A tutti quelli che hanno bisogno di sentirsi dire due cosette così ( a loro le dico io, e manco fossi dio) :)

foto martin von den driech
Ti accarezzo le mani,
tu le mie stringile, stringile forte.
Vedi quelle direzioni come sembrano obbligate?
Invece no, sono solo una vecchia fabbrica,
prototipo gelido,
archeologia industriale.
Indicami,
impreciso,
il punto inesatto del tuo orrore.
Voglio guardarlo.
Poi, cercare il mio,
con inclemenza.
Non fa rumore, sai?
Arriva all’improvviso,
forte, lieve,
acrobatica, surreale,
la possibilità
di afferrare
“quel che resta
del giorno”.
Kylie Minogue, Nick Cave, Where the wild Roses grow
Stamattina, aggiungo un nuovo pezzo. Postato già qualche mese fa. Ma sa di buono, di viaggi che cominciano all'alba su strade larghe larghe. Come transiti di uomini senza eccessivi carichi pendenti. :)
non dite che non si capiscono,
RispondiEliminasono cosette semplici,
scarne, scarne.
:))
Assaporo e non commento ;) NIKKA
RispondiEliminaNikka, :)
RispondiEliminaStringo, stringo forte.
RispondiEliminaSpariti tutti, boh...:)))
RispondiEliminaBene, esagerato, dedichiamoci tranquillamente a questo esercizio salutare. :)
c'è della stoffa e un corpo sotto, ci sei tu, dispettosa verso le regole della poesia e dura come l'acciaio (quando fa freddo).
RispondiEliminagugl
Gugl, dimmi, quali sono le regole della poesia?
RispondiElimina:))
Ah, tutto è simbolo e analogia!
RispondiEliminaIl vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt'altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.
Tutto ciò che vediamo è qualcos'altro.
L'ampia marea, la marea ansiosa,
è l'eco di un'altra marea che sta
laddove è reale il mondo che esiste.
Tutto ciò che abbiamo è dimenticanza.
La notte fredda, il passare del vento
sono ombre di mani i cui gesti sono
L'illusione madre di questa illusione.
FERNANDO PESSOA, Faust, Atto primo, 1932
__________________
Ma le tue mani sono ben vive. Reale è questa mancanza di un contatto che solo garantirebbe alle tue mani di essere vere. Io sono lì, presso le tue mani a constatare per un po' che sono vivo e che è vero che sono lì, presso le tue mani. Oh, se le nostre mani potessero incontrarsi! Tutto sarebbe (più) vero!
[in silenzio letto e sorrido]
RispondiEliminaCosette semplici, scarne scarne.
RispondiEliminaCercare il punto dei propri intimi reciproci orrori. E stringersi le mani. Sì è un'immagine, scarna è un'immagine nuda, piena di suggestioni, asciutte e infuocate, per me.
Quel che resta del giorno certo va afferrato ... va afferrato.
Il nostro unico imperativo è vivere.
E' forse, anche se a volte così non sembra, l'unico modo di mantenere vivo e di continuamente trasformare il nostro passato, anche se certi piccoli vuoti, restano, e amorevolmente e dolorosamente, resteranno sempre, attaccati al nostro cuore.
oSmin
Buon giorno a tutti.
RispondiEliminaTra mezz'ora vado al Collegio docenti.
Perchè, perchè mi sento la reincarnazione scema di Kierkegaard
quando vado ad un collegio docenti? :))
Osservazioni davvero fuori luogo, ma sono già stanca, come se non avessi proprio dormito, ho bisogno di esaltarmi un po': considero quest'ultimo uno dei miei post più belli. :)
RispondiEliminaGabriele, le mani, le mani, metonimia timida di un corpo. :)
Buongiorno Morfè. :)
Osmin ha capito perfettamente. :)
il commento numero 1 mi pare una boiata
RispondiElimina;-)
il punto impreciso del mio orrore è quell'istante di solitudine che falsifica le risa condivise in precedenza. E' il volta gabbana del dispetto che tronca una conversazione amorosa. E' quell'ora della notte in cui sembra che tutto sia stato inutile, prima che resti il giorno seguente da raccogliere.
RispondiEliminaperdonami, preferirei di no :)
RispondiEliminabellissimo il post e bellissimo pure il commento proprio sopra il mio. non so perchè ma ogni volta che sento la parola ORRORE penso prima a Marlon Brando-Kurtz che nella penombra dice "L'orrore... l'orrore..." in Apocalypse Now, poi subito dopo penso a Neil Young..."Per sfuggire all'orrore affondaci dentro". Ma in realtà la mia attenzione non so perchè si concentra nella reciprocità generale di queste parole... nel mostrare e nel trovare, cosa che di rado succede quando due persone si vengono così vicine da rendere possibile questo specchio... non so, "perdo parole" forse, come diceva un mio amico... : )
RispondiEliminal'interno orrore mio e' in sintonia con quello di chameli, e non potrei dirlo con parole cosi' chiare. la poesia e' bellissima e specie, a quell'acrobatica mi ci stringo, perche' e' cosi' davvero che a volte per assonanze sfuggenti e danze di pensieri ci si ritrova aperti e pieni
RispondiElimina[come andò?]
RispondiEliminaAbissi di senso. Altro sche scarna, bellissima.
RispondiEliminami colpisce sempre il tuo sguardo al tempo "oggettivo" eppure così soggettivo.
RispondiEliminalo sai vero che ti ho sempre pensato in queste settimane, vero?
ho girato con le tue pagine stampate.
ora piano piano proverò a dipanarle
buoni giorni
...io invece ho dita che non fanno che dire...raccontare...che non vogliono smettere di ricordare...e stringere senza paura tonnellate di ''niente''...
RispondiEliminaNick Cave & P.J. Harvey....cerca il video insieme...
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaSpero che almeno voi stiate bene.
Diciche, oggi, ha avuto una giornata stressantissima al lavoro, ed ha capito che, se possibile, le renderanno la vita ancora più difficile dell'anno precedente. Ma la colpa non è mica degli altri, la Preside, i vicepresidi, no, no. E' solo lo spettacolo mediocre di un inconscio collettivo che agisce e fa cose cattive perchè ha paura dell'evidenza del dolore. Lei ha cercato pure di tranquillizzarli, si è alzata, come una miracolata di Lourdes, dalla sua sedia a rotelle, e ha attraversato, con passetti piccoli, una parte dell'aula docenti. Ed aveva un vestito a pois, proprio corto, e il solito rossetto rosso.
Ma niente, la sua azione non è stata efficace.
Così non ha riflettuto subito sul da farsi, mentre le snocciolavano le condizioni impossibili del suo anno di lavoro. Solo, ha cercato di non lasciarsi divorare dalla disperazione.
Dici
RispondiEliminaquesta foto mi entra dentro, è bellissima e la poesia... beh, quella davvero mi ha lasciato così, sguardo fisso, dita nervose, indecise su cosa scrivere che si agitano a vanvera sulla tastiera!
Sai, a volte davvero c'è bisogno di tenersi le mani e fissare i reciproci orrori così io te le strongo le mani, forte.
...Poi, è arrivata a casa proprio tardi. E la sua testa ha cominciato a macinare, malgrado la stanchezza, nella stanchezza. Fa sempre così. E le ha ribadito un concetto semplice: la lotta tra efficientismo e creatività è una lotta impari, perchè il potere sempre dalla parte dell'efficientismo sceglie di stare. E laddove la creatività, diciamo così, si mette a lottare in maniera "classica" a polpettine per fare il sugo viene ridotta.
RispondiEliminaE allora?
Che fare?
Certo, mantenere la creatività, per una che, come lei, non può adeguarsi
ad un veloce efficientismo è fondamentale.
E, veramente, riuscire a mantenerla sarebbe importante per tutti, se no, come si fa respirare?
Questo non lo dice mica solo lei, lo diceanche, più autorevolmente, quel geniaccio senza fondo di pensiero che è Immanuel Kant. E lo spiegava il grandioso professore di Estetica Emilio Garroni, che Diciche ha avuto la fortuna di avere all'università.
"Ragazzi, ma che davvero pensate che Kant nella Critica del giudizio parli solo di bellezza e di sublime o di criteri di giudizi del bello? No, no,quello cerca e vuole dimostrare che un principio, un principio immaginativo- creativo (il principio di indeterminazione) è alla base di ogni agire umano. Nessuna scoperta scientifica sarebbe possibile senza questo, nessuna organizzazione logistico-pratica."
...(Continua).
RispondiEliminaE, secondo voi, Diciche poteva alzarsi stamattina, in quell'ambiente,
per dire queste cose? L'avrebbero mandata a fanculo direttamente, forse espulsa da tutte le scuole. :)
Che fare, dunque?
1) Evitare lo scontro diretto con quel potere che si crede più forte.
2) Riconoscoscerlo, persino, nonostante sia ricoperto di materia fecale.
3) Esprimere la propria "denuncia" ed il suo desiderio di avere più spazio per il suo lavoro- vita, magari in sottotono, magari in una lettera informale, utilizzando quel linguaggio di viscere che sa usare lei.
Diciche non crede tanto alle "parole d'amore scritte a macchina" degli avvocati, come dice Paolo Conte in una sua famosa canzone.
E nemmeno nella giustizia, quando rimane un concetto astratto.
Come Antigone, lei crede in altre leggi e, come lei, è disposta pure a morire per poterle realizzare.
Diciche, oggi, è assai pesante.
E lo sa.
:)
Dici tu non sei pesante e a me spiace aver interrotto il tuo bellissimo pensiero col mio commento, l'ho fatto inavvertitamente, se vuoi cancellami, non c'è problema.
RispondiEliminaRené, anch'io credo nelle parole che nascono dalla pancia e parlano al cuore, spero che riesca a usarle a usare tutte quelle che servono
Ti voglio tanto bene
Un bacione
Errata corrige: "il potere sempre dalla parte dell'efficientismo sceglie di stare".
RispondiEliminaOvvio, bisognava aggiungere anche "finto-efficientismo" e mi è sfuggito.
Di quest'ultimo, mica c'è molto da spiegare: basta solo guardare il genere- Italia dei nostri tempi, et voilà, se ne forma subito il più brillante esempio.
:)
Mo sapete che faccio?
Mangio e sto un po' qua con voi, in religioso silenzio.
Domattina, però, parliamo, che sono a casa. E vengo a vedere le ultime cose che avete scritto.
Oggi, mi sono mancate. Assai.
:)
dopo tutte le sacrosanteverità che ci hai versato addosso e delle quali ti ringraziamo (parlo io anche a nome di chi non conosco a costo di prendermi un fanculo -) ti auguriamo una felice notte dove sorvoli le alpi innevate, nell'aria tersa, elaborando limpidissimi pensieri sulla via d'uscita da questa melma che c'intossica ogni categoria dell'intelletto.
RispondiEliminaun abbraccio!
gugl (e chi con lui)
Il punto inesatto del mio orrore è non riuscire a vivere come vorrei.
RispondiEliminaRenata, grazie anche da parte mia, per il post e per le tue parole lucidissime nei commenti. Non troverò mai parole adeguate per esprimere tutta l'ammirazione nei tuoi confronti.
RispondiEliminaLa cosa straordinaria è che dai sempre. Meriteresti il giusto ritorno di tutto quello che dai.
Mi piace il tuo post.
RispondiEliminaAnzi è molto di più ciò che sento. :)
Mi piaci tu, Renata.
Ti auguro un buon fine settimana.
Aura
che non sta bene ancora,
che corre a letto.
Mah. Mah. Mah.
RispondiEliminaE, comunque, buongiorno a tutti.
Ramificazioni, considerato chi l'ha scritto, non dubito che tu possa avere ragione. :)
RispondiEliminaGrace, Onbeauty, Sonic, sono davvero belle le vostre parole, proprio belle. Hanno un profumo di verità. :)
Missmirror vome Barthebly? :)
Antonè, e, come andò, lo dissi. :)
Anonimo/a, ma merci. :)
Amalteo, mi pare di aver sentito questa cosa, sì. :)
Yllo, mi ero già fatta una scorpacciata di loro video. :)
Sho, io non cancello nessun commento. Figurati i tuoi. :)
Gugl, stanotte, come Lafcadio, mi sono fatta un giretto nei sotterranei del Vaticano. Cercavo qualcuno per effettuare un omicidio gratuito. Invece, c'era solo la buonanima di Gide, con un cero in mano. Ci siamo fatti due chiacchiere e abbiamo bevuto una birretta. Giuseppe Ratzinger, di sopra, faceva , ad alta voce, delle tirate assai sconclusionate, in tedesco.
Gù, grazie.
:)
E questo mi sa tanto, Sebastiano, che è un punto inesatto d'orrore comune a molti. :)
Aura, e lo dico sorridendo, io non sono una riservata, qua sbatto tutto e non me ne frega proprio un accidenti. Tu magari lo sei. Ma, siccome "stanchezza" è la tua parola chiave, mi verrebbe proprio da chiederti: che hai? Ha un nome il tuo "male"? Lavori troppo, soffri di un disturbo fisico particolare, sei prigioniera di qualcuno, Aura, che hai? :)
Esagerato, mi perdoni di averti saltato?
RispondiEliminaLo sai cos'è?
Il "ritorno", e dico "per fortuna", NON
è mai un treno
con orario obbligato.
:)
Bisogna essere una "scrittrice immensa" per riuscire a far "parlare le parole".
RispondiEliminaTu lo sai fare :)
Bisogna essere una "scrittrice immensa" per riuscire a far "parlare le parole".
RispondiEliminaTu lo sai fare :)
(E vediamo se stavolta Splinder mi pubblica il commento).
Sebastià, le parole, spesso sono autonome e parlano da sole.
RispondiEliminaSi fanno pure la doccia.
Qualcuna no.
Perchè è troppo sozzona.
:)
[spero ti piaccia.ho capito che se non comincio cadrò diretta nel buco.dunque.vestiamoci di bianco...ti bacio sorellina]
RispondiEliminaBuonanotte Renata.
RispondiElimina[uazz ma quello è un lanciafiamme gghghghhg]
RispondiEliminaLa ma parola "chiave" non vorrebbe essere neppure i n s o n n i a.
RispondiEliminaIo, sorridendo, ti rispondo che non riuscirei mai ad elencare su un blog i perchè di queste mie parole "chiave" stanchezza ed insonnia...
Non ce la farei...
Sono così!
Hai qualche spiritosa frase nella tua lingua bella e simpatica adatta a tutto ciò?
A presto, Renata.
Aura
Renata! sei sveglia! :)
RispondiEliminaBuongiorno! Io non sono ancora andata a dormire, a volte mi capita di stare sul fuso dell'italia da sola, senza che nessuno me lo chieda :)
un bacio
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaEd io sono già alla quinta o sesta sigaretta.
Fumata, però, solo di bocca.
Con i pomodorini rossi alle orecchie
ci dormo anche la notte. E sono qua.
Calderoli, finalmente, ha detto una cosa intelligente, chè pare si vorrebbe bruciare.
E, come direbbe Fellini, la nave va...
:)
Bene, Aura, ecco la tua voce più vera.
RispondiEliminaIn fondo, le piccole provocazioni servono a qualcosa. :)Nella mia lingua, al momento, non mi viene nulla di spiritoso. Ma un'immagine poetica, sì, l'ho regalata anche alla mia amica Graceandgravity, in un commento, da lei.. E ora la do a te. "Jicate juncu, ca 'a china passe..." ( "Piegati, giunco, che la piena passa." )
Onbeauty, ed adesso so che stai dormendo. :)
Morfea, scusami che non t'avevo vista.
RispondiEliminaMadonna, come vorrei riuscire a fumare almeno un po' di meno, almeno un po'...:)
Ecco, potresti provare a fumare di meno, più che riuscire :)
RispondiEliminaCiao, Renata
per un senso di moralità ( senso decisamente sbagliato in questo contesto ) mi verrebbe da scrivere che il pezzo fa cacare - così, per un vago spirito "mediatico" ( le associazioni che faccio tra parole e miei concetti è spesso e decisamente fuori da ogni realtà sensata, ma mi piace così - diciamo )
RispondiElimina;-)
Mah, Sebastiano, difficile, difficile assai.:)
RispondiEliminaRamificazioni, tu troppo discolo sei. Mi sa che, con te, lo utilizzerò quel voto in condotta introdotto quest'anno dalla ministra berlusconiana, giusto così per fare qualcosa. Lo utilizzo e ti boccio. Per non avere visto il film "Into the wild".
:)
fai bene
RispondiEliminafai anche una sorta di contratto con un qualche gommista, visto che sei in vena di scelte
;-)
Quod nimio gaudes noctem producere vino
ignosco: vitium, Gaure, Catonis habes.
carmina quod scribis Musis et Apolline nullo
laudari debes: hoc Ciceronis habes.
quod vomis, Antoni: quod luxuriaris, Apici.
quod fellas, vitium dic mihi cuius habes?
dovessi sapere di chi sono questa parole, no dirlo. te ne prego. andrebbe di gran moda
andrebbe sprecato
andrebbe come una yars con le 4 gomme bucate
;-D
Ramificazioni, ahahahahahahahahahhhhhhhhahahhh.
RispondiEliminaTi facilito il compito:
Yaris 1300, benz, grigio fumo di londra. Tre anni fa, io la volevo rossa, ma solo quella c'era.
:))
"Jicate juncu, ca 'a china passe..."
RispondiEliminaGrazie, Renata cara.
Il mio è un grazie profondo.
Aura
tu continua così
RispondiEliminae altro che fumo di londra
fumo di yaris grigia che brucia
non sono così attento alle cose dei colori e degli abbinamenti: una tanichetta di benzina ed un fiammifero
come disse quel barbuto comico famoso ( prima di fare il comico, lavorava con me ): basta poco, che ce vò!
;-D
consiglio convenzione con gommista in Rossanno calabro
ci passai davanti, al suo negozio, e mi chiesi: chissà cosa vendono qui.
il cartelo sopra il medesimo negozio riportava: LiGummi
avevo pensato a fagioli ed affini, in principio
guarda che è vero
;-D
piccole genialate dal profindo sud, crescono
;-)
ora basta...che ho un altro contratto..un tal Osama bin Landen o bin London, non ho ben capito..un tipo strambo e vestito in guisa di carnelavesco modo, mi ha dato trecento Euro per fare un dispetto all'auto di tal Giorgio Buscccc...CIO HO DA FARE con le pagine bianche per vedere dove vive questo Giorgio...CI HA la casa bianca ...dico, fortuna che non vive in Grecia o in Puglia..altrimenti mi ci vorrebbe una vita per trovarlo..
ciao donna
fumiamo il kalumet di pace...
;-)
RAMIFICAZIONI, io non sono di Rossano Calabro, un po' di orgoglio campanilistico, che diamine! Il mio paese si chiama Spezzano della Sila, e, della SILA, guarda sempre le montagne, ohhhhh. :)
RispondiEliminaE mo fumiamoci questo Kalumet.
Prego, Aura. :)
Però LiGummi è troppo simpatica, ehehehehehehehe. :)
RispondiElimina[non ti preoccupare...è quasi normale non notarmi;-P...io ho la sorellina della yaris...era destino me sa...aygo rosso fiamma:-P]
RispondiEliminaMorfè, così però pare che, a me e a te, ci pagano per fare pubblicità alla toyota. Così, a me viene in mente il toyotismo. E, di riflesso, mi ricordo della mia scuola, e dell'ossessione di questi ultimi due decenni di fare della scuola un'impresa eccellente, con su scritto: "difetti zero". Così, divento triste.
RispondiEliminaMa tu, davvero, non c'entri niente.
bacet.
:)
Ecco.
RispondiEliminaDal blog di Diciche, ora inviamo al Mondo notizie non politiche, non economiche, ma Antropologiche: in questo momento, a Spezzano della Sila, davanti casa mia, sta passando la mitica processione di apertura per i festeggiamenti di San Francesco di Paola (15 giorni di festa, 15).
Di avamposto, 15 ragazzi con i tamburi (oggi, però, mancano i baffi di Maestro Rodolfo che, di tamburi, ha creato una scuola).
Dietro, la baNDA COMUNALE CHE SUONA UN MOTIVO SPAGNOLEGGIANTE ASSAI (adatto più ad una Corrida, ma va bene lo stesso)
dietro, la folla e, per ultimo,
San Francesco.
Mia madre guarda dal balcone sopra il mio, e, pur sapendo che io non sono credente, esprimerà a lui quella sua solita preghiera di cui conosco l'essenza di parole.
Mi godo i tamburi.
Non c'è stata una sola volta nella mia vita in cui il loro suono
non mi abbia allargato il cuore.
Vabbè, mo vado a mangià.
:)
Diciche, sei uno angolo acuto.
RispondiEliminaMi fai riflettere,mi fai commuovere, mi fai morire dal ridere.
Grazie!
Roberto
mi piacciono le mani che si stringono, anche forte
RispondiEliminaLe mani devono stringersi con forza.
RispondiEliminaAura
Bonne nuit!
[nooo tu no triste...ti stringo e ti strucco tutta[nel senso che ti stritolo nell'abbraccio]non che mi metto a struccarti:-P]
RispondiEliminaGrazie, roberto. Però "UNO ANGOLO aCUTO", refuso, certo che lo so, è notevole davvero e mi fa ridere assai. :)
RispondiEliminaA te piacciono, Onda, io, su mani così, smetterei ogni delirio. Zitta e muta, che ci sarebbe da parlà? :)
Buonasera, Aura. :)
Anche perchè, Morfea, a parte il rossetto, io non mi trucco più. Una sciattona. :)
Grazie.
RispondiEliminaMarinella :*******
"... Indicami, impreciso, il punto inesatto del tuo orrore. Voglio guardarlo. ...". Vuoi, dunque, la precisione del punto?
RispondiEliminaSono cosette semplici, scarne, vitali e scandalosamente essenziali.
Umane, troppo umane se vuoi, ed è proprio quel che resta del giorno, di ogni giorno, ma occorre non lasciarsi divorare dalla disperazione.
Ho negli occhi, gli occhi di Nduma, bimbo "(de) gambizzato" da una mina antiuomo italiana, che ho accarezzato. E ti dirò: a Cincinnati come Lafcadio vorrei ricominciare per poi, non andare in Vaticano. Quel dio consente troppe stronzate, persino le processioni con un motivo spagnoleggiante di accompagnamento ... ma va!! é paganesimo. Posso persino esserne contenta.
Adele
:)
Marinè.:*
RispondiEliminaAdele, di fronte a quello che hai visto, io, come tutti, colpevole, mi inchino. La vita, in parte, mi ha dato l'opportunità di accogliere in me
una parte di quella vergogna dell'Occidente, anche solo come banale sofferenza.