e forse è così che si accumulano in te diciche non vengono e poi accumulate accumulate ancora
diciche non vengono e poi finalmente rompono la diga e travolgono lo sguardo e il cuore di chi legge, anche a volo d'uccello come ho fatto io ora, ... l'ho letto questo post senza soffermarmi come in volo sulla foresta ... diciche non vengono ....
si è così diciche, paiono contrapporsi, a vanno per la stessa via, ecco perché la retorica andrebbe recuperata e insegnata (insieme alla logica) a partire dalle elementari e anche da prima :-)
bene! sai che a volte, anzi spesso, per la verità quasi sempre, insomma sempre! colgo il ritmo, la musicalità, di uno scritto, dove risiede il significato profondo della composizione, dove le parole amano adagiarsi e trovare la loro fluidità...l'ho sentito, questo ritmo delle parole, farsi senso
sono magnetiche queste tue parole gravide di parole che ancora non vogliono uscire..forse i testi più belli sono proprio i testi "ambulanti" (l'espressione purtroppo non è mia ma se ne fossi capace sarebbe certamente la mia) , come questo tuo testo-annuncio di un tumulto interno
Di chiunque essa sia, la definizione "testo ambulante" è grandiosa. Ed io già vedo tutte le parole di quel testo alzarsi la mattina presto, vestirsi in maniera un po' bizzarra per andare a vendere cianfrusaglie nei mercati.
mangiando pane e salsiccia e parlando uno strano slang.
Un po' come facevo anch'io, tanti anni fa, quando ero una PAROLA IPERATTIVA, in un testo vivace. Grazie, Lè.
Spezzato il rapporto tra le parole e le cose in cui credevano le epoche precedenti, bisogna sempre di nuovo cercare di saldare le parole alla vita. Talvolta, poi, ci ritroviamo di fronte alla vita che si allontana da noi e sappiamo che dobbiamo lasciarla andare. Più spesso, tentiamo di afferrarla, di fermarla ancora un po' e le parliamo con le parole più forti che abbiamo a disposizione. Vorremmo sempre che dall'altra parte si desse uno sguardo penetrante e fermo, che attraversasse la coltre di fumo che ci separa dall'anima indagatrice e distratta, per vederla finalmente raggiungere i più risposti segreti; e vorremmo che venissero da lì, da quell'anima assorta e distratta, le parole; noi vorremmo assoluta purezza e concentrazione e attenzione per tutti i moti della nostra anima; vorremmo che si sapesse tutto di noi, ma che se ne parlasse solo a bassa voce, magari nell'altra stanza, senza farci avvertire alcunché, per non sentire violato il Segreto; vorremo poter bisbigliare all'occorrenza piccoli sentimenti e piccole verità, che arrivassero però a toccare l'anima altrui e valessero quanto sogni e speranze; vorremmo sentirci felici per le parole trovate e corrisposte. Essere abbracciati dalla voce che cerca e si insinua e trova sempre la strada. E che non si allontana, se non per poco, per tornare a dire sempre di nuovo che primavera è tornata anche per noi.
Ti auguro, Renée, buoni giorni, come dice amalteo: luce e calore, penombra e canto. Che giungano a te solo voci amiche.
Kensington, di quello che dico me ne assumo piena responsabilità. Sono poche, molto poche le persone che sanno ascoltare le parole altrui, e ridare loro vita, così come fai tu. E il tuo augurio me lo tengo stretto, ho molto da fare, ne ho bisogno. Grazie, amico. :)
Yksor, dalle mie parti, si chiama: " 'u pitture". Mio nonno era uno di questi. Ma lui era un vero artista: dipingeva sul soffitto delle vecchie case motivi meravigliosi. Dopo la sua morte, tra i suoi libri, ho trovato i modelli di carta che utilizzava. E li conservo ancora oggi, gelosamente. :)
Mentre ti scrivo, sto stilando a mano le ultime relazioni di Italiano e Latino dell'ultimo anno scolastico della mia carriera: ieri è stato l'ultimo giorno di lezione per me; mercoledì e giovedì, gli ultimi scrutini; corsi di recupero e poi pensione.
La mia mente sta già correndo. Ho ordinato una macchina a metano, tengo sempre aperte le Home Page delle compagnie aeree, domani passo a comprare un navigatore satellitare. All'inizio dell'anno avevo proposto al preside un viaggio ad Auschwitz per tutta la scuola; inspiegabilmente, non è stato possibile andare: subito dopo il corso di recupero di latino, parto per Cracovia.
Nel frattempo, sprofondo nelle letture che non ho potuto godermi fin qui e ascolto musica di giorno e di notte.
Come ebbe modo di dire un collega di matematica particolarmente caustico anni fa, mi dedicherò ai lavori socialmente inutili.
In realtà, mi aspetta la cooperativa per il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicomani che ho fondato due anni fa, alla quale potrò dedicarmi completamente. Se non ci ripenserò, me ne andrò anche un po' nelle sedi lontane in cui Exodus è presente: in Madagascar o in Patagonia, in Bolivia o in Eritrea. Mi interesserebbe molto fare i lavori più umili, per continuare a dare senso alla mia vita. Vorrei andare lontano dalla vergognosa ricchezza in cui ci annoiamo noi, a chiedere un po' perdono a chi non ha di che vivere.
Tu non smettere di pensare che sei una persona meravigliosa. Lo testimoniano le persone che passano a trovarti ogni giorno. Ti abbraccio delicatamente. Gabriele.
Gabriele, leggo le tue parole e mi commuovo. Una cosa che assomiglia un po' al pianto. Io amo le persone che stimo, come fanno i bambini, con istinto selvaggio e caparbietà. Dovunque andrai, dovunque tu sarai, porterai margini di fiducia, io lo so. Ma ti prego, te lo dico con il cuore, non staccarti totalmente dalle persone che qui ti hanno amato, attraverso le tue parole, mai banali, generose, mai lasciate al caso. Sono tante le persone, ed io tra queste.
Se potrai, se vorrai, continua a darci segnali sul tuo "vagabondare fertile".
tu sei nel web - assieme ad altri adulti che non giocano con l'esistenza altrui, nascondendosi - la prova che è possibile comunicare, dialogare, scambiarsi emozioni, materiali, idee..., ancorché a distanza.
Ti ho trascurata solo a causa degli impegni di scuola e di associazione (i tossici a volte intasano la mente). Quando poi sono riuscito ad affacciarmi, è stato come tornare in un mondo familiare, straordinariamente ricco e fertile. Tu non hai bisogno di elogi e lodi e orazioni con lapide nel foro: sarai consapevole della tua grandezza. Ai miei alunni ho sempre detto scherzando - ma non troppo, direi! - che dobbiamo essere consapevoli della nostra grandezza (morale). L'affetto che si raduna intorno a te è segno tangibile della tua grande umanità. L'unico rammarico è dato dal fatto che non sia possibile incontrarsi veramente, ma la vita riserva ogni tanto delle sorprese. Ho imparato nel web che questa è cosa che non si può assolutamente chiedere, addirittura non bisogna nemmeno pensarla.
Per quanto mi riguarda, essendo un serial killer serio, non posso esimermi dal pensare ogni tanto che mi piacerebbe incontrare amalteo, prisma e gli altri con i quali più duratura si è rivelata la consuetudine dello scambio di opinioni: per un serial killer incline alla malinconia come me è poco, ma mi accontento per ora. Spero sempre che il tempo vi convinca del fatto che sono innocuo, in modo da potermi intrufolare nelle vostre case con il pretesto di un the, per potervi poi strangolare con comodo, senza dare troppo nell'occhio. Per ora ti abbraccio appena un po', con la speranza di poterti abbracciare con più forza un giorno. Non ti perderò di vista.
Devi sapere che io e la mia famiglia siamo un po' "inversi" e amiamo i serial-killers, specie se malinconici. Quando bussano, apriamo loro la porta, mia madre apparecchia la tavola, mio padre, logorroico, comincia a parlare, io me ne sto un po' in disparte e osservo. I fratelli sposati, con prole, subdorando l'ipotetico odore del sangue, anche se non chiamati, accorrono. E si comincia a mangiare le meraviglie della terra calabra, mentre mio cognato Giovanni, che di mestiere fa l'attore, se ne esce con qualcuno dei suoi numeri. Spuntano bottiglie di vino a volontà, gli intrecci dialogici e di gruppo confondono la testa a tutti, specie al povero serial killer malcapitato che, dopo, se ne va, pieno di pacchi, contento e felice, dimenticando di ammazzarci, ovvio.
ritorno e mi centellino il conversare empatico fra te e kensington.
renèe: la donna del trittico. foto/testo surrealista/canzone. la donna che sentiva nina simone in un bar di amsterdam. conviene sempre approdare qui
kensington: chi lo conosce sa del suo vagare inquieto e malinconico. le sue parole, poi , vanno ascoltate con attenzione. sembra che ne pesi la bontà grammo su grammo. e che lui sia buono mi sembra lo dicano bene i guaiti dolci della cagna bionda.
oggi, renèe, metti a tema il linguaggio.
qualche decennio fa dicevo al mio psicanalista (sono salvo per una analisi): "non riesco a scrivere", "non trovo le parole".
ecco, reneè: mi rispose più o meno come hai scritto tu.
le parole riaffiorano quando la nostra parte profonda ne reclama l'espressione.
i blog ed i post tendono - talvolta - a banalizzare lo spirito "sacro" delle parole. per la velocità, la rapidità, la fretta.
tu qui poni la relazione fra le parole ed il corpo che le esprimono.
è una questione oggettiva
queste tecnologie semplici (semplici per noi utilizzatori, più complesse sotto il profilo tecnico di chi le progetta) hanno una doppiezza: uniscono persone che stanno in punti diversi della terra, svincolandole dalla corporeità.
si guadagna in relazioni comunicative, si perde in concretezza corporea.
ma c'è differenza, secondo te, da quei ponderosi epistolari ottocenteschi, quando autori e a mici e amanti si scrivevano lungamante con tempi di consegna lunghissimi e distanze geografiche e temporali immense?
anche lì c'era frattura.
solo che il tempo intercorrente fra lettera e lettera giovava alla qualità della scrittura
mi dico, quasi con stupore, che qualcosa di buono, in questa o nelle altre vite, l'avrò combinata, per avere intorno anche qui, su un semplice blog, persone come te, come voi, non solo pensanti, no, e lì scatta la differenza: siete capaci di emozioni, consapevoli o meno che siano, non esitate a regalare parti intime di voi, riabilitate il linguaggio dalla scialbezza al quale sembra condannato, donate, vi donate.
Per questo, e per molto altro ancora, grazie galantuomo Amalteo, amico mio.
Sai io non sono un gran chiacchierone...nel senso che non amo particolarmente il linguaggio parlato...ma ultimamente sto scoprendo che a volte le parole...quelle dette parlano alre parole che non si dicono...che si nascondono...timide...tra tuttociò che puo essere pronunciato...e mi sono ritrovato ad avere un linguaggio nel linguaggio...un dire che voleva diveniva sentire...sentirsi...udire qualcosa oltre ogni parola...
Siouxie verrà ad Ostia Antica al Teatro Romano tra un pò...proprio dove due anni fà è venuto Morissey...che bellissima coincidenza...li adoro entrambi...
Esagerato, certo. Qualcuno, tra voi, è già venuto a trovarmi. Si richiede grande capacità di adattamento. Se si vuole dormire nel mio bilocale senza servizi, a disposizione c'è un materasso da piazzare sul tappeto. E poi bisogna avere tolleranza ai miei momenti "no", che mi spingono a dormire nel primo pomeriggio, dicendo all'ospite che ospite non è : " Ciao, fai quello che vuoi, ci si vede dopo", ecc. ecc. :)
Nikka cara, non ne ho sperimentati molti nella vita mia, ma continuo a credere ai miracoli. :)
Sandro, "le parole timide" sono il genere che più meritano rispetto, attenzione, cura. Il flusso implicito bisogna amarlo e considerarlo. Proteggerlo, anche, dalla volgarità che la vuole fare sempre da padrona.
spesso i commenti non li leggo. Un po perchè sto meno tempo sui blog, un po' perchè qui sono tanti tanti :); oggi ho letto ... e sì mi è venuto da pensare semplicemente che questo luogo, come altri non molti, ha senso concreto. Semplicemente.
Renata cara, come sono belle le tue parole: sì, giocano felici qui da te.
Ma persone come te (poche e sempre di meno...) non sanno solamente parlare e poetare, hanno anche la capacità rara di tessere fili sottilissimi con quante vite riescono a sfiorare, a trasformare. Sono, perciò, belle esse stesse più, molto di più, delle loro parole.
E sono meravigliosi gli spazi che sanno ricreare, la cura con la quale li abbracciano, le attenzioni che imparano a ricevere da chi incontrano.
Io, da parte mia, spero di cuore di incontrarti presto.
Marinella :**
p.s. Meravigliose, poi, le persone che abitano questo tuo mondo. Gabriele, è bello quello che hai scritto! Grazie.
"Tu madre sapevi, concependomi, di affidare al giorno pagine di carne e di luce per tutte le frasi, tatuaggi, che sarei stato chiamato a difendere; per tutte le frasi che sono banderuole e insetti. Tu incidevi, a vivo, nel grido"
Dunque, Yksor, possiamo dire che questo luogo ha un CORPO. Merci. :)
Sì, meravigliose, Marinella. Tu pure, che ti pensi, che te la scansi? :) e, comunque, quando vorrai scendere gli appennini, ora sai, più o meno, cosa ti aspetta. Gabriele, sì, è un essere moralmente, culturalmente GRANDE. E questa cosa traspare, diventa luminosa e dà calore in ogni cosa che dice. :)
Illustrissimo Signor Gugl, certo che Edmond Jabès lo conosciamo. Ne apprezziamo vita e versi. Ci sfuggivano invece le parole che lei , facendo un accostamento fantastico, ha qui riportato. Nel ringraziarla vivamente, le afferriamo al volo, ce le teniamo strette e, in esse, come fossero mani accoglienti, ci adagiamo un po'. :)
Stamattina ho la luna storta e pomeriggio devo andare a scuola a fare scrutinii. Stamattina ho la luna storta perchè stanotte, fino alle 3, il sonno non ne voleva sapere di arrivare. E fino a quell'ora ho scritto almeno 4 o 5 post mentali:
1) un racconto con titolo
2) un'invettiva contro la stupidità umana
3)l'elogio di un latinista
4) un curriculum vitae et studiorum un po' particolare.
E' inutile dirvi che stamattina, fra le lune storte, non ricordo più un accidenti.
:)
Gugl, ma quale cafonaggine! Lei continui a portare i suoi doni preziosi, così mi spinge a ricordare o a recuperare. :)
Spero che in questo momento le tue parole stiano correndo sotto la pioggia, per assaporare poi "come sia bello ritornare a casa nella stanchezza di un crepuscolo".
Ecco, noi siamo qui, sulla porta ad aspettar-le/ti, con in mano una cesta colma colma di ciliegie.
Ha ragione yksor... qui si respira un'aria particolare... intensa..
Si passa dal serio al giocoso..passando per quella parte di noi che in genere teniamo chiusa dentro...ma che dopo mezz'ora passata a leggere tutto... post commento per commento...parola per parola...ti accorgi che non è che sono difficili da tirare fuori....è che a volte manca lo stimolo.... solo che poi diventa un fiume in piena...difficilmente arginabile...e quasi ti spaventi....e ti esalti :)
buona serata, diciche.
RispondiEliminaguardo dopo il tuo post.
al momento non riesco a lerrlo tutto.
:) aura
leggerlo...scusami
RispondiEliminanon sento neppure la musica.
a.
tranquilla, aura.
RispondiEliminapiù che tranquilla.
RispondiEliminaaura :)
Sei la voce Renée,
RispondiEliminala voce di chi vagando nel mondo dei blog
cerca parole che rendano reale una vita migliore.
Sei voce, ed è bello il tuo modo di averti
e di donarti attraverso il Senso creato dalle parole, a noi che stiamo ad ascoltarti.
:)*
Così mi commuovi, Ottobre. Assai.
RispondiElimina:*
Une révérence, Renée.
RispondiEliminaMerci beaucoup.
:) Aura
diciche le parole non vengono
RispondiEliminae forse è così che si accumulano in te diciche non vengono e poi accumulate accumulate ancora
diciche non vengono e poi finalmente rompono la diga e travolgono lo sguardo e il cuore di chi legge, anche a volo d'uccello come ho fatto io ora, ... l'ho letto questo post senza soffermarmi come in volo sulla foresta ... diciche non vengono ....
E, con la primavera, ricomincio ad essere un animale notturno.
RispondiEliminaAurà, une reverence, mais non, c'est trop. :)
Yksor, dico che non vengono e accolgo con emozione le tue. Bellissime. :)
e mo che parole uso?
RispondiEliminaun linguaggio il mio che si intimidisce al cospetto...
tartaglio per reverenza...
e mi godo il moz che accompagna la soave melodia...
E stavolta, Qwe, il Moz è lui proprio.
RispondiEliminaSenza possibilità d'errore. Oh Qwe, ma lo sai che il vverbo "tartagliare" mi è sempre piaciuto?
:)
le parole non sono sagge, il saggio è colui che riesce ad ascoltarle e a comprendere le loro esigenze, così come tu fai, hai fatto e sempre farai
RispondiEliminaun bacio
Sho, ma lo sai che le parole, anche quando sembrano contrapporsi, a volte convergono in uno stesso fiume-senso?
RispondiEliminati voglio bene
:*
il tuo linguaggio è vita.
RispondiEliminaMeravigliosa melodia.
E' bellissimo quello che hai scritto, Renata :**
Babel, e tu qua sei?
RispondiEliminaNon lasciare il balcone
che mo arrivano i peruviani,
con la serenata.
:)
ti bacio
... Sto qui ad aspettare "quelle parole..." perché danzino tutta la notte al ritmo masticato di un vecchio suonatore di sogni...
RispondiEliminaNotte ;)
Bellissimo.
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaFa assai freddo, a Sud, stamattina.
Quasi quasi accenderei i riscaldamenti.
:)
'Giorno, babel.:*
RispondiEliminaEsagerà, tu mi lusinghi, ma lo fai bene, perciò ti nomino ufficialmente mio terzo, laico, angelo custode. :)
un saluto, cara renèe
RispondiEliminatorno da te lunedì
Bon voyage, amalteo.
RispondiElimina:)
si è così diciche, paiono contrapporsi, a vanno per la stessa via, ecco perché la retorica andrebbe recuperata e insegnata (insieme alla logica) a partire dalle elementari e anche da prima :-)
RispondiEliminariaffiorano alla memoria con acuta precisione,
RispondiEliminaad una ad una però,
comiche,
irreversibili, a volte taglienti,
a volte languide,
spasmodiche,
come un bacio lunghissimo.
bene! sai che a volte, anzi spesso, per la verità quasi sempre, insomma sempre! colgo il ritmo, la musicalità, di uno scritto, dove risiede il significato profondo della composizione, dove le parole amano adagiarsi e trovare la loro fluidità...l'ho sentito, questo ritmo delle parole, farsi senso
Ogni tanto faccio una pausa dalle scrittura della carte scolastiche e mi riaffacio qua.
RispondiEliminaSiete meglio voi, non c'è dubbio. :)
La tua proposta mi trova d'accordissimo, Sho. :)
RispondiEliminaDici cose molto belle, Onda.Chi, meglio di te, può afferrare la musicalità che si fa senso? :)
Renee bella, ho letto e riletto. :)
RispondiEliminaTi risuona, Ludo? :)
RispondiEliminaAssolutamente. :)
RispondiEliminasono magnetiche queste tue parole gravide di parole che ancora non vogliono uscire..forse i testi più belli sono proprio i testi "ambulanti" (l'espressione purtroppo non è mia ma se ne fossi capace sarebbe certamente la mia) , come questo tuo testo-annuncio di un tumulto interno
RispondiElimina:))
On, :***
RispondiEliminaLetì, quando ti vedo qui respiro.
Di chiunque essa sia, la definizione "testo ambulante" è grandiosa. Ed io già vedo tutte le parole di quel testo alzarsi la mattina presto, vestirsi in maniera un po' bizzarra per andare a vendere cianfrusaglie nei mercati.
mangiando pane e salsiccia e parlando uno strano slang.
Un po' come facevo anch'io, tanti anni fa, quando ero una PAROLA IPERATTIVA, in un testo vivace. Grazie, Lè.
:)))
Buonanotte, Regina delle ciliegie... ;**
RispondiEliminahttp://it.youtube.com/watch?v=HYRgDE480nI
lo sto ascoltando, babel.
RispondiEliminabonne nuit
:*
Spezzato il rapporto tra le parole e le cose in cui credevano le epoche precedenti, bisogna sempre di nuovo cercare di saldare le parole alla vita. Talvolta, poi, ci ritroviamo di fronte alla vita che si allontana da noi e sappiamo che dobbiamo lasciarla andare. Più spesso, tentiamo di afferrarla, di fermarla ancora un po' e le parliamo con le parole più forti che abbiamo a disposizione. Vorremmo sempre che dall'altra parte si desse uno sguardo penetrante e fermo, che attraversasse la coltre di fumo che ci separa dall'anima indagatrice e distratta, per vederla finalmente raggiungere i più risposti segreti; e vorremmo che venissero da lì, da quell'anima assorta e distratta, le parole; noi vorremmo assoluta purezza e concentrazione e attenzione per tutti i moti della nostra anima; vorremmo che si sapesse tutto di noi, ma che se ne parlasse solo a bassa voce, magari nell'altra stanza, senza farci avvertire alcunché, per non sentire violato il Segreto; vorremo poter bisbigliare all'occorrenza piccoli sentimenti e piccole verità, che arrivassero però a toccare l'anima altrui e valessero quanto sogni e speranze; vorremmo sentirci felici per le parole trovate e corrisposte. Essere abbracciati dalla voce che cerca e si insinua e trova sempre la strada. E che non si allontana, se non per poco, per tornare a dire sempre di nuovo che primavera è tornata anche per noi.
RispondiEliminaTi auguro, Renée, buoni giorni, come dice amalteo: luce e calore, penombra e canto. Che giungano a te solo voci amiche.
Buongiorno Renée, ieri ho fatto il pittore, come si chiama dalle mie parti l'imbianchino ... :)
RispondiEliminaBuona domenica diciche:-)
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaHo appena finito tutti i lavori sulle carte scolastiche.
Alleluiah, come diceva Leonard Cohen.
:)
Kensington, di quello che dico me ne assumo piena responsabilità. Sono poche, molto poche le persone che sanno ascoltare le parole altrui, e ridare loro vita, così come fai tu. E il tuo augurio me lo tengo stretto, ho molto da fare, ne ho bisogno. Grazie, amico. :)
RispondiEliminaYksor, dalle mie parti, si chiama: " 'u pitture". Mio nonno era uno di questi. Ma lui era un vero artista: dipingeva sul soffitto delle vecchie case motivi meravigliosi. Dopo la sua morte, tra i suoi libri, ho trovato i modelli di carta che utilizzava. E li conservo ancora oggi, gelosamente. :)
Buona domenica a te, cara Sho. :)
Mentre ti scrivo, sto stilando a mano le ultime relazioni di Italiano e Latino dell'ultimo anno scolastico della mia carriera: ieri è stato l'ultimo giorno di lezione per me; mercoledì e giovedì, gli ultimi scrutini; corsi di recupero e poi pensione.
RispondiEliminaLa mia mente sta già correndo. Ho ordinato una macchina a metano, tengo sempre aperte le Home Page delle compagnie aeree, domani passo a comprare un navigatore satellitare. All'inizio dell'anno avevo proposto al preside un viaggio ad Auschwitz per tutta la scuola; inspiegabilmente, non è stato possibile andare: subito dopo il corso di recupero di latino, parto per Cracovia.
Nel frattempo, sprofondo nelle letture che non ho potuto godermi fin qui e ascolto musica di giorno e di notte.
Come ebbe modo di dire un collega di matematica particolarmente caustico anni fa, mi dedicherò ai lavori socialmente inutili.
In realtà, mi aspetta la cooperativa per il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicomani che ho fondato due anni fa, alla quale potrò dedicarmi completamente. Se non ci ripenserò, me ne andrò anche un po' nelle sedi lontane in cui Exodus è presente: in Madagascar o in Patagonia, in Bolivia o in Eritrea. Mi interesserebbe molto fare i lavori più umili, per continuare a dare senso alla mia vita. Vorrei andare lontano dalla vergognosa ricchezza in cui ci annoiamo noi, a chiedere un po' perdono a chi non ha di che vivere.
Tu non smettere di pensare che sei una persona meravigliosa. Lo testimoniano le persone che passano a trovarti ogni giorno. Ti abbraccio delicatamente. Gabriele.
Gabriele, leggo le tue parole e mi commuovo. Una cosa che assomiglia un po' al pianto. Io amo le persone che stimo, come fanno i bambini, con istinto selvaggio e caparbietà. Dovunque andrai, dovunque tu sarai, porterai margini di fiducia, io lo so. Ma ti prego, te lo dico con il cuore, non staccarti totalmente dalle persone che qui ti hanno amato, attraverso le tue parole, mai banali, generose, mai lasciate al caso. Sono tante le persone, ed io tra queste.
RispondiEliminaSe potrai, se vorrai, continua a darci segnali sul tuo "vagabondare fertile".
Io, davvero, ne sarei felice.
:)
Cara Renée,
RispondiEliminatu sei nel web - assieme ad altri adulti che non giocano con l'esistenza altrui, nascondendosi - la prova che è possibile comunicare, dialogare, scambiarsi emozioni, materiali, idee..., ancorché a distanza.
Ti ho trascurata solo a causa degli impegni di scuola e di associazione (i tossici a volte intasano la mente). Quando poi sono riuscito ad affacciarmi, è stato come tornare in un mondo familiare, straordinariamente ricco e fertile. Tu non hai bisogno di elogi e lodi e orazioni con lapide nel foro: sarai consapevole della tua grandezza. Ai miei alunni ho sempre detto scherzando - ma non troppo, direi! - che dobbiamo essere consapevoli della nostra grandezza (morale). L'affetto che si raduna intorno a te è segno tangibile della tua grande umanità. L'unico rammarico è dato dal fatto che non sia possibile incontrarsi veramente, ma la vita riserva ogni tanto delle sorprese. Ho imparato nel web che questa è cosa che non si può assolutamente chiedere, addirittura non bisogna nemmeno pensarla.
Per quanto mi riguarda, essendo un serial killer serio, non posso esimermi dal pensare ogni tanto che mi piacerebbe incontrare amalteo, prisma e gli altri con i quali più duratura si è rivelata la consuetudine dello scambio di opinioni: per un serial killer incline alla malinconia come me è poco, ma mi accontento per ora. Spero sempre che il tempo vi convinca del fatto che sono innocuo, in modo da potermi intrufolare nelle vostre case con il pretesto di un the, per potervi poi strangolare con comodo, senza dare troppo nell'occhio. Per ora ti abbraccio appena un po', con la speranza di poterti abbracciare con più forza un giorno. Non ti perderò di vista.
Gabriele, ora mi hai fatto ridere e tanto:)
RispondiEliminaDevi sapere che io e la mia famiglia siamo un po' "inversi" e amiamo i serial-killers, specie se malinconici. Quando bussano, apriamo loro la porta, mia madre apparecchia la tavola, mio padre, logorroico, comincia a parlare, io me ne sto un po' in disparte e osservo. I fratelli sposati, con prole, subdorando l'ipotetico odore del sangue, anche se non chiamati, accorrono. E si comincia a mangiare le meraviglie della terra calabra, mentre mio cognato Giovanni, che di mestiere fa l'attore, se ne esce con qualcuno dei suoi numeri. Spuntano bottiglie di vino a volontà, gli intrecci dialogici e di gruppo confondono la testa a tutti, specie al povero serial killer malcapitato che, dopo, se ne va, pieno di pacchi, contento e felice, dimenticando di ammazzarci, ovvio.
Ecco.
Consideralo un invito, per te e per i tuoi cari.
:)
ritorno e mi centellino il conversare empatico fra te e kensington.
RispondiEliminarenèe: la donna del trittico. foto/testo surrealista/canzone. la donna che sentiva nina simone in un bar di amsterdam. conviene sempre approdare qui
kensington: chi lo conosce sa del suo vagare inquieto e malinconico. le sue parole, poi , vanno ascoltate con attenzione. sembra che ne pesi la bontà grammo su grammo. e che lui sia buono mi sembra lo dicano bene i guaiti dolci della cagna bionda.
oggi, renèe, metti a tema il linguaggio.
qualche decennio fa dicevo al mio psicanalista (sono salvo per una analisi): "non riesco a scrivere", "non trovo le parole".
ecco, reneè: mi rispose più o meno come hai scritto tu.
le parole riaffiorano quando la nostra parte profonda ne reclama l'espressione.
i blog ed i post tendono - talvolta - a banalizzare lo spirito "sacro" delle parole. per la velocità, la rapidità, la fretta.
tu qui poni la relazione fra le parole ed il corpo che le esprimono.
è una questione oggettiva
queste tecnologie semplici (semplici per noi utilizzatori, più complesse sotto il profilo tecnico di chi le progetta) hanno una doppiezza: uniscono persone che stanno in punti diversi della terra, svincolandole dalla corporeità.
si guadagna in relazioni comunicative, si perde in concretezza corporea.
ma c'è differenza, secondo te, da quei ponderosi epistolari ottocenteschi, quando autori e a mici e amanti si scrivevano lungamante con tempi di consegna lunghissimi e distanze geografiche e temporali immense?
anche lì c'era frattura.
solo che il tempo intercorrente fra lettera e lettera giovava alla qualità della scrittura
bella "interlude"
la risento
ciao
Ecco, Amalteo,
RispondiEliminaleggendo le tue parole,
mi dico, quasi con stupore, che qualcosa di buono, in questa o nelle altre vite, l'avrò combinata, per avere intorno anche qui, su un semplice blog, persone come te, come voi, non solo pensanti, no, e lì scatta la differenza: siete capaci di emozioni, consapevoli o meno che siano, non esitate a regalare parti intime di voi, riabilitate il linguaggio dalla scialbezza al quale sembra condannato, donate, vi donate.
Per questo, e per molto altro ancora, grazie galantuomo Amalteo, amico mio.
:)
Due cose:
RispondiEliminala prima è che io ogni tanto mi dimentico che le parole possono essere comiche. Poi quando me le ricordo è un grande sollievo.
Seconda il linguaggio affonda nella esperienza e non nella mente, ma l'esperienza è tutto, anche un piccolo mondo. Bacio.
Grace, non dimenticarlo spesso. Scrivilo sulla mano, se è il caso.
RispondiEliminaIo me lo sono scritto proprio nel DNA, e la parola paradossale è stata, è, e sarà ancora la mia salvezza.
bacio
:)
Renata, l'invito che hai rivolto a Kensington è esteso a tutti?
RispondiEliminaE' vero a volte il linguaggio è affamato di vita, l'immaginazione deve avere un margine di attuabilità. A questo punto tocca ai miracoli ;) NIKKA
RispondiEliminaSai io non sono un gran chiacchierone...nel senso che non amo particolarmente il linguaggio parlato...ma ultimamente sto scoprendo che a volte le parole...quelle dette parlano alre parole che non si dicono...che si nascondono...timide...tra tuttociò che puo essere pronunciato...e mi sono ritrovato ad avere un linguaggio nel linguaggio...un dire che voleva diveniva sentire...sentirsi...udire qualcosa oltre ogni parola...
RispondiEliminaSiouxie verrà ad Ostia Antica al Teatro Romano tra un pò...proprio dove due anni fà è venuto Morissey...che bellissima coincidenza...li adoro entrambi...
Un abbraccio Sandro
Esagerato, certo. Qualcuno, tra voi, è già venuto a trovarmi. Si richiede grande capacità di adattamento. Se si vuole dormire nel mio bilocale senza servizi, a disposizione c'è un materasso da piazzare sul tappeto. E poi bisogna avere tolleranza ai miei momenti "no", che mi spingono a dormire nel primo pomeriggio, dicendo all'ospite che ospite non è : " Ciao, fai quello che vuoi, ci si vede dopo", ecc. ecc. :)
RispondiEliminaNikka cara, non ne ho sperimentati molti nella vita mia, ma continuo a credere ai miracoli. :)
Sandro, "le parole timide" sono il genere che più meritano rispetto, attenzione, cura. Il flusso implicito bisogna amarlo e considerarlo. Proteggerlo, anche, dalla volgarità che la vuole fare sempre da padrona.
Anch'io, quei due, li adoro.
Un bacio a te, e grazie per il passaggio. :)
spesso i commenti non li leggo. Un po perchè sto meno tempo sui blog, un po' perchè qui sono tanti tanti :); oggi ho letto ... e sì mi è venuto da pensare semplicemente che questo luogo, come altri non molti, ha senso concreto. Semplicemente.
RispondiEliminaabbraccio
Renata cara, come sono belle le tue parole: sì, giocano felici qui da te.
RispondiEliminaMa persone come te (poche e sempre di meno...) non sanno solamente parlare e poetare, hanno anche la capacità rara di tessere fili sottilissimi con quante vite riescono a sfiorare, a trasformare. Sono, perciò, belle esse stesse più, molto di più, delle loro parole.
E sono meravigliosi gli spazi che sanno ricreare, la cura con la quale li abbracciano, le attenzioni che imparano a ricevere da chi incontrano.
Io, da parte mia, spero di cuore di incontrarti presto.
Marinella :**
p.s. Meravigliose, poi, le persone che abitano questo tuo mondo. Gabriele, è bello quello che hai scritto! Grazie.
conoscete Edomond Jabès?
RispondiElimina"Tu madre sapevi, concependomi, di affidare al giorno pagine di carne e di luce per tutte le frasi, tatuaggi, che sarei stato chiamato a difendere; per tutte le frasi che sono banderuole e insetti. Tu incidevi, a vivo, nel grido"
gugl
Dunque, Yksor, possiamo dire che questo luogo ha un CORPO. Merci. :)
RispondiEliminaSì, meravigliose, Marinella. Tu pure, che ti pensi, che te la scansi? :) e, comunque, quando vorrai scendere gli appennini, ora sai, più o meno, cosa ti aspetta. Gabriele, sì, è un essere moralmente, culturalmente GRANDE. E questa cosa traspare, diventa luminosa e dà calore in ogni cosa che dice. :)
Illustrissimo Signor Gugl, certo che Edmond Jabès lo conosciamo. Ne apprezziamo vita e versi. Ci sfuggivano invece le parole che lei , facendo un accostamento fantastico, ha qui riportato. Nel ringraziarla vivamente, le afferriamo al volo, ce le teniamo strette e, in esse, come fossero mani accoglienti, ci adagiamo un po'. :)
potevo dubitare che l'Edmond d'egitto non fosse conosciuto in questo salotto? che cafonaggine ho commesso, signora Renata!
RispondiEliminagugl
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaStamattina ho la luna storta e pomeriggio devo andare a scuola a fare scrutinii. Stamattina ho la luna storta perchè stanotte, fino alle 3, il sonno non ne voleva sapere di arrivare. E fino a quell'ora ho scritto almeno 4 o 5 post mentali:
1) un racconto con titolo
2) un'invettiva contro la stupidità umana
3)l'elogio di un latinista
4) un curriculum vitae et studiorum un po' particolare.
E' inutile dirvi che stamattina, fra le lune storte, non ricordo più un accidenti.
:)
Gugl, ma quale cafonaggine! Lei continui a portare i suoi doni preziosi, così mi spinge a ricordare o a recuperare. :)
RispondiEliminaIl loro respiro è l'irrequietezza,
la loro vita una tempesta che cavalcano,
per infine sprofondare,
eppure tanto assueti e avvinti alla lotta,
che se il loro giorni,
sopravvivendo ai pericoli passati,
s'intenerissero nella calma di un crepuscolo
si sentirebbero dal dolore e dall'apatia oscurati da morirne;
come una fiamma non alimentata
che ondeggiando si consuma,
o come una spada
che abbandonata si divora e senza gloria arrugginisce.
George Gordon, Lord Byron
Boris, Diciche crede di aver capito il messaggio, di Lord Byron e tuo.
RispondiEliminaDice anche che stasera passa nel tuo blog a leggere le cose tue. Adesso deve riposare un'oretta prima di andare a scuola.
Per ultimo, castamente ti bacia.
:)
Boris, siccome non posso commentare il tuo post, lo faccio qui e credo che Renèe capirà.
RispondiEliminadico: La tua forza va incoraggiata, ma non può reggere ogni cosa. l'aiuto di qualcuno, talvolta, ci rende più grandi.
gugl
RispondiEliminaStrano ce tu non possa commentare. (saranno i soliti disservizi di splinder) Allora tolgo la moderazione ai commenti. :-)
RispondiEliminaOra capisco, avevo tolto la possiblità di commentare a quelli che non erano utenti splinder...
La moderazione ai commenti l'ho ripristinata, per ora preferisco così.
Ti saluto cara diciche :-)
RispondiEliminasolo un saluto, nulla più :*
Gugl, e certo che capisco. :) Boris, poi, per me, è un amico caro. E, oltre a questo, ha pure uno stile di scrittura alquanto originale.
RispondiEliminaSho, dimmi, sono azzurri i tuoi occhi? un bacio, peccerè. :)
RispondiEliminaOra puoi commentare anche dal blog di Gugi.
l'archivio dei post immaginati e dimenticati è molto borghesiano ... vorrei tanto leggere l'elogio del latinista ...
RispondiEliminaDove sei?
RispondiEliminaSpero che in questo momento le tue parole stiano correndo sotto la pioggia, per assaporare poi "come sia bello ritornare a casa nella stanchezza di un crepuscolo".
RispondiEliminaEcco, noi siamo qui, sulla porta ad aspettar-le/ti, con in mano una cesta colma colma di ciliegie.
Marinella :*
anche... ma raramente, come raramente sono blu, grigi e viola.
RispondiEliminaDi solito sono verdi
Un bacio
Buona serata.
RispondiEliminaRiguardo ancora questa fotografia.
Ogno volta mi sorprende diversamente.
Un sorriso
Aura
due giorni d'assenza? qui ci vuole la giustificazione scritta di un destrutturalista francese, come minimo :-)
RispondiEliminagugl
Un bacio a Marinella, a Sho, ad Esagerato e ad Aura.
RispondiEliminaProfessor Gugl, loro erano troppo impegnati a destrutturare, potrei giustificarmi da sola? :)))
io la tua autogiustificazione la accetto :-)
RispondiEliminacome mai volevi sapere degli occhi?
RispondiEliminaSho, solo per immaginarti. Nella foto che mi hai mandato, gli occhi non si vedono bene. :)
RispondiEliminatesoro, te ne manderò una dove gli occhi si vedono benissimo, promesso, me la faccio fare stasera per te :-)
RispondiEliminaHa ragione yksor... qui si respira un'aria particolare... intensa..
RispondiEliminaSi passa dal serio al giocoso..passando per quella parte di noi che in genere teniamo chiusa dentro...ma che dopo mezz'ora passata a leggere tutto... post commento per commento...parola per parola...ti accorgi che non è che sono difficili da tirare fuori....è che a volte manca lo stimolo.... solo che poi diventa un fiume in piena...difficilmente arginabile...e quasi ti spaventi....e ti esalti :)
Ti abbraccio Renè :)
Quero carissima, non è poi così difficile, lo sai. Basta imbavagliare la paura del giudizio, che vorrebbe tenerci sempre al di qua, di ogni cosa.
RispondiEliminaBacetto.
:)
Rena', hai veramente superato te stessa.....
RispondiEliminaMariafrancè, :******
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