Risposta ad Yksor, in merito ad una 500. :)

Yksor, ho preso la patente tardi, a 31 anni. Cioè, finchè sono stata a Roma, preferivo farmi saccheggiare tranquillamente gli zaini di pezza sulle spalle, negli autobus. Tecnica-lametta, tornavi a casa e ritrovavi sulla borsa nuova etnica un taglietto netto e preciso, zic. Poi sono arrivata qua, la macchina serviva, mi iscrissi ad una scuola guida. L'istruttore di teoria lo chiamavano "Il Cinghiale" e già ti ho detto tutto. Era il genere imbranato-cattivello, i libri di teoria stradale sono scritti davvero male, io gli contestavo pure le virgole, lui mi ha mandato a fanculo tante volte, oh, ma che vuoi da me, rivolgiti alla casa editrice, diceva e poi diceva anche che mi dovevo sbrigare, non prenderla per le lunghe, altrimenti mi avrebbe ucciso lui, sì...L’istruttore di guida aveva i capelli giallo tinti, e si chiamava Giorgio, sulla ritmo della scuola guida a doppi comandi aveva uno stereo Pioneer, di cui era orgoglioso, e si ascoltava i Teppisti dei sogni, i Camaleonti, i Nuovi Angeli, il meglio era l’Equipe 84, cose così. Io gli dicevo Giò, non ci potremmo aggiornare un po’con questa cavolo di musica? Lui rispondeva tu pensa a guidare e alla prossima sessione, paura o non paura, gli esami li vai a fare, se no ti cerchi un altro istruttore, capì?L’ingegnere che doveva esaminarci veniva studiato prima, ehi guagliù, questo vuole una guida lenta, quest’altro veloce, questo si concentra sui parcheggi, quell’altro sugli stop, sulle retromarcie, ecci, ecci. Il giorno dell’esame mio ne doveva venire uno “guida-prudente”, ma, all’ultimo momento, fu cambiato e ne arrivò uno “guida spaccati l’osso del collo e non dormire”. Giorgio capelli-gialli girava tra gli esaminati come un pazzo, gridando guagliiù contrordine, scordatevi tutto quello che vi ho detto e andate veloci, veloci. Ed io così feci, e mi capitò la peggio salita, quella del cimitero dove sono adesso i nonni miei, avevo nello stomaco 10 valeriane, 10, per placare l’ansia, la macchina si stava spegnendo, io, allora, pure se non sono credente, dissi nonni, dal cielo, tiratemi un po’ su. La macchina non si è spenta, anzi ha ripreso quota, andava forte che era una meraviglia, brum brum, che quasi mi sembrava di volare, su quella macchina lì. E L’INGEGNERE , che aveva tanti baffi, ha detto, signorì, diamine, si calmi un attimo, ma che fretta c’è?
Avevo la patente, mio zio mi prestò la sua vecchia 500, ma non sapevo mica guidare, no. All’epoca non lavoravo, mi rompevo molto le palle, cosparsi i negozi del mio paese con cartelli che recitavano più o meno così: “Laureata in lettere impartisce lezioni di italiano anche gratuite, numero di telefono eccì eccì”.
Mi si presentò Roberto, 30 anni, studente alle serali nel famigerato istituto tecnico industriale di Cosenza, me lo ricordavo bambino occhiali grossigrossi- sulle strade selvagge del quartiere mio. Una mattina arriva timido e comincia così, Renà, ho buona volontà ma non capisco. Benissimo, rispondo io, e poi? Ho la psoriasi, Renà, che mi crea un sacco di problemi con le donne. Ah cacchio, Robè, che brutta cosa questa cosa qui. Gli chiedo cosa gli piace fare, cosa sa fare, chè gli studenti mi hanno insegnato a valorizzarli,sì.. Lui dice Guidare, renà, solo guidare, a me si accende una luce forte dentro agli occhi, comincio a fare discorsi strani su quanto sia bella la reciprocità nel vivere, poi concludo così: “Robè, ti propongo un patto, io infilo nella tua testa Leopardi, Manzoni, Foscolo, la poesia ermetica, Ungaretti, Montale, Saba, il Novecento tutTo, però, in cambio, per me, devi fare solo una cosa: insegnami a Guidare, ma come sai fare tu, non come certe donne, certi uomini, o imbranati tutti, che hanno la testa attaccata al parabrezza e le braccia piegate e rigide, come i tubi degli idraulici, capì?” E il patto si stabilì, Roberto era uno tosto, chè non mi risparmiava mica, quando gridava cazzo, renà, sei proprio una schiappa emerita, che dico schiappa, molto di più, ed io allora gli dicevo calmati, Robè, ricordati Leopardi, ricordati Manzoni, guarda che io oggi non te li insegno mica i sonetti di Saba, eccì eccì.
Ecco.
Alla fine del nostro proficuo corso di frequentazioni, lui si diplomò brillantemente all’istituto tecnico industriale di Cosenza con 40/60simi . Ed io? Io sapevo fare la doppietta come, ma forse meglio di Villneuve.
Gil.
J
Peccato che è già finito...:)
RispondiEliminaTutto ok, è il caldo che mi fa vedere doppioed è cosa buona solo se stai guardando una banconota da 500 :D
letto con piacere (in tutti i sensi)
RispondiEliminagugl
io ci ho messo due anni a prendere la patente, il giorno dell'esame mi son sentita dire "signorina io la patente gliela do, ma lei mi promette che viene a fare qualche altra guida?, io "e come no". Non mi ha più rivista e mo' uso la patente per fermare le porte. E me ne vanto...madò Renatì come scrivi bene, scrivi ancora. bacio
RispondiEliminaQuer,
RispondiEliminaquest'anno il caldo non lo soffro,
i condizionatori, diamine, sono un soggetto a rischio, no? :)))
Gugl, il tatto, l'udito, la vista, l'olfatto, tutti tutti? :)))
Orax, carina pure la storia della patente tua. Ehi, io non so' più una donna, sto diventando uno scritturificio, e, con il blog, mi sono praticamente fidanzata. :)))
Solo che mo mi sta venendo un attacco di tristezza, di quelle forti forti, ed io non so che fare,
RispondiEliminase scacciarla,
o se lasciarla entrare.
:)
c'è che fai la doppietta anche con le parole, e non è cosa da tutti
RispondiEliminasalutosudato
Rido. In quanto alle tue parole, ha ragione Ramificazioni.
RispondiEliminaRamificazioni, hai detto una cosa veramente "toga". Togo cos'è? Un aggettivo tipico del Sud. :)
RispondiEliminaEsagerato, le tue di parole come sono? Nipponiche o cinesi? Ah, già, Mishima, parole di samurai :)
E adesso, prima di smammare ( vado a vedere con il lettore: " La veramente vera verità su Adolph Hitler") vi devo fare una grande confessione,
di quelle profondissime, :
io, certe volte, non mi sento donna nè uomo nè essere umano in genere.
Io, certe volte, sono un FUMETTO.
:)
Avevo deciso di non commentare più i blog. Ce l'avevo un pò con i blog, non con il tuo, con tutti. Sai che in realtà quando si ha qualcosa con qualcuno in realtà la si ha un pò con se stessi, ma non lo si dice.
RispondiEliminaComunque, ho rimandato la decisione di non commentare. Dopo aver letto questa tua "piccola", deliziosa opera d'arte. Insomma dovevo commentare per dirti brava, bravissima :)
Ciao.
Hei diciche, mica posso fare finta di niente che un così bel racconto l'hai iniziato a raccontare dicendo "yksor"! E allora dico graziegrazie, un po' con il cuore, un po' anche con la lucidità di quando mi pare di capire con certezza che una cosa è bella. E dico grazie anche per le risate, per aver trasformato la scuola guida in letteratura. Sai diciche? conosco un'amica che all'università ha preso 110 e lode e però non lo diceva mica a nessuno anche se, infondo, ci si potea arrivare per, come dire, deduzione. Un giorno questa mia amica dopo avere scritto che sì aveva preso 110 ha scritto "La questione invece del "110 e lode" la lascio. Cacchio, non ne sono mai stata compiaciuta di certe cose e, per una volta almeno nella vita, lo voglio essere, sì. :))) "
RispondiEliminae allora sai che ti dico. Che questo post è un po per me non faccio finta di niente e dopo aver detto grazie grazie me ne andrò canticchiando "rena ha scritto un post per meeeeeeee rena ha scritto un post per meeee"
oh
baci e abbracci a tutti, perchè si dai poi lo so che il post era anche come sempre per tutti i tuoi lettori :)
RispondiEliminanotte ragazzi
[oh beh mica potevo mancare...cavolo tu avvolgi e stordisci di bellezza...:) e non lo dico per piaggeria...ma sai afferrare e portare via...grazie per il passaggio...e il saluto a Mez]
RispondiEliminaEt bonjour à tout le mond.
RispondiEliminaStamattina, diciamo così, mi volevo vestire un po' sexy, ché ogni tanto pure io ho certe velleità da donna. E così mi sono messa un pinocchietto rosso largo largo, e un top blu stretto stretto. La parte superiore straborda, i pantaloni cadono. L'effetto globale com'è?
Tragicomico, come sempre.
:)))
Però ho messo pure il rossetto rosso, un paio di orecchini etnici, e all'effetto globale chi ci pensa più.
Sì, Sebastiano, credo di capire cosa vuoi dire. Capita anche a me, anche qua sopra, di avercela con il mondo tutto, e so, che in realtà, per qualche motivo oscuro, ce l'ho solo con me stessa. Grazie per le cose che dici e per aver rotto il tuo "patto di silenzio" proprio sulle parole mie. :)
RispondiEliminaYksor, veniamo a te. Questo post, in effetti, nasce come risposta a te, in un commento, che però stava venendo lungo lungo, troppo lungo, così l'ho piazzato qua, per te, per me, per tutti. Se gridi in quel modo però, anche se sei nordico, io ti immagino come un caliente napoletano che dice così:. "Miracolooooooooooooooooo, miracolo, San Gennaro, 'o vero, m'a fatta 'a grazia..." :)))
RispondiEliminaMorfea, mi fa piacere assai quando mi dite così, mica solo per naturale egocentrismo, no. E' che, allora, le parole mie vivono acquistano funzione, fanno le loro valigie e se ne escono da qui. :)))
E' bello, leggero, ironico. Diciche, è bello come te... ;)
RispondiEliminaBabel, :***
RispondiEliminaNon babel, mia cara, “canasta”: un incrocio di Batavia rossa e Iceberg...;))))))
RispondiEliminaAhahahahahah! Che bellezza!
RispondiEliminaYksor, falle qualche altra domanda: ci sta che racconti ancora, così! ;)
Un bacio a te, donna-fumetto!
Marinella :***
Ne ho avuta una che, un giorno, mi rubarono. Dolore! Dolore! Dolore!
RispondiEliminaNon riuscivo ad accettare che fosse capitato a me, alla mia 500L, color panna, del '72 o, '73.
Ma, il destino, si riserva di farci delle belle, belle, belle,sorprese.
..... e senti un pò la storia....
Mi arrivò una lettera, due ( dico: "due!") anni dopo, con la quale mi comunicavano di avermi cercata, tanto, al mio vecchio indirizzo e che grazie a ricerche - non so quanto sofisticate - erano riusciti a trovarmi.
Pensavo: si tratterà di una notizia ferale? Qualche multa? Uno scherzo? NIENTE AFFATTO!
Da.... un anno... la polizia.... aveva ..... ritrovato ..... la mia 500.
Volai, volai. Andai a ritirarla - riprendermela - " velocemente", previo pagamento della quota "ricovero oggetti ritrovati".
Una somma considerevole, "sommato", tutto!
Ma che meraviglia, riabbracciarla!
Un sorriso
Adele
Et bonsoir.
RispondiEliminaBabel, Batavia l'ho cercata su Google, ecco, te lo dicevo, perdo colpi. :)
Yksor, hai sentito che dice Marinella? Fammi qualche altra domanda, va. :)
Adele, tenera la tua storia. E' che una macchina come quella non poteva che essere ricettacolo di belle storie, pulite e piccole, come il numero di km che poteva fare. :)
http://it.youtube.com/watch?v=LeKYwgCrLSw&feature=user
RispondiElimina**__**
non srà rivitalizzante.... però!!!!
RispondiEliminaAdele
Beh, Adele, Avalon è Avalon, e non ha bisogno di aggettivi.
RispondiElimina:*
A volte ci penso. La vita sarebbe migliore vivendo di "scambi" ed anche più umana.
RispondiEliminaMi piace davvero il tuo raccontare ;) NIKKA
Nikka, "reciprocità", depurata dai fottutissimi buonismi, è una parola magica. In quanto alla scrittura, in questi giorni mi diverto a strattonarla un po'. Ho rotto le palle ai miei alunni tutto l'anno sul "discorso diretto", indiretto, ed indiretto libero. Se leggessero adesso queste cose qui, come minimo, rabbrividirebbero. :)
RispondiEliminaIl mio dubbio è: Ma Villeneuve faceva davvero la "doppietta"?
RispondiEliminaUn salutone
Tarlo
Il mio dubbio è: Ma Villeneuve faceva davvero la "doppietta"?
RispondiEliminaUn salutone
Tarlo
Daniè, repetita iuvant? :)
RispondiEliminaOrmai, Daniè, non glielo possiamo più chiedere, a Gil. :)
la mitica doppia debraita, che non so cosa voglia dire ma così la conosco...:)*
RispondiEliminadici
RispondiEliminanella vita ci vuole reciprocità, lo dico sempre io!
mi associo ad arsenico per la gradevolezza - consueta, del resto - dei tuoi testi. in quelli biografici, poi, hai il tratto della pittrice
RispondiEliminavolvo in particolare ricordare con te la piacevolazza della conquista della doppietta frizionale della 500.
un privilegio che solo quelli della nostra generazione hanno elaborato.
vedo che hai letto l'articolo di claudio risè. costui è stato il mio psicanalista per molti anni. talmente importante e centrale per la centratura della mia vita che passo sopra con leggerezza alle sue attuali tendenze politiche.
devo dire che è da molto tempo che prescindo dalle appartenenze politiche nel mio relazionarmi all'altro.
ho impiegato molti decenni per raggiungere questo stato psicologico: provare a guardare i fatti (oggettivi e soggettivi) per quello che sono
ciao
a rileggerti
Onda, ti si vede poco ultimamente. Vacanze? :)
RispondiEliminaE dici bene, Sho. :)
Amalteo carissimo, e grazie come sempre per le cose che dici. Scindere la Persona dalle sue idee politiche è un affare assai delicato, assai. Richiede concreto equilibrio mentale, che io non ho, e parto prevenuta, e lo "sposto" subito al di là del confine dove risiedono gli stronzi. E i cristiani possono aver scritto capolavori e possono aver detto meraviglie, ma se diventano per es. moderni fascisti prendo il mio cancellino delle elementari e cancello tutto. Perchè, in fondo, una bambina so'. :)
splendido scambio
RispondiEliminaSì, Grace. :*
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