E se bastasse psicoanalizzare il mondo…

Un mio amico psicoanalista, in base alle teorie da lui seguite, mi insegnò, tempo fa,
che gli uomini, nei momenti di rabbia, incorrono in due pericoli gravi: l’istinto suicida e l’istinto omicida ( si spera più simbolici che reali). Se prevale il primo, ti rosichi alla grande, oscilli nell’impotenza, con modi altamente fantasiosi assumi su di te tutte le colpe del mondo e ti distruggi. Bien. L’altro non è meno deletereo, perché ti porta a proiettare tutte le colpe all’esterno, e ti verrebbe da prendere un cristiano qualunque, simbolo dell’umano vivere inumano, renderlo nemico universale, poi, farlo a pezzi.
Bien.
A me, in questo momento, mi sembra di averli tutti e due, ché le commistioni tra sentimenti opposti sono le più verosimili e frequenti.
Dall’impasse, se ne esce e come? Mo, secondo lui, basta saperlo. Riconoscere queste pulsioni, diciamoci la verità, ma che ci vuole? Poi, però, tocca tenerle a bada, perché oggi, compre sempre, i cavalli da cavalcare bisogna prima domarli. Qui, la questione diventa un pochino più complicata.
Très Bien.
Mica è finita.
Bisognerebbe astenersi da qualsiasi reazione immediata, con un controllo attivo della reattività ( “ad ogni reazione ne corrisponde un’altra uguale e contraria”), e questa è opera di esercizio e di grandissima pazienza. A furia d' insistere, secondo l’amico mio, una forma di equilibrio qualunque, prima o poi, emergerà.
ça va.
Io vi dico la verità, a tutto ciò, preferisco l’estraneamento, e chiamatelo rifugio, chiamatelo pure come vi pare.
Non mi interessa più l’umano, in certi momenti.
Sono una pietra, lanciata di qua e di là, in un campo di calcio, dai piedi esperti di un bambino, una pietra che incontra un burrone e comincia a scivolare, scivola, scivola, scivola, finisce in una pozzanghera d’acqua e sta lì, ferma. Poi esce il sole, l’acqua si asciuga, la pietra finisce tra le mani di un innamorato timido e nervoso, che la prende e la butta sotto un albero. Subito dopo, arriva un cane e, su quella pietra, sotto quelll’albero, ci fa pipì.
Oppure sono una lampada da interrogatorio in un commissariato, sbattuta con ferocia sul volto di delinquenti comuni, di serials killers morbosi, o di poveri cristiani che, per puro caso, si trovavano al posto sbagliato nel momento sbagliato: dovevano andare a fare la spesa al supermercato, invece sono finiti qui. E mica la sento la mano umidiccia dell’ispettore che mi fa andare su e giù, che sembra che con me faccia l’amore. Non sento niente, no.
Sono un portaombrelli, un materasso ad acqua, un filo per appendere i panni, un filo che barcolla nei cieli di Napoli, passando da un balcone all’altro nel chiasso polveroso dei quartieri spagnoli.
Sono una sigaretta, un preservativo dark, che funziona solo di notte ché troppo, troppo odia il sole, una gomma da masticare, un anello di bigiotteria dimenticato sul lavandino, nel bagno di un autogrill.
Credo che, a questo punto, l’esemplificazione possa bastare.
Una parvenza di sentimento piccola piccola riemerge solo quando, come ora, divento la pasta e piselli che, con fare amorevole, mi sta portando mia madre e che, a momenti, finito di scrivere, io mangerò.
Un bel classico napoletano, oh. I classici napoletani li ho studiati per una vita, oh. :)
da tutto ciò direi che l'umano ti interessa eccome, cara Renatì, almeno una buona parte di essi
RispondiElimina:)
Il tuo disinteresse all'umanità a mio parere ha prodotto un post davvero gradevole. Quasi più della pasta e piselli per te in questo istante. Bacio. NIKKA
RispondiEliminaNon farmi soffermare qui sugli antefatti. E fammi solo notare che scrivi troppo di getto, perchè se rileggessi dopo aver scritto (oh quanto ti siamo grati di non farlo spesso) avresti dovuto riconoscere che essere un filo banderuolante nei cieli di napoli un po di sentimento te lo muove.
RispondiEliminaoSmin
oh mirror giorno!
RispondiEliminaI tuoi sono esercizi di sopra-vivenza che vorrei poter far miei, quando mi capitasse una situazione come la tua.
RispondiEliminaCi vuole forza per dirli. Ci vuole forza per farli.
Comunque l’estraneamento (fuga direbbe il tuo amico psicanalista) è una strategia necessaria, giusta, adatta.
Sto copiando sul quaderno delle citazioni una tecnica di meditazione anch’essa interessante:
“Ogni tanto puoi semplicemente scomparire.
Seduto in giardino, inizi a sentire che stai scomparendo: osserva come ti sembra il mondo, quando te ne sei allontanato, quando non fai più parte del mondo, quando sei diventato assolutamente trasparente, Anche per un secondo, cerca di non essere”
Osho, La maturità, Edizioni Riza, 2004, p.162
Naturalmente te l’ho copiata solo per dirti che E’ UN ESERCIZIO MENTALE.
Tu, invece, sei nel mondo e dopo quel minuto di esercizi deve esserci per illuminare le strade con i tuoi trittici
un saluto caro per Missmirror :))
RispondiEliminati ricordi Renée come ci piacque l'espressione "abitare la distanza"? ebbé prima di tutto la distanza con gli umani, di tanto in tanto, noi stessi compresi ovviamente, è salute, fa salute, quella grande :)))
(vado e vengo eh?) baci, lé :)
dici
RispondiEliminaio la mia rabbia credo sia omicida, io ho provato a fare come il tuo amico e attendere e attendere prima di scrivere della Gelmini, ma non è che ne siano uscite proprio parole d'amore, in questi casi che si fa?
Ti abbraccio
Buonasera a tutti. Dite a quelli della prima fila di abbioccarsi un po', se no, non ci vedo.
RispondiElimina:)
Missmirror, "purtroppo sì". :)
RispondiEliminaHai visto come ti hanno accolto, quanti saluti? Sembri una Madonna sospesa in cielo. :))
Perfetto, Nikka. Che aggiungere di più? :)
E meno male che a dire queste cose, Osmin, è un Nordico comma tte. Sicuro, sicuro, Osmin, che qualche tuo avo lontano non fosse di Mondragone? Osmin, dimmi, la mozzarella ti piace assai? :)
Amalteo, credimi, di base sono assai solare. Nella solarità, i mostri dispettosi diventano piccoli piccoli, quasi inesistenti. E' il contatto con i bassifondi umani che mi fa uscire fuori di testa. Simbolizzati, per es., magnificamente in "Delicatessen", un vecchio film, lo ricordi?
Ed ora se mi dici che tu, Galantuomo del Nord, e fine musicologo, ecco, se mi dici che apprezzi anche qualche classico napoletano, mi fai contenta, sì. :)
Lè, devo trovare un modo efficace per traccuiare la distanza con me stessa, chè, in questo periodo ( toh, da quando è ricominciata la scuola) sono una PALLA. Gesù, che palla...:)
RispondiEliminaSho, e vieni qua, ià, che ci estraniamo un po'. :)
[allora qui scatta il sentire sisteriano...perchè anche in me abitano entrambi...posso estraniarmi pure io???=)]
RispondiEliminaMio padre diceva:"ad ogni cosa il suo peso"!Non si arrabbiava mai!
RispondiEliminaTi offrirò una pianta di caffè!
capita in certi momenti, col contrappunto di minestre con piselli
RispondiEliminaRenee, io propendo per: spaghetti al senso di colpa con frutti di mare mortificanti e fiori di zucca autofustiganti e qualche goccia di aceto aromatico abrutente; una rinfrescante insalata di rucola e sfiga, con pomodorini freschi d'inferno; una crostata di spine di rosa e rami di lamponi con una voluttuosa crema al sapor di tutto quello che vorrei essere con retrogusto al miele di montagna, le vette impossibili.
RispondiEliminaE per finire, un amaro al nero di mare infinito che ci potrebbe accogliere, se solo ci lasciassimo abbracciare. :)
Trascuri le afose giornate di settembre in cui ti prende improvvisa una rabbia più antica, per essere stata trascurata dal funzionario addetto all'amministrazione del Tempo: dimentico di te, ha scritto che devi essere qui e ora, a celebrare l'antico rito della vita che cresce sotto i tuoi occhi, per niente distratta dalle mani e dagli occhi per niente distratti di chi conosce le vie segrete del cuore e non scriverebbe mai che tu devi essere proprio qui e proprio ora, quando nell'aria un sentore d'autunno annuncia già che è tempo di partire. Siamo chiamati ad altri stupori. La vita attende te, proprio te, dolce amica, sulle sponde dell'aria appena sfiorate da venti leggeri. Noi non riusciamo a sentire l'alito nuovo che si agita nell'aria. Siamo ancora presi dalla calura estiva, che ci opprime per intero, dimentichi della stagione che incede lentamente, con promesse di felicità che dobbiamo cogliere: i frutti di una stagione cederanno il passo ai frutti della stagione che verrà. La vita prenderà altri sapori. L'estate finirà. Preparati alla mite stagione, che avanza da lontano transito lieve ad altri sobbalzi del cuore. E' tempo di andare. Lasciati alle spalle i rumori dei guardiani ottusi del tempo. Lascia che la tua anima dica sì. E' tempo di andare. Sei chiamata altrove.
RispondiEliminaLa mozzarella certo che mi piace assai, ma quanto agli antenati davvero io non ho notizia di nessun antenato che sia nato sotto il Po, anzi direi di nessun antenato che non sia nato in mezzo alle alpi, tranne uno che potrebbe essere nato nella pianura ma ai piedi delle montagne. Dovrei indagare meglio. Ma credo sia così. :)
RispondiEliminae pensa neppure sono mai stato a napoli tranne che quando avevo tre anni che non mi ricordo nulla.
Se sei una pietra, sei la più autentica di tutte le pietre.
RispondiEliminasi, si, estraniamoci!!!
RispondiEliminaE ora voglio fare una delle mie solite brevi preghiere senza destinario.
RispondiEliminaLi ho conosciuti stamattina.
Tutti nuovi, quest'anno, i "miei ragazzi". Facce limpide, sveglie, disponibili all'affettività reciproca,
alla risata più autentica.
Li ho guardati ad uno, ad uno,
poi,
mi sono perdutamente inamorata di loro.
Ho fatto teatro, per conquistarli.
In aule umidiccie con, serpeggianti, 42 gradi.
Speriamo che le cose si aggiustino in quella scuola e che, per motivi tecnici, non me li tolgano.
Potrebbe essere un grande anno, questo, un grande anno, questo, sì.
Che diamine!
Per una volta, almeno, le cose non potrebbero incastrarsi nel modo migliore?
:)
si'!
RispondiEliminaMorfea, ok, nella lista degli estraniati, sei stata aggiunta pure tu. :)
RispondiEliminaAnonimo, prima di offrirmi la pianta di caffè, almeno dimmi chi sei. :)
Capita, Onda. Poi, passa. :)
Onbeauty, l'amaro, questo tuo amaro mi piace proprio. :)
Hai ragione, Kensington, è tempo di andare. Ci sono delle voci limpide che chiamano, chiamano insistentemente. Te lo prometto, questa volta non le ignorerò. :)
Indaga, Osmin, indaga e fidati, io ti conosco, tu non sei al 100% nordico. :)
Esagerato, certe volte, te ne esci con dei "lampi" che mi riconciliano con la vita. :)
Aggiungiti, Sho. :)
mi piace questa resa utile
RispondiEliminami viene di chiamarla così
bello tutto il giro di giostra sotto la pelle delle maledizioni che siamo
debbo dire che non rientro nelle due categorie. e son sincero ( ma dai! )...
una volta, nervosissimo, per calmarmi presi a morsi un'arancia...con la buccia e tutto
l'aspro mi ricordò quanto ero scemo, ad essere così nervoso
poi smisi
sarà il ricordo del saporaccio di quell'arancia
non lo so
tra tutto, mi sento più il cane con la vescica da vuotare
comunque cambierei albro
non mi va di usare nulla come soggetto da prendere di mira
e gli uomini presenti lo sanno che lo si fa, si prende il NOoooooooooooSTRO COSOoooooooooooOOONE, UN COSOoooooooooooooOOOONE ENOoooooooooooooORME ( da leggersi con voce da orco buono e sorridente ) ( chi non ride ce l'ha più piccolo di me ahahahahaha ) e si fa pipì, puntado contro qualcosa
comunque, tutto il pandemonio qui sopra, solo per dire che è il SOLITO bel pezzone..che puzza di pelle ed ha le unghie sporche...come siamo tutti noi...
RispondiEliminacome scrive Elsa Morante:
"tu lo sapevi che le fanciullezze sulla terra/ sono un passaggio di barbari divini"
il mondo lo salveranno i ragazzini, no?
gugl
Ramificazioni, mi piace "resa utile", mi piace assai.
RispondiEliminaE penso che il kalumet della pace che ci siamo fumati
era di ottima qualità.
:))
Gugl,
RispondiEliminaamico caro,
questa è una delle cose più belle dette dalla Morante.
Grazie di averla portata qui.
:)
l'ho sentito che diceva: io ho la scorta per avere la libertà di parola, ma ho dovuto rinunciare a tutte le altre mie libertà...
RispondiElimina[saviano...avrei voluto incontrarlo...andare a mantova e magari regalarle una poesia...mi ricorda i miei angeli borsellino e falcone...]
RispondiElimina[i tuoi alunni...sai che pensavo che sarei stata felice di averti come insegnante...sisi]
l'orsite è la salvezza del mondo!
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaOggi, a scuola, giorno libero.
Libero per modo di dire.:)
Che, in questo giorno, devo concentrare tutte le altre esigenze del quotidiano settimanale, tipo la fisioterapia.
Ecco, mo se ne è andato Nino, il fisioterapista. L'ho già detto che,a casa mia, entrano soltanto quelli con il certificato di pazzia buona e doc.
Ovvio, pure Nino è pazzo e surreale. E sa il tedesco, e, certe volte mi racconta le barzellette sporche in quella lingua lì. Che io non so, però capisco tutto, dalle facce buffe che fa. :)
Alle 11 arriva gina, la parrucchiera volante di 19 anni, che mi ripete sempre: "Renata,dai fiducia, impara a dare fiducia". Se, se, se, con lei bisogna stare attenti: se trova una forbice qualunque, ti rasa fino all'osso, riducendoti come uno yorkshire nel mese di agosto.
Ecco qui.
I quotidiani.
Possono essere pure divertenti, ma chi lo dice che no...
:)
Buongiorno, Sho,
RispondiEliminaBuongiorno Morfea,
a Qwe e agli orsi solitari con gli orsetti.
Roberto, Roberto Saviano, dovunque tu sia e qualunque cosa tu stia facendo in questo momento,
il buongiorno meno retorico, più forte, più viscerale è per te e per i ragazzi della scorta.
:)
ehi buon giorno anche da quella che tu (decisamente improprio) definisti Madonna sospesa :D a oSmin e Multiversum
RispondiEliminasai Renatì che tu un pochino ci assomigli a Roberto Saviano? basta solo leggere come ami i tuoi 'ragazzi'
bacione
M
ps io sto ancora aspettando il negozio di collane
RispondiEliminaanche se...forse ho capito qual è :)
[la prossima volta scrivo...pigghiata da diciche:-P]
RispondiEliminaCon te mi diverto e imparo...molto...
RispondiEliminaciao Renatì, spero di venirti a trovare presto
P.S. Ma quel Roberto Saviano non ce l'ha un blog?
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaHo tante storie nella testa.
Loro stesse, però, mi dicono: "Non essere impaziente, non scrivere, aspetta, aspetta ancora. "
:)
Missmirror, la differenza fondamentale è che lui rischia, in ogni momento, la vita. Io la mia la consumo, fumando sigarette.
RispondiEliminaWè, se hai individuato il negozio, allora vai, corri, poi ci mettiamo d'accordo per il vaglia. :))
Morfea, eh...:)))
Mariafrancesca, non so se Roberto ha un blog. Mi informo. :))
Io aspetto le tue nuove parole con impazienza.
RispondiElimina;)
Buonanotte diciche (e anche a Saviano e i ragazzi della scorta)
RispondiEliminaChe interpretazione cantata.
RispondiEliminaSplendida.
Buona notte
Aura
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaStamattina, astenia totale.
Gradi: 43.
Ora vado a scuola.
Un'ora di lezione: dalle 11 alle 11.50.
Speriamo che un'ottusità calorica non si impossessi completamente di me.
Sigarette fumate fino ad adesso: poche.
Capelli: a pazza.
Lucidità: cambiamo argomento.
Pensiero buono: arrivata a scuola mi sparo un altro caffè.
2° pensiero buono: ci sono persone che scrivono da Dio.
3° pensiero buono: (top secret).
:))
Aropp
[nemmeno io la rimpiango...credo sia stata una delle peggiori a parte il cambio di lavoro]
RispondiEliminaSai ci pensavo oggi. All'immobilità assoluta e sveglia che serve, unica e sola a fronteggiare la nostra distruttività, auto o etero che sia.
RispondiEliminaNon essere reattiva mi piacerebbe molto. Ma nel mio caso è un puro sogno.
hai letto la mia "poetessa della settimana"? ti piacerà!
RispondiEliminagugl
spero sia andata bene la giornata a scuola.
RispondiEliminaMi sono commossa per Saviano. Ma qua il blog prosegue nei commenti!
lasciatemi così, come una cosa posata, un filo per appendere i panni, una canzone in una bocca sbagliata (che a me Lina Disastri non nè che mi piace tanto come interprete della canzone classica napoletana)
RispondiEliminaDove sei?
RispondiElimina[buongiorno renèè...proprio di un soffio...a breve si va a lavoro...:) ti voglio bene]
RispondiElimina[ps* la poe da me...è triste ma fa parte di qui giochi poetici...per ora la pace resta giuro:)]
Buongiorno, Morfea.
RispondiEliminaGrace, ed io so che queste parole tu le senti davvero tanto.
Gugl, l'ho letta. Per me, credo per molti, è un classico: quando una cosa mi piace davvero tanto, lì per lì, non ho parole.
Aitan, ascolta, lo dico perchè mi interessa e non per dire una cosa così: a quale interprete tu avresti messo in bocca questo pezzo?
Esagerato, sono qua, proprio qua, ma, tra poco, vado a scuola.
Bene, Morfea, bene.
Dicono che questa notte pioverà.
RispondiEliminaA guardarsi bene intorno, un simbolo per gli eventi climatici eccessivi uno lo trova sempre.
Un fotogramma assolutamente inutile che rimane là, come pellicola sprecata dei ciak venuti male.
Il caldo umido.
L'aria appiccicosa.
Il camion che ha creato una fila enorme di macchine trasporta catrame e va a 20 all'ora.
Papà finalmente lo sorpassa con determinazione.
Io urlo all'anonimo autista con la canottiera sudata: "Ciao, il tuo catrame me lo prendo come simbolo.
E tu non correre, eh? "
:)
[qui ha diluviato...]
RispondiEliminaQui non c'è "segno" di catrame. Son di ritorno dall'africa, c'è un internet cafè in aeroporto che mi serve per complimentarmi con tuo padre ....com'è ardito. é un piacere ritrovarti.
RispondiEliminaAdele
:)
è l'altro post...ok? c'è tanta confusione, qui.
RispondiEliminabesos
Adele, arditissimo è padre mio. E meno male che anche tu stai ritornando a casa. :))
RispondiElimina