Brava! tu, bella la lettera! l'ho letta con un pochino di fatica, magari qualcosa te la chiedo: Maria dov'è, non c'è più, o è rimasta fuori? questo non l'ho capito bene. Bello il brano! Austero! (forse ripulito dei toni più popolari) ciao )**
Babel, il siciliano tuo è così parente del calabro mio...Tu forse sarai una delle poche a capire che ho detto. :)))
Aura, bene, allora sei riuscita a leggerlo pure tu. Ti immaginavo Gran-Lombarda. :)))
Allora, Onda, chiedi pure che t'illumino. Per l'ipotetca festa in paese nell'anno 1950, dall'America, era tornato solo lui, per mancanza di soldi. Se poi mi vuoi chiedere cosa significa, per es.,"uocchi svacantati", ecco, ti accontento: "occhi roteanti e vuoti".
I miei nonni materni sono stati in America, erano rientrati ancora bambini. Mia nonna che è quella che ho conosciuto (ero piccolo per ricordarmi del nonno) era stata in Brasile. Io stesso ho conosciuto emigranti in Germania e in Australia, un tempo, dal paese, partivano tutti!
Onda, sappiamo bene come ora il trend sia contrario, adesso arrivano.
E sono ESSENZIALI i rumeni, i russi, i polacchi, che lavorano come operai o come badanti. E non lo dico per alimentare retoriche o giusto per dire. Io non so come farei, senza la ragazza rumena che fa le pulizie.E l'altra volta piangeva che, a breve, senza permesso di soggiorno, se ne dovrà andare.
Ghiandaia, ovviamente, non sei più chiara, in quanto sicula, ma "cara". :)))
Marinè, da questo momento in poi, ti autorizzo a chiamarmi donna-anguria. I giorni esprimono la stagione nuova e si cambia vestito. Rosso, comunque rosso, salentina bella. :)))
Meno male, Esagerà, pensa se trasmettevo solo angoscia...:)
Polisemico rosso, Marinè, me gusta...:)
Gugl, credo, ma tu lo sai meglio di me, che le donne di una volta, ad ogni latitudine, curassero con estrema dedizione il corredo nelle casce. Ehi, grazie Gù. Rilancio? tre baci, va...:)
No, di cosce calabre non ne avevo proprio parlato.
Negli anni '50, però, credo davvero fossero "opzioni fortemente intime".
Io, per es, ho ricevuto in eredità dalla nonna materna un set di mutandoni di lino. Li usavo come pantaloni estivi, perchè ogni paio di essi arrivava fino ai piedi.
Io credo che ci siano cose che ci legano indelebilmente alla nostra terra e credo che il dolore del distacco dall'amore e quello del distacco dalla propria terra siano dolori grandi, incolmabili per molti versi.
Triste il destino di quest'uomo che non può vivere un momento di gioia completa per l'assenza di una o dell'altra amata, ma stupendi i versi e liberatorio il suono del tamburo che come una magia riesce a rendere presenti gli assenti, maria in questo caso (ed estendendo il senso sono certa che riuscirebbe a rendere presente anche la terra natia anche se non vi si fosse)
Bellissima, Renée, bella bella, struggente, come i canti popolari, quelli che raccontano la vita vera, quella realtà difficile da vivere e apparentemente facile da raccontare.
hai capito perfettamente cosa volevo dire con le mie due paroline del commento: le fughe solo astratte mi fanno un po' paura. :)
In quanto ai fiori di zucca, è chiaro che il 15 è una voluta iperbole meridionale. E poi, non sia mai, uccidere crudelmente nell'olio fritto il legittimo amore tra il fiore maschio e il fiore femmina! :))) ti abbraccio.
Sono una donna al 100%, che ama le persone, tutte!
...e se uno si sofferma solo un attimo a leggere ciò che ispiri...beh...in quel momento si sente orgoglioso di far parte di questa comunità...che a prescindere dal piacere del cazzeggio, sa anche esprimere con spessore, senza scadere nell'ovvio.
Certo che io sono proprio una "scema storica". Ho speso 1.200 euro per mettere i condizionatori e riesco a tenerli accesi poco e ad un minimo di 27 gradi. Appena scendo un po', mi viene subito voglia di accendere i riscaldamenti e di fare l'albero di Natale.
Da dieci minuti due tipi nell'appartamento di fronte stanno litigando. Vorrei fartela sentire quest'aria di 'sana romanità'. Così, solo per sentirti ridere di cuore. Magari ci scriveresti un pezzo di teatro. Di quelli tuoi...
N’amuri comu ‘na valvula di carbonio dintra o cori,
RispondiEliminae leggiri, l’occhi ca prima eranu spirduti… si incunu di suli…
I manu si torciunu p’arraggia di nunn’aviri st’ammuri….
E' bella assai, DonnaCerasa. ;)
Ho cercato di scegliere versi che mi piacessero particolarmente.
RispondiElimina_Tutta questa poesia è un puro godimento._
Grazie.
Ti sorrido, Renata.
Aura
Brava! tu, bella la lettera! l'ho letta con un pochino di fatica, magari qualcosa te la chiedo: Maria dov'è, non c'è più, o è rimasta fuori? questo non l'ho capito bene. Bello il brano! Austero! (forse ripulito dei toni più popolari) ciao )**
RispondiEliminaBuongiorno.
RispondiEliminaAl mare siete? In montagna? Dormite forse, o...?
:))
Babel, il siciliano tuo è così parente del calabro mio...Tu forse sarai una delle poche a capire che ho detto. :)))
RispondiEliminaAura, bene, allora sei riuscita a leggerlo pure tu. Ti immaginavo Gran-Lombarda. :)))
Allora, Onda, chiedi pure che t'illumino. Per l'ipotetca festa in paese nell'anno 1950, dall'America, era tornato solo lui, per mancanza di soldi. Se poi mi vuoi chiedere cosa significa, per es.,"uocchi svacantati", ecco, ti accontento: "occhi roteanti e vuoti".
"Tannu", invece è un avverbio, "allora".
:)))
I miei nonni materni sono stati in America, erano rientrati ancora bambini. Mia nonna che è quella che ho conosciuto (ero piccolo per ricordarmi del nonno) era stata in Brasile. Io stesso ho conosciuto emigranti in Germania e in Australia, un tempo, dal paese, partivano tutti!
RispondiEliminauna delle cose belle dei confini
RispondiEliminasapendo poi che la bellezza non ha dialetto
e dove c'è spirito buono, c'è la lingua giusta, esatta, perfetta, per dire quanto va detto...
Onda, sappiamo bene come ora il trend sia contrario, adesso arrivano.
RispondiEliminaE sono ESSENZIALI i rumeni, i russi, i polacchi, che lavorano come operai o come badanti. E non lo dico per alimentare retoriche o giusto per dire. Io non so come farei, senza la ragazza rumena che fa le pulizie.E l'altra volta piangeva che, a breve, senza permesso di soggiorno, se ne dovrà andare.
Grazie, Ramificazioni. Lo sai, sì, che la penso esattamente come te?
RispondiElimina:)
...anche io la penso come voi..
RispondiEliminae mi godo questi suoni di parole e di vite precedenti .:))
io ho capito tutta la lettera (sicula sono, ehhhh!) e sono contenta che entrando non mi sono beccata il solito virus
RispondiEliminarileggerti è proprio bello
ciao tesorina :*
Letì, tanto tu e la tua bella testa capireste tutto, persino l'arabo...:)))
RispondiEliminaGhiandaia carissima, in quanto sicula ancora più chiara, ti annuncio, ufficialmente ti annuncio, che il virus è stato ormai debellato. Capì? :)))
Meraviglia!!! Parola dopo parola, frase dopo frase sai tessere emozioni.
RispondiElimina'Donna-cerasa', duce comu lu mele è la vuce tua...
Marinella :*
Ghiandaia, ovviamente, non sei più chiara, in quanto sicula, ma "cara". :)))
RispondiEliminaMarinè, da questo momento in poi, ti autorizzo a chiamarmi donna-anguria. I giorni esprimono la stagione nuova e si cambia vestito. Rosso, comunque rosso, salentina bella. :)))
sempre esagerata! ...i dialetti nordici mica li capisco, il lumbard no l'intiendo, per fare un esempio a caso ;))
RispondiEliminaHo capito tutto.
RispondiEliminaTu sai trasmettere emozioni e questo mi fa sentire vivo.
Sì, rosso con tutto il suo carico polisemico. Mi piace, donna-anguria!
RispondiEliminaMarinella :))))
"l’adduru ‘e pulitu dinte ‘e casce": questa cosa succede solo alle donne calabre? :-)
RispondiEliminagugl
anche a me è piaciuto, donna-cerasa
RispondiEliminagugl
Letì, il lumbard no l'intiendo manco io. :)
RispondiEliminaMeno male, Esagerà, pensa se trasmettevo solo angoscia...:)
Polisemico rosso, Marinè, me gusta...:)
Gugl, credo, ma tu lo sai meglio di me, che le donne di una volta, ad ogni latitudine, curassero con estrema dedizione il corredo nelle casce. Ehi, grazie Gù. Rilancio? tre baci, va...:)
renèe, sarà il caldo (e magari qualcos'altro) ma avevo letto "cosce"! :-)
RispondiEliminagugl
Gugl, ahahahahahahahhhhhahahahahahahahahahahahah.
RispondiEliminaNo, di cosce calabre non ne avevo proprio parlato.
Negli anni '50, però, credo davvero fossero "opzioni fortemente intime".
Io, per es, ho ricevuto in eredità dalla nonna materna un set di mutandoni di lino. Li usavo come pantaloni estivi, perchè ogni paio di essi arrivava fino ai piedi.
:)))
Sei perverso, sei, ahahahhhahahahhahahah.
;)
E mi hai fatto ridere, assà.
Dici, è meravigliosa! Davvero!
RispondiEliminaIo credo che ci siano cose che ci legano indelebilmente alla nostra terra e credo che il dolore del distacco dall'amore e quello del distacco dalla propria terra siano dolori grandi, incolmabili per molti versi.
Triste il destino di quest'uomo che non può vivere un momento di gioia completa per l'assenza di una o dell'altra amata, ma stupendi i versi e liberatorio il suono del tamburo che come una magia riesce a rendere presenti gli assenti, maria in questo caso (ed estendendo il senso sono certa che riuscirebbe a rendere presente anche la terra natia anche se non vi si fosse)
Ah, il potere della musica!
L'ho capita tutta senza un aiutino. E' che dove non si capisce la passione si intuisce.. NIKKA
RispondiEliminaBellissima, Renée, bella bella, struggente, come i canti popolari, quelli che raccontano la vita vera, quella realtà difficile da vivere e apparentemente facile da raccontare.
RispondiElimina"Ntru sule simu nati, Marì, ntru sule ame morì"
Noi,
del sud,
Noi,
delle isole
Le mie radici rumene non mi aiutano, Renata ...
RispondiEliminaforse detta dalla voce tua riuscirei a interpolare di più ...
:)
L'ho letta tutta...con una pronuncia oscena... e l'ho capita.
RispondiEliminaCredo che ci sia una lingua universale...quella che non ha bisogno di traduzione, anche se di un altro dialetto.
"....e tu, puru cussì luntana, tu si ccu mmie, balli ccu mmie."
Ci sono cose che avvicinano :)
Molto bella.
RispondiEliminaRoby
molto bella. il dialetto è come una pennellata spessa.
RispondiEliminaBuonasera.
RispondiEliminaPigra, un po' indolente, attraverso i giorni.
Sono in vacanza e dormo molto.
Il corpo, le sue esigenze.
No sensi di colpa.
Le realtà ai margini.
E' stato un anno duro.
Me lo merito un po' di riposo.
Credo, pure voi.
:)
C'è una certa soddisfazione ad avere tanti amici nordici
RispondiEliminache riescono a penetrare lo spirito
della tua lingua.
Grazie.
:)
Sho, è così, come dici tu. Quel suono alimenta il possibile. :)
RispondiEliminaNikka, e questo tipo di passione, di intenso, è un desiderio che davvero va oltre ogni linguaggio. E il tuo intuito, beh, lo conosciamo. :)
Ottobre, e la categoria di un Sud, geografico, mentale, come potrebbe fare a meno delle Isole? :)
Yksor, tradurrò per te questo ed anche altro. :)
Quero, i sentimenti, come dici tu, non hanno bisogno di traduzione. E poi, tu sei una donna del Nord, ma lontanissima dal "nordico"., mi pare. :)
Roby, grazie. :)
RobCapponi, bellissima similitudine, bella...:)
di ritorno dall'orto/giardino per un saluto fuori tema
RispondiEliminati ho scritto:
ciao renèe
eccomi di nuovo nella "tantacolare" (carlo emilio gadda) città
è un grande privilegio poter unire lavoro intellettuale e lavoro manuale.
il contatto con la terra compensa ogni fuga in avanti della dimensione intellettualistico-astratta
ti rispondo qui anche per i fiori di zucca.
ci sono vari impedimenti alla tua ricetta, almeno per le nostre abitudini (non per noi del nord, ma per me e luciana).
15 fiori a testa dfrauderebbero eccessivamante le nostra piante.
e poi come farebbe il fiore maschio a fecondare il fiore femmina?
infine: i fritti sono letali per il nostro metabolismo in po' incerto (calcoli alla cistifellea io, problemi digestici cronici lei)
insomma: meglio in fotografia!
grazie per i passaggio
Amalteo,
RispondiEliminahai capito perfettamente cosa volevo dire con le mie due paroline del commento: le fughe solo astratte mi fanno un po' paura. :)
In quanto ai fiori di zucca, è chiaro che il 15 è una voluta iperbole meridionale. E poi, non sia mai, uccidere crudelmente nell'olio fritto il legittimo amore tra il fiore maschio e il fiore femmina! :))) ti abbraccio.
Sono una donna al 100%, che ama le persone, tutte!
RispondiElimina...e se uno si sofferma solo un attimo a leggere ciò che ispiri...beh...in quel momento si sente orgoglioso di far parte di questa comunità...che a prescindere dal piacere del cazzeggio, sa anche esprimere con spessore, senza scadere nell'ovvio.
Il linguaggio universale...quello del rispetto.
:)
sottoscrivo quero, non avrei saputo dirlo meglio
RispondiEliminai frati trappisti innalzano a dio le loro birre al doppio malto...
RispondiElimina:)
buona vacanza!
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaCerto che io sono proprio una "scema storica". Ho speso 1.200 euro per mettere i condizionatori e riesco a tenerli accesi poco e ad un minimo di 27 gradi. Appena scendo un po', mi viene subito voglia di accendere i riscaldamenti e di fare l'albero di Natale.
:)
Quero, di questo, il merito è vostro, lo sapete, sì? :)
RispondiEliminaSho, :***
RobCapponi, vivaIddio, pure i frati trappisti si so' adeguati...Buona vacanza a te. Dietro ti porti Lost o Dostoevskij? :)
Renatì, buongiorno!
RispondiEliminaDa dieci minuti due tipi nell'appartamento di fronte stanno litigando. Vorrei fartela sentire quest'aria di 'sana romanità'. Così, solo per sentirti ridere di cuore. Magari ci scriveresti un pezzo di teatro. Di quelli tuoi...
Marinella :*
Marinè, "La finestra di fronte". Optzek ci ha già fatto un film, ma io, cavoli, ci tirerei su un pezzo tragicomico.
RispondiEliminaE rideremmo insieme.
:)
Condizionatori? Naaaaaa: basta deumidificare. Un saluto. Io parto.
RispondiEliminaPerturbamè, adesso che ci penso, l'opzione "deumidificare" là dentro c'è.
RispondiEliminaBon voyage, mon ami.
:)
E' proprio un piacere leggere dei versi, anche se tristi, in vernacolo.
RispondiEliminaNe sentivo la mancanza.
Ciao Michele.
Grazie, Michele. Tristi, sì, un po'. Ma il finale sul "possibile", a suo modo, è pur sempre "un lieto fine", no?
RispondiElimina:)
La mia "familia" ha sangue misto, Diciche.
RispondiEliminaQuale è il mio nord e quale è il mio sud?
Amo il nord.
Amo il sud.
Ti auguro nuovamente
buona notte.
Sorriso
Aura
In fondo, Aura, ciascuno di noi ha un Nord, un Sud, a cui guardare. Da ritrovare. :)
RispondiElimina