giovedì 15 gennaio 2009

Ci daranno la patente della più efferata idiozia, tranquilli, ce la daranno.


Sono almeno 20 anni che mi sento una perfetta estranea in


questo "mio" paese.


Se il permesso di soggiorno dovranno pagarlo loro:






voglio pagarlo anch'io.


 


56 commenti:


  1. Mia cara,

    Uno dei modi migliori per non guardare in faccia la realtà

    è proprio quello di spezzettare tutto in piccoli frammenti autosufficienti,

    tipo questo della tassa per gli immigrati.

    Ma il vero problema è il regime fascistoide sotto il quale ci troviamo,

    e che si è apertamente dichiarato anni fa con l'editto bulgaro.

    Ma il grave non è che uno psicolabile come berlusconi l'abbia detto,

    quanto che sia stato immediatamente obbedito!!!!!

    Come il grave non è quel che dice o fa lui e la sua corte,

    ma che gli italiani continuino a votarli, e quindi a farli governare,

    si, perchè gli italiani sono assolutamente pronti a rieleggerli ancora,

    questo è certo.



    Vedi l'incessante attacco alla Giustizia, che ha solo e unicamente lo scopo

    di assoggettarla al potere politico, come in tutti i regimi totalitari.



    Comunque volevo dire che quella scritta rivolta agli immigrati,

    e proprio bella, e mi sa che te la rubo.



    :-)))))))

    RispondiElimina
  2. Fantastica la scritta. Mi unisco a te, migriamo pure noi. NIKKA

    RispondiElimina
  3. Eutrone, quella scritta esprime un sentimento comune a te, a me, a molti altri italiani. Sì, facciamola circolare. :)



    Nikka, l'ho detto: persone come noi sono già migrantes nella loro terra. :)

    RispondiElimina
  4. [voglio pagarlo anch'io]

    RispondiElimina
  5. Antonella, giuro, non scherzo. Mi procurerò un bollettino e lo pagherò. :))

    RispondiElimina
  6. [manco io...mi ci sento straniera in st'italia...mille cose non vanno una per ora sta riempiendo di livore ciò che me la faceva amare un pò]

    RispondiElimina
  7. io mi trovo bene a casa mia e vorrei accogliere chi mi pare. la tassa di soggiorno la pagherei per l'ospedale psichiatrico dove vorrei vedere internati certi politici

    RispondiElimina
  8. Pago pure io...



    Questa è di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati....





    ''(a forza di essere vento)

    Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina



    Il cuore rallenta la testa cammina

    in quel pozzo di piscio e cemento

    a quel campo strappato dal vento

    a forza di essere vento



    porto il nome di tutti i battesimi

    ogni nome il sigillo di un lasciapassare

    per un guado una terra una nuvola un canto

    un diamante nascosto nel pane



    per un solo dolcissimo umore del sangue

    per la stessa ragione del viaggio viaggiare

    Il cuore rallenta e la testa cammina

    in un buio di giostre in disuso



    qualche rom si è fermato italiano

    come un rame a imbrunire su un muro

    saper leggere il libro del mondo

    con parole cangianti e nessuna scrittura



    nei sentieri costretti in un palmo di mano

    i segreti che fanno paura

    finché un uomo ti incontra e non si riconosce

    e ogni terra si accende e si arrende la pace



    i figli cadevano dal calendario

    Yugoslavia Polonia Ungheria

    i soldati prendevano tutti

    e tutti buttavano via



    e poi Mirka a San Giorgio di maggio

    tra le fiamme dei fiori a ridere a bere

    e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi

    e dagli occhi cadere



    ora alzatevi spose bambine

    che è venuto il tempo di andare

    con le vene celesti dei polsi

    anche oggi si va a caritare



    e se questo vuol dire rubare

    questo filo di pane tra miseria e sfortuna

    allo specchio di questa kampina

    ai miei occhi limpidi come un addio



    lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca

    il punto di vista di Dio



    Cvava sero po tute

    i kerava

    jek sano ot mori

    i taha jek jak kon kasta



    Poserò la testa sulla tua spalla

    e farò

    un sogno di mare

    e domani un fuoco di legna



    vasu ti baro nebo

    avi ker

    kon ovla so mutavia

    kon ovla



    perché l'aria azzurra

    diventi casa

    chi sarà a raccontare

    chi sarà



    ovla kon ascovi

    me gava palan ladi

    me gava

    palan bura ot croiuti



    sarà chi rimane

    io seguirò questo migrare

    seguirò

    questa corrente di ali''



    RispondiElimina
  9. antonella, spero non riguardi quello che immagino...:*



    Onda, mi hai fatto fare una bella risata. Per l'ospedale psichiatrico di lor signori, contribuirei con almeno 200 mensili euro. :)



    Grazie, Yllo, per l'adesione e per De Andrè. :)

    RispondiElimina
  10. applausi applausi applausi!



    BRAVISSIMA!

    RispondiElimina
  11. Sho, e pagheremo, c'amma fa'.

    Sento lontanissimi anni luce quelli lassù, gli unti dal Signore, le camicie verdi, l'afasia delle loro parole. Se questa loro è la vera "ITALIANITA'",

    sono totalmente straniera.

    Luoghi comuni?

    vabbè, meglio ribadirlo.

    :)

    RispondiElimina
  12. quella scritta esprime un sentimento comune a te, a me, a molti altri italiani





    anche ad altri stranieri

    a tutti quelli che sono "vagamente" vivi



    qui gli stranieri sono stati "una manna" ( ironic, quasi )

    altrimenti ce l'avrebbero ancora con i meridionali ( io nato al nord da gente del sud, ancora vengo identificato come forestiero, dico )



    RispondiElimina
  13. ah, specifico, ci sono tantissimi "nordici" che sono deliziosi

    ( ma non li ho mai mangiati, dico davvero )



    RispondiElimina
  14. io potrei essere uno di questi? :-)))



    gugl

    RispondiElimina
  15. intendo "deliziosi", non "commestibili" :-)



    gugl

    RispondiElimina
  16. a Morfea: siccome non posso commentare nel tuo blog, la dico qui (Renata capirà): l'ultima poesia che hai postato mette in luce delle qualità letterarie interessanti. coltivale.



    gugl

    RispondiElimina
  17. troppa ignoranza e troppa cattiveria. sono tragicamente ridicoli. pensano di fermare masse di disperati con il celodurismo di facciata. signore, abbi pietà di loro perchè sanno quello che fanno

    RispondiElimina
  18. Un post tenero e forte. Come te :)

    RispondiElimina
  19. no, non è un luogo comune, è qualcosa che deve essere detto e ripetuto come un mantra.

    La proff che mi tiene in tesi ha criticato il fatto che io abbia ripetuto troppe volte che insegnerò a leggere come principio della democrazia e del libero pensiero, stilisticamente avrà ragione lei, ma di fatto resto certa che è qualcosa che va oltre il luogo comune e deve essere ripetuto e ripetuto... allo spasmo.

    RispondiElimina
  20. [il dopo.il dopo è solo questione di soldi.sai?ed ora siamo con l'acqua alla gola.burocrazia]

    RispondiElimina
  21. Mi ricordo la prima volta

    che ho visto un "extracomunitario" a Milano

    io ero una bambina

    lui un indiano con il turbante in testa seduto in un tram

    e tutti lo guardavano e sorridevano

    che gli italiani non sono razzisti - si diceva

    nooo

    finché non c'era nessuno contro cui razziare (razziare fra italiani, evidentemente, non contava)

    Poi non lo so se sono differenti da noi

    alla fine probabilmente voterebbero la TRIMURTI pure loro

    però penso che ad una chance di NON diventare come noi

    abbiano proprio diritto.

    E quella scritta, è davvero spiritosa e simpatica e - come dire - la sento.



    Costanza

    RispondiElimina
  22. Si' la scritta e' bella. Come dice Eutrone il vero dramma e' che gli italiani in media in verita' sarebbero pronti a rivotare questo governo. La politica sull'immigrazione e' eticamente inaccettabile e stupida. Mi torna in mente la questione delle classi separate per chi non parla italiano. Da bambina sono arrivata dopo spostamenti vari in seconda elementare senza sapere l'italiano, pur essendo italiana. La lingua non la sapevo, e non la capivo quanto gli altri. Mi hanno fatto battaglia con consigli di classe vari, i bambini mi mettevano in disparte. Nel giro di 6 mesi ho recuperato tutto. E ho pensato che idioti. Anziche' capire che dalla mia esperienza i loro preziosi bambini potevano imparare qualcosa, mi hanno fatto sentire diversa e hanno creato una distanza che forse tra di noi, bambini, poteva essere riassorbita in fretta. Ed ecco un ennesimo provvedimento idiota e sbagliato che aggiunge una formale distanza, laddove l'unica cosa da fare e' riconoscersi, siamo uomini, ed aprire le danze di un incontro.

    RispondiElimina
  23. Buonasera a tutti.

    Io sempre con l'influenza.

    Di notte scrivo cose bellissime, dormendo.

    Poi, dimentico. Ci vorrebbe un registratore mentale.

    pAROLE DAL sonno al pc, direttamente.

    :)

    RispondiElimina
  24. sarebbe una grande invenzione, riesci solo a immaginare la bellezza di tutti i sogni?

    RispondiElimina
  25. ma proprio tutti i sogni del mondo dico io!

    RispondiElimina
  26. Dai, Ramificazioni, confessalo che qualche nordico te lo sei fatto al forno con le patate...:)))

    E, comunque, a conferma di ciò che dici, ti presento il delizioso signor Gugl, che sta sotto di te. E' nordico, sì, un po' formalista russo, ma per niente allineato su certe posizioni. :))



    Gugl, speriamo che Morfea abbia letto il tuo commento. :)



    E' vero, Jonny: sono tragicamente ridicoli, senza riuscire ad essere, neanche lontanamente, artisti tragicomici. :)

    RispondiElimina
  27. Sebastià, il connubio tenerezza + forza-senza-spada dovrebbe essere il più bello nell'animo umano. :)



    Shoruel, per quel po' che ti conosco, la prof. con te non la spunterà. :)



    Antonella, so che tutto, alla fine, si riduce ad una stramaledetta questione di soldi. Poco fa ti avevo chiamato, ma eri appena uscita. Cerca le vie d'uscita, bambina. :*



    Ciao, Quero. :)



    Sì, Costanza, il diritto a non diventare come noi. Talvolta, sembra di poter tenere lontana questa brutta aria che tira, magari rifugiandosi in un un serrato privato. Ma quella riemerge, sì, la senti dappertutto, perchè dappertutto c'è la feccia che gode e che balla. :)

    Esatto, Ludo. Leggi il passo della Kristeva, sopra, va proprio nella direzione che indichi tu. E non ti arrabbiare con me. Vivendo spesso in un senso di impotenza, mi viene voglia di scuotermi, scuotere le altrui parole. Mi capita, così, di sentirmi una "risorgimentale".La sciocchezzuola che ho lasciato da te

    non era affatto un rifiuto delle tue parole, il contrario, un modo un po' rude di dirti che ti voglio bene, capì? :)

    RispondiElimina
  28. Sì, Shoruel, una bella invenzione, e poi magari impazziremmo tutti, come succede in "Fino alla fine del mondo", di Wim Wenders. Altra storia, lì, però, forse, un po' simile.

    bacio.

    :)

    RispondiElimina
  29. e invece sbagli! ( senza patate sì!)

    ;-)



    shcerzi a parte, la questione è semplice, sono milanese di figli sudisti, e dunque ITALIANISSIMO, quindi litigo indiscriminatamente con tutti.



    RispondiElimina
  30. mi pare che morfea abbia ben altri problemi per accorgersi che le ho fatto un complimento :-)



    gugl



    ps. ma davvero do l'impressione d'essere un formalista russo? dovrò cambiarmi d'abito! :-)

    RispondiElimina
  31. "figlio mio, da mangiare per tutti non ce n'è" così disse mia nonna a mio padre diciassettenne, secondo di sei figli, tutti maschi. E se ne partì dal paese per il nord. Me lo dice sempre che in fabbrica i settentrionali li apostrofavano, terrapippa, terramatta, terrabrusada. Son rimasti gli stessi questi "italiani" del nord.

    RispondiElimina
  32. guarda, la oproff si chiama come me ed è abbastanza personaggia, chi la spunterà non lo so, inizio a credere che sarà lei :-)

    RispondiElimina
  33. Renee, belle le parole che citi. Non mi sono arrabbiata, volevo capire perche'. buona notte per te

    RispondiElimina
  34. Io non mi sento italiano

    di Gaber - Luporini



    Io G. G. sono nato e vivo a Milano.

    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Mi scusi Presidente

    non è per colpa mia

    ma questa nostra Patria

    non so che cosa sia.

    Può darsi che mi sbagli

    che sia una bella idea

    ma temo che diventi

    una brutta poesia.

    Mi scusi Presidente

    non sento un gran bisogno

    dell'inno nazionale

    di cui un po' mi vergogno.

    In quanto ai calciatori

    non voglio giudicare

    i nostri non lo sanno

    o hanno più pudore.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Mi scusi Presidente

    se arrivo all'impudenza

    di dire che non sento

    alcuna appartenenza.

    E tranne Garibaldi

    e altri eroi gloriosi

    non vedo alcun motivo

    per essere orgogliosi.

    Mi scusi Presidente

    ma ho in mente il fanatismo

    delle camicie nere

    al tempo del fascismo.

    Da cui un bel giorno nacque

    questa democrazia

    che a farle i complimenti

    ci vuole fantasia.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Questo bel Paese

    pieno di poesia

    ha tante pretese

    ma nel nostro mondo occidentale

    è la periferia.



    Mi scusi Presidente

    ma questo nostro Stato

    che voi rappresentate

    mi sembra un po' sfasciato.

    E' anche troppo chiaro

    agli occhi della gente

    che tutto è calcolato

    e non funziona niente.

    Sarà che gli italiani

    per lunga tradizione

    son troppo appassionati

    di ogni discussione.

    Persino in parlamento

    c'è un'aria incandescente

    si scannano su tutto

    e poi non cambia niente.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Mi scusi Presidente

    dovete convenire

    che i limiti che abbiamo

    ce li dobbiamo dire.

    Ma a parte il disfattismo

    noi siamo quel che siamo

    e abbiamo anche un passato

    che non dimentichiamo.

    Mi scusi Presidente

    ma forse noi italiani

    per gli altri siamo solo

    spaghetti e mandolini.

    Allora qui mi incazzo

    son fiero e me ne vanto

    gli sbatto sulla faccia

    cos'è il Rinascimento.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Questo bel Paese

    forse è poco saggio

    ha le idee confuse

    ma se fossi nato in altri luoghi

    poteva andarmi peggio.



    Mi scusi Presidente

    ormai ne ho dette tante

    c'è un'altra osservazione

    che credo sia importante.

    Rispetto agli stranieri

    noi ci crediamo meno

    ma forse abbiam capito

    che il mondo è un teatrino.

    Mi scusi Presidente

    lo so che non gioite

    se il grido "Italia, Italia"

    c'è solo alle partite.

    Ma un po' per non morire

    o forse un po' per celia

    abbiam fatto l'Europa

    facciamo anche l'Italia.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo lo sono.



    Io non mi sento italiano

    ma per fortuna o purtroppo

    per fortuna o purtroppo

    per fortuna

    per fortuna lo sono.





    RispondiElimina
  35. Ramificazioni, e non ti stanchi mai di litigare? :))



    Gugl, proprio per questo Morfea ha ancora più bisogno di carezze.

    In quanto al tuo voler cambiare abito: che ne diresti di vestirti come Roland Barthes? Era un uomo elegantissimo. :)



    Ragnetto, con i dovuti distinguo per i cristiani nordici decenti (tanti), rilevo che ci sono stati addirittura peggioramenti. :)





    Sho, solo perchè c'hanno "il potere". :)





    Buongiorno, Sebastià. :)



    Anonimo, quello di Gaber pertinentissimo testo. Non l'ho messo perchè, in tale sito mio, lo piazzai almeno una ventina di volte. :)

    RispondiElimina
  36. Ludo, perdona, ti avevo saltata. Te lo ripeto con dolcezza: mi permetto di essere "sanguigna" solo con le persone che amo. :))

    RispondiElimina
  37. bene per Barthes.



    sui libri e sulle carezze: gli uni e le altre; le une e gli altri, insieme: solo così si esce dalla giungla predatoria.



    Olmi toglie fiato alle carezze, inchiodando i libri. infatti il film finisce senza storia, senza progetto.



    bacio

    gugl

    RispondiElimina
  38. Gugl, su quello che dici come non potrei essere d'accordo?

    Ma non bisogna dimenticare che l' "INCHIODAMENTO" nasce proprio come reazione contro un mondo totalmente precluso, chiuso all'umano. E a quel vecchio sacerdote, che, contro ogni possibile progetto della sua cristiana veste, continua a ripetere: " I miei libri, i miei più teneri amici".



    Mo ti dò un bacetto ai soliti frutti di bosco. E pure un sorriso, se no t'incazzi. :))

    RispondiElimina
  39. [ti voglio un bene dell'anima.ho saputo adesso di ieri sera...:(...domani sera sono a casa]

    RispondiElimina
  40. ma ti pare che m'incazzo se una donna come te mi dà un bacetto ai frutti di bosco e mi regala un sorriso? non sono mica un generale!



    gugl

    RispondiElimina
  41. a mi, Olmi el me pias

    solo dal nome, dico

    una notte vidi un di lui film

    trattava di lavoro

    non ne ricordo il nome

    questo ragazzo della periferia urbana prendeva il treno e "vinceva" il posto di lavoro

    poi una festa di capodanno

    el cantavan in milaneeees



    c'è bella gente al nord

    parola di sudistanordista



    per la domanda: no, si stancano prima gli altri

    non sono ancora arrivato alla soglia del pensiero di mollare. litigo, intensamente, litigo. mi da gioia. quasi quanto scroccare la lettura dei libri sulla MEtropoliTANA

    RispondiElimina
  42. sì, è questo, sì









    RispondiElimina
  43. vorrei sapere come fai a dire che nel sonno scrivi cose bellissime se poi non te le ricordi. forse sogni di sognare, o forse ricordi di aver sognato un sogno in cui scrivevi cose bellissime. sogni il ricordo del sogno in cui ricordavi di aver sognato che ricordavi un sogno in cui avevi sognato che scrivevi cose bellissime. la vita è sogno

    RispondiElimina
  44. Buongiorno a tutti.

    L'influenza mi rende fortemente ottusa e non me ne dice proprio di scrivere, nè di aggiornare blog. :)



    Ramificazioni, allora voglio trovarlo, ché non l'ho visto. :)



    Jonny, lo dico perchè rimangono i tracciati senza contesto delle parole belle. La vida es sueño, direbbe Calderòn de La Barca, ed io aggiungo che è un sogno che si rimpicciolisce e si allarga. Come le bamboline di una matrioska. :)

    RispondiElimina
  45. [e che mi sento il vestito imperfetto.]

    RispondiElimina
  46. Guarda dici, mi hai fatto venire in mente una battuta da school of rock

    "preside, lei è una potente"

    Battuta che chiaramente non si può capire se non si è visto il film, quindi, se non l'hai fatto regalati quest'ora e mezza di risate ;-)

    RispondiElimina
  47. Shoruel, grazie. Il film non l'ho visto e provvederò.

    :)

    RispondiElimina
  48. bè, muoversi, provvedere!

    tsè



    un sorriso

    RispondiElimina
  49. Ramificazioni, sai qual è lo stramaledetto guio? "Il mulo" NON RISPONDE più come una volta. :)

    RispondiElimina
  50. lo usai una volta sola

    affidabile

    poco costoso

    ma scaricava il vecchio

    certe fascine

    era in prestito, quel mulo

    non del vecchio

    il vecchio era mulo più del mulo in affitto

    il vecchio era il mulo

    ma

    gli zoccoli li portava

    la vecchia

    ecco perchè duravano

    quei due



    una cosa così



    RispondiElimina
  51. Guarda, l'idea non è malvagia. Una protesta non violenta.

    ;)

    RispondiElimina
  52. Credo che questo senso di disagioed estraneità verso questo Paese coinvolga sempre più persone, quelle che non si sentono italians, per dire.

    RispondiElimina
  53. ramificazioni, i muli informatici, invece, non vogliono più lavorare. :)



    esagerato, seppellirli di soldi, senza requiem. :)





    sai, pyperita, per chi già non si sente tutelato dalla vita in sè l'estraneamento risulta ancora più pungente. :)

    RispondiElimina