Diciche, forse un po' contraddittoria, non dice nulla di nuovo. Eppur dice. :)

foto pascal meunier
Negli investimenti emotivi, vestiamo e travestiamo di meravigliosa grandezza le persone che ne sono oggetto. Dei. Universi interi. Vuoti incolmabili di emozioni e spazio quando se ne vanno.
Ecco. Poi capita, perché capita, che il tuo investimento emotivo venga trascinato da qualche altra parte, e le strade precedenti si svuotano di quelle presenze divine. E si riempiono di uomini, uomini irrisolti, che vestono il vestito sempre uguale e non è quello della festa, che quasi ti si stringe l’anima a vederli seduti con il cappello logoro, la testa bassa, lo sguardo lontanissimo da quei cieli, che pure hanno abitato. Perché il cuore, lui, sì, tende a regalare eterni ed ultraterreni. Labili, però. E poi ti dici che questi ingrandimenti tu non li farai mai più, e poi dimentichi, ché troppo ti fa paura far coincidere i bizzarri immaginari con i lineari “oggettivi”.
Aujourd'hui, une petite illumination. Le persone grandi, per quanto umane, esistono. E allora io prego, oggi prego sì, alla mia maniera laica, il solito dio-nessuno, di farmele incontrare ancora. So, lo so, che reggeranno a qualunque caduta della mia "aggiunta divina”. Si mostreranno centro, più spesso periferia, buccia d’arancia profumata, formica laboriosa, picchio testardo e acuto, parola languida o nervosa. E quando si metteranno là, vicino alla finestra, io non seguirò le mie luci esagerate. Vedrò i loro contorni, amici anche delle ombre, la loro statura mi sembrerà quasi normale, ma quel tono di tenerezza ironica che li abita ancora, dopo la caduta degli angeli perfetti, l’accoglierò con naturale leggerezza.
E forse i cieli rimarranno vuoti, ma la mia sete, la sete mia di vita, no.
Cambiamo musica? Cambiamo. Jeanne Moreau, EACH MAN KILLS THE THING HE LOVES .
... e dici-bene...
RispondiEliminaArrivederci, Angelo!
v.
Ciao, Angelo. :)
RispondiEliminaciao dici
RispondiEliminasono appena sceso in città dalla casa dell'orto/giardino
lassù tutto è attutito.
il rumore del mondo arriva con segnali deboli.
però c'è una coincidenza: oggi pomeriggio ho sistemato lo scaffale della letteratura francese: quando mi è finito fra le mani un libro di poesie di eluard e una antologia sul surrealismo e altri libri che si sfogliano così, proprio quando si mettono a post gli scaffali, naturalmente mi sei venuta in mente tu: i tuoi viaggi, le tue avventure.
il tempo ci sta fuggendo fra le mani.
un modo per fermarlo e quello di fissarlo in un gesto artistico.
di quelli forti
ancora ciao
buonanotte
Amalteo,
RispondiEliminafratello (magari!!!!),
amico,
di queste associazioni
a quella Francia lì,
te ne sarò grata a vita.
A vita, capì?
:))
Ci siamo tutti noi tra queste tue parole. Posso scegliere la periferia ? La adoro. E da lì posso riacchiapparti se qualche volta tendi troppo verso la luce :-P NIKKA
RispondiEliminaNikka, va bene, ti sarà accordata la più bella delle periferie. :)
RispondiElimina[anch'io periferia...sempre e solo periferia...]
RispondiEliminaUomini scheggia. Parti di natura. Bucce d'arancia profumate, formiche, picchi. Uomini abete, uomini capriolo. Donne nuvola, e cielo aperto. Sete di vita, meravigliosamente inestinguibile.
RispondiEliminaBuongiorno Renata come stai? Posso oggi una critica?
RispondiEliminaNon è giusto, no, proprio non è giusto, che le tue parole ammaliatrici mi facciano desiderare di essere buccia d'arancia.
Questo è troppo.
Vabbuò, Morfea, pure tu periferia. :)
RispondiEliminaHladik, quel plaisir, era una vita che tu e la bicicletta di Henry Cartier- Bresson non passavate. :)
Octave, da noi, a Sud, le bucce d'arancia si buttavano nel fuoco del camino. L'aroma, l'aroma che si spandeva per casa era indescrivibile. :)
[forse i viaggi di solo andata sono solo adatti al mio di mondo...'giorno diciche...il sorriso stamattina non è come ieri...anche il cielo di verona oggi è cupo]
RispondiEliminase qualcuno dovesse sentirsi bucci adi lime mi farebbe una gran cortesia, così completo il long island e me lo ciuccio
RispondiElimina;-)
( buongiorno )
Ecco...io invece tendo a non far diventare deo nessuno... mio pari in tutto...anche negli errori che perdòno a me come a lui, perchè succede di cambiare strada... e nessuno deve soffrirne, imparare a prendere le cose come vengono mi è stato di grande aiuto in molte occasioni... ma mentre mi cammina a fianco..oh...è un gran bel camminare :)
RispondiEliminaIo le bucce delle arance le appoggio sopra la stufa, in un angolo..in modo che non brucino..ma che con il calore rilascino quel profumo...provate a metterci anche un chiodo di garofano e mi saprete dire :D
Bacio :)*
Ma no, Morfea, quei viaggi sono stati anche i miei. Poi, succede, sì, che gli itinerari, anche linguistici, si invertano da soli. :)
RispondiEliminaRamificazioni, se sapessi almeno cos'è, magari ti direi che così mi ci sento io. Ma se è uno spicchio di limone, no, però, che è troppo acido. :)
Quero, ti credo. ma me la diresti tu una cosa: davvero si può, dico, non soffrire? :)
sincronia. ieri sera meditavo sulla frase di nietzsche (credo?): "il solito animale adoratore che sbaglia idolo". naturalmente lui aveva in mente altro ma io me la sono vestita come un abitino perfetto. mi sono appena trovata di fronte ad una specie di "divinità risolutoria" che si è mostrata semplicemente, senza colpa di nessuno, per quello che è. e il castello si è sgretolato con gran spargimento sangue. e non sono così ottimista come te. non sono sicura che mi meriterò mai di trovare una persona grande veramente. che resisterà e si opporrà magari anche ai miei tentativi di adorazione. e ne sono consapevole, il mondo mi sembra così fragile e io mi muovo come un elefante in una cristalleria, tanto se mi smeriglio io è normale... ci provo eh? sarebbe veramente bello. ma mi manca la fiducia vera, quella che ci mette dei "ma" nel mezzo... rileggo il tuo bel post, chissà che non mi orienti in una direzione più positiva... : )
RispondiEliminaRenata non divagare, quero ti parla dei chiodi di garofano e tu ti perdi in questioni sulla sofferenza?
RispondiEliminaLo spero, SonicGirl. Le tue parole dicono che Grande tu lo sei. E questo, se pure ce ne fossero, fa cadere ogni dubbio in merito al Merito.
RispondiEliminaMerci.
:)
Yksor, hai ragione. Molto meglio i chiodi di garofano di Quero. Io li mettevo dappertutto, persino nei ravioli spinaci e ricotta. :)
RispondiEliminaEsistono, certo. Tu ne sei un esempio.
RispondiEliminaQualche mese fa ho letto un libro di Galimberti, e leggere il tuo post mi ha fatto ricordare una frase, perchè a me capita di cercare nella vita la vita.
RispondiElimina"... La percezione e l'immaginazione umana fanno emergere il senso dell'immediato a partire dal futuro, il solo, a fare intravedere quegli aspetti rinvianti che conferiscono all'immediato il suo senso..." Insomma, un movimento virtuale verso un futuro possibile. Sì, possibile. :)
Adele
Esagerato, tu lo sai, sì che lo sai, che le lusinghe tue, filtrate dal volto serio di Mishima, non sembrano lusinghe? :)
RispondiEliminaAdele, innanzitutto, accogliamo il professor Umberto, ché tante volte "è entrato" nel mio blog. Lui ha pure ragione, Adè, certo che ha ragione, ma nel mio caso, ti assicuro, sentirlo possibile questo "futuro virtuale" è stata una gran conquista. :)
besos.
Si Renè, si può non soffrire :) ...quando impari che nulla possiedi, lasci che chi ti passa accanto abbia il suo ruolo..finchè ne ha voglia..finchè non trova altro, perchè sai già che lo troverà, ma mentre sta con te te lo godi, come un grande regalo. Poi passa...perchè tutto passa e questo fa prendere tutto più tranquillamente. Non è avendo paura della morte che la si combatte, è accettandola.
RispondiEliminaIo accetto di perdere, ma accetto di vivere quel che mi arriva, senza pretendere che sia "per sempre"...parola per me terribile.
Non penso a quello che perdo, ma a cosa mi aspetta...e spesso tremo.
(eheh Yksor :D)
Io li metto anche nel ragù, poi però devo stare attenta a toglierlo...che mi son presa delle parolacce indicibili da chi ne ha morso uno :P
Besos :)
oppala! grande, addirittura... mi si riallacciano i capi del nodo gastrico che mi affligge da ieri sera. stretti. non voglio essere grande, voglio essere piccola piccola ; )
RispondiEliminaprima non avevo sentito jeanne moreau... la giornata è un po' migliorata con la progressione, ma non di troppissimo... uff...
RispondiEliminae tanto per proseguire, sì, mi serve assolutamente un ottimo investigatore che si metta sulle tracce della Pazienza... tutto spese incluse?
RispondiEliminaQuero, merci. Parole, le tue, di saggezza bella, che io non ho. E sai perchè? Da piccola, ero una bambina dispettosa e saggia, un ossimoro, sì. Nel tempo, l'essere dispettosa mi è rimasto, la saggezza si è squagliata proprio. Sarà stata colpa delle mille punture di calcio, che alle quattro e mezza di ogni pomeriggio sempre mi facevano, acchiappandomi per strada, tanto che poi mi iscrissi ad una corsa campestre, che tutti avevano la tuta, io un pantalone verde di lana. Però arrivai seconda, yeah. :)))
RispondiEliminadiciche esistano uomini piccoli e meschini? io non ne vedo disse il saggio vivente :-)
RispondiEliminagugl
Gugl, spiacentissima di contraddire il saggio vivente, ma io qualcuno, laggiù in lontananza, verso la frontiera, la frontiera, qualcuno lo vedo, sì.
RispondiElimina:)))
Gugl, e non scherzo, Basaglia mi ha salvato,quando, una mattina, dopo il caffè, gli venne in mente quella legge. :)))
uhm... quasi quasi mi convinci, le papere sono una tentazione... : ) come vedi mi sto già dando da fare per compensare le mancanze con un po' di glamour bagnato in bourbon e visone... certo che te giocare a calcio proprio non ti ci immagino, proprio no! allora, Miss Detective, sei assunta, quando il primo report? Sta pazienza come si coltiva?
RispondiEliminaecco, non so se ha pubblicato il commento di prima ma di sicuro ti dico che le papere nel mio blog ci stanno benissimissimo!
RispondiEliminaoops... preferisci che la tolga? : )) adoro le foto con le scarpette, mie e altrui peraltro, grazie del link!
RispondiEliminaSonic, dammi il tempo di investigare, diamine. E perchè dovresti toglierla? Scherzi? Mo, con il link, ce ne potrai mettere qure qualcun' altra, no? :)))
RispondiEliminamai pensato di regalare paracadute? :)))
RispondiEliminabacio donnarossa, questo pezzo è molto bello :**
a basaglia dovremmo tutti "basare" il "basaveio" (con rispetto parlando, s'intende :-)))
RispondiEliminascusa, ma la musica c'è sempre stata in questo meraviglioso angolo dello Stainhof?
gugl
gugl
[si è in leggera salita...leggera dico...margheritina a toi]
RispondiEliminaMiss, non ci ho mai pensato, no. :)
RispondiEliminaDopo tanto, ho capito, Miss, che quando dici "pezzo" non ti riferisci al brano musicale, ma alle parole mie. :)
Gugl, su Basaglia, sottoscrivo tutto. La musica la metto sempre. Oggi, per cambiare, l'ho messa in autoreplay :)
Morfè, e meno male bella. :)
Ora è arrivato Nino, il fisioterapista mio, che un po' assomiglia a Kojak, è buono assai, ma non mi risparmia, no.
Aropp.
Grazie, Renée
RispondiEliminaBuona serata
Sorriso
Aura
Aura, bonne soirée à toi.
RispondiElimina:)
Sai bene che le mie non sono lusinghe.
RispondiEliminaDici che dovrei cambiare avatar?
:O
John Reno????????
RispondiEliminaritieniti colpita da bottigliata in testa
;-D
JOHN?????
ridemdum, rivoglia di una fetta di certe pizze
;-)
sorrido
Esagerato, no.
RispondiEliminaMishima va benissimo. :)
Ramificazioni, John Reno, proprio lui, sì. Ehm, bottiglia vuota o piena in testa mia? :)
Jean
RispondiEliminajean
;-)
vuota, e di plastica, per questa volta
;-)
Ramificazioni, certo che tu gli errori altrui ( e poi John o Jean, sempre giovanni è) sei naturalmente incline a sottacerli, eheheheheheheheh.
RispondiEliminaE meno male che non ho sparato cazzate più grosse.
:)))
io, due cose so di questa vita
RispondiEliminala prima è come si chiama l'attore Reno
la seconda è come il nome della pianta dalla quale viene distillato il gin
ecco quanto
;-D
Sai più di me.
RispondiElimina:))))
si questa è una preghiera bella e giusta, spero che Dio -ovunque sia- le dia retta :-)
RispondiEliminaSho, Dio è assai distratto. Io prego piuttosto le voci rinunciatarie affinchè, prima o poi, se ne vadano in vacanza. In quel di Katmandù. :)
RispondiEliminacome lo dici bene, come lo dici bene.
RispondiEliminaResistere alla caduta dall'idealizzazione come picchi impertinenti. e' stupendo!
Et merci, Grace, et merci. :)
RispondiElimina