Vieni con me

Ci vieni con me? Vuoi seguirmi? C’è tutta la notte davanti, tutta la notte.
Vuoi entrare nel buio, insieme a me? Ti insegnerò la magia di quelle pietre e come difendersi dai cani, dai cani, perché non basta rimanere fermi per difendersi dai cani, l’immobilità è un’arte che ho imparato da bambino, è seduzione, io so guardare le cose feroci, feroci, so spostare la paura, io riuscirò a guidarti, fidati, vedo già le tue parole muoversi impazienti,
cadere doloranti con una ferita di senso,
farsi aria per farti respirare, o credenza, semplice credenza di sorriso.
Vieni con me. Ho una casa diroccata, che sto cercando di ricostruire, per la luce ho solo le candele, ma la mia vista è buona, buona, saprò narrarti tante storie, tante storie, accarezzandoti la testa, lontanissime dal mondo, quando il mondo è cattivo, e ci ritornerai là dentro, sola, senza di me, però più forte, più forte, più forte…
Ti riprenderai il tuo tempo colorato, colorato, tutti quei fogli bianchi da riempire, insegnerai le cose piccole delle umane differenze, i giri buoni della solitudine, le risate senza tentennamento.
E forse tornerai, e forse di nuovo andrai.
Io sarò qui.
Ma questa notte così buia,
questa notte, ti prego,
tu
stai con me.
Charlie Haden, El ciego
Coinvolgente questo dialogo muto, dove la sensibilità di sè accoglie le dolcezze, i dolori, i sogni.
RispondiEliminaCiao Michele.
chissà, forse a te ti ascolterà....
RispondiEliminabuona serata :)
io sarei andato o sarei rimasto (al posto tuo?)
RispondiEliminaMichele, un dialogo muto. Exact. :)
RispondiEliminaAnonimo, mica l'ho capito che vuoi dire.
Questo io non posso saperlo, Onda, boh...:)
io verrei
RispondiEliminaE' una storia che ti é accaduta tempo fa?
RispondiEliminaBuonanotte :)
conosco queste parole.
RispondiEliminasono sempre in fuga io
[anch'io verrei stanotte.e non sai quanto vorrei un tuo abbraccio renèè]
RispondiEliminavia via vieni via con me
RispondiEliminaniente più ti lega a questi luoghi
neanche questi fiori azzurri
buongiorno renatì
:)
Dinanzi a te, persino l'esimio Conte (Paolo intendo) sfigura... con i suoi fiori azzurri e gli accappatoi in tinta.
RispondiEliminaIt's wonderful! ;)
E quasi quasi ci vengo...
Marinella
ps. ...anche se non sono mai andata via, è bello ritornare qui lasciando un segno del proprio passaggio.
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaOggi non sono andata a scuola, la giustificazione la do a voi: avrei dovuto fare 6 ore, 6, dalle 8 all'una e trenta, in questo caldo. Ecco, esimii professori, non sono venuta a scuola perchè, altrimenti, sarei morta.
:)
Grace, allora parla con Lui, con Lui che parla, e digli che vuoi seguirlo, in quella notte. :)
RispondiEliminaNo, Sebastiano. Una storia che mi è accaduta tanto tempo fa mi ha lasciato tutt'altro che "più forte": ANZI svuotata mi ha lasciata, disillusa, insicura, incerta. Queste, invece, sono parole di speranza che i mondi umani non siano tutti gli stessi. :)
Anonimo, e che ti posso dire? Ogni tanto, fermati. :)
RispondiEliminaMorfea, fermo restando che io non lesino certo i miei abbracci, anche a te dico: se vuoi andare, parla con Lui. :)
E buongiorno Just, a te e all'avvocato di Asti. :)
Marinella,m ma tu lo sai quanto sono contenta io di rivedere qua le tue parole? E' tutta l'estate che mi manchi. :)
bellissima.
RispondiElimina[ a volte forse non riesco a carpire i sottintesi...forse ti ho feito?:(]
RispondiEliminaEsagerà, grazie.
RispondiEliminaAntonella, macchè ferita, ma quando mai, scherzo, scherzo sempre, lo sai. :))
Poche volte, Renata, io scrivo che qualcosa mi tocca veramente profondamente.
RispondiEliminaLeggendo le tue parole lo dico, lo urlo.
Renata, sei "speciale".
Grazie.
Aura
Anche la musica mi entra dentro dentro.
Anche a me farebbe tanto piacere un tuo abbraccio, Renatì.
Aura, grazie a te, sei più che gentile. Ed hai ragione: "profondamente" è un avverbio che merita, nell'uso, molta parsimonia. :)
RispondiEliminamoltissima parsimonia, cara Renata!
RispondiEliminasono d'accordo con te.
la mia non è gentilezza.
ti abbraccio
aura
me ne ero gia' stata qui sopra senza dire nulla, forse frenata dalla musica che fluidamente sbilancia e avvolge. dimmi, renata perche' queste parole poi invece nella vita reale si fanno cosi' fatica a dire? perche' sembra sempre che il momento sia passato o non ancora arrivato?
RispondiEliminaAura :)
RispondiEliminaCarissima On, tu hai colto il punto centrale della questione: perchè queste parole non si riescono a dire, perchè il momento in cui poterlo fare slitta sempre in un futuro generico o in un passato sterile, lasciando il presente come una spirale di sfasature, perchè?
Ludo, io non lo so, davvero non lo so, registro solo che la paura si è impadronita dei sentimenti e si cede quasi sempre alla cosa più ovvia: tacere. :)
si', penso capiti quando si vuole guardare troppo in la', indietro e dopo, ai lati, sopra e sotto, dentro e fuori. quando ogni cosa e' da capire prima. e il presente si confonde come dici. quando si aspetta a lungo e in modo indefinito. posso dirti, ma sai gia', che la musica mi ha catturato?
RispondiEliminal'attesa, non e' un vizio di cui poter fare a meno facilmente. ha parole di sogni. inverte i tempi e le misure. lascia le porte spalancate e svuota una decisione. la rende fragile e incomunicabile. l'attesa si prolunga a farti arrivare in anticipo rispetto a quel che ancora deve essere. o forse questo e' un sentire mio.
RispondiEliminaSi ha paura di esprimere i propri sentimenti.
RispondiEliminaE' vero.
Io tento di farlo sempre di più.
Con tenacia.
Con coraggio.
Con costanza.
E' una via per la salvezza di noi stessi e degli altri.
Aura
La musica suona e...
RispondiElimina:) Aura
Toccante, straripano sensibilità e amore. L'immagine dell' immobilità che può sedurre è un'arte difficile per gli eletti che l'imparano con il dolore sulla propria pelle. Davvero forte questo scritto che poi è un limite definirlo "scritto" NIKKA
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaSuccede raramente, ma qualche volta succede: Diciche non sa che dire. Ha la testa imbrogliata da un sogno molto strano, molto strano.
Non di quelli che sembrano reali, ma di quelli che reali lo sono davvero ed abitano una notte in cui non smette mai di piovere.
On, sottoscrivo le tue parole, ad una, ad una.
RispondiEliminaAura, continua così.
Grazie, Nikka, grazie. Sento che, in queste parole, ci sei entrata dentro.
Io e te, poi, lo sappiamo che trovare una definizione per un gruppo di frasi non è sempre importante.
Non vale riesci a essere poetica anche nei commenti quando dici che non sai che dire! :)
RispondiEliminaandiamo dicice, io con te ci vengo! :-)
RispondiEliminadiciche ho sboagliato a digitare!
RispondiEliminaIn quei momenti, pyperita, lo sappiamo, o esce la poesia o ti senti particolarmente fottuto. :)
RispondiEliminaSho, lo ripeto anche a te, è un Lui che parla, se vuoi andare è a Lui che devi rivolgerti. Io sono solo una portavoce. Un bel mestiere, il portavoce, se sei bravo a farlo, potresti ritrovarti pure romanziere, così, senza bisogno di studiare le regole della grammatica e della sintassi per imparare.:)
[vivo di illusioni sai?=) buon pomerì renèè:)]
RispondiEliminaa te, antonella
RispondiEliminaC'è una sofferenza di fondo, non so se tu, proprio tu, stai soffrendo, ma lo si sente e, quasi quasi vorresti dirlo mimetizzandolo, oppure, ti rivolgi a chi lo "intrasente". Per quel poco che vale, ho affinato la mia sensibilità anche se posso sbagliarmi.
RispondiEliminaAnch'io continuo a dire alla persona che Amo-Voglio": vieni con me!? E continuerò. Sì.
Adele
:)
fa sempre piacere qualcuno che si butti nel fosso con noi...
RispondiEliminaehm .. stia.
RispondiEliminaSono ancora troppo stanca...evidentemente.
Adele
Adel, come dicono tutti, pare che la sofferenza sia connaturata al genere umano. E' sfuggito un indicativo al posto del congiuntivo? Poverino, quello voleva farsi solo una passeggiata. Tu invece l'hai ripreso e riportato subito a casa.:)
RispondiEliminaTangerinee, penso che tu potresti, per l'età, essere una mia ipotetica alunna, una di quelle "toste", nelle orecchie, il rock anni '70. Ecco, penso questo e, subito, mi viene un debole per te :)
musica molto adatta al tema. conosco quel disco malinconicamente splendente di charlie hade. chissà da dove vengono ai sudamericani questi spleen
RispondiEliminaattraversare la notte ... che terribile - ma reale - metafora.
anche il protagonista del film il mio amico giardiniere ha dovuto attraversare la notte. ripiegato nel suo giardino, ma con l'amico ritrovato
lo so che sei solare (me lo dicevi in precedenza)
è per questo che l'immagine della notte è ancora più drammatica
ciao renè
a rileggerti
Ama, e dunque, concludo che il film, poi, l'hai visto. Tenero, vero?
RispondiEliminaOra, caro Amateo, questa metafora, questo attraversare la notte non mi sembra proprio terribile, sai?
:)
Ho vissuto notti di mille ore. Anch'io vorrei chiamarlo a venire, per poi lasciarlo andare, perché i cani abbaiano e sono le sole voci che sento, dal giardino. Forse sono d'accordo con noi. Forse ci credono divinità. E perché è tanto buio. Ancora.
RispondiEliminaCostanza, ma che meraviglia queste tue parole. Grazie, grazie davvero di averle lasciate qua. :)
RispondiEliminaEsplicativa la foto...e quelle parole, le stesse che in certe notti penso anche io...non le dico, altrimenti le sente qualcuno.
RispondiElimina*
Quero, tu sei un essere parlante, dovresti dirle invece, dovresti dirle. Siamo soffocati da censure e da auto-censure. :)
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