugno,
la falce in pugno!
Ma sul sesto vagone
io non vedo soltanto le messi ricche e buone...
vedo anche le pagelle:
un po’ brutte, un po’ belle,
un po’ gulp, un po’ squash!
ah, che brutta invenzione, amici miei,
quei cinque numeri prima del sei.
Il settimo vagone è tutto sole e mare:
affrettatevi a montare!
Non ci sono sedili, ma ombrelloni.
Ci si tuffa dai finestrini
meglio che dai trampolini.
C’è tutto l’Adriatico,
c’è tutto il Tirreno:
non ci sono tutti i bambini.
Ecco perché il vagone non è pieno.
Sull’ottavo vagone ci sono le città:
saranno regalate
a chi resta in città
tutta l’estate.
Avrà le strade a sua disposizione:
correrà, svolterà, parcheggerà da padrone.
A destra e a sinistra sorpasserà se stesso...
ma di sera sarà triste lo stesso.
Osservate sul nono vagone
gli esami di riparazione.
Severi, solenni come becchini...
e se la pigliano con i bambini!
Perché qualche volta, per cambiare,
non sono i grandi a riparare?
Sul decimo vagone ci sono tanti banchi,
c’è una lavagna nera e dei gessetti bianchi.
Dai vetri spalancati il mondo intero può entrare:
e’ un ottimo maestro per chi lo sa ascoltare.
Sull’undicesimo vagone c’è un buon odore di castagne,
paesi grigi, grigie campagne
già rassegnate al primo nebbione,
e buoni libri da leggere a sera dopo aver spento la televisione.
Ed ecco l’ultimo vagone,
è fatto tutto di panettone,
ha i cuscini di cedro candito
e le porte di torrone.
Appena in stazione sarà mangiato
di buon umore e di buon appetito.
Mangeremo anche la panca
su cui siede a sonnecchiare Babbo Natale con la barba bianca.
Ho fatto tutto da sola, Renatì, naturalmente con i tuoi preziosi consigli....
RispondiEliminaSho, te l'ho detto che ultimamente, in quanto a comprensione, ho perso parecchi punti. :)))
RispondiEliminaPerturbamento, grazie, è bellissima. E Rodari, qua dentro, avrà sempre un ramo preferenziale. Sull'albero mio. :)))
Misspotter, la mia più viva ammirazione. :)))
ma si, tutto sommato le cose importanti da capire sono ben altre :-)
RispondiEliminaSho, je t'adore. :)))
RispondiEliminaOsmin ha dormito vestito, davanti alla tv accesa, con le luci accese dalle otto di ieri sera ad adesso ... Osmin in questi giorni ha passato due notti in treno, a volte quando il treno si fermava, lui si faceva un giro dove era arrivato ... erano notti "aperte" in treno, il contrario di una notte addormentato davanti alla tv, aperte a una vitalità irrisolta e vigorosa ... incomprensibile ... senza risposte logiche che a volte lo inchiodano davvero.
RispondiEliminaOsmin, davvero, io l'ammiro assai e un po' l'invidio questa tua fanciullesca vitalità. :)))
RispondiEliminaHo finito di leggere Il treno di Simenon.
RispondiEliminaNon so se accadrà mai ma spero che il treno non scompaia e vada sempre
più lento.....
Michele
La tendenza, Michele, è l'alta velocità. Però capita a volte che rivalutino delle vecchie traiettorie in disuso. Quelle lente lente, che percorrevi da bambino, perdendoti fuori dal finestrino a guardare il mare o le montagne innevate.
RispondiElimina:)
Ciuff ciuff.
RispondiElimina