Irrazionale? Debole? Patetica? Ma chi cacchio se ne importa. Il mondo va così. Moltiplicarsi di solitudini e adesione fatua a balbettii di coscienza.

foto g. demarquet
Proteggimi, proteggimi, con la tua debolezza,
non ci sono libri che contengano le parole adatte,
quando sono così cieca, così…
e questo corpo che vive, mio malgrado, si allarga, urla, si intenerisce,
e un corpo come il mio dovrebbe tacere, tacere, non reclamare come diritti
delle concrete quote d’amore,
un corpo come il mio dovrebbe tacere,
avviarsi solitario
verso improvvisati muri del riso
o del pianto.
Invece, lui è vivo,
parla,
parla di falene che si muovono leggere,
solo per un giorno,
e sono così belle le falene,
quando si muovono così,
anche se tutt’intorno
è solo
un cumulo di macerie
che brilla
nella
pioggia.
Radiodervish, La falena e la candela
wow.. le tue poesie mi lasciano sempre senza parole
RispondiEliminaNessuno può proteggerti/ci. Ognuno è debole e forte "insieme".
RispondiEliminaIl corpo, poi..... "USALO" per ciò che serve..... è persino possibile che tutt'intorno brilli.
La musica depone a favore ed ormai piango di emozione.
un sorriso
Adele
arrivo da Querita, ho letto un pò, mi ha colpita il riferimento a pollock, avendolo studiato con mio figlio per la tesina di terza media, mi ha affascinata, insano e artista.
RispondiEliminaPer quanto riguarda il corpo, perchè dovrebbe tacere? Nessuno ha il diritto di farlo tacere
Ti comunico che, nel frattempo, ho curato una ferita "dolcemente" Africana...
RispondiEliminabesos
Adele
Renata, quando dici queste cose mi incazzo forte con te. Non lo dico perchè ti conosco da 12 anni, perchè ti voglio bene più di una sorella, ma tu sei una donna bellissima, bello il tuo viso, i tuoi occhi, il tuo corpo. A parte quei piccoli problemi che conosciamo. Chi ti ama, lo sai, lo sai, non li vede più.
RispondiEliminaLe.
Darei non so cosa per essere con te in questo momento. Stringerti come un uomo che dopo anni riabbraccia finalmente la sua donna.
RispondiEliminaMi permetto di dirti questo, anzi perdonami , è solo quello che sento.
oh il corpo non fa mai quello che vorremmo
RispondiEliminaAlle parole di Le. mi associo anch'io. Io, che ho conosciuto e amato la bellezza del tuo viso, dei tuoi occhi, del tuo essere una grande donna, del tuo essermi sorella...
RispondiEliminavania
non si può dire nulla di come gli altri vivano il proprio corpo
RispondiEliminaè una cosa unica, intima, inarrivabile
ma non ho "badato" alla parte sul corpo
il finale è quanto mi fa dire: vero e bello
Tra le cose nascoste dalla fondazione del mondo, la più preziosa è stata scovata e rivelata da Marina Cvetaeva: "... l'anima, che per l'uomo comune è il vertice della spiritualità, per l'uomo spirituale è quasi carne". E tu lo sai bene.
RispondiEliminaNon tra 'anima' e 'corpo' si gioca il nostro destino, né in improbabili percorsi dall'uno all'altra troveremo le ragioni del nostro consistere qui e ora. Il corpo vivente linguistico (Sprachleib) - come Maurice Merleau-Ponty chiamava il Sè, con l'aiuto della Psichiatria fenomenologica tedesca - è in uno la tua Realtà umana.
Un abbraccio fraterno, come quello che hai 'scatenato' con il tuo post, è la riprova del fatto che la realtà animica del corpo non si riduce ai palpiti della carne. Il nostro corpo potrà soffrire le sue mancanze, ma parlerà alle persone che ci amano di altri autunni e di pietanze calabre di cui sentiamo il sapore nitidamente. Corriamo a cercare nelle botteghe specializzate - le boutique del cibo - i profumi e i sapori della tua terra, in attesa del giorno in cui ti deciderai ad invitarci tutti a casa tua.
Monta il sospetto che tu sia un'anima avara - oltre che 'persa', data la tua follia incipiente -: racconti di piatti che degusti da sola, per farci invidia e per farci soffrire: qui siamo a pane e acqua, e trascuri l'invito a consumare alla tua mensa il cibo divino.
Non conosci il pane quotidiano, che va spezzato insieme? fino a quando, donna di poca fede, abuserai della nostra pazienza?
faccio mio tutto quello che chi ti vuol bene ti ha lasciato qui, con il garbo e la delicatezza che la tua ospitalità suggerisce e richiede...aggiungo una sola cosa, che sai benissimo del resto, ma come succede sempre sappiamo molto per gli altri e ce ne dimentichiamo per noi. Diritti o non diritti del corpo (chi può dire di saperne qualcosa?) , sentirti "corpo che vive, mio malgrado, si allarga, urla, si intenerisce" è percepire quello che esattamente sta accadendo di fatto; e dunque tutto il resto è invenzione, inutilità, roba astratta, e pure trappola: soprattutto quando comincia con la parola "dovrebbe"
RispondiEliminaciao amica cara
leti
delle concrete quo
Questo blog è bellissimo.
RispondiEliminaParli di te, però chi legge capisce tante cose dell' anima umana.
Grazie
Eleonora
Voglio leggere tutto quello che hai scritto
ma si può avere amici migliori? :-)
RispondiEliminagugl
Buona sera a tutti.
RispondiEliminaOggi, a scuola, ho fatto un coup de théâtre. Mi sono portato mio cognato Giovanni, l'attore. E, di fronte ad una classe mezza sbigottita ed assonnata, gli ho fatto leggere, con la sua voce potente, una cosa che avevo scritto io. Sulla falsariga della quale, poi, dovevano scrivere loro. Eccerto, devono imparare a scrivere e pure in un modo originale, oh.
Sempre lui, Giovanni, mi è venuto a prendere all'uscita, tardi tardi, ché il venerdì, a scuola, è un'altra giornata maledetta. Mio cognato è brillante assai e sempre con la battuta pronta. Ha aperto il finestrino, dietro alle frotte di ragazzi, e ha cominciato ad urlare:
" Ma perchèèèèèèèèèèèèè?". E tutti si sono girati, rispondendo in coro: "Perchè cosa?" E lui, tomo tomo, : "Perchè cavolo oggi vi volete suicidare tutti con la macchina mia...". Risate, tante.
E in macchina parlava, parlava, parlava, figuratevi che mi ha raccontato tutta la tesi di laurea di Celine, lo scrittore.
Io ero un po' distratta. Lui mi ha accarezzato la testa e mi ha detto così: " Stanca, vero? Il guaio è che devi sempre ballare, tu, in quel confine alto di lotta. Ma sei brava a "ballare". Balla così, ancora, alla maledetta dai filo da torcere. Lei mica balla come te."
Ecco, io ho due fratelli maschi.
Ma il fratello mio vero è proprio lui, Giovanni.
Mia sorella, avvocato e giudice tosto, dice che lui sta sempre con la testa tra le nuvole e bla bla bla bla.
Ma poi lo ama, oh.
:)
Gugl, hai perfettamente ragione, non si possono avere amici migliori di questi. Hai visto come sono belle, intense, "appropriate" le loro parole?
RispondiEliminaAspè, mo li ringrazio tutti, ad uno, ad uno, aspè:
Tangerine ( Gugl, lei va ancora a scuola, ma è una tosta),
Adele ( torna dall'Africa, ed io adesso voglio proprio sapere cos'è questa storia della "dolce ferita africana", mmm :) )
Calmaapparentex ( è un'amica nuova e, visto che le interessa tanto Pollock, le consiglierei di vedere anche il film, bellissimo, sulla sua vita)
Le. e Vania ( sono amiche inossidabili anche nella vita reale, due donne davvero belle, Gugl, belle assai, di più, preziose.) :)
Esagerato ( hai visto quello che ha scritto? Lui, non lo conosco, ma deve essere una persona delicata, sensibile. Così dicono le sue parole :) )
Grace, oora, ha scritto poco, ma, nelle sue vene, scorre una vena dionisiaca che non si placa mai. :)
Ramificazioni, (a mio parere, è uno scrittore. Lui ama Bukowski, ma secondo me è pure meglio di Charles, pure meglio. :) )
Kensington ( Gugl, che te lo dico a fare, non lo vedi quanto le sue parole parlino per lui? Qua mi sfotte. Ma io glielo dico sempre che potrebbe essere un grandissimo umorista. Meglio di tutti quelli che, nel '900, abbiamo avuto in Italia. Purtroppo, non ce ne sono stati assai :)
Letizia ( la nostra cara amica filosofa, ma mi sa che tu la conosci già. E conosci le sue parole umane, ma acute come punte di spillo) :)
E, per ultimo, rimani tu. Se ti abbracciassi? :)
Eleonora, scusa, ti ho saltato.
RispondiEliminagrazie per i tuoi apprezzamenti e leggi, leggi, pure, c'è un sacco di roba, anche se questo blog è ancora giovane: ha solo due anni. :)
bellissima, un capovolgimento totale delle convinzioni che solo la poesia e la vita riescono effettivamente a effettuare
RispondiEliminaproteggimi con la tua debolezza
da brividi...
due anni?
RispondiEliminaMa allora è il tuo compliblog!!!
Augurissimi!!!
Che bella la poesia, ma dimmi è da li che deriva il nick o il contrario?
Gugl, ecco Shoruel: giovane, vivace, scrive moltissimo, le piace riadattare le fiabe in chiave moderna, dove compare quasi sempre un oscuro orco cattivo che si chiama Berlusconi. O la sua ombra, proiettata in un futuro non lontanissimo. :)
RispondiEliminaSho, claro, il nick viene da lì. :)
Gugl, per concludere, una piccola rievocazione letteraria: nell'epoca berlusconiana attuale, mi viene sempre più in mente un vecchio libro di Sciascia: "Il contesto". Non so se ricordi, dal libro era stato tratto anche un film. Forse nessun altro testo mi trasmise, all'epoca, quando lo lessi, quel senso di occulta macchinazione di cui il potere si nutre, dove tutto è pericolo, e tutto rimane senza nome. Anche, e a maggior ragione, quando i "nemici" appaiono manifesti.
Ecco.
Si dice,
si parla,
si continua a dire.
Et voila, bonne nuit.
:)
Buonanotte Renata. Se uno viene da te, non se ne torna mai a mani vuote. Sei vita allo stato puro.
RispondiElimina;)
[mi accodo ad esagerato...e...che dire dico che ringrazio questo paese che è splinder per avermi fatto incrociare te e le tue parole*]
RispondiEliminaEsagerato,
RispondiEliminaMorfea, un bacetto ad entrambi.
:)
Cara amica, hai fatto il gesto migliore che un blogger possa fare: presentare gli amici, così che questo luogo diventi qualcosa di più che un semplice spazio personale dove ciascuno, a compartimenti stagni, dialoga con la padrona di casa; con i tuoi ritratti- presentazioni hai costruito una rete di relazioni positive.
RispondiEliminaSta a noi renderle feconde.
ciao a tutti (e grazie)
gugl
Emerito Gugl, e dunque mi fa molto piacere che Lei, questo gesto, l'abbia apprezzato.
RispondiElimina:)
viviamo di relazioni.
RispondiEliminala prima è quella con il nostro corpo. forse è sulla base di quella relazione che rimane una traccia mnestica per le altre relazioni che costruiamo nel nostro percorso di vita.
tu lo dici con le parole poetiche e con l'immagine della falena.
tutti siamo accomunati perfino nel volo improvviso della falena notturna.
ci differenziamo, tuttavia, da ogni altro vivente per il fatto che noi sappiamo di sapere ("balbettii di cosceienza")
e allora dove tendiamo noi viventi umani?
ho una sola risposta (carica di dubbi, di contraddizioni, di paure ...): tendiamo ad allargare progressivamemente il campo della coscienza. compresi tutti i grandi passi che ci attendono.
on se lie, cara renée
Considero un privilegio aver conosciuto tuo cognato
RispondiElimina:)
Dove tendiamo, caro Amalteo? Personalmente, ancora e sempre, verso tutto ciò che ancora contiene un margine di profumo di verità. Come le tue parole. :)
RispondiEliminaSebastiano, e qua sono seria, il vero privilegio è stato l'aver conosciuto me. Ma tu, questo privilegio, l'hai sottovalutato. :)
Non l'ho sottovalutato, e dico la verità :)
RispondiElimina