Una stazione

Io sono una stazione, una stazione di transito: la gente viene, la gente va, senza soffermarsi mai troppo a guardare. Il luogo è scomodo, difficile da raggiungere, spoglio, impervio, senza giardini, insomma, nulla di eccezionale. Spesso, si arriva qui, carichi di aspettative. Qui, inevitabilmente, si rimane delusi, si cerca un’altra meta o si ritorna indietro, da dove si è partiti, con la determinazione di non tornare.
Ma mica li rincorro i viaggiatori, non li tiro per la giacca, non chiedo spiegazioni. Ci mancherebbe altro. Io sono una stazione, una stazione di transito. La mia funzione è questa: osservare. Ho visto individui molto particolari, barocchi, timidi, eccentrici, essenziali. Quando vanno via, però, si assomigliano tutti: essi incarnano perfettamente l’antropologia minima degli esseri umani.
Certe sere d’inverno, a dire il vero, un po’ mi annoio ad essere sempre la medesima stazione di transito e cerco diversivi bizzarri, angolari: guardare il cielo, immaginare il Cosmo grande grande che non finisce mai, interloquire con un Dio qualunque, per chiedergli: ma Tu, questa stazione di transito, che l’hai creata a fare? Il Dio non c’è e non risponde. Però io mi sento autorizzata lo stesso a disinibirmi, a giocherellare, a guardare come le lacrime di tutti questi mondi, se si uniscono, diventano piccole piccole e le risate, invece, si moltiplicano.
Io sono una stazione, una stazione di transito: la gente va, la gente viene.
Mentre i treni partono, mentre i piedi si affannano per scappare, mi siedo tranquilla con la mia sigaretta, rido del vento forte che si porta via i cappelli, faccio “ciao ciao” con la manina, penso che uno dei maggiori diritti che hanno gli uomini sia proprio quello di non fermarsi, quello di andare.
Last Train Home - Pat Metheny Group
la biglietteria, cerco la biglietteria. però mi piacerebbe tanto viaggiare senza biglietto, non per una questione economica, così, per sentirmi libero. che bella stazione
RispondiEliminabasta una foglia secca, per cambiare una vita
RispondiEliminauna stazione, di passaggio, può essere devastante
mi piace che ci sia come una modestia
ma io vedo una bella certezza
e
non ci fosse
dico che sarebbe uno spreco
ma io dico cose così
che la mia parola è qualcosa che è anche meno di una foglia
o una montagna
magari quella di un capostazione in pensione
Poveri uomini, tutti in carrozza!
RispondiEliminale tue parole viaggiano e mi fanno commuovere anche
RispondiEliminagrazie, Renatì
che bello venire sul tuo blog!
ti abbraccio
aura
take the "A" train di duke ellington, from a late night train dei Blue Nile, golden train di justin nozuka, train 1 di philips glass, a train di bobby mc ferrin, lonely train degli explosions in the sky ... e chissà quanti altri
RispondiEliminail treno è un oggetto concreto, che ha la funzion di spostare nello spazio, ma anche una funzione simbolica
qui, i questo post, mi sembri evocare quel famoso attore di casablanca , parte finale (pensa un po' la vecchiaia e le sinapsi fallaci: non ricordo il nome di questo attore ...)
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaE' che oggi sono troppo stanca.
Qua non volevo parlare di treni, di viaggi e di stazioni. Tanto per cambiare, avevo bisogno di parlare di me, di come mi sento, tutte cose per le quali, ogni giorno, mi faccio una ragione.
Per non sentirmi una delle tante vittime, che, tanto, non serve a niente.
:)
Jonny, il primo viaggio da sola lo feci a 16 anni, verso Napoli, senza biglietto. Cosenza- Napoli Centrale, 5 ore chiusa in un cesso. :)
RispondiEliminaRamificaziò, e, siccome la stazione sono io, grazie, hai dato il giusto senso alla mia vita. :))
Onda, non so che rispondere al tuo commento, non mi viene nulla di originale. :)
Aura, e tu con quale treno sei arrivata? :)
Amalteo, funzione simbolica. Humprey Bogart, Amalteo, Humprey Bogart. Grazie per piccola sintesi musical-tematica. :)
Ho sempre vissuto la stazione, da dentro il treno, come un posto che se si va verso una direzione è il futuro, verso la direzione opposta è il passato. Il presente dovrebbe essere l'uscità della stazione verso quella città.
RispondiEliminaE c'è chi vorre stare sempre in un treno "circolare", che non si ferma mai... Forse per sentirsi un pò immortale. Inutilmente.
achh, mi è scappata qualche sillaba come al solito! maledetta tastiera! cercavo la bigliettaia
RispondiEliminadomanda molto complessa a cui rispondere.
RispondiEliminaun giorno lascerò da parte quel qualcosa che mi rende difficile parlare direttamente di me.
svelerò anche quale treno mi abbia portata qui.
lo farò. vedrai. riuscirò.
questo è sicuro:
sono felice di aver preso il treno che mi ha condotto da te :-)
io sono giunta da te con affetto, Renata.
io ho compreso dalle tue parole postate che avevi bisogno di parlare di te...
buone ore
aura
"Per non sentirmi una delle tante vittime, che, tanto, non serve a niente."
RispondiEliminacome è vero!
...una lacrima, però, che scende seguita da un'altra e poi da tante altre ancora fino ad arrivare al pianto pieno ha un grande potere catartico secondo me.
guarda che non ti sto proponendo di affogare nel pianto, Renatì cara, ma di liberarti profondamente lasciandoti andare.
io parlo a te di tutto ciò...
mi sembra ridicolo.
tu sei capacissima di lasciarti scivolare...
un abbraccio vero
aura
tu
In questa stazione di transito
RispondiEliminapersone
passano
si soffermano
si fermano
poi vanno
(devono)
poi tornano
(vogliono)
...
Questa è una stazione di transito
che ha molto di eccezionale
dove si desidera tornare
dove si cammina lenti
trascinando i piedi
per non andarsene troppo presto:
e lasciare una scritta sui muri
e leggere le scritte sui muri...
:)
Costanza
Costanza
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaDalla teoria alla prassi.
W le donne straniere, che Dio, o chi per lui, le abbia in gloria.
Mia casa è un lazzaretto: madre bloccata schiena, io, vabbè, si sa, padre, simbiotico con madre, confuso mentalmente.
Se non ci fosse Tatiana, ora, a gestirci tutti, saremmo fritti e rifritti.
Meriterebbe il premio Nobel per la pazienza.
Perchè non hanno inventato il premio Nobel per la pazienza?
:)
Sai dick è strano che fai questa domanda.
RispondiEliminaCioè, no, non è che sia strano, ma ci pensavo proprio qulache giorno fa:
a come il coraggio quotidiano non conti
a come non faccia guadagnare medaglie.
Ciao Tatiana, ciao Tatiane e Svetlane e MarieSoledad e...
niente premi nobel,
ma tanta riconoscenza.
Sebastiano, bella riflessione, bella. :))
RispondiEliminaJonny, sono così rare le bigliettaie dietro le biglietterie...:))
Aura, tranquilla, con i tuoi tempi, dirai tutto ma, con i tuoi tempi, già dici tanto. Ti ritrovo maturata. :))
Vero, Costanza, avevo tralasciato quanto, in realtà, nelle stazioni di transito, siano importanti i graffiti colorati sui muri. Quelli che, spesso, parlano d'amore e di malinconia per le future distanze. :))
Oh, sai perchè faccio una finta domanda sul premio Nobel? Perchè, almeno, le varie Tatiane, Svetlane, Soledad abbiano molti soldi. Tutti quelli che meritano. Ci stanno facendo le palle così, quelli, sulla "meritocrazia"...:))
Guarda.
RispondiEliminaIn effetti.
La riconoscenza è una bella cosa, ma la giusta mercede -
è tante belle possibili cose...
:)
(Certo: da che pulpito...se penso a certa gentaglia, queste Signore dovrebbero guadagnare qualche milione al mese... )
Non c'è niente da fà...gli addii o gli arrivederci delle stazioni non hanno eguali...vedere il treno che piano piano si porta via un pò di te è qualcosa di straziante e bellissimo allo stesso tempo...seguirne i contorni fino a che scompare tocca veramente il cuore...
RispondiElimina(Fazzoletto bianco ovviamente mentre il treno va via....)
Renata cara, forse sto riuscendo ad aprirmi...
RispondiElimina_il problema sarà, poi, chiudermi!_
un po' di ironia verso il proprio modo di essere è necessaria sempre.
ho un mondo interiore che si sta esercitando al suo apparire con parole pubbliche...
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quello che mi domando sempre è il perchè un blog come il tuo, che è bello, interessante, sensibile ed anche divertente e dove si usa ancora la lingua italiana, abbia pochi commenti mentre blog con le più grandi banalità abbiano commenti a non finire...
io conosco la risposta.
la dico?
no.
tutti quelli che frequentano questo tuo blog conoscono il perchè...
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perchè non hanno inventato il Nobel per la Pazienza?
forse anche perchè è talmente difficile trovare questa merce preziosa che si rischiava di non avere alcuno degno di ricevere il premio...
domanda interessante hai posto, Renatì. :-)
io ho dato un mio modesto contributo a ciò che ti sei chiesta.
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buona domenica
ti abbraccio
aura
"mega-pacco alimentare dalle Calabrie unite: caciocavalli, salsicce, ecc. ecc. "
RispondiEliminagrandioso
sorrido forte
quando sono come devono essere, appena apri una cosa così, escono le divinità degli odori, e ti pervadono
anche a stare nella piazza rossa
se uno apre un pacco così
anche ad essere dall'altra parte della piazza
con un vento tremendo
tu lo sai per certo
che è stato aperto un pacco con quelle cose dentro
sorrido
stazione di transito, così dici
ma con magazzino annesso
mica una cosa così blanda
dico
;-)
forte questa cosa.
;-)
Tu sei bellissima...
RispondiElimina...anche quando ti travesti da scura stazione di periferia.
RispondiElimina;)
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminagr. gr. gr. gr. gr. gr.
:)
Costà, tatiana, ieri, mi ha dato una bella lezione: volevo darle dei soldi, per integrare il lavoro supplementare di questi giorni, me li ha rifiutati con queste parole qui: "Non tutto si misura con denaro". :)
RispondiEliminaYllo, lo dico anche a te: non volevo parlare di viaggi e di stazioni...:)
Aura, l'importante è che, in questo blog, ci si incontri. Il resto non ci interessa, no? :)
Ramificazioni, il magazzino annesso e connesso alla stazione di transito è più grande della stazione stessa. :)
Esagerà, e tu sei gentile, sempre. :)
Non gentile, solo obiettivo.
RispondiElimina;)
[la penso pure io come esagerato]
RispondiEliminaGrazie, Morfea. A entrambi. :)
RispondiEliminaio non la penso come loro
RispondiEliminadi più
di più
( solo per sorridere - non sono così gentile )
;-)
Ramificaziò, sai cosa diceva un famoso scrittore? Che solo gli idioti hanno bisogno di parole sempre gentili. :))
RispondiEliminaa noi sicuramente non interessa il resto...
RispondiEliminanon interessa.
ci incontriamo qui.
questo conta.
qualcuno sostiene forse che il resto ci interessi? ;-)
buone ore
:)
aura
Non lo so, Aura. Io no, di certo. :)
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