Minima Moralia
( "L'intelligenza è una categoria morale" T.A.)

foto Daniel Milnor
Io e la mia vita ci fermiamo
sulla solita panchina.
Là, mangiando noccioline, osserviamo le vite degli altri: funamboli,
guerriglieri, acrobati, buffoni, giardini che si credono deserti
e deserti che si credono giardini.
Lei dice che le periferie sono assai più belle di un qualunque centro,
ed io confermo.
Io e la mia vita chiamiamo questo luogo : “ flusso-naturale-di-buoni- propositi”.
Qui alita la nostra speranza bella.
E ci promettiamo che faremo dei nostri battiti un esempio,
dei passi scalcinati la nostra montagna già scalata,
di quattro note abbattute e sparse la nostra sinfonia.
Io e la mia vita ci fermiamo a lungo senza noia.
E’ il cane spelacchiato che ci piscia addosso
a ricordarci che non siamo alberi,
che ci hanno affidato un nome,
che c’è sempre un momento
in cui
bisogna
alzarsi
E ritornare.
J

Ivano Fossati, L'angelo e la pazienza
Uhhhhh: quanti ricordi quelle noccioline! Ora per me son veleno, ma quanti esami ho preparato fra noccioline e birra (ora che ci penso: sarà per questo che c'ho messo undici anni a laurearmi? ero sempre troppo ubriaco?)
RispondiEliminaSarà per questo, perturbamè.:)
RispondiEliminac'è sempre un momento in cui rialzarsi...si. meglio che me lo scrivo, così non cederò alla tentazione di rimanere su quella panchina. un abbraccio Renatì bella
RispondiEliminatra i guerriglieri...è un momento così, mi ci riconosco :))
RispondiEliminahai scritto le tue cose belle, sono tante, non me le voglio perdere; tra una battaglia e l'altra saranno la giusta pausa, come il riposo del guerriero
(stai meglio vero Renée??. ) :))
Orax, Diciche dice che se c'è il sole su quella panchina puoi rimanere ancora un po'. :)
RispondiEliminaE dunque, Leti, sei tornata. E meno male. Sarai sicuramente una guerrigliera necessaria, chè le tue armi sono parole. Hai qua dentro una chaise-longue alla Paolina Bonaparte, da usare quando vuoi. Io? Ancora mezza sorda, con qualche piccolo attacco di panico e una fiducia che cresce. :)
Noto con piacere che ti sei ripresa alla grande, Renà :)
RispondiEliminaMerci, Monsieur Borisblè. :)))
RispondiEliminaproprio ieri, mentre andavo a vedere il film di Mereu, un cane tenuto da un lungo guinzaglio si dirigeva verso me..."signora non mi vorrà pisciare!?" a volte non mi so stare zitto..."macché pisciare, e pisciare, lui vuole giocare..." " si, per gioco volevo dire..." del film ne parlerò un'altra volta;) ciao dici
RispondiEliminaEddai, Onda, pure se il cane si faceva una pisciatina sulle tue scarpe non cadeva mica il mondo, no? :)))
RispondiEliminaDe rien, Madamoiselle Diciché :)))
RispondiEliminaio seduta sulla panchina faccio fatica a starci: troppo irrequieta... però posso urlare al cielo che sono la regina dei venti lanciando il mio aquilone più in alto di tutti mentre tu mangi noccioline e pensi che sono pazza furiosa, tanto la follia è una virtù ;-)
RispondiEliminaBoris, :)))
RispondiEliminaSho, pure la panchina è inventata. Ma davvero ci passavo le ore. Un tempo. Il discorso su che cos'è la follia? Terribilmente complesso, terribilmente affascinante. Però, visto che su questa mia panchina ti ci sei seduta, e sei distratta dal cielo, ATTENTA AL CANE, Sho. :)
Renata fammi posto. Mi siedo anch'io.
RispondiEliminaquesto è un bellissimo testo... gaber ci avrebbe scritto una canzone.
RispondiEliminaTarlo
uè posso appoggiare un attimo la testa lì, su quella panchina?
RispondiEliminaAncora senza voce, ti dico che è splendido quello che hai scritto.
RispondiEliminaDeserti che si credono giardini... Hai idea di quanti ne becco ogni giorno?!?!?
Marinella :**
Posso sostare un po’ su questa panchina, insieme a Voi? Ho appena finito di stendere su due file tutti i “farò” mai portati a termine e la “volontà” di non voler rinunciare a nulla… o quasi.
RispondiEliminaUna breve pausa, giusto il tempo di ricordare che non sono albero e del nome che mi hanno affidato…
Notte Sister, senza ansia... lo ricorderò ;)*
infatti no! ma avrei dovuto guardare il film con l'umido ai piedi, ed era piuttosto lungo:))*
RispondiEliminaRenee, ti ci vedo in questa panchina! E' primavera, c'e' quasi caldo. Non so perche' ma sento lo Schiaccianoci nelle tue parole
RispondiEliminaEh sì.. Quando il cane ci fa pipì sui piedi arriva quella consapevolezza.. ma nel frattempo deve comportarsi come un gatto, star lì buona rilassata dimenticata e sonnacchiosa a riposare e vivere. NIKKA
RispondiEliminaEhi...Renatì...mi vuoi con te?
RispondiEliminaSulla panchina, ci sto anch'io, vero!?
"Qui alita la nostra speranza bella.
E ci promettiamo che faremo dei nostri battiti un esempio,
dei passi scalcinati la nostra montagna già scalata,
di quattro note abbattute e sparse la nostra sinfonia"
Meravigliosa Renée, poesia!
Un abbraccio
Adesso capisco perchè il mio piccolo raggio sgangherato quando lo porto al parco continua a girare e rigirare intorno a quella panchina là ....
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RispondiEliminaSi va be'!!
Ma c'era bisogno di spezzare la caviglia a quel pover'uomo????
Magari voleva solo scambiare due chiacchiere, fare amicizia,
o cercava compagnia per osservare gli altri!!!!
Sei proprio sicura che fosse un malintezionato?!?!?!?!
Buongiorno.
RispondiEliminaMa voi ce l'avete mai il nerboso?
:)
Esagerato, vieni. :)
RispondiEliminaOnore sempre al maestro Gaber, Daniele, sempre. :)
Missmirror, sì. :)
Marinella, dì la verità, sono fastidiosi assai, ve'? :)
Babel, siediti pure sulle mie gambe. Senza ansia. :)
Nuove esperienze, Onda. :)
Ludo, Lo Schiaccianoci è in te, nei tuoi occhi. :)
RispondiEliminaNikka, a riposare e a vivere. Oggi, queste due cose insieme si percepiscono quasi come un ossimoro. Noi sappiamo che non è così. :)
Certo, Ottobre, vieni. :)
Osmin, al tuo raggio sgangherato non metterai mica il collare, ve'? :)
Eutrone, a quel passante nessuno ha spezzato la caviglia. Si è seduto sulla panchina e si è rilassato totalmente. Mi sa che ha dormito pure un po' :)
Le pause sono quelle che si evitano ma quando arrivano ci accorgiamo del loro bisogno.
RispondiEliminaMichele
Michele, una sottrazione al formalismo imperante o alle sfilacciature più devastanti.
RispondiEliminaCerto che no. Amo sai? mettere i capelli contro il muso di raggio sgangherato e intanto passargli le dita tra il pelo del collo sai? sussurrandogli insulti indicibili con il tuono più dolce del mondo.
RispondiEliminacon il tono, anche se ssussurrare con il tuono non è male
RispondiEliminacome non è male, del resto, sussurrare con quattro esse
RispondiEliminaOsmin, il solito, grandioso casinista. :)
RispondiEliminaCon questo tepore, e questa sonnolenza, sulla panchina adesso mi troverei benissimo.
RispondiEliminauè cane, no, non da me, va pure a far pipì da ondalunga!
RispondiEliminaTi ci vedo Pyperì. Hai anche uno scialle azzurro. :)
RispondiEliminaSho, 'sto povero cane, davanti a tutti questi matti sulla panchina, lo vedo un po' disorientato. :)
la panchina è una magnifica metafora della vita.
RispondiEliminaogni tanto ci fermiamo e guardiamo gli altri muoversi.
li osserviamo come se fossimo degli antropologi
ciao carissima
renee! buongiorno! (torno per una settimana!! non in italia ma cmq vicino)
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaOvvietà: se mi distraggo, mi sento meno sorda. :)
Grazie, Elwin Passante...:)
RispondiEliminaAmalteo, amico mio, speriamo che si risolva quella cosa che oggi ti stringe un po' il cuore...:)
Chissà dove andrai, Ludo...:)
potentissima
RispondiEliminaa.
A., sempre bontà tua. :)
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